ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 15 dicembre 2016

Cervellerandati

CONTRO LA DISINFORMAZIONE OCCIDENTALE CHE SOSTIENE I TERRORISTI TAGLIAGOLA
La campagna mediatica è stata orchestrata alla perfezione: un martellamento quotidiano di menzogne che le persone, pur di buona volontà e con un certo spirito critico, arrivano a credere, non avendo una conoscenza diretta della situazione sul terreno. ‘Non possono mentirci tanto, sicuramente c’è del vero’ pensano.
Se voi mentite, mentite e continuate a mentire, qualcosa delle vostre menzogne sarà creduto. ’’
AsiaNews, 14 dicembre 2016
Questa mattina nuovi, violenti bombardamenti stanno scuotendo la città di Aleppo. Razzi e colpi di artiglieria lanciati dai soldati dell’esercito governativo cercano di abbattere l’ultima sacca di resistenza dei gruppi ribelli e jihadisti, che si sono asserragliati in una piccola porzione della città. Testimoni locali confermano gli scontri a fuoco e la sospensione del piano di evacuazione raggiunto in precedenza, che avrebbe dovuto garantire la fuoriuscita dei civili e degli ultimi miliziani – alcune migliaia – tuttora presenti. I bus governativi sono allineati all’esterno dell’area teatro dei combattimenti, ancora vuoti e in attesa di disposizioni per le prossime ore.
A bloccare le operazioni di evacuazione e innescare la nuova ondata di bombardamenti la richiesta siro-iraniana di avviare, in simultanea, le operazioni di sgombero dei feriti e civili in altre due cittadine sotto assedio delle milizie ribelli.
Le Nazioni Unite sarebbero rimaste ai margini dell’accordo e non partecipano alle operazioni di evacuazione, per dicendosi pronte a intervenire in caso di bisogno. Ieri fonti Onu avevano parlato di “atrocità” e di civili giustiziati dalle milizie filo-governative.
Fonti di AsiaNews nel settore occidentale riferivano al contempo di “lanci di razzi” dal settore ancora in mano ai ribelli, che hanno provocato “otto morti e più di 40 feriti”. “La tregua è ancora lontana – aggiungono le fonti – anche perché resta da capire la posizione dei curdi siriani, armati, e le mosse delle milizie filo-governative, in cui è alto il fenomeno della corruzione e che devono essere sistemate in qualche modo dall’esercito regolare”.
Nei giorni scorsi intense trattative fra Mosca e Ankara avevano permesso il raggiungimento di un accordo sull’uscita di ribelli e jihadisti, rimasti intrappolati in un’area di cinque chilometri, dove si erano ritirati di fronte all’avanzata dell’esercito siriano, sostenuto da russi ed Hezbollah. Esso prevedeva il ritiro dei civili, quindi la fuoriuscita dei combattenti, circa 5mila uomini in esilio in direzione ovest verso la periferia di Aleppo e a est verso Idlib e il confine turco. Dall’accordo emerge ancora una volta la grande influenza esercitata da Ankara sui ribelli e jihadisti siriani, che rispondono di fatto al governo turco. E al quale sono legati con un cordone ombelicale, che ha garantito loro la sopravvivenza per anni.
I siriani sono in giubilo per la vittoria militare, ma la città di Aleppo emerge nella sua drammatica devastazione: uno scenario apocalittico fatto di ceneri, macerie e miseria.



Civili liberati ad Aleppo dai terroristi
Civili liberati ad Aleppo dai terroristi

Se il mondo intero (in particolare l’Occidente) lanciava grida di condanna per la sorte dei civili di Aleppo est, affamati e privi di risorse, impossibilitati a ricevere aiuti umanitari, la tv panaraba Al Mayadeen trovava una prima risposta alla questione. In un reportage dal settore orientale il canale satellitare ha mostrato chi stava davvero affamando la popolazione: in seguito alla liberazione del quartiere Bustan Al Qasr, i cronisti hanno scoperto un deposito all’interno di una scuola colmo di derrate alimentari, vestiti e medicinali custoditi dai jihadisti. Una riserva preziosa nascosta nella scuola di al Yarmuk, mentre la popolazione civile pativa fame e stenti.
Tonnellate di cibo e generi di prima necessità che gli abitanti rimasti – donne, anziani, bambini – hanno subito cercato di accaparrarsi. Si assiste a scene di persone con scatole e sacchi sulle spalle, che tradiscono il bisogno immediato di cibo. La rivelazione sugli alimenti e aiuti umanitari che i jihadisti hanno sottratto alla cittadinanza, affamandola, spiega perché nel settore orientale solo la popolazione civile pativa la fame e appariva dimagrita e provata, mentre i ribelli si presentavano nei video e sui social in buona salute e ben nutriti.
La liberazione di Aleppo ha inoltre svelato un altro mistero: quello dell’acquisto di armi dall’Europa dell’est da parte di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, i cui eserciti sono invece dotati di armi di fabbricazione americana. Tale industria è stata tenuta in vita grazie agli acquisti miliardari dei Paesi del Golfo. Difatti, dal 2103 in avanti Riyadh, Doha e gli Emirati hanno acquistato armi dall’Est Europa, spedite poi ai jihadisti in Siria e nello Yemen. Una fornitura che non si è mai interrotta nel tempo, almeno fino a poco tempo fa.
In uno dei covi dei jihadisti di al Nosra (ex al Qaeda) e del gruppo filo-turco di Nur Eddin el Zank, rinvenuto nel centro storico di Aleppo – settore orientale – sono stati trovati depositi di armi di fabbricazione bulgara, copie bulgare di missili russi, mitragliatrici, razzi anti-carri e altre armi. Negli ultimi mesi del 2014 erano comparsi negli aeroporti bulgari aerei sauditi, assenti nel Paese dal 1991 e che, per questo, avevano attirato grande curiosità.
Alcuni fotografi amatoriali avevano documentato aerei cargo sauditi del tipo Boeing 747 e degli Emirati Arabi Uniti del tipo Boeing 777 e Airbus A330 negli aeroporti di Borgas e di Sofia. Il mistero è stato chiarito dal rapporto annuale del ministero bulgaro della Difesa, secondo cui nel 2014 Sofia aveva siglato accordi per la vendita di armi all’Arabia Saudita per un valore di 85 milioni di euro. Il rapporto dell’anno successivo parlava invece di una vendita di armi, sempre all’Arabia saudita, di un valore di 29 milioni di euro. Sempre nel 2015 l’accordo firmato fra la Bulgaria e gli Emirati Arabi Uniti per la vendita di armi russe da parte della Bulgaria.
In precedenza, secondo quanto rivelato da Wikileaks un telegramma inviato dall’ambasciata Usa a Sofia rivelava un finanziamento degli Emirati Arabi Uniti per l’acquisto di armi bulgare, da inviare al governo dello Yemen nel 2010. Si tratta di decine di mitragliatrici di attacco, di mine, di missili e razzi, nel contesto di una commessa che aveva permesso all’industria bellica bulgara di riprendere fiato dopo un periodo di forte calo. Nel 2014, grazie alla guerra jihadista in Siria e nello Yemen, le le vendite di armi bulgare secondo dati ufficiali hanno raggiunto il tetto di 403 milioni di euro.
Da ottobre 2014 a Maggio 2015 sono stati effettuati nove voli fra la Bulgaria e l’aeroporto di Jeddah e Tabuk nei pressi del confine giordano-saudita, per trasportare fra le 60 e le 80 tonnellate di armi di produzione sovietica. Gli aerei degli Eau hanno effettuato nei medi di giugno e agosto di quest’anno diversi collegamenti fra Abu Dhabi con Borgas e Sofia.
Un rapporto Onu sul traffico di armi pubblicato all’inizio del 2015 parla dell’arrivo in Arabia Saudita, alla fine del 2014, di 830 mitragliatrici e 120 carri armati anti-scosse del tipo SPG-9. All’inizio del 2015 il ministero siriano della Difesa comunicava la presenza di armi bulgare in mano ai jihadisti, rinvenute nei tunnel usati per l’evacuazione. Si parlava di mine, razzi anti-carri, mitragliatrici Kalashnikov e razzi Rpg, tutti fabbricati in Bulgaria e riemersi ad Hama, Homs e diversi quartieri di Aleppo, dopo aver varcato le frontiere della Giordania e della Turchia.
Ankara, che per anni ha fornito armi e munizioni, oltre che aiuto logistico a gruppi jihadisti come al Nusra e Nur Eddin Al Zenki in Siria, ora cerca di farli uscire da Aleppo.
Alla fine di tutto, resta la domanda: A quale prezzo? E che cosa ha ceduto la Russia in cambio? Ancora una volta, come già successo prima con gli Stati Uniti, le vittime sacrificali sembrano essere i curdi siriani.
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Dal dottor Nabil Antaki, ecco un’altra pagina di verità sulla tragedia e sulla riconquistata libertà degli Aleppini.
” Pubblico la mia risposta ad una amica che è stata interpellata da due persone dopo la diffusione della nostra ‘’lettera da Aleppo n. 28’’
Cara F.
Comprendo bene la confusione di uno dei due tuoi interlocutori o il disagio dell’altro, e comprendo anche la tua domanda: ‘qual è la verità? ’
Capisco molto bene la reazione di queste persone sottomesse alla martellante propaganda mediatica occidentale di parte. Una propaganda manichea con i buoni definiti ribelli o rivoluzionari (dimenticando che essi fanno parte dei due gruppi (Daesh e al-Nusra) che la Comunità internazionale ha classificato come organizzazioni terroristiche.
Si dimentica anche che 90.000 jihadisti stranieri sono venuti nel nostro Paese per fare la jihad. E si dimentica che il fine di questi terroristi è la realizzazione di uno Stato islamico.
Dall’altro lato, ecco i malvagi, demonizzati da una massiccia disinformazione, sin dagli inizi degli avvenimenti, per accelerare la caduta del regime.
I ribelli-terroristi che invasero i quartieri est di Aleppo nel luglio del 2012 e Mosul nel 2014 sono gli stessi che commisero gli attentati a Parigi nel 2015.
A Parigi, erano terroristi che bisognava eliminare.
A Mosul, voi applaudite (giustamente) l’assalto dell’esercito iracheno appoggiato dai raids aerei statunitensi e della coalizione, per liberare la città dai terroristi di Daesh, (ben sapendo che questi raids faranno ovviamente delle vittime civili, senza che in Occidente qualcuno se ne dispiaccia).
Ad Aleppo, voi invece condannate l’assalto dell’esercito dello Stato siriano il cui scopo è liberare una parte della città, controllata da quattro anni e quattro mesi dagli stessi terroristi di al-Nusra. (Ricordiamo che Daesh e al-Nusra erano un unico gruppo, scissosi in due circa due o tre anni fa, poiché al-Nusra voleva seguire al Qaïda e giurare fedeltà al delfino di Ben Laden, mentre Daesh voleva giurare fedeltà al califfo auto-proclamatosi Baghdadi).
Dov’è la verità? Non certo presso i giornalisti e i media.
Essa si trova presso coloro che vivono qui.
Presso gli abitanti di Aleppo-ovest (che non sono soltanto cristiani, dato che siamo rimasti in pochi), che ieri sera hanno manifestato la loro gioia nelle strade all’annuncio della liberazione di una gran parte di Aleppo-est. Coloro che hanno subito durante quattro anni e mezzo bombardamenti quotidiani da parte dei terroristi di Aleppo-est con decine di vittime tutti i giorni (naturalmente ignorati dai media occidentali e nessuno che abbia sentito imbarazzo). I terroristi li hanno privati d’acqua potabile per più di due anni (1 milione e mezzo di abitanti a cui si è tagliata l’acqua corrente è un crimine di guerra e contro l’umanità) e nessuno ne è stato sconvolto. Sono stati gli Aleppini a supplicare l’esercito ed il governo di liberare i quartieri orientali ed era dovere dello Stato intervenire.
La verità sta presso gli abitanti liberati dei quartieri orientali di Aleppo, che erano ostaggi dei terroristi, anzi scudi umani. Bisogna vederli scoppiare di gioia, mentre si gettano tra le braccia dei soldati, e piangere quando ritrovano membri della propria famiglia. Bisogna ascoltarli raccontare le sofferenze per ciò che i terroristi gli hanno fatto subire. Naturalmente, tutto ciò è documentato con dei video in arabo che non vi mostrano.
I bombardamenti russi e siriani, che tanto hanno disturbato i nostri amici europei [sensibili e cinici a fasi alterne o a seconda della collocazione topografica delle vittime. N.d.T.], ebbene sì, hanno fatto vittime tra i civili e noi lo deploriamo. Ma voi, voi siete altrettanto addolorati per le vittime civili fatte dalla coalizione occidentale nei bombardamenti di Mosul? O la bomba americana è forse più intelligente della russa ?. In Siria no. Infatti i raids della coalizione occidentale sui terroristi hanno mietuto ogni volta vittime civili e l’ultimo raid aereo francese ne ha fatte 110 in un colpo solo, ma non ve lo dicono. Durante una presa di ostaggi, dopo negoziazioni e tentativi infruttuosi per liberarli pacificamente, la polizia non dà forse l’assalto pur essendo consapevole che potrebbero esserci delle vittime tra gli ostaggi?
Non esistono guerre pulite (dimenticate che stiamo vivendo in guerra da cinque anni e mezzo), però i media europei hanno esagerato i fatti, modificando e amplificando la realtà. Il martellamento che avete subito è intessuto di menzogne. Vi hanno annunciato dieci volte in sei mesi la distruzione dell’ultimo ospedale di Aleppo-est: come se per un colpo di bacchetta magica l’ospedale potesse risorgere in due settimane. Vi hanno mostrato il ‘Sindaco di Aleppo-est’ in tutte le salse: conferenze-stampa, ricevuto da Hollande, imbarcandosi con Duflos in un farsesco viaggio ad Aleppo. Ma si dà il caso che questo signore non sia sindaco di Aleppo e neppure di Parigi. Egli è semplicemente un impostore fatto uscire come un coniglio dal cappello di un prestigiatore per appoggiare la campagna mediatica messa su per arrestare l’avanzata dell’esercito lealista, pretendendo una tregua per ragioni ‘umanitarie’: cioè per permettere ai terroristi (geneticamente modificati dagli Occidentali in ‘ribelli moderati’) di riprendersi.
I Siriani, che hanno sofferto troppo per questa guerra e gli Aleppini in particolare, non accetteranno la proibizione di esprimere la loro gioia nel vedere la disfatta dei terroristi (almeno in Aleppo), i loro concittadini di Aleppo-est liberati, e di poter vivere senza piangere ogni giorno la morte di un parente, di un amico, di un vicino, uccisi dai proiettili di ribelli-terroristi.
Nabil
P.S La campagna mediatica è stata orchestrata alla perfezione: un martellamento quotidiano di menzogne che le persone, pur di buona volontà e con un certo spirito critico, arrivano a credere, non avendo una conoscenza diretta della situazione sul terreno. ‘Non possono mentirci tanto, sicuramente c’è del vero’ pensano.
Se voi mentite, mentite e continuate a mentire, qualcosa delle vostre menzogne sarà creduto. ’’
Trad. Maria Antonietta Carta
Pubblicato da Ora Pro Siria a 21:12

Chi c’è davvero ad Aleppo estbook

Ad Aleppo sono asserragliati anche gli uomini di Fateh Al Sham, la vecchia al Nusra (ovvero Al Qaeda) che, la scorsa estate, ha provato a riciclarsi e a rendersi più presentabile all’Occidente cambiando nome. Il gruppo nasce da una costola dello Stato islamico e si rifà, come è ovvio, all’islam radicale e all’ideologia qaedista. Lo scorso mese i miliziani di Al Nusra hanno sparato contro i civili che tentavano di raggiungere la parte ovest di Aleppo, quella, per intenderci, controllata da Bashar Al Assad. Tra le fazioni jihadiste che controllano Aleppo c’è ancheFatah Halab, un altro gruppo jihadista accusato in passato da Amnesty International di aver  compiuto crimini di guerra, compreso l’uso di armi chimiche. Tre diversi movimenti jihadisti, ma ci sono anche gruppi minori, che hanno in mano Aleppo assieme al controverso Esercito siriano libero. La “protezione civile” è affidata agli arcinoti elmetti bianchi, sui quali abbiamo già scritto a lungo. 

FAKE. Con la liberazione della città, smontata la bufala della "bambina di sette anni 

di Aleppo"
Storie strazianti di bambini nella zona di guerra Aleppo. Da mesi si tratta dell'utile strumento della propaganda occidentale mainstream per preservare Al Nusra ad Aleppo est e impedire la liberazione da parte di Siria e Russia.

Con la liberazione della città tutti i castelli di carta stanno venendo giù.

Il premio, da questo punto di vista, lo ha vinto sicuramente Bana al-Abed, 7 anni, di cui vi abbiamo già parlato, anticipandovi la bufala (fake news fate voi).

La prova della bufala arriva oggi. L'account Twitter di Bana - istituito tre mesi fa e da allora con oltre 300.000 seguaci oltre alla copertura mediatica globale - aggiornava la situazione della sua famiglia sotto assedio ad Aleppo orientale 24 ore su 24 in un ottimo inglese.

Ora la domanda che Murad Gazdiev di RT pone nel video esplicativo della bufala è semplice: perché la famiglia di Bana è sempre all'
interno dei punti più caldi di Aleppo (fino a ieri, perfino dopo la liberazione e la resa), invece di evacuare, e perché nonostante la connessione internet sia quasi assente in città, il racconto di Bana in perfetto inglese è stato di 24 ore al giorno?

Dear world, there's intense bombing right now. Why are you silent? Why? Why? Why? Fear is killing me & my kids. - Fatemah 

Un video di pochi minuti, una nuova Fake News smascherata da parte delle corporazioni mediatiche:

 






ALEPPO E LA DISINFORMAZIONE: poche righe per abbattere il muro di falsità e menzogne

ALEPPO E LA DISINFORMAZIONE: poche righe per abbattere il muro di falsità e menzogne
 


di Federico Pieraccini

Giornali e tv ci raccontano che Aleppo è in queste ore teatro di atrocità commesse dai soldati e dalle milizie di Hezbollah. Provocano stragi tra i civili, massacrando anche i familiari dei terroristi che si arrendono.

Nello stesso articolo però si mostrano poi immagini di decine e decine di autobus pronti a trasportare i terroristi e le loro famiglie (circa 5.000 persone) fuori dalla città, in un'altra località come ad esempio Idlib, con il chiaro svantaggio per l'esercito siriano di ritrovarseli di fronte, armati ed equipaggiati, quando arriverà il momento di liberare Idlib.

C'è qualcosa che non torna.

Per quale motivo, posto che siano vere le atrocità attribuite ai soldati Siriani, Assad concede una tregua ai terroristi invece di sterminarli tutti ottenendo un chiaro vantaggio tattico?

Manca il nesso logico.

La tregua per fermare le ostilità, concessa ai terroristi da parte di Assad e del governo Siriano, ha un solo scopo dichiarato: fermare i morti tra i civili e la istruzione della città a causa dei combattimenti.

Questo significa che le balle raccontate dai media, nel corso degli anni, per cui Assad avrebbe ordinato al suo stesso esercito di massacrare la popolazione locale sono una meschina fabbricazione dei media occidentali volta a giustificare l'intervento straniero per rimuovere il legittimo presidente Siriano.

Peraltro, l'assunto che i soldati siriani siano degli squilibrati alla blackwater o drogati di captagon che decapitano bambini a comando è semplicemente ridicola. Ci sono decine di video in cui sono documentate le reazioni di gioia della popolazione locale, una volta liberati dalla piaga del terrorismo, grazie ai soldati Siriani e ad Hezbollah.

Ultimo aspetto. Vista la tregua concessa, è evidente che Assad non ordini al suo esercito di sterminare coloro che si arrendono, altrimenti non vedremmo i terroristi pronti ad arrendersi e file di autobus pronti a trasportarli lontani da Aleppo. Oltretutto, basterebbe documentarsi grazie alle decine di interviste, della TV di stato Siriana SANA fatte nel corso degli anni, ad ex terroristi passati dalla parte del governo.

Non serve molto. Bastano poche righe per abbattere il muro di falsità e menzogne. Riportare un po' di notizie e logica, in questo marasma di elucubrazioni mentali scritte in questi giorni sui giornali, tutto sommato, visto il livello dei presunti esperti è una missione piuttosto agevole.
“E’ STATO PUTIN”: NON E’ PIU’ PROPAGANDA, E’ PSICHIATRIA OLIGARCHICA  
                        



Di chi è la colpa? Ma di Vladimir Putin, è ovvio. E’ possibile che i russi stiano infiltrando nei  centro di  raccolta dei profughi,  degli stupratori siriani legati ad Assad, e iracheni collegati a Saddam Hussein (buonanima), in combutta con la mafia russa, per aggredire



L'Esperto: stupri in Germania sono ordinati da Putin
L’Esperto: Putin ha infiltrato stupratori fra i profughi.

L’accusa è stata elevata  da  Gustav Gressel, un ‘esperto’ dell’European Council on Foreign Relations. Che  è il think tank a cui partecipa anche Emma Bonino;  nonostante il nome lo colleghi allo storico Council on Foreign Relations (CFR)  dei Rockefeller  che dagli anni ’20 detta gran parte della  politica estera Usa, lo ECFR è fondato e finanziato da George Soros.

Ovviamente, questa uscita si inserisce nella grande campagna in corso in Usa per accusare Putin di aver interferito nelle elezioni presidenziali,  ordinando ai suoi hacker di penetrare  le mail della campagna Hillary Clinton  e metterla in cattiva  luce; e nella più vasta tempesta propagandistica per cui  se in Siria avvengono atrocità, bombardamenti, ad  Aleppo viene distrutto l’ultimo ospedale pediatrico, se l’IS riconquista Palmira, “è stato Putin”.   Putin è causa del Brexit, della crisi dell’UE  e dell’euro;  Putin che ha “occupato la Crimea”, che  ordina la guerra civile in Ucraina, che costringe la NATO a mandare truppe nei paesi baltici che temono un’invasione.   Ormai l’intero Establishment della sinistra globale, dopo aver deriso per due decenni come complottasti coloro che si occupavano degli strani retroscena del loro potere  oligarchico,  vive nell’ossessione di essere vittima di un complotto.
Tuttavia,   la tesi dell’esperto del European Council on Foreign Relations   è così inverosimile, così stupida, senza fondamento, che supera le necessità della propaganda e disinformazione.  Il solo fatto di poterla enunciare per iscritto, e farla pubblicare sui giornali,   invoca un’altra spiegazione:   dalla psichiatria.  Qui manca la capacità di sottoporre al vaglio della coscienza i propri abbagli e le proprie allucinazioni, che distingue l’uomo sano dal matto.
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E’ un’alterazione mentale ed ideologica, che sviscera un intelligente articolo del sito Washington’s Blog.  Colpisce  sulle due sponde dell’Atlantico  tutti i portatori dell’ideologia globalista-progressista  e  suoi beneficati e profittatori,  di fronte agli eventi che stanno incrinando il loro bel  progetto.  Essi “danno la colpa a tutti e a a qualunque  cosa, tranne  alle loro politiche che hanno impoverito i loro cittadini e  connazionali – di cui non si sentono parte.
“E’  un fatto incontrovertibile – ha scritto Glenn Greenwald – che le istituzioni e autorità occidentali, per decenni  e con assoluta indifferenza, hanno calpestato il benessere economico e la sicurezza sociale  di centinaia di milioni di persone.  Mentre i circoli elitari si ingozzavano di globalismo, libero commercio,  speculazione nel casinò di Wall Street  e guerre senza fine (che arricchivano gli autori e hanno fatto sopportarne il peso ai più poveri e marginali), essi hanno completamente ignorato le vittime della loro  ingordigia, salvo quando le vittime protestavano un po’ troppo, causato confusione – e allora sono stati condannati come trogloditi che meritavano di essere i perdenti nella gloriosa gara globale della meritocrazia”.
Già:  gli inglesi che hanno votato Brexit sono “rurali”, per Trump hanno votato i bianchi lasciati senza lavoro operaio dal progresso,  lo sgomento verso le  ondate di immigrati è frutto di arretratezza e provincialismo,  quando non di razzismo del secolo scorso,   l’insoddisfazione crescente per l’oligarchia burocratica – per Mogherini e Merkel – è dovuta all’influenza dei media russi (che dunque vanno chiusi)  sulle infantili menti dei sudditi, e sulle suggestioni che vengono da blogger e partiti pagati – da Putin..
Da  qui si vede che questa malattia psichiatrica è di fatto una malattia morale: l’altezzosa,  ferrea convinzione delle elites che loro hanno ragione, sempre e comunque.  L’ideologia politicamente corretta,  la sola ammissibile, è la loro. Chi è contro, è spregevole, stupido, o   mosso da motivi ignobili e illegittimi.
“Dagli anni ’80 le elites nei paesi ricchi hanno calcato la mano,  accaparrando per sé tutti i guadagni, e chiudendo le orecchie quando parlavano  gli altri; e adesso guardano con sorpreso orrore la  rivolta degli elettori”.  Le “elites che fanno opinione sono così aggruppate, così incestuose, così lontane dalla gente che avrebbe deciso le elezioni (Usa),   la disprezzano al tal punto, che non solo non hanno visto l’ondata che andava verso Trump, ma hanno accelerato quella tendenza, involontariamente,  col loro comportamento altezzoso e auto-glorificatorio”.
In Usa,  i democratici hanno   “scelto deliberatamente di avanzare un candidato fortemente impopolare, vulnerabile, con  infiniti scheletri nell’armadio”, Hillary, che “era percepito da tutti come il beneficiario o il protettore dei peggiori aspetti   della corruzione della elite”. Ora che Hillary ha perso,  hanno accusato dell’insuccesso tutti, tranne se stessi:  Bernie Sanders, Jill Stein (la verde che ha portato via una quota di voti  “progressisti”), James Comey (il capo dell’FBI), Wikileaks, i blogger  alternativi che hanno parlato male della Clinton – e sopra tutti e tutto, finalmente – Vladimir Putin.
E’ stato Putin.
Anche dopo   il Brexit, s’è visto  come  hanno reagito le  oligarchie   eurocratiche, fra Bruxelles e Berlino: con rabbia. Colpa di Farage; attenti a Grillo e Salvini, o sarà Italexit! Sono soggetti alla propaganda  di Mosca!   Gli inglesi devono soffrire per la loro scelta, hanno detto Hollande e Juncker.  “Invece di riconoscere e correggere i difetti fondamentali del sistema, han dedicato le loro energie a demonizzare le vittime della loro corruzione, onde delegittimare le loro  lagnanze, e così sollevare se stessi da ogni responsabilità di correggerle”. Ma una tale reazione è riuscita a “rafforzare la percezione  comune che  queste elites e istituzioni sono  interessate a sé, tossiche e distruttive  in modo inguaribile; dunque non possono essere riformate – dunque, vanno distrutte”.
In Italia, dopo il travolgente NO a Renzi, abbiamo visto l’oligarchia globalista fare lo stesso governo di prima, con la benedizione dell’oligarca Mattarella, e la soddisfazione dei parlamentari non votati da nessuno.  Attenti a Salvini, che riceve i soldi da Putin!
Chi è  abbastanza vecchio,   ricorda che di questa malattia mentale-ideologica già erano affetti quando facevano i marxisti leninisti e volevano  ridurre l’Italia a paese sovietico:  chi si opponeva loro non aveva diritto al discorso,  perché i suoi moventi erano sicuramente ignobili e interessati,  voleva lo sfruttamento  dei lavoratori, era pagato dagli Americani. Gentiloni  era così: militava nel Partito  di Unità Proletaria per il  Comunismo, e aveva ragione lui; ora sta con Hillary, e ha sempre ragione lui. Con tutta la sinistra , da marxista-leninista  diventata globalizzatrice, stra-capitalista, filo-americana e anti-Putin. La sola cosa che  non cambia: ha   sempre ragione.



Gentiloni ha sempre ragione
Gentiloni ha sempre ragione

Ovviamente non è un caso personale, di Gentiloni. E’ un contagio, una  epidemia in atto scatenata dalle novità  dirompenti il Progetto.  Secondo un ex parlamentare britannico, Ben Bradshaw, è “probabile” che la Russia abbia falsato il voto sul Brexit.  Merkel ha avanzato che hacker russi, infiltrando Internet e diffondendo false informazioni, potrebbero determinare la sua sconfitta alle elezioni di settembre 2017.
Di fronte al malcontento galoppante verso la UE e l’euro,  la risposta della Commissione Europea è: “La propaganda russa ha penetrato tutti i paesi europei”.

La Mogherini ha allestito una “task force”  per  contrastare la propaganda di Mosca  (cioè i notiziari di Russia Insider e Russia Today), che instilla nei sudditi idee “contrarie ai nostri valori”.  Esiste  un certo “deficit di democrazia” nell’Unione?   Lunedì, a Bruxelles, è stato deciso che le decisioni importanti – come l’esercito europeo,  una maggiore integrazione, il federalismo – saranno sottratti alla vista del pubblico (e delle opposizioni euroscettiche)  abolendo i passaggi al Parlamento; tutto si deciderà in “trialoghi”  tra Commissione, Consiglio e selezionati membri dell’Europarlamento.  A porte chiuse e senza informazioni ai  media.
Ma “è colpa di Putin”.   Questi sono   padroni pazzi che non vogliono, non possono riformare il Sistema. Vanno distrutti o ci distruggeranno. 
 http://www.maurizioblondet.it/putin-non-piu-propaganda-psichiatria-oligarchica/

Titolo: Assad schiaccia Aleppo nel sangue. Didascalia: un soldato siriano aiuta una donna ferita da un cecchino ribelle mentre scappava


Titolo: “Assad schiaccia Aleppo nel sangue”. Didascalia: un soldato del regime porta una donna ferita da un cecchino ribelle mentre scappava – Nouvel Observateur.
http://www.maurizioblondet.it/putin-non-piu-propaganda-psichiatria-oligarchica/

BREVI DI CRONACA (CHE NON LEGGERETE ALTROVE)

Onu: ad Aleppo,  atrocità dei ‘ribelli  moderati’

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti dell’Uomo: “Nel corso delle due ultime settimane, il Fronte Fatah al-Sham [Al Qaeda] e il battaglione Abu Amara avrebbero catturato e  ucciso un numero sconosciuto di civili che chiedevano ai gruppi armati di  lasciare  i loro quartieri e risparmiare le vote civili.  Abbiamo anche ricevuto informazioni secondo cui fra il 30 novembre e il primo dicembre, gruppi armati di opposizione hanno sparato  su civili che tentavano di scappare…Attacchi ciechi sono stati lanciati sia  contro  le zone di Aleppo Ovest tenute dal governo che contro i ribelli ad Aleppo Est.
“..Ho intervistato un membro di una delle prime famiglie musulmane fuggite da Aleppo Est durante   un cessate-il-fuoco. Il padre aveva appena saputo che i ribelli stavano per giustiziare suo fratello   per aver passato la linea del fronte con moglie e figlio.  Ha criticato i rivelli per aver chiuso le scuole e ammassato armi vicino agli ospedali. Non era un pro-Assad, anzi  ha persino manifestato ammirazione per  il buon comportamento dello Stato Islamico nei primi giorni di assedio”,
(Robert Fisk, “C’è più di una verità da raccontare nell’orribile  storia di Aleppo”)

Al suddetto Alto Commissariato viene attribuita dai media la notizia che “82 civili sono stati giustiziati” dalle truppe governative appena entrate ad Aleppo Est.
A  parte che può essere un’operazione militarmente del tutto legittima, e senza ricordare le centinaia di “giustiziati” dai partigiani comunisti nei primi giorni della “Liberazione” (30 mila solo nel Milanese), l’Alto Commissariato non ha detto affatto che “82 civili sono stati giustiziati”.
Ha detto, anzi scritto in un comunicato del 13 dicembre: “Molteplici fonti riferiscono che decine di civili ieri  in piazza Al-Ahrar  nel quartiere di al-Kallaseh, e anche a Bustan al-Qasr, da forzedel governo e loro alleati, compresi a quanto si dice il gruppo armato iracheno Al-Nujabaa”.
(Multiple sources have reports that tens of civilians were shot dead yesterday in al-Ahrar Square in al-Kallaseh neighbourhood, and also in Bustan al-Qasr, by Government forces and their allies, including allegedly the Iraqi al-Nujabaa armed group.
E’ forse il caso di sapere che il Commissario di questo Alto Commissariato Onu per i diritti umani è  il principe  giordano  Zeid Ra’ad Al Hussein, un hascemita educato  in Usa e in Regno Unito,   parente del re di Giordania, che (lo voglia o  no)  ha dovuto appoggiare la guerra americo-saudita contro Assad.

Slovacchia annuncia: basta tolleranza verso i rom

Il primo ministro Robert Fico: “Non tollereremo più gente che profitta del sistema sociale, che molesta i cittadini onesti e turba la tranquillità di città e paesi. La tolleranza, basta”.   Il premier  slovacco l’ha detto durante il  congresso del suo partito, il socialdemocratico Smer.  “Noi abbiamo paura di dire le cose politicamente corrette, e così, dall’altra  parte, gli estremisti che  utilizzano questa lingua, raccolgono un largo sostegno. Il politicamente corretto non ha posto in questo mondo”.
Il ministro dell’Interno, Robert Kalinak, ha dichiarato che, dal 2017, la polizia dedicherà una  particolare attenzione ai comuni riconosciuti come difficili, abitati da abitanti socialmente sfavoriti e da zingari.
Secondo gli osservatori, a indurre  Robert Fico a fare queste dichiarazioni è la crescita del partito nazionalista SNS: nato nel 2011, entrato in Parlamento quest’anno con l’8,04 % dei voti,  dunque è il quinto partito. Ma i pattugliamenti dei suoi membri sui treni, le iniziative e azioni sociali in favore dell’ordine, e della fine del lassismo giuridico, ne sta facendo crescere la popolarità” (Visegrad Post, 14 dicembre).
zingare-ladre
Giusto ieri, in una trasmissione su Rai 1, un agente di polizia italiano ha raccontato di come bambine zingare sotto i 14 anni, beccate a borseggiare più volte,  fossero dai magistrati  rimandate ai genitori –  ossia a quelli che le costringono ad andare a rubare perché, per l’età, non sono  non soltanto non-arrestabili, ma neppure imputabili.  Invocava dal governo una legge che sottragga queste piccole ladre  ai genitori zingari.
Dal Gruppo  di Visegrad fioriscono novità.

Ultimo decreto Obama: finanziamento pubblico per Planned Parenthood, che vende organi di aborti.

E’ l’estrema disposizione del Dipartimento Salute e Servizi Umani, prima di decadere: il divieto di tagliare  i fondi federali alle cliniche affiliate ad Planned Parenthood ed altri ambulatori che praticano aborti, ed entrerà in vigore due giorni prima dell’insediamento di Trump  il 20 gennaio.
feto-vendita
Il decreto è emanato allo scopo di bloccare il tentativo di una dozzina di Stati americani di tagliare i fondi pubblici al Planned Parenthood, dopo che agghiaccianti video –  presi da agenti di un gruppo pro-life che si fingevano acquirenti – avevano dimostrato che i loro membri e associati praticavano la vendita di organi dei feti, a scopo di lucro.
Nel primo video si vedeva una dirigente del P, la dottoressa Debora Nucatola, vantare: “Siamo diventati molto bravi ad ottenere cuore, polmoni, fegato [intatti] perché lo sappiamo, sicché non vado a schiacciare quella parte; schiaccio al disopra, e cerco di avere tutto ciò intatto”.

In un altro video, una  dottoressa Savita Ginde spiegò la politica dei prezzi: “Non addebitiamo un prezzo piatto [per bambino] di 200 dollari. La cosa [vendita]   articolo per  articolo [organi separati] funziona meglio, perché possiamo vedere quanto ricavarne.  Nel video, ride davanti a una bacinella piena di reni fetali: “Roba buona da vendere”.
Siccome è vietato per legge vendere parti di aborti, gli stati hanno almeno tentato di sottrarre al  gigantesco ente “privato” e creato dai Rockefeller, i fondi pubblici. Operazione difficilissima…Finalmente, la commissione  Giustizia del Senato, ha deferito il Planned PArenthood all’FBI, dopo una indagine indipendente che documenta la continuità e vastità dell’azione criminosa a scopo di lucro: ciò, il 13 dicembre. A  questo punto è  intervenuto il decreto di Obama a salvare l’industria abortiva.

Lo stupro di donne nemiche? “E’ Kosher”

Quesito al rabbino di un militare israeliano: “E’ consentito a un soldato dell’Israeli Defense Force , per esempio, violentare ragazze  durante una battaglia, oppure ciò è proibito?”.
Risposta del rabbino: “Anche se fraternizzare con  una donna goy è cosa molto grave, era permesso in tempo di guerra…La Torah consentiva  all’individuo di soddisfare l’impulso cattivo”.



Il rabbino Eyal Krim
Il rabbino Eyal Krim

Il rabbino in questione è Eyal Krim, eletto rabbino capo militare. Che ha il grado di generale di brigata.

http://www.maurizioblondet.it/brevi-cronaca-non-leggerete-altrove/


Distruzione di Gerusalemme e del Tempio di Erode nel 70 d.C.
di Wilhelm von Kaulbach (1804-1874)
Sebirblu, 15 dicembre 2016

Prima di proporre l'articolo centrale di questo post, proveniente da un sito israeliano il cui argomento riguarda la millenaria aspirazione del "popolo eletto" a ricostruire il Terzo Tempio sul Monte Moriah a Gerusalemme (cfr. QUI), espongo dei brevi estratti  da  altre  fonti  per  completare  il  quadro  generale.

"Sono trascorsi oltre duemila anni, ma il Monte del Tempio è rimasto fonte di grandi tensioni geopolitiche e religiose. Il Santuario ebraico non esiste più e al suo posto,quattordici secoli fa, i Musulmani ne edificarono altri due, trasformando l'intera Spianata nel terzo luogo santo dell'Islam. 

