ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 8 gennaio 2017

Tranquilli?

Censura sul web in seguito ai leaks di orrori pedo-satanici: tranquilli è tutto vero ed è consuetudine

marina-abramovich-hillary-clinton1° La vendetta di Obama
2° I negazionisti della tragica realtà degli abusi rituali: “Le bufale possono uccidere”
3° Anni e anni di orrori ben celati dal mainstream
4° Bambini carne da macello per ottenere il favore degli “Dei”
5° Pedofilia satanica tra i potenti. E’ consuetudine
6° I messaggi in codice delle email trapelate
7° Il pallino per l’ “arte” dei fratelli Podesta
8° A cena con la strega
9° Non solo pizza nel menù della Comet Ping Pong
10° I Clinton sul Lolita Express: non affermazioni di blogger, ma soffiate dei federali

-A cura della Redazione di Antimassoneria-

Possiamo ancora salvarci?

Il suicidio della chiesa

Dall’apostasia silenziosa che affliggeva Papa Wojtyla si è passati all’autosecolarizzazione. Possiamo ancora salvarci? Wolfgang Spindler, teologo e predicatore domenicano, lo spera


Wolfgang Spindler è un teologo domenicano tedesco, ha quarantanove anni e un’idea ben precisa su quali siano i rischi che la chiesa corre in tempi come questi. Scrive su due riviste, Die Neue Ordnung (L’ordine nuovo) e Tumult, insegna, fa il prete – cioè segue una parrocchia dove celebra regolarmente messa – e scrive anche libri per bambini, perché essi, dice conversando a lungo con il Foglio, “hanno un rapporto immediato con la trascendenza. La realtà di San Nicola, ad esempio, per loro è prossima ed evidente come quella della nonna o del gatto di casa”. Ricorrono gli otto secoli dalla fondazione dell’Ordine dei Predicatori (libri suggeriti: L’Ordine dei Predicatori, a cura di Gianni Festa e Marco Rainini per Laterza e I domenicani di Massimo Carlo Giannini per il Mulino), e subito si pone l’interrogativo su quanto sia complesso e accidentato predicare il cattolicesimo nell’Europa di oggi, così provata dalla secolarizzazione.

La più grave delle moderne cinque piaghe della Chiesa

L’orfanezza della Chiesa in uscita

Nella festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, fissata nella Domenica nell’Ottava dell’Epifania da papa Benedetto XV, pubblichiamo questo contributo di Franco Parresio.



Luigi Marai, Gesù nel Tempio tra i dottori, 1884, Verona


"Versus populum"



A scadenze periodiche, qualcuno fa sentire la propria voce a proposito dell'orientamento liturgico degli altari. Secondo alcuni, la Sacrosanctum Concilium non avrebbe previsto la celebrazione versus populum, che costituirebbe quindi un arbitrio che i Padri Conciliari non avevano voluto. Secondo altri, invece, il nuovo orientamento sarebbe parte integrante della riforma conciliare. 

Invito quindi alla rilettura di Non sequitur, un mio studio pubblicato il 18 Gennaio del 2013, nel quale ritengo di aver dimostrato che l'innovazione risale agli anni Trenta del secolo scorso, sull'onda del cosiddetto movimento liturgico, con il quale i novatori gettarono le basi della grande rivoluzione conciliare.


ll trait d’union fra la gnosi e il modernismo cattolico

PAUL ROCA GNOSI E MODERNISMO

    Eminenza grigia: Paul Roca, prete apostata e scomunicato, è il trait d’union fra la gnosi e il modernismo cattolico. Identifica uno di quei personaggi che, pur passando quasi inosservati sulla scena del mondo, fanno la storia 
di Francesco Lamendola  





Può darsi che il nome di Paul Roca non dica nulla alla maggior parte delle persone di media cultura, cattolici compresi; eppure è un nome importante, perché identifica uno di quei personaggi che, pur passando quasi inosservati sulla scena del mondo, fanno la storia più di quanto non la facciano altri uomini, ben visibili e conosciuti da tutti, i quali, però, detengono un potere più apparente che reale, e operano solo in superficie, mentre gli altri, le eminenze grigie, gli ispiratori occulti, stando nell’ombra arano il campo in profondità, e spargono dei semi che daranno raccolti durevoli – tanto nel bene, quanto nel male.
Proviamo a considerare questo brano di prosa:

Credo che il culto divino come è espresso dalla liturgia, il cerimoniale, il rito e i precetti della Chiesa romana subiranno prossimamente in un Concilio ecumenico una trasformazione che, restituendo ad essi la venerabile semplicità dell’età dell’oro apostolica, li metterà in armonia con il nuovo stato della coscienza e della civilizzazione moderna. […]
[Si accederà così ad una religiosità e alla] profondità e l’universalità di un cristianesimo col quale si metteranno in armonia tutti i centri religiosi della terra. […]
Il Pontefice si accontenterà di confermare e glorificare il lavoro dello Spirito o del Cristo Spirito nello spirito pubblico, e grazie al privilegio della sua personale infallibilità, dichiarerà canonicamente “urbi et orbi” che la civilizzazione presente è figlia legittima del Santo Vangelo e della Redenzione sociale.

Chi di sfregio ferisce..


Roma, entra nella basilica di Santa Maria Maggiore e sfregia al volto due frati      


Autore del gesto un uomo di 42 anni originario di Frosinone con precedenti per droga e disturbi psichici. "La Chiesa non mi ha capito"

ROMA - E' entrato nella basilica di Santa Maria Maggiore e con un coccio di bottiglia, per motivi in corso di accertamento, ha aggredito due religiosi: padre Angelo Gaeta, addetto alla sagrestia della chiesa e padre Adolfo Ralph dei frati dell'Immacolata. E' accaduto nel pomeriggio di oggi. All'interno della chiesa - una delle quattro basiliche pontificali della città - in quel momento c'erano diversi fedeli.


La guerra degli altari

La Civilità cattolica va alla guerra degli altari: "La Riforma della riforma è un errore"
La rivista dei Gesuiti contesta il cardinal Sarah e Papa Benedetto XVI sulla riforma della riforma liturgica. E cita Papa Francesco per il quale la Costituzione conciliare sulla liturgia deve continuare. Ma una eventuale “riforma della riforma” non sarebbe una revisione del Concilio, ma solo della riforma voluta dalla Commissione e promulgata da Paolo VI. Quindi non si contraddirebbe l’espressione di Papa Francesco.