Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
Intervista a don Matteo De Meo: La Chiesa non ci appartiene
Il fallimento della pastorale post-conciliare è senz’altro dovuta alla confusione dottrinale che regna nel mondo cattolico contemporaneo. Ne abbiamo parlato con il sacerdote Don Matteo De Meo, parroco, teologo ed esorcista della diocesi di San Severo in provincia di Foggia.
L’ECUMENISMO IERI ED OGGI
DOMANDA: Rev. Don Matteo De Meo, prima di tutto, La ringraziamo per averci concesso quest’intervista. Vorremmo cominciare partendo da un tema di stretta attualità: l’ecumenismo. Può spiegarci che cosa intende veramente la Chiesa cattolica per “unità dei cristiani”? E quale dev’essere il rapporto con le religioni non cristiane?
Ieri il “New York Times” parlava della “corsa contro il tempo” di papa Bergoglio per trasformare definitivamente la Chiesa in un club “progressista” come piace ai radical-chic. Per riuscirci – secondo il NYT – dovrebbe creare un numero di cardinali bergogliani in grado di eleggere un successore a sua immagine e somiglianza. Ma l’operazione è ardua. Non basta il Concistoro di ieri. Negli ambienti cattolici c’è ormai la sensazione che questo pontificato sia finito in un vicolo cieco, venuto meno oltretutto il contesto politico in cui è nato (la presidenza Obama/Clinton).
Il Concistoro di ieri, la fine dell’Anno Santo (oggi) e l’80° compleanno di Bergoglio (il 17 dicembre) dicono che è stagione di bilanci per questo papa, ritenuto (a mezza bocca) deludente dai modernisti che sognavano la rivoluzione e giudicato disastroso dai cattolici ortodossi (fra l’altro le statistiche parlano di ulteriore diminuzione della pratica religiosa). Vediamo le singole voci.
Preti spudorati: il contro-concilio di Trento a Trento
Voluto fortemente dalla CEI, riportano le varie testate… che cosa? Il contro-concilio di Trento!
Una mossa propagandistica che vuole suggellare con un gesto irriverente, dirompente e ai limiti della blasfemia la clamorosa svolta impressa da Bergoglio alla storia della Chiesa e alla dottrina cattolica apostolica.
Realizzato il giro di boa con la pseudo canonizzazione di Lutero tra le brume svedesi, i valenti preti italiani che fanno capo a quello che un tempo era il corpo episcopale cattolico, hanno pensato bene, d’accordo con l’“arcipelago” protestante della penisola, di sancire la resa incondizionata della neo-chiesa conciliare in quel di Trento: stessa città e stesse chiese in cui i vescovi cattolici del tempo condannarono in maniera irreformabile la rivoluzione del monaco tedesco contro la Chiesa di Cristo.
«Dubia, appello lecito per salvare anime» Prosegue il dibattito su Amoris Laetitia e sui dubia dei cardinali. Parla il teologo Woodall: «Confusione preoccupante, che alimenta la divisione. Il Papa fa bene a voler raggiungere le persone in difficoltà, ma se c’è confusione il suo primo compito è quello di unire nella verità del Magistero della Chiesa».
“Nessuno può porsi al di sopra del Vangelo”. Così George Woodall, professore di teologia morale e di bioetica alla Regina Apostolorum di Roma, spiega alla Nuova BQ perché è importante porre un freno a quelle interpretazioni dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” in contrasto con l’insegnamento millenario della Chiesa cattolica. Confermando la confusione generale in merito al testo, Woodall apprezza l’appello dei quattro cardinali che hanno sollevato dei dubbi in merito chiedendo al papa di ribadire pubblicamente la dottrina.
