ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 2 marzo 2015

La guerra tra Cristo e lo spirito dell’Anticristo

Lettera ai nostri membri: Vol. 1, N. 1.

Christ the King
« Uno solo è il vostro Maestro, il Cristo »
(Mt 23,10)
Il Dr. Alessandro Gnocchi, parlando dei cosiddetti “cattolici da salotto” – quelli che scelgono a loro piacimento e secondo l’umore del momento a cosa vogliono credere pur rimanendo aggrappati al nome di “cattolici” – ha scritto in un suo recente articolo su La Riscossa Cristiana (il grassetto è nostro):
… qui è palesemente in atto una guerra tra Cristo e Anticristo di portata mai vista, la cui posta è la sopravvivenza della fede cattolica. Lo ripeto . . . stiamo combattendo per mantenere la fede cattolica e tutte le battaglie sui vari temi, anche quelli così importanti della morale, sono solo il terreno di scontro di una guerra ben più profonda, metafisica, religiosa. Prima di ogni altra cosa è in gioco la fede. Ma la fede si conserva tutta intera o la si perde, non la si può mantenere a pezzi a seconda dei gusti o delle convenienze.

domenica 1 marzo 2015

Nemici interni pullulano

Non sarà la religione della Massoneria
a salvarci dall'Islam


Dobbiamo pregare San Giuseppe in questo mese a lui dedicato, pregarlo tanto: per noi, per tutta la Santa Chiesa, per l’opera che Dio le chiede nel mondo.

Protector Sanctae Ecclesiae, è l’ultimo titolo di invocazione indirizzato a San Giuseppe nelle sue litanie, Protettore della Santa Chiesa.

Sì, perché la Santa Chiesa va protetta da tutti i suoi nemici, che sono gli stessi nemici di Nostro Signore: nemici esterni e nemici interni. E forse, in questi tempi difficilissimi, dobbiamo pregare San Giuseppe soprattutto perché la protegga dai nemici interni, che sono certamente i più pericolosi.

Per alcuni, o per tutti?

Oltre il celibato dei preti, le carte in mano a Bergoglio




CHE FARE allora? Di recente, al tradizionale incontro quaresimale del Papa con il clero romano, il rettore della chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, don Giovanni Cereti, ha suggerito a Bergoglio una strada per reintegrare quei preti che, con l'autorizzazione e la benedizione della Chiesa, hanno scelto la via del matrimonio, partecipano alla vita ecclesiale, ma hanno il divieto di celebrare messa. Nel mondo si stima che siano oltre centomila (fonte ildialogo.org).  Schierato da decenni a favore della riammissione alla comunione dei divorziati risposati - ha coadiuvato il cardinale Walter Kasper nella stesura della controversa relazione introduttiva al concistoro sulla famiglia -, Cereti propone una forma d'indulgenza per questi 'ex sacerdoti'. O almeno per alcuni di loro.

Mai rispose, nè mai risponderà



Breve esame critico del Novus Ordo Missæ presentato al Pontefice Paolo VI dai Cardinali Ottaviani e Bacci

Breve esame critico del

Novus Ordo Missæ
presentato al Pontefice Paolo VI
dai Cardinali Ottaviani e Bacci
 .
Lettera di presentazione a Paolo VI
 .
Beatissimo Padre,esaminato e fatto esaminare il Novus Ordo [Nuovo Ordinario della Messa] preparato dagli esperti del Consilium ad exquendam Constitutionem de Sacra Liturgia [Consilio per l’applicazione della Costituzione sulla Sacra Liturgia], dopo una lunga riflessione e preghiera sentiamo il dovere, dinanzi a Dio ed alla Santità Vostra, di esprimere le considerazioni seguenti:

1) Come dimostra sufficientemente il pur breve esame critico allegato – opera di uno scelto gruppo di teologi, liturgisti e pastori d’anime – il Novus Ordo Missæ [Nuovo Ordinario della Messa], considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando definitivamente i canoni del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l’integrità del magistero.
2) La ragioni pastorali addotte a sostegno di tale gravissima frattura – anche se di fronte alle ragioni dottrinali avessero diritto di sussistere – non appaiono sufficienti. Quanto di nuovo appare nel Novus Ordo Missæ (per contro, quanto di perenne vi trova soltanto un posto minore o diverso, se pure ancora ve lo trova) potrebbe dar forza di certezza al dubbio – già serpeggiante purtroppo in numerosi ambienti – che verità sempre credute dal popolo cristiano possano mutarsi o tacersi senza infedeltà al sacro deposito dottrinale cui la fede cattolica è vincolata in eterno.
Le recenti riforme hanno dimostrato a sufficienza che nuovi mutamenti nella liturgia non porterebbero se non al totale disorientamento dei fedeli che già danno segni di insofferenza e di inequivocabile diminuzione di fede. Nella parte migliore del Clero ciò si concreta in una torturante crisi di coscienza di cui abbiamo innumerevoli e quotidiane testimonianze.
3) Siamo certi che questa considerazioni, che possono giungere soltanto dalla viva voce dei pastori e del gregge, non potranno non trovare un’eco nel cuore paterno di Vostra Santità, sempre cosí profondamente sollecito dei bisogni spirituali dei figli della Chiesa. Sempre i sudditi, al cui bene è intesa una legge, laddove questa si dimostri viceversa nociva, hanno avuto, piú che il diritto, il dovere di chiedere con filiale fiducia al legislatore l’abrogazione della legge stessa.
Supplichiamo perciò istantemente la Santità Vostra di non volerci togliere – in un momento di cosí dolorose lacerazioni e di sempre maggiori pericoli per la purezza della Fede e l’unità della Chiesa, che trovano eco quotidiana e dolente nella voce del Padre comune – la possibilità di continuare a ricorrere alla integrità feconda di quel Missale Romanum di San Pio V dalla Santità Vostra cosí altamente lodato e dall’intero mondo cattolico cosí profondamente venerato ed amato.
.
                                 A. Card. Ottaviani            A. Card. Bacci


