ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 14 settembre 2014

Vade retro, satana

 (7)

Bisognerebbe far violenza al Vangelo, agli Atti degli Apostoli, alle Epistole ed anche all'Apocalisse per far dire loro che l'autorità e la gerarchia non sono essenziali alla Chiesa fondata da Nostro Signore. La parola gerarchia può non avere una risonanza particolarmente mistica; può essere irritante non soltanto per il nostro orgoglio, ma per il nostro sentimento dell'onestà, tanto siamo ormai saturi degli abusi di potere o dell'incapacità dei capi; il termine gerarchia può sembrarci, di primo acchito, poco compatibile con il termine santità.
Resta nondimeno che il Vangelo, essenzialmente mistico, perché, fra le altre meraviglie, ci rivela che cos'è la vita della creatura umana quando è realmente penetrata nei misteri di Dio, in Cristo Gesù, il Vangelo, dunque, la Rivelazione piena della santità è inscindibilmente Rivelazione piena di una certa autorità, un genere di autorità, che ha dei poteri in sintonia con la santità: poteri di amministrare i Sacramenti e potere di annunciare in maniera infallibile quelle specie di verità che è il segreto di Dio, cioè i misteri soprannaturali; potere infine di ordinare dei sacerdoti che, in virtù del sacramento dell'Ordine, e secondo una determinata giurisdizione, saranno a loro volta capaci di predicare i misteri, di amministrare i Sacramenti.
Eliminate dal Vangelo la scelta dei dodici, il primato di Pietro su di loro, l'ordinazione dei soli Apostoli per consacrare il pane ed il vino in Corpo e Sangue del Figlio di Dio immolato per noi, l'istituzione cioè di una gerarchia rigorosamente costituita, e avrete soppresso il Vangelo; lo sottoporreste ad una tale amputazione, che non sarebbe più riconoscibile e che non si reggerebbe più.
I protestanti ci hanno provato. Ma altrettante volte è stata dimostrata la falsità d'una tesi, che vuol mantenere la mistica e la santità del Vangelo, sopprimendo però l'autorità e la gerarchia. Se leggessimo il Vangelo com'è scritto, se cercassimo anzitutto di vedere ciò che è, nonostante i fastidi e i tormenti che ne dovessimo provare, saremmo obbligati a dire: la realtà della Chiesa è affermata dal Vangelo; e a sua volta la Chiesa, la cui esistenza e costituzione ci è garantita dal Vangelo, è una società gerarchica della vita soprannaturale; o, meglio, una società sia soprannaturale che gerarchica della vita con Dio. 
Da quando però Pietro stesso fu biasimato da Gesù, sappiamo che nella Chiesa, la Chiesa Santa, i detentori dell'autorità non sono tutti dei santi. E forse abbiamo anche fatto spessissimo l'esperienza della sconcertante verità del rimprovero di Gesù al Capo degli Apostoli: “Vade post me, Satana” (vattene, Satana). Succede non soltanto che i detentori dell'autorità, cioè i Sacerdoti, i Vescovi, il Papa – ognuno al proprio livello – commettono, nascondendoli dietro maschere convenienti o anche sublimi, peccati orribili di tirannia, di orgoglio, di gelosia, di vigliaccheria, di lussuria, ma possono arrivare anche, e ne abbiamo le prove sotto i nostri occhi, fino a tentare di sovvertire la forma di autorità stabilita dal Signore. 
