ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 30 ottobre 2011

Sbagliare atei

Io, cattolico pacelliano, dico al card. Ravasi che ad Assisi ha sbagliato atei

(di Francesco Agnoli su “Il Foglio” del 29/10/2011) Al direttore – Da tempo il cardinal Ravasi porta avanti il celebre Cortile dei gentili. Con successo mediatico non indifferente. Il cardinale non troverà mai sulla sua strada oppositori urlanti e giornalisti acidi. Flirta con il mondo, nel senso evangelico del termine, e questo gli procura amici, a destra e a manca. Non è, lui, come altri, un cattolico “oscurantista”. Poco fa al Corriere si tifava per la sua elezione a cardinale di Milano.

sabato 29 ottobre 2011

I frutti del cortile ravasian/ratzingeriano



Cristo Cambronne Liberté



Oggi pomeriggio, a Parigi, a Place des Pyramids, cattolici in ginocchio per strada reciteranno preghiere di riparazione per uno spettacolo teatrale di cui parlo su “Vatican insider” (http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/francia-france-9442/) .



                 Marco Tosatti
La mia opinione è che si usino due pesi e due misure, sotto la copertura della libertà di espressione, che non dovrebbe mai diventare libertà di ferire e di offendere. E non dico questo per una difesa a priori del sacro, dell’immagine sacra e così via. Io credo che nel momento in cui copro di escrementi il volto di qualcuno che è importante per molte persone, compio un gesto violento. Non solo verso l’immagine, ma verso le persone stesse. E’ un atto il mio, che inferisce: voi lo amate, lo venerate e lo ritenete fondamentale. Ergo, con questo gesto copro di merda anche il vostro volto. La filosofia della tolleranza, della comprensione degli altri, del politically correct impedirebbe che in uno spettacolo teatrale si rovesciassero escrementi su una Menorah, su un Corano e tantomeno sul volto di un grande rabbi o di Maometto. Perché, giustamente, un comportamento del genere verrebbe qualificato come “hate speech”, discorso dell’odio, non tanto verso l’astratta fede, ma verso chi la pratica. Perché nella Francia così laica, soi-disant tollerante e progredita è permesso un hate speech così violento nei confronti dei cristiani? Perché permettere che cittadini come gli altri vengano offesi impunemente?

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=1435&ID_blog=196&ID_sezione=396

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Festa all'oratorio...

Halloween: il rito delle zucche piene

È risaputo ormai che Halloween, festa proveniente dall’America ed importata qui in Europa è per molti giovani un’occasione di svago e di divertimento. Molti avranno visto nelle pubblicità indumenti di vario tipo, mostri di varia natura, da indossare (vampiri, streghe, diavoli, zombie, ecc.). Non è solo una festa, ma un è modo come un altro di far girare denaro.
Viene sponsorizzata così tanto la cosa per un motivo puramente consumistico secondo voi? 
Ovviamente no.
Per chi conosce l’esoterismo ed il potere dell’egregore certamente ha inteso ciò che voglio dire ...

Halloween non la definirei quindi come la festa delle zucche vuote, ma ben sì la feste delle zucche piene … di demoni. Halloween potrebbe simboleggiare il giorno rituale per il nutrimento di “entità” non positive (vedi demonologia). Non è da stupirsi poi se avviene un aumento di eventi "spiacevoli" nei giorni successivi al rito di Halloween ... 

Che ne dite allora, l’aboliamo sta festa?

http://ilsole24h.blogspot.com/2011/10/halloween-il-rito-delle-zucche-piene.html

Il primo comandamento ?


Preti moderni e 10 Comandamenti

Ritorniamo almeno al Catechismo!

Un'agghiacciante filmato delle Iene su una serie di interviste a sacerdoti con un'assoluta ignoranza persino dei 10 Comandamenti (oltre ad una quantità di scempiaggini ed eresie pazzesche). Persino sul 6° o sul 5° o sul 3°.
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/255582/di-cioccio-i-10-comandamenti-%28vers-integrale%29.html

Forse sarebbe meglio mandarlo alle Congregazione dei Seminari e del Clero per riformulare i programmi dei Seminari e per far studiare i preti.

Veramente abbiamo dolore e indignazione.
E non ci vengano a dire che questa è una crisi tra le tante: tale disastro di fedeli e di clero non ha precedenti in 2000 anni; neppure nel periodo pretridentino eravamo ridotti così.
http://blog.messainlatino.it/2011/10/preti-moderni-e-10-comandamenti.html

venerdì 28 ottobre 2011

Il day after

Assisi, il giorno dopo

A consuntivo dell'evento Assisi, estraggo dalla discussione precedente questo pensiero che condivido.

Senza niente rinnegare di quanto pensato, detto e scritto in passato ed in questi giorni su Assisi e sugl'inutili e pericolosissimi raduni falsamente ecumenici, c'è da prendere atto che si è voluto non pregare insieme. L'aspetto comunitario della preghiera ci è stato risparmiato. Le chiese e gli altari non sono stati profanati. Speriamo che sia il primo passo per chiudere definitivamente le triste pagine di questo inglorioso libro.

Dedicato ai rettori dei seminari

Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia

Anni fa acquistai da un mercante di libri antichi un volumetto intitolato "Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia", scritto da P. Giacinto Scaltriti O. P. e pubblicato con imprimatur ecclesiastico nei primi anni '60. Nel libro, il dotto sacerdote domenicano confutava alcune tesi del noto teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin, considerato uno dei maggiori esponenti della "nuova teologia".

Dedicato a Von Balthasar

Un professore universitario condannato all'inferno


Don Giuseppe Tomaselli nel suo libretto intitolato “L'inferno c'è”, racconta un fatto spaventoso avvenuto alla presenza di numerosi testimoni.

Raimondo Diocré era un professore della famosa università parigina della Sorbona. Quando morì, i funerali vennero celebrati nella Chiesa di Notre Dame con grande concorso di popolo.

giovedì 27 ottobre 2011

Sancte Francisce, ora pro nobis


27 ottobre 2011

San Francesco d’Assisi che provasti purtroppo senza esito a convertire il sultano, qui frati e preti, ipocredenti che si vergognano di Cristo, nemmeno ci provano più. Negli ultimi decenni gli italiani hanno consentito che la loro terra fosse trattata come “una landa deserta o semidisabitata, senza storia, da popolare indiscriminatamente” (parole di Giacomo Biffi) e il risultato di questa resa innanzitutto morale è che il partito maomettano, alle elezioni per l’assemblea costituente di Tunisi, ha preso addirittura più voti fra i tunisini in Italia che fra i tunisini in Tunisia. Segno che l’integrazione è fallita, mentre invece la disintegrazione sta riuscendo benissimo. Intercedi per l’Italia, San Francesco!