ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 10 aprile 2017

La reliquia più preziosa della Cristianità

Un documentario sulla sacra Sindone

Una dura, difficile, ma anche gioiosa Quaresima


  EFFICACIA DELLA QUARESIMA 

      La Santa Quaresima, come tutti ben sappiamo, è un periodo penitenziale di purificazione in preparazione alla solennità della Santa Pasqua, la solennità della nostra redenzione e della vita eterna che in Cristo ci è stata donata. La Quaresima ha un grande significato in quanto diventa anche figura di tutta la vita umana. La liturgia, infatti, ricorda una prima Pasqua prefigurata nella liberazione dalla schiavitù d’Egitto del popolo ebreo, condotto da Dio al possesso della terra promessa. In questa Pasqua la dura schiavitù che gli Israeliti avevano vissuto in Egitto aveva costituito una Quaresima, in quanto purificazione e preparazione al passaggio del Mar Rosso e alla liberazione dal faraone e dal suo esercito. Quindi c’è una seconda Pasqua, per così dire, realizzata, la Pasqua di Cristo, la Pasqua della salvezza, che realizza le antiche promesse, conducendo ad una terra non più materiale e geograficamente identificabile, ma spirituale, perché conduce alla vita eterna e alla beatitudine divina. Anche questa Pasqua ha avuto il suo preliminare nella passione, nella croce e nella morte del Salvatore per condurre alla gloria della resurrezione. Infine c’è una terza Pasqua che potremmo chiamare “compiuta”, ed è la nostra Pasqua, la Pasqua del banchetto eterno nel cielo.

L'eutanasia cattolica

Da Lovanio a Roma, l'eutanasia dei "principi non negoziabili"

Lovanio
Ha fatto rumore la vicenda dell'Università Cattolica di Lovanio, che ha sospeso e infine licenziato un proprio professore di filosofia, Stéphane Mercier, per aver scritto in una nota per i suoi studenti che "l’aborto è l’omicidio di una persona innocente".
La cosa non ha sorpreso, visti i precedenti di questa università pur insignita della qualifica di "cattolica", nella cui clinica si praticano da tempo alla luce del sole anche interventi di eutanasia, "dai 12 ai 15 all'anno" a detta del rettore della gemella università fiamminga di Lovanio, il canonista Rik Torfs.
Ma ciò che più colpisce è la sostanziale approvazione che i vescovi del Belgio hanno dato alla cacciata del professor Mercier.
Così come impressiona la reticenza del giornale della conferenza episcopale italiana "Avvenire", che nel dare uno stringato resoconto della vicenda – la cui documentazione più completa è apparsa finora nel blog Rossoporpora – ha evitato di prendere posizione, limitandosi a un: "Rimane da comprendere il significato di ciò che è stato dichiarato dal portavoce della conferenza episcopale belga".
Per non dire del silenzio di papa Francesco, che pure non ha mancato in altre occasioni di definire l'aborto "crimine orrendo".

Jorge's Pope


Peter Sutherland, “pontefice” del Nuovo Ordine Mondiale

L’agognato governo planetario, nonostante alcune resistenze, come quella di Viktor Orban, continua la sua costruzione. Peter Sutherland, rappresentante delle Nazioni Unite per immigrazione, è uno dei suoi principali architetti. Lui stesso ha lanciato un significativo avviso: “bisogna affossare l’omogeneità nazionale degli Stati”.
Peter Sutherland è un multimilionario irlandese considerato uno dei grandi pontefici del mondialismo allo stesso livelli di George Soros, dei Rockefeller o di Kissinger.

