ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 25 aprile 2017

Lesa maestà?


Bergoglio ha rifiutato di essere Pontefice

Iene, falso scoop sul sacerdote Minutella

Lunedi 23 aprile le Iene hanno mandato in onda un servizio interamente dedicato al rifiuto del sacerdote palermitano don Alessandro Minutella di riconoscere Papa Francesco quale capo della chiesa Cattolica. L'intervista carpita con telecamera nascosta (dettaglio che la dice lunga sul modo di lavorare delle Iene) è stata fatta passare per uno scoop. Peccato che la notizia sensazionale non c'è stata semplicemente perché il primo a rifiutare di indossare i panni di Pontefice, è stato Bergoglio in persona. La serie di gesti che ha ostentato ai fedeli e ai media per ribadire il suo non essere Papa sono impressionanti.
Il primo gesto dirompente  l'ha compiuto appena eletto, ancora all'interno della Cappella Sistina dove l'atto di omaggio da parte dei cardinali Papa Francesco lo ha ricevuto stando in piedi e senza sedersi sul seggio che era stato preparato davanti all'altare. Il giorno successivo all'elezione, ha voluto comunicare al mondo di aver scelto come residenza, non gli alloggi vaticani, ma il laico refettorio Santa Marta. Successivamente si è rifiutato di portare la croce d'oro e le scarpe rosse con cui erano soliti apparire in pubblico i papi predecessori. Ma l'indizio, o meglio la prova inconfutabile che Bergoglio non si reputa Papa, è il martellante refrain "Sono il vescovo di Roma", titolo con cui ama fregiarsi quando incontra i rappresentanti delle altre religioni. Ha dunque senso che il vescovo di Palermo, Lorefice abbia punito don Alessandro (sicuramente su "suggerimento" di Bergoglio) con la cacciata dalla parrocchia per lesa maestà all'intoccabile, quando è lo stesso uomo veduto dalla fine del mondo a manifestare profonda irritazione per il ruolo di vicario di Cristo?


Di Gianni Toffali
http://www.affaritaliani.it/cronache/bergoglio-ha-rifiutato-di-essere-pontefice-475656.html?ref=rss 