Nel 1948 gli Ebrei fondarono un loro nuovo Stato in Palestina. Nel giugno 1967 si impadronirono della Cisgiordania (la famosa guerra dei 6 giorni, QUI; ndr). Come al tempo dei Romani, divennero maggioranza nella Terra di Israele.

La differenza è che adesso sono loro ad occupare i territori di un altro popolo, l'area rimanente di quello spazio, che nel novembre 1947 l'Onu aveva assegnato ai Palestinesi, e  la  zona  Est  di  Gerusalemme  destinata  ad essere  internazionalizzata.

Il fatto che si tratti delle bibliche regioni di Giudea e Samaria e della parte di Città Santa comprendente i Santuari più noti delle tre religioni monoteiste contribuisce a rendere estremamente difficile la soluzione del conflitto israelo-palestinese.

Con lungimiranza politica, subito dopo aver conquistato Gerusalemme, Israele decise di lasciare il Monte del Tempio ai Musulmani. Si riservò però il controllo degli accessi al luogo e il diritto di schierarvi proprie forze di polizia per garantire l'ordine pubblico e l'ingresso a Cristiani ed Ebrei.

Da quel momento – e in particolare dopo l'inizio della prima Intifada (cfr. QUI, ma soprattutto nella seconda, in seguito alla disastrosa "incursione" di Ariel Sharon nella Spianata, con un'enorme schiera di soldati, il 28 settembre 2000; ndr), l'area è diventata teatro di gravi scontri.



Lanciatori di pietre (Intifada) davanti alla Cupola della Roccia

Recentemente (cioè verso la fine del 2015; ndr) la battaglia per il suo possesso è entrata in una nuova fase. Sono infatti cresciuti esponenzialmente i gruppi ebraici nazional-religiosi che domandano di potervi esercitare il diritto di culto ascendendo sempre più numerosi nel luogo sacro, come primo passo per l'edificazione del Terzo Tempio.

Nell'ultimo anno, le crescenti tensioni relative al sito conteso hanno grandemente contribuito a provocare l'inedito fenomeno della sollevazione araba a Gerusalemme Est. Tra l'agosto e il novembre 2014, in città sono morte ventiquattro persone,equamente divise tra civili ebrei e attentatori o manifestanti palestinesi.

Placatisi a partire dal dicembre 2014, i violenti scontri sulla Spianata sono ripresi nel corso dell'estate 2015, in occasione delle celebrazioni di Tisha Be'Av (26 luglio) e Rosh Hashanah (13-15 settembre) e quelle di inizio autunno dello Yom Kippur e di Sukkot. (QUI, il significato delle festività ebraiche; ndr).

Per dar modo agli estremisti ebrei di esercitare il diritto di entrata, la polizia ha dovuto impiegare la forza, penetrando talvolta all'interno della Moschea al-Aqṣā.

Quel luogo di preghiera è infatti regolarmente usato come fortino dal quale giovani arabi incappucciati lanciano attacchi a suon di bombe molotov, pietre ed altri oggetti contundenti verso gli Ebrei nazional-religiosi e le forze dell'ordine che cercano di proteggerli.

I Palestinesi considerano queste visite come il preludio di una reale presa di possessodell'area da parte d'Israele, seguito dalla sua spartizione tra i fedeli delle due religioni, se non della sua trasformazione in un luogo esclusivamente ebraico."

Tratto da "limesonline.com"


Gerusalemme: la Spianata delle Moschee e il Muro del Pianto nella parte occidentale.

A questo punto, come viene anche citato nell'articolo principale, il 13 ottobre scorso ‒ «L'Unesco ‒ l'agenzia  Onu  per  la  Cultura ‒ ha  approvato  una  risoluzione  che nega l'evidenza  dei  legami storici  di  Ebrei  e  Cristiani con  i  luoghi  santi  della Città Vecchia  di  Gerusalemme,  menzionandoli  solamente  con  i  loro  nomi arabi, e condanna una presunta "escalation di aggressioni" ai luoghi santi islamici da parte di Israele, definita "potenza occupante".»

«Quale sarà il prossimo passo? – si è chiesto su Facebook il parlamentare israelianoMicki Levy (di Yesh Atid) – Proclamare che i Cattolici non hanno alcun legame con il Vaticano e i Musulmani con la Kabaa della Mecca?»

E il primo ministro Benjamin Netanyahu gli ha fatto seguito dicendo:

«Il teatro dell'assurdo continua all'Unesco, che oggi ha ratificato la sua decisione più strampalata dicendo che il popolo d'Israele non ha alcun collegamento con il Monte del Tempio e il Muro Occidentale!

Evidentemente non hanno mai letto la Bibbia, ma vorrei consigliare ai membri delle Nazioni Unite di visitare l'Arco di Tito, a Roma, dove possono vedere ciò che i Romani portarono nell'Urbe dopo aver distrutto e saccheggiato il Monte del Tempio duemila anni fa.


L'Arco di Tito a Roma attestante la Caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. 

Sulla struttura si può vedere scolpita la Menorah (candelabro) a sette bracci, che è il simbolo del Popolo ebraico ed oggi è l'emblema dello Stato. Sicuramente l'Unesco dirà che l'imperatore Tito fa parte della propaganda sionista...

Dichiarare che Israele non abbia alcun legame con il Monte del Tempio e il Muro Occidentale – ha continuato Netanyahu – è come asserire che la Cina non sia correlata alla Grande Muraglia, e che l'Egitto non abbia alcun nesso con le Piramidi.

Con questa insensata decisione l'Unesco cancella la poca legittimità che le restava.Sono convinto che la verità storica è più forte e prevarrà. Ed è appunto della verità che stiamo parlando oggi.»

Tratto da "Israele.net".

Mentre la signora Miri Regev, ministro israeliano della Cultura, ha commentato:

«Abbracciando la falsa narrazione palestinese, del tutto infondata rispetto ai dati della storia, l'Unesco si è coperta di ridicolo.»

Tratto da "Il Foglio.it".



Manifestazione organizzata da "Il Foglio" a Roma contro la sede dell'Unesco

Queste citazioni stanno ad indicare che il clima, sulle profonde divergenze che separano gli Ebrei dagli Islamici, riguardanti la Spianata delle Moschee (per i Musulmani) e il Monte del Tempio per gli Israeliti, è sempre più rovente.

Come sarà possibile, pertanto, che costoro appaghino l'antico e fervente desiderio diricostruire il loro Terzo Tempio senza scatenare una guerra sanguinosa con l'Islam?