Aper de silva



   












IL CINGHIALE DELLA SELVA

 Mi fa imbufalire che si dica, anche spesso oggi e soprattutto oggi, che Lutero (1483/1545) fu “un’anima religiosa” e che il “Vescovo di Roma” sia andato il 31 ottobre 2016 a Lund in Svezia a celebrare il 500° anniversario della sua terribile “riforma”. Girate la questione come volete, ma religione significa obbedienza: a Dio, a Gesù Cristo, alla sua Chiesa. Lutero invece fu ed è tuttora la sovversione, la ribellione totale, alla Chiesa, a Cristo, a Dio stesso.
      Non è ancora chiaro perché si sia fatto frate agostiniano: pare per sfuggire al carcere, a causa di un omicidio. Sul suo equilibrio e serenità di spirito esiste più di un dubbio. È vero che a Roma, quando nel 1511 lui, giovanotto di 27, anni vi giunse pellegrino dalla sperduta Erfurt in Sassonia c’erano parecchi angoli non proprio puliti, ma se lui se fosse stato radicato in Cristo e nella sua Verità, avrebbe guardato più a fondo, vi avrebbe visto il Volto del divino Maestro e Redentore Gesù e si sarebbe comportato come San Francesco d’Assisi e S. Domenico di Guzman. Che direbbe oggi un tedesco come Lutero se noi volessimo giudicare il suo popolo solo attraverso i campi di sterminio nazisti?  

La dimensione spirituale del dono

AMORE DI DIO E DEL PROSSIMO

    Non si può amare il prossimo senza passare per l’amore di Dio. Il rischio della trappola buonista: se noi lo scusassimo sempre in tutte le sue debolezze l’altro potrebbe farsi una professione dell’essere eternamente bisognoso 
di Francesco Lamendola  




Quella che si è instaurata nella catechesi e nella pastorale degli ultimi decenni, peraltro logica conseguenza della cosiddetta “svolta antropologica” in teologia, è una vera e propria inversione della giusta prospettiva del rapporto fra l’uomo e Dio. Oggi quel che fanno moltissimi sacerdoti e parecchi vescovi e cardinali, e quel che sta facendo lo stesso papa Francesco, è un continuo battere e ribattere sul tema dell’amore del prossimo: e lo fanno un termini talmente prescrittivi, talmente ultimativi, talmente – ci si passi l’espressione, un po’ rozza, ma sostanzialmente adeguata – ricattatori, che non si può non restare fortemente perplessi, specie se si è in grado di ricordare, per motivi anagrafici, quale fosse il linguaggio che adoperava la Chiesa prima del Concilio Vaticano II, quale l’accento posto sull’annuncio del Vangelo, quale la prospettiva da cui si guardavano le cose del mondo. In buona sostanza, quel: noi abbiamo l’obbligo di accogliere tutti i profughi che bussano alla nostra porta (a prescindere dal fatto che solo il 5% di quelli che si dichiarano profughi lo sono per davvero, e a prescindere anche dal fatto che costoro non “bussano” affatto, ma sfondano la porta di casa nostra a colpi d’ariete, o, peggio, a colpi di ricatto morale, con tanto d’immagini di bambini annegati sulla spiaggia), ricorda molto da vicino, nel migliore dei casi, il tu devi di kantiana memoria: non si spiega perché si debba agire in un certo modo, lo si ordina e basta; non si vuol convincere, si vuol essere obbediti come in caserma. Ma è questo il Vangelo dell’amore insegnato da Gesù Cristo? 

Kýrie, eléison, Christe, eléison: miserere nobis!

Rosy Bindi lascia la politica: "Voglio ritornare alla teologia"

Dopo 27 anni da parlamentare, la Bindi dice basta. Si dedicherà agli studi e ai viaggi. Ma avverte: "Non mi ritirerò a vita privata"
"Ho lavorato in questo Palazzo per ventitré anni, e prima ancora altri cinque a Strasburgo.

La passione mi ha tenuta viva e integra". Rosy Bindi ha deciso di lasciare la politica. A 66 anni, 27 dei quali trascorsi in Parlamento, ha raccontato al Fatto Quotidiano perché non si candiderà più. "Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde - ha promesso - finita questa legislatura lascerò il campo".

Uovo pasquale sprecato per santamarta (ndo se magna ma nun se legge)

Mezzo secolo di risposte dottrinali nei documenti della CDF
                                                                                     Il volume Documenti (1966-2013), disponibile da febbraio di quest’anno, raccoglie 119 documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF). «La raccolta offre risposte dottrinali e sicure a diverse questioni importanti per la vita e la missione della Chiesa», scrive il cardinal Müller nella prefazione all'edizione italiana: sufