Ogni tanto è il caso di giuocare un po’ con i teologi, li sappiamo persone compassate e serie, ed è bene offrire loro un po’ di leggerezza, di ironia, di povera saggezza condita con la polvere della strada e non con la polvere della biblioteca.
Così, quando ci capita di leggere:
Così, quando ci capita di leggere:
“non è lecito giudicare o sindacare l’insegnamento del sommo Magistero, quale che sia o a qualunque livello di autorità, appellandosi direttamente o alla Tradizione o alla Scrittura, quasi che possa avvenire che la Chiesa venga meno alla sua fedeltà alla Parola di Cristo.”;
ecco che ci immaginiamo il teologo che l’ha scritto, seduto al suo tavolo mentre si diletta come può con l’ammasso di parole che ha in testa.