Il Signore ha voluto nella sua Chiesa l'autorità personale e l'ha istituita personale. Invece, dopo il Concilio (Vaticano II, ndr), assistiamo ad un gigantesco tentativo di spersonalizzazione dell'autorità: da personale quale essa è per diritto divino, la vediamo parlamentarizzarsi, collegializzarsi, si potrebbe dire sovietizzarsi.
Mi spiego. Potete girare e rigirare ogni pagina del Vangelo e non troverete mai che l'insegnamento della Fede sia passato a qualche commissione sottratta di fatto alla gerarchia e della quale Vescovi e sacerdoti non siano che mandatari ed esecutori. Non esagero. E, se non è così nella nuova Chiesa che il Vaticano Ii ha cercato di mettere su, spiegatemi perché un tale “buon” Vescovo, che insegna un catechismo cattolico ai suoi nipoti – con Maria sempre Vergine, il Santo Sacrificio della Messa, il peccato originale e gli Angeli santi – impone, nonostante ciò, a decine di miglialia di ragazzi della sua diocesi un catechismo nato da commissioni, nel quale tutti questi dogmi sono negati o confusi o non discernibili. Perché? Perché questo “buon” Vescovo è spodestato del suo potere di Vescovo dalla collegialità e tenta, in privato e come zio, di rifarsi e di far tacere i sopportabili rimorsi della sua coscienza di Vescovo. Medesima constatazione per il Vescovo “passabile”, il quale sarebbe certamente spaventato all'idea che la sua giovane cugina, che ha appena sposato, non esiti a ricorrere alla pillola, ma che non trova invece orribile autorizzare coma capo della diocesi, per decine di migliaia di ragazze e spose, i diabolici prodotti contraccettivi. 
Il Signore Gesù, vero Dio e vero Uomo, ha fatto una Chiesa santa, una società al livello dei misteri e della santità del Dio unico in tre persone: “Et societas nostra sit cum Padre et cum Filio eius, Jesu Chirsto”. Egli ha munito questa Chiesa di poteri particolari in vista della santità.
Questi poteri sono gerarchici, assistiti, personali; essendo gerarchici, comportano dei gradi, un ordinamento reciproco, un diritto di comandare, un dovere di obbedire; essendo assistiti, questi poteri sono garantiti dall'azione dello Spirito Santo contro l'eresia dogmatica e l'invalidità sacramentale; essendo personali, questi poteri sono detenuti da una determinata persona (volgare o nobile, santa o mediocre); in ogni caso una persona personalmente responsabile; questi poteri non possono essere trasferiti a nessuna di quelle molteplici varietà di organizzazioni del genere rousseauiano e massonico, nelle quali il potere reale è occulto e mascherato, mentre la persona che detiene ufficialmente il potere è in realtà priva di ogni potere reale e trasformata in agente di esecuzione. 
La falsa Chiesa, che si rivela a noi a partire dallo strano Concilio Vaticano II, si allontana visibilmente, anno dopo anno, dalla Chiesa fondata da Gesù Cristo.
La falsa Chiesa postconciliare si distingue sempre più dalla Santa Chiesa, che salva le anime da ormai venti secoli (e per di più illumina e sostiene la società).
La pseudo-Chiesa in costruzione si distingue sempre più dalla vera Chiesa, dalla sola Chiesa di Cristo, per le più strane innovazioni sia nella costituzione gerarchica sia nell'insegnamento e nei costumi.
Padre R.T. Calmel

