ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 14 gennaio 2017

Senza forse e senza ma




SINODO SUI GIOVANI. PRESENTATO IL DOCUMENTO. LA SANTITÀ NON È MAI NOMINATA. FORSE INTERESSA POCO…:-)



Oggi è stato reso pubblico il documento preparatorio del Sinodo dei Vescovi, la XV assemblea generale ordinaria, che avrà come tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.
E’ uno svelto volumetto di circa 70 pagine, che alla fine contiene un questionario suddiviso per continenti e destinato alle varie conferenze episcopali.
L’abbiamo letto, e ci hanno colpito alcune caratteristiche.
La prima. In tutte le settanta pagine non si fa riferimento alla santità, come un modello da proporre, un obiettivo da raggiungere, qualche cosa per cui spendersi e lottare. L’unica volta che questo termine è citato, è a pagina 50, quando si dice: “La Chiesa stessa è chiamata a imparare dai giovani: ne danno una testimonianza luminosa tanti giovani santi che continuano a essere fonte di ispirazione per tutti”.
E così, anche quando il documento parla di figure di riferimento sono descritte come “vicine, credibili, coerenti e oneste”; oppure “credenti autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenenza ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discernimento”.
Insomma, la santità non sembra interessare né come obiettivo né come caratteristica necessaria per ispirare i giovani.

Seconda notazione: bisogna stare attenti perché “occorre verificare quanto le scelte siano dettate dalla ricerca della propria autorealizzazione narcisistica e quanto invece includano al propria disponibilità a vivere la propria esistenza nel generoso dono di sé”. Perciò il contatto con povertà vulnerabilità e bisogno hanno grande importanza per capire se una vocazione è buona o no; e i poveri tornano più volte nel documento: Mentre a preghiera e adorazione vengono dedicate una decina di righe alla fine. L’impressione è che l’orizzonte del documento sia molto orientato in direzione orizzontale, sul sociale e le opere buone. Quanto questo possa risultare appetibile resta da vedere.
La terza, ed ultima notazione: il documento non contiene altre citazioni, e richiami di documenti, che non siano del Pontefice regnante (compreso – poteva mancare – l’ammonizione contro le “rigidità”. Dei Pontefici precedenti, compreso quello che ha inventato le Giornate della Gioventù, ed è stato fonte di moltissime vocazioni, niente.
La Chiesa evidentemente per gli estensori del documento è incominciata il 13 marzo
Marco Tosatti
http://www.marcotosatti.com/2017/01/13/sinodo-sui-giovani-presentato-il-documento-la-santita-non-e-mai-nominata-forse-interessa-poco/ 

Il lembo di inferno e l'educazione da ricominciare" di Luigi Negri*14-01-2017
Pubblichiamo il messaggio inviato dalla vescovo di Ferrara-Comacchio a seguito del duplice omicidio di Ferrara in cui hanno trovato la morte i coniugi Salvatore e Nunzia di Gianni, uccisi nel sonno dal figlio 17enne e dall'amico. La riflessione di Negri tocca il punto centrale dell'esperienza del male e della lontananza d Dio: la mancanza di educazione. 
Carissimi figli e figlie della chiesa particolare di Ferrara-Comacchio,
mentre vi scrivo questo messaggio debbo confessarvi che, per la prima volta nella mia lunga vita, avverto un dolore e un disagio talmente profondi da farmi toccare con mano quanto solo la fede possa impedire la disperazione. Quello che è accaduto fra di noi, nello spazio della convivenza civile dei nostri paesi di provincia, è l’irruzione incredibile di una mentalità talmente diabolica da distrugge qualsiasi sentimento di umanità e di amore.
Ciò che è stato premeditato e perpetrato in maniera impietosa ci mette davanti un lembo innegabile di inferno, ovvero la perdita totale del senso della dignità umana e dei valori fondamentali su cui può essere costruita la vita personale e quindi la vita dell’intera società.
Ci si sente inermi e impotenti di fronte ad una così cruda realtà, all’irruzione così violenta del male che può ghermire le menti dei giovani e farli diventare assassini. Lasciatemi dire anche, però, soprattutto ai genitori, quello che ho più di una volta ripetuto: non è più tempo per trascurare la nostra responsabilità educativa, non possiamo lasciare che i giovani crescano senza nessuna regola, senza nessun ideale, convivendo con i genitori esclusivamente sulla base di interessi e di problemi materiali.
La famiglia e la Chiesa, così gravemente colpite da quello che è accaduto, devono riprendersi. Non posso negare infatti che questi ragazzi, poco o tanto, hanno frequentato le nostre attività parrocchiali e partecipato, almeno sporadicamente, a qualche momento formativo. Evidentemente dobbiamo fare tutti molto di più e molto meglio. Non lasciamo da soli i giovani, perché possono diventare facile preda di una mentalità assolutamente disumana e anticristiana.
Riprendiamo, o ricominciamo, il cammino educativo. Aiutiamoci reciprocamente, famiglia, società e Chiesa, a non perdere il passo con i nostri giovani, facendo loro quelle proposte alte di vita nuova che sole costituiscono l’unico vero antidoto all’egoismo dissennato che rende gli uomini schiavi di una mentalità consumistica e quindi violenta.
Sono vicino a tutti i nostri fratelli e sorelle della comunità di Pontelangorino; vorrei essere con loro nella manifestazione programmata per sabato ma, nell’eventualità che non possa essere presente, vi invito a leggere e a meditare questo messaggio che estendo a tutta la mia amata Arcidiocesi, perché ciò che è accaduto riguarda tutta la Diocesi, ed è una ferita inferta al suo cuore. Per questo la invito a non perdere la coscienza della sua identità e della sua responsabilità educativa.
Dolorosamente, come non mi è mai accaduto prima, vi impartisco di cuore la mia benedizione, chiedendo - soprattutto alla Madonna delle Grazie - che trasformi la disperazione in un dolore utile per il bene di tutta la comunità ecclesiale e civile.
*Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-lembo-di-infernoe-l-educazioneda-ricominciare-18634.htm  

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