.zzVO
 Breve esame critico del Novus Ordo Missae

I

Nell’ottobre del 1967, al Sinodo Episcopale, convocato a Roma, fu chiesto un giudizio sulla celebrazione sperimentale di una cosiddetta messa normativa, ideata dal Consilium ad exequendam Constitutionem de Sacra Liturgia.
Tale messa suscitò le piú gravi perplessità tra i presenti al Sinodo, con una forte opposizione (43 non placet [non è gradito]), moltissime e sostanziali riserve (62 juxta modum [con riserva]) e 4 astensioni, su 187 votanti.

Come iniziarono a farsi protestanti

MESSA DI SAN PIO V E “NOVUS ORDO”: LE GRAVI DIFFERENZE (PARTE PRIMA)


NEL QUARANTASEIESIMO ANNIVERSARIO DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL “NOVUS ORDO MISSAE
Il 13 luglio 1570, Sua Santità Pio V emanò la famosa Bolla di promulgazione del Messale tridentino, Quo Primum, la versione definitiva della Santa Messa che faceva tesoro del grande patrimonio liturgico rafforzatosi nei secoli, dalla primigenia liturgia dei cristiani perseguitati al tempo dell’Imperatore alla grande opera di Papa Gregorio. Quasi profeticamente, intuendo i futuri tentativi dei perniciosissimi protestanti ed affini di distruggere il Sacrificio della Messa, San Pio V concluse la Bolla con l’anatema nel nome di Dio e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a chiunque avesse tentato di “attentare” all’integrità del Messale che con quel documento veniva promulgato per la Chiesa universale.

Ad maiora!

Caro don Chisciotte,
il tuo annuncio di voler concludere l’avventura di Bose Curiose, è stato ripreso anche da altri siti che combattono la nostra battaglia ed ha suscitato commenti di tristezza per paura che venga a mancare una voce, piccola ma pur sempre chiara e forte. Numerosi sono gli apprezzamenti per il lavoro svolto dimostrati anche dal numero di pagine che sono state visitate. E’ vero! Molto è cambiato nella Chiesa tanto che Scalfari, Pannella e Dario Fo sono “diventati amici”
Quello però che più di tutto è cambiato è che la quasi totalità dei pensatori cattolici affermino che non è cambiato niente. Pare che abbia vinto il “normalismo” che ha in Radio Maria ed anche un po’ nella Bussola Quotidiana, i suoi massimi esponenti. Lo si fa,dicono, per “obbedienza e vero amore alla Chiesa e al Papa”.

Residui di cattolicità

INTERVISTA A PADRE ELIA SCHAFER

La Corsia dei Servi intervista Padre Elia Schafer*
1- Padre Elia, che tempi sta vivendo la Chiesa?
La chiesa sta vivendo una situazione di gravità e drammaticità assoluta perché quella che si definisce oggi chiesa cattolica è in realtà una chiesa protestante. In questi tempi sono presenti soltanto residui di cattolicità: pochi fedeli sparsi un po' qua un po' là, pochissimi sacerdoti degni di questo nome, ancor più pochi vescovi e cardinali. Questi residui di cattolicità sono la Chiesa cattolica.
Per il resto, qual'è la realtà? Seminari semivuoti in cui si insegna l'eresia e in cui si attenta alla formazione del sacerdote; crollo delle vocazioni religiose maschili e quasi azzeramento di quelle femminili; parrocchie - gestite come feudi personali da parroci ora don Abbondio ora don Rodrigo – dove si corrompe la Fede presentando una nuova religione basata sul sentimentalismo e camuffata di misericordia (non è un azzardo dire: vuoi perdere la fede? Vai in parrocchia); insegnamento dottrinale stravolto seguendo Rahner ed i suoi sciagurati discepoli; liturgia profanata e gravemente oltraggiata da funzioni che hanno soppiantato il sacro con grottesche e insolenti sceneggiate; sacerdoti in crisi d'identità che nemmeno sentono più l'esigenza e comprendono il significato di vestire la talare... La galleria degli orrori è lunga: devo continuare?

È davvero finita?

 
Ci piacerebbe sapere di che cosa san Paolo aveva parlato a viva voce con i cristiani di Tessalonica per poter comprendere meglio le velate allusioni contenute nella seconda lettera loro indirizzata (cf. 2 Ts 2, 5-7). Ad ogni modo, i testi profetici, anche se inizialmente oscuri, svelano il loro significato quando le vicende da essi evocate sono in corso di realizzazione. Lo stato attuale del mondo e della Chiesa sembra autorizzare un tentativo di spiegazione che, per quanto si voglia prudente, poggia sull’osservazione diretta dei fatti e sulla loro inquietante concatenazione. Per favore, non ci si accusi subito di catastrofismo, perché la realtà supera abbondantemente la percezione che, nonostante le straordinarie risorse mediatiche della nostra epoca, possiamo averne come singoli e come gruppi.