Caos e castighi

Il caos dei nostri giorni e i castighi di Dio

divini e gli ammonimenti della Madonna a Fatima
La risposta a molti sconvolgimenti attuali e il necessario
ritorno alla fede

A cura di Arrigo Muscio, Genitori Cattolici 
Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e scrivi" di Quieuropa
Sconvolgimenti climatici e castighi divini - Sacre Scritture

Becco?.. ancora per poco!


Una donna al top in Vaticano. Ma nelle nomine dei vescovi non deve metter becco


luzia
Papa Francesco ha nominato ieri nuovi membri della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Tra essi ci sono dei cardinali, dei vescovi, alcuni religiosi e una suora, la superiora delle missionarie comboniane, la brasiliana Luzia Premoli.
E questa è una novità.
Lo fa notare oggi “Avvenire” spiegando che pur essendo prassi di questo dicastero annoverare tra i suoi membri anche superiori generali di ordini religiosi, è la prima volta che ad esser nominata è la superiora di un istituto femminile.
Così, con papa Francesco, per la prima volta una donna diventa membro di un ministero di prima fascia della curia romana, cioè di una congregazione.

Ancora a piede libero il querelato dal priore?

Intervista a mons. Antonio Livi: senza metafisica non c'è teologia

Monsignor Antonio Livi, nato a Prato nel 1938, è uno dei più importanti teologi italiani. Allievo di Etienne Gilson (1884-1978), è iniziatore nel Novecento della scuola filosofica del senso comune, rappresentata dalla ISCA (International Science and Commonsense Association), che ha come organo ufficiale la rivista "Sensus communis - International Yearbook of Alethic Logic", di cui è fondatore e direttore. Docente, di antropologia, filosofia e di logica, socio ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso, è stato il Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense dal 2002 al 2008 e Professore emerito di Filosofia della conoscenza nella Pontificia Università Lateranense dal 2008. Autore di diversi libri importanti, tra cui «Vera e falsa teologia. Come distinguere l'autentica "scienza della fede" da un'equivoca "filosofia religiosa"», edito dalla Casa Editrice Leonardo da Vinci, della quale è anche il direttore editoriale. Molto gentilmente ha accettato di rilasciare un'intervista al nostro sito.                                            


La metafisica è alla base della teologia cristiana
Mons. Livi, prima di tutto, La ringraziamo per averci concesso quest’intervista. Vorremmo cominciare chiedendoLe se può spiegare in cosa consiste esattamente la metafisica.

Pulsioni da crociata?

Cosa disse San Francesco al Sultano? Ce lo ricorda Giovanni Paolo II

Marta Moriconi
francesco il sultanoLa figura di san Francesco è pacifista, come tale almeno è stata esaltata. Ma la sua santità non è affatto così scontata e riconducibile a un solo aspetto. A quanti propongono che Papa Francesco intervenga nell’inferno iracheno come il Santo fece con il Sultano, riproponiamo passo passo quella vicenda basandoci su quanto ben riportato dal sito Storia Libera
La forza di Francesco era la sua decisione nell’annuncio della verità. Il dialogo tra popoli e religioni era un passaggio per arrivare ad essa.

Novità terrificante ?

Il Papa: “Fermare la guerra”. L'analisi del filosofo Scarcella

Il Papa: la guerra distrugge, è follia. E il filosofo Cosimo Scarcella sceglie Affaritaliani.it per

commentare le parole del pontefice: "La novità terrificante dell’ultimo intervento è stata la sua aperta e chiara accusa che la guerra è scelta e decisa dalla libera volontà di alcuni uomini. Le guerre sono possibili – ha detto – “perché oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere". La storia del passato e le esperienze del presente documentano, infatti, che le guerre sono generate o dal fondamentalismo religioso o dalla brama di potere economico e politico, ma..."

Chi ha orecchi... ?!

Segreto di Fatima, cardinale Saraiva: “Possono ancora sparare a un Papa”

L'interpretazione del prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi a ilFatto.it. "E' stato tutto pubblicato, ma tutto è possibile". Su Pio XII: "Non era filonazista e potrebbe essere beatificato anche domani"

Segreto di Fatima, cardinale Saraiva: “Possono ancora sparare a un Papa”

C'era una volta..?

 seminaristi

Decalogo del seminarista

Il seminario non è un luogo, è molto di più! È un'esperienza irripetibile




1. Il tempo del seminario è costituito da ore di ricerca intensa di Cristo, di incontro con Lui e con un orizzonte: lasciarsi afferrare totalmente da Lui, per poi parlare, essere e vivere in Lui.

2. Il seminario non è un luogo, è molto di più! È un'esperienza irripetibile. Un'oasi nella quale il seminarista si va configurando a Gesù, spiegando idee e soprattutto affondando nel desiderio di essere discepolo di Cristo.