Dico questo perché, sebbene la suddetta risoluzione sia stata votata in ottobre, gli Ebrei ortodossi, che dal 1987 si preparano in grande stile alla riedificazione del loro Santuario avendo fondato addirittura un Istituto apposito (cfr.  QUIQUI e QUI),continuano imperterriti e sicuri a pensare che tutto ciò si attuerà secondo le Scritture.

Ed eccone la dimostrazione nell'articolo seguente:

Il Sinedrio ha domandato a Putin e a Trump l'adesione
per riedificare il Terzo Tempio di Gerusalemme




di Adam Berkowitz Eliyahu

"Così  parla  l'Eterno  al  Suo  unto,  a Ciro,  che  ha  preso  per  mano  la  sua  destra per atterrare le nazioni davanti a lui, e sciogliere le cinture ai fianchi dei re (disarmarli); per aprirgli le porte, in modo che nessuna gli rimanga chiusa". (Isaia 45, 1).

Il Nascente Sinedrio ha inoltrato domanda al presidente russo Vladimir Putin e al presidente americano eletto, Donald Trump, di unire le singole forze ed assolvere i rispettivi ruoli, biblicamente scritti, per la ricostruzione del Terzo Tempio ebraico a Gerusalemme.

Rabbi Hillel Weiss, portavoce del Sinedrio stesso, prendendo contatto con la nostra redazione ha riferito di aver invitato la nuova Istituzione giuridica ad inviare due lettere sia a Trump (che ha promesso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele), sia a Putin, il quale ha manifestato il suo consenso ad edificare il Santuario.

Le  missive  offrono  la  possibilità  ai  due  premier  di  agire  come  moderni  "Ciro":  i re non ebrei che riconoscono l'importanza di Israele e del relativo "Luogo Sacro di preghiera".

Nel VI secolo a.C. infatti, Ciro il Grande, durante il primo anno come re di Persia,annunciò che Dio gli aveva chiesto di emettere un decreto immediato per la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme.

"Così proclama Ciro, re di Persia: ‒ L'Eterno, il Dio dei cieli ‒ mi ha dato tutti i regni della Terra. Egli mi ha comandato di edificargli una Casa a Gerusalemme, che è in Giuda." (Esdra 1, 2).



"Ciro il Grande, re di Persia, con gli Israeliti" di Jean Fouquet

Il re dunque dotò gli Ebrei, che erano sottoposti al suo governo in Israele, di una considerevole somma onde innalzare il Tempio.

Per questo, il Sinedrio prevede di domandare ai due leader mondiali di mettere in atto l'antico decreto biblico per sostenere il Popolo ebraico nella sua sacra missione.

Sempre lo stesso rabbino Weiss ha spiegato che le elezioni statunitensi hanno contribuito  a  rendere  più  che  plausibile  l'eterno  sogno israelita:

"Siamo pronti a ricostruire la Casa di Dio. Le condizioni politiche di oggi, in cui i due più importanti leader del mondo avallano il diritto giudaico sulla città di Gerusalemme come intrinseca eredità spirituale, non hanno precedenti storici." ‒ ci ha detto l'uomo.

La lettera del Sinedrio, d'altronde, sottolinea che la vittoria a sorpresa di Trump è in gran parte dovuta al suo personale sostegno a Gerusalemme e alla promessa elettorale di spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv a tale città, riconoscendola di fatto come capitale di Israele.


Donald J. Trump e Benjamin Netanyahu

Questa disposizione era già stata approvata dal Congresso nel 1995, ma da allora ha ricevuto il veto da ogni presidente americano. Il Sinedrio, perciò, invita Trump ad astenersi dal bloccarla dopo il suo insediamento.

Anche nella lettera inviata al leader russo, il nuovo Tribunale ha rammentato il suo legame con il Tempio.

Nel corso del suo terzo viaggio ufficiale a Gerusalemme nel 2012, Putin effettuò una visita a tarda notte al Kotel (Muro Occidentale). Quando arrivò al luogo santo, rimase in silenzio per alcuni minuti offrendo un'orazione personale; poi lesse dei Salmi da un libro di preghiere russo-ebraiche.

Uno spettatore israeliano gli rivolse la parola nella sua lingua: "Benvenuto, signor Presidente." Questi gli si avvicinò e l'altro gli descrisse l'importanza per loro del Monte Moriah e del Tempio.

Il Chadrei Charedim, un sito ortodosso di notizie ebraiche, riferì che in quel momento Putin replicò: "Questo è esattamente il motivo per cui sono venuto qui: pregare affinché il Santuario venga costruito di nuovo."




Dopo questo interessante scambio di parole, il Sinedrio inviò una lettera a Putininvitandolo a persistere nella preghiera.

Allora, il premier non rispose alla richiesta ebraica, ma adesso che il nuovo leader degli Stati Uniti si mostra come un potenziale alleato nel progetto, i Sinedristi ritengono sia arrivato il momento per il leader russo di assumere un ruolo più attivo nell'edificazione della "Struttura Sacra".

Oltre a tale richiesta, il Sinedrio chiede a Putin e a Trump di rinnovare la Società delle Nazioni risalente al 1920, ossia il "Trattato di San Remo", che ha permesso la creazione di uno Stato ebraico dividendo l'Impero ottomano.

Esso incorpora la "Dichiarazione Balfour", emessa dalla Gran Bretagna nel 1917, che le ha dato un riconoscimento ufficiale e il sostegno per la nuova Nazione.

Il presidente degli Stati Uniti, Calvin Coolidge, ratificò questo accordo nel 1925,rendendo così vincolante giuridicamente il riconoscimento di Israele per mezzo della legge americana.

Il Sinedrio ha precisato che ritiene imperativo ora, proprio nel momento in cui l'Autorità Palestinese tenta di riscrivere la storia del mondo con una campagna ostile alla Dichiarazione Balfour, rafforzare lo storico impegno americano verso lo Stato di Israele mediante un riaggiornamento del Concordato stesso.

Infine, il rabbino Weiss ha messo in risalto che sostenendo la domanda ebraica a favore di Gerusalemme ne beneficerebbero la Russia e l'America, così come il Pianeta intero:

"I due premier possono guidare le nazioni del mondo verso la pace globale tramite la costruzione del Tempio, fonte esso stesso di pace" ‒ ha spiegato. "Questo compenserà le vergognose delibere dell'Unesco che sono la causa maggiore di incremento al terrore e alla violenza".

Ecco il breve video del presidente Putin a Gerusalemme.




Traduzione adattamento e cura di: 
Sebirblu.blogspot.it