Abbandonati traditi umiliati e offesi stiamo riscoprendo l'amore per la nostra civiltà. L'opera nefasta degli asserviti intellettuali e della Chiesa che altro non fanno che vomitare sul pubblico l'idea che la civiltà europea è bacata
di F. Lamendola
Il cittadino europeo di questo inizio del XXI secolo, non meno del cattolico credente e praticante, si trova in una situazione paradossale. Nel giro di pochissime generazioni l’uno e l’altro sono passati dal credersi i fortunati rappresentanti di una civiltà e di una religione che hanno dato al mondo dei valori universali, dei quali possono e devono andare giustamente fieri, al sentirsi gravare sulle spalle tutto il peso, tutta la vergogna, tutto il senso di colpa per aver partecipato - anche se non erano neanche nati! - alle peggiori nefandezze che siano mai state perpetrate nella storia universale, e per aver diffuso nel mondo i bacilli pestilenziali dell’intolleranza, del razzismo, dell'antisemitismo, dell'etnocentrismo, del colonialismo, dell'imperialismo, del fascismo e di molte altre cose orrende. E abominevoli. E se è vero che un tale capovolgimento di prospettiva è stato preparato e favorito dall'opera due volte secolare dei cosiddetti intellettuali - questi omuncoli avvezzi a sciaguattare nel fango, ad adulare qualsiasi potere e a servire qualunque padrone, i quali, dall'Illuminismo in poi, altro non fanno che vomitare sul pubblico l'idea che la civiltà europea è bacata, e che nulla andrà mai bene se non distruggerà ogni residuo delle proprie tradizioni -, ora, negli ultimi tempi, nel giro di pochi anni, la sarabanda infernale ha assunto un ritmo ben più serrato, addirittura frenetico, anche perché alla testa dei "rottamatori" della nostra civiltà si sono posti i vertici del potere politico e religioso: cioè proprio coloro dai quali il cittadino e il credente si aspettavano d’essere guidati e confortati, nei quali riconoscevano delle guide autorevoli, e dai quali speravano di essere difesi, capiti, valorizzati, indirizzati, secondo il criterio del bene generale e individuale.
La questione cattolica si complica sempre più, ma nell'evoluzione credo possano valere alcune brevi note.
Lo strano caso Trump. A un mese circa dal maldestro affondo della Stampa, a firma di giornalisti vicini al Papa, affondo in cui ampi gruppi di cattolici sono stati offesi e accusati sia di essere avversi al Pontefice, sia di essere adoratori di Putin, abbiamo assistito alla vittoria di Trump. Spacciato e presentato come un figuro inetto, Trump, tra i pochi politici ad aver subito non troppo velate condanne romane, ha mostrato di essere il più desiderato degli americani. Molti hanno scritto della spaccatura tra lobby, media e popolo reale, aggiungiamo: va forse registrata una spaccatura tra il Sommo Pontefice e l'elettorato cristiano (giudicato più che determinante in queste elezioni)?
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV629_LZ_Abominio_della_desolazione.html Dominica XXIV et Ultima Post Pentecosten Ad Matutinum Nocturn III. Lettura 7 Lettura del santo Vangelo secondo Matteo Matt 24:15-35 In quell'occasione: Gesù disse ai suoi discepoli: Quando vedrete l'abbominazione della desolazione, già predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo: chi legge intenda. Eccetera.
Omelia di san Gerolamo Prete Libro 4, Comm. al capo 24 di Matteo L'invito fattoci di sforzarci di comprendere, indica che la profezia non è senza mistero. Ora noi leggiamo così in Daniele. «E alla metà della settimana cesseranno il sacrificio e l'oblazione, e nel tempio ci sarà l'abominazione della desolazione, e la desolazione durerà! sino alla consumazione e sino alla fine» (Dan. 9,27). Di ciò parla anche l'Apostolo (dicendo) che «l'uomo d'iniquità è l'oppositore che s'innalza contro tutto ciò che si dice Dio e si adora; tanto da osare di assidersi nel tempio di Dio, spacciandosi per Dio» (2Thess. 2,4): ed esso verrà accompagnato dalla potenza di satana, per far perire e ridurre nell'abbandono di Dio quelli che l'avranno accolto.
“Queste risposte non s’hanno da dare”, parafrasiamo così una nota frase della letteratura manzoniana. Si tratta della sostanza dell’ordine dato dal vescovo di Roma al card. Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. I dubia? Finiscano nella catasta di altri dubbi e perplessità giunte presso la Congregazione per la dottrina della fede sempre in merito all’esortazione Amoris laetitia! Per un commento su ciascuno dei cinque dubbi, si rinvia a don Alfredo M. Morselli, Amoris laetitia: la prima domanda dei Cardinali, in blogMiL, Messa in latino, 15.11.2016; Amoris laetitia: la seconda domanda dei Cardinali, ivi, 16.11.2016; Amoris laetitia: la terza domanda dei Cardinali, ivi, 18.11.2016).
La polemica intorno ai quesiti posti dai quattro cardinali non sembra cessare. Anzi, si accresce. Il vescovo di Roma ha accusato il colpo. Da alcune fonti, interne al Vaticano, si apprende che lo stesso sarebbe «bollente di rabbia» (così Claire Chretien, Vatican expert: Sources say Pope Francis ‘boiling with rage’ over Amoris criticism, in Lifesitenews, Nov. 18, 2016), rimproverando i quattro porporati di «legalismo» (Id., BREAKING: In wake of 4 Cardinals letter, Pope Francis rebukes ‘legalism’ of Amoris Laetitia critics, ivi).