L’elenco fatto dall’avvocato Carlos Lombardi consigliere della rete dei sopravvissuti agli abusi del clero (AR)
L’elenco fatto dall’avvocato Carlos Lombardi consigliere della rete dei sopravvissuti agli abusi del clero (AR)
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AZIONI DEL PAPA FRANCESCO CHE CONSOLIDANO IL SISTEMA DELLA COPERTURA VATICANA DEL CLERO ABUSATORE SESSUALE
  1. – Ha designato nella Curia vaticana cardinali che hanno partecipato al conclave che lo ha eletto come papa, membri della cosiddetta “sudicia dozzina” perché sono stati accusati di coprire sacerdoti pedofili. Loro sono: Leonardo Sandri (Argentina), membro della segretaria per la Comunicazione del Vaticano; George Pell (Australia), Prefetto della Segreteria di Economia della Santa Sede; Marc Ouellet (Canada), Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’ America Latina; Seán O’Malley (USA), Consigliere nel C8 e Presidente della Pontificia Commssione per la Protezione dei Minori; Peter Turkson (Ghana), Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Oscar Rodríguez Madariaga (Honduras), Consigliere del C9.
  2. – Ha designato nella C9 (organo consultivo), i seguenti cardinali accusati di coprire abusi sessuali: Oscar Rodríguez MadariagaFrancisco Javier Errázuriz OssaSean Patrick O’MalleyGeorge Pell.
  3. – In particolare, il cardinale George Pell è responsabile di avere coperto più di 4.000 casi di abusi sessuali del clero in Australia.
  4. – Ha avvallato l’espulsione di Peter Sanders dalla Commissione per la Tutela dei Minori. Sanders è stato vittima di abuso sessuale ed è molto critico verso l’attività della commissione, una struttura senza potere, le cui dichiarazioni e pronunciamenti non hanno carattere vincolante né obbligatorio per i vescovi. Una cortina di fumo.
  5. – Ha avvallato la mancanza di attività di quella Commissione, all’ accettare la rinuncia di Marie Collins, un’altra vittima di abuso sessuale, designata ad essere integrata come segno di trasparenza. La causa per la quale ha rinunciato: “Mancanza di appoggio nel Vaticano”. Si sono stancati di usare e manipolare le due vittime.
  6. – Ha nominato vescovo di Osorno il sacerdote Luis Barros, principale insabbiatore del pedofilo Fernando Karadima. Nel miglior stile calcistico, gli ha teso l’agguato mediante un video dove ha consigliato un gruppo di cileni: “pensate con la testa e non vi lasciate condizionare dalle accuse infondate dei mancini ” (2).
  7. – Ha fatto uscire con rapidità dalla Repubblica Dominicana il nunzio apostolico Jozef Wesolowski, accusato di pedofilia e detenzione di pornografia infantile. Una delle sue vittime ha detto che “aveva un tipo di gusto preciso, dai 14 ai 16 anni, e se erano “palliducci” molto meglio”.
  8. – Ha creato un tribunale fraudolento, incaricato di giudicare i vescovi. Poi, ha fatto marcia indietro elaborando la lettera apostolica “Come una madre amorevole”, soppiantando quello ad un procedimento incaricato a determinate Congregazioni. Il processo era grossolanamente truffaldino: il vescovo accusato ha la possibiltà di incontrare i superiori delle Congregazioni, fomentando la congiura; si consolida il privilegium fori, cioè, il fatto che preti giudichino preti; si elimina l’indipendenza come fondamento di un giudizio giusto ed imparziale. Un’assurdità giuridica.
  9. – Avvalla la protezione che il cardinal Bagnasco – presidente della Conferenza Episcopale Italiana ed arcivescovo di Genova – fa a Carlos Buela, fondatore dell’Istituto Verbo Incarnato.
  10. – Mantiene l’ambiguità nel caso spagnolo denominato “los romanones”. Risponde personalmente alla chiamata del denunciante, gli chiede perdono, lo incita a denunciare alla giustizia civile e mette in marcia il processo canonico rapidamente, frutto del quale l’arcivescovo di Granada sospende a divinis tre degli imputati. Tuttavia, colloca altri membri del clan come loro sostituti. Non sottopone il vescovo di Granada – Francisco Javier Martínez– a giudizio per negligenza.
  11. – Non ha espulso il sacerdote francese Bernard Preynat nè il suo superiore, l’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin, dopo le denunce per abuso sessuale contro il primo.
  12. – In Messico, lascia al suo posto il cardinale Norberto Rivera, il maggior copritore di sacerdote pedofili di quel paese, incluso il predatore sessuale Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo.
  13.  Protegge 25 vescovi francesi (5 di loro in attività), che coprirono 39 sacerdoti abusatori di 300 bambini.
  14. – Non ha ancora espulso il prete Julio Cesar Grassi, nonostante sia condannato per delitti di abuso sessuale e corruzione di minori. Il procedimento canonico è stato ripreso dopo che la CSJN ha confermato l’arresto del prete.
  15. – Non ha modificato le norme giuridiche della Chiesa conforme alle esortazioni dell’ONU per i casi di abuso sessuale.
  16. – Avvalla le linee-guida della CEA (Conferenza Episcopale Argentina) dove si negano sistematicamente alle vittime le garanzie del dovuto processo, rendendole nuovamente vittime poiché continua l’abuso di potere e la negazione della giustizia.
  17. – Mantiene il segreto pontificio, che obbliga tutti i partecipanti ad un procedimento canonico ad osservare il segreto sotto giuramento del silenzio. Si imbavagliano e costringono le vittime.
  18. – Non ha pubblicato il registro ufficiale – certificato per enti indipendenti – dei sacerdoti espulsi a causa di abuso sessuale infantile.
  19. – Mantiene in segreto il luogo dove stanno i sacerdoti accusati di abuso sessuale, con sanzione canonica, ma che rimangono nella chiesa. Nemmeno ci sono meccanismi di controllo posti in essere da organizzazioni indipendenti, né vengono avvisati i famigliari del luogo dove viene destinato l’abusatore, mettendo a rischio bambini e bambine.
  20. – Non ha mai ricevuto le vittime di abuso membri della Rete di Sopravviventi di Abuso Sessuale Ecclesiastico d’Argentina. Quelle che ha ricevuto – di altri paesi – sono state ricevute per evitare reclami.
  21. – È venuto a conoscenza nel 2014 di casi di abuso sessuale nell’ Istituto Antonio Provolo di Verona, Italia, e non ha adottato nessuna misura. È stata consegnata – nelle sue proprie mani – la lista dei sacerdoti abusatori e delle vittime.
  22. – Ha iniziato nel 2015 il processo di beatificazione del vescovo di Verona, Giuseppe Carraro, il quale ha abusato sessualmente di un alunno dell’Istituto Antonio Provolo di quella città.
  23. – È venuto nuovamente a conoscenza – nel 2016 – di altri casi di abusi sessuali nell’Istituto Provolo, questa volta in Mendoza e La Plata, Argentina, e neanche lì ha fatto niente.
  24. – Avvalla l’agire delittuoso delle autorità dell’Istituto Provolo d’Italia rispetto ai sacerdoti detenuti in Mendoza. La Commissione del Vaticano che ha inviato a Mendoza, è arrivata nella provincia recentemente in aprile del 2017 con chiari propositi di ricavare informazioni del fascicolo senza avere legittimazione processuale.
  25. -Avvalla l’agire complice dell’Arcivescovato di Mendoza, entità localmente responsabile dell’Istituto Antonio Provolo.
  26. – Non ha iniziato alcun procedimento canonico contro i vescovi di Mendoza per la sua responsabilità nel funzionamento dell’Istituto Antonio Provolo applicando le disposizioni contenute nel documento “Come una madre amorosa”.
  27. – Ha ridotto le sanzioni ad un gruppo di preti pedofili italiani, che non perderanno la loro condizione di sacerdoti, ma saranno esentati dai pubblici uffici.
Avvocato Carlos Lombardi
Consigliere della Rete dei Sopravvissuti all’Abuso Sessuale Ecclesiastico di Argentina

Questa è la contestazione italiana del febbraio scorso




Papa Francesco sotto inchiesta per aver coperto caso di pedofilia             
Mentre in Italia continuiamo ad ascoltare i “sermoni” dei nostri giornali, i colleghi francesi di Mediapart rivelano in una inchiesta scoop la “meccanica del silenzio” portata avanti da Francesco e da altri 25 vescovi.
Nessun giornale italiano sta parlando della brillante inchiesta condotta da Mediapart e Cash Investigation: 25 vescovi (dei quali 5 ancora in carica) avrebbero coperto 39 uomini di chiesa autori di abusi sessuali per anni ai danni di 339 bambini e bambine. Un’inchiesta già denominata dai media stranieri lo “spotlight francese”.
Questo sta accadendo in Francia, quindi potrebbe non interessare i lettori italiani. Ma forse può interessarci il caso di padre Grassi, il prete “star” argentino, difeso durante tutta la durata del processo da Papa Francesco, che nel 2010 era arcivescovo di Buenos Aires. Persino dopo la condanna di padre Grassi a 15 anni per l’aggressione di due minori, proprio il pontefice ha ordinato una controinchiesta ed ha continuato a “occultare” prove evidenti. Gabriel, una delle vittime, ha dichiarato di essere stato minacciato e di aver subìto il furto di alcuni dei documenti che provavano la colpevolezza del prete. I giudici hanno ammesso per la prima volta ai microfoni di Cash Investigation che si è trattato di un tentativo di influenza della Chiesa.
Il Papa è dunque al centro di una nuova inchiesta. Ma la Chiesa cattolica continua a “esfiltrare”, ovvero a rimuovere discretamente i colpevoli dai luoghi in cui si trovano e aspettare che tutti dimentichino.
Per evitare scandali e sfuggire alle indagini della polizia, infatti, Francesco e i suoi predecessori hanno fatto trasferire dal 1990 più di 90 preti accusati di pedofilia in mete meno illuminate dai riflettori dei media, come l’Africa e la Nuova Guinea.
Mentre sui giornali italiani vengono ripetuti ogni giorno i sermoni di Francesco e si tessono le lodi di un pontefice che lotta contro la pedofilia e “chiede umilmente perdono alle famiglie delle vittime”, solo grazie a inchieste come quella di Mediapart è possibile rintracciare realmente preti pedofili e scoprire che alcuni di questi continuano a svolgere le loro funzioni indisturbati.
Oltre a difendere padre Grassi, Papa Francesco si è schierato dalla parte del Cardinale Barbarin, anche lui a conoscenza di casi di pedofilia e responsabile di averli occultati.




Pubblicato il 09 mag 2014
http://retelabuso.org/pretipedofili-i...
Un "j'accuse" di 8 minuti nel quale alcuni rappresentanti delle vittime italiane di preti pedofili, mettendoci la faccia, denunciano pubblicamente la loro situazione e la loro indignazione davanti ad una campagna mediatica falsa, avviata dal Vaticano e fatta sulla loro pelle.

Una campagna mediatica che offende profondamente e sottopone le vittime ad un'ulteriore violenza, per mano di quel carnefice, che invece di riparare, propaganda il falso cercando di far credere all'opinione pubblica che la chiesa sta intervenendo in aiuto delle vittime.

Le vittime inserite nel video sottotitolato in 3 lingue, sono 17, alcune giovanissime e non prescritte. Hanno tutte in comune il fatto di essere state abusate da preti pedofili, di aver scritto a Papa Francesco la loro storia, di non aver ricevuto nessuna risposta e nessun aiuto dal Vaticano.

Un video messaggio molto pacato, colmo di voglia di VERITA' e GIUSTIZIA, è stato recapitato oggi anche a mons. Angelo Becciu, Sostituto presso la Segreteria di Stato Vaticano e indirizzato a Papa Francesco.

Parallela a questa iniziativa di denuncia pubblica sulle verità omesse, l'associazione Rete L'ABUSO Onlus annuncia che nei prossimi giorni invierà attraverso un proprio corrispondente a Londra, un rapporto all'ONU sui preti pedofili italiani, contenente circa 150 casi di preti condannati in definitiva dal 2000 ad oggi, molti ancora in servizio.

Un atto informativo dovuto, in quanto, nel 2009 quando scoppiò anche in Europa lo scandalo dei preti pedofili, i governi di molti paesi istituirono commissioni di inchiesta per stabilire la portata del fenomeno. In Italia purtroppo ciò non avvenne. Anche la recente e pesante relazione dell'Onu infatti, non tiene conto della situazione italiana, in quanto non esistono dati ufficiali censiti.

Insieme a quel rapporto anche la denuncia dell'asse Italia-Argentina, dove il Vaticano ha nascosto 4 dei preti pedofili dell'istituto per sordi di Verona, Antonio Provolo, il quale ha una sede proprio a La Plata in Argentina.

A riconoscere le tendenze pedofile dei 27 preti in questione, non furono ne le vittime, ne i tribunali italiani, ma fu una commissione di inchiesta voluta proprio dal Vaticano nel 2009, sotto il pontificato di Papa Ratzinger, il quale una volta saputo quali fossero i sacerdoti implicati, li ha nascosti.

Questo documento video, vi farà comprendere il perché le vittime di preti pedofili di tutto il mondo diffidano così tanto dalla chiesa e soprattutto dalle promesse mai concretizzate, fatte dal Papa di turno. Portando a distanza di decenni i segni delle violenze subite.

Il Portavoce Francesco Zanardi


Il video denuncia è stato prodotto dalla Rete L'ABUSO grazie al coraggio e alla collaborazione delle vittime italiane.

Si ringraziano in ordine di comparsa i protagonisti vittime del video;

Giada Vitale, Erik Zattoni, Enzo M., Mirko Gabossi, Alessandro Vavassori, Roberto Nicolick, Salvatore Domolo, Francesco Zanardi.

Per l'Istituto Antonio Provolo di Verona;

Alda Franchetto, Giuseppe Consiglio, Gianni Bisoli, Alessandro Vantini, Dario Laiti, Pierpaolo Zanatta, Loretta Ferrari, Moreno Corbellari.

Corrispondente e rappresentante di 21 vittime in Argentina; Giulietta Añazco.

Montaggio video Francesco Zanardi, narrazioni Mario Molinari.


Traduzione e sottotitoli per l'inglese Mirko Gabossi, per lo spagnolo Francesco Nuzzi.
https://www.youtube.com/watch?v=5rhnBb3Y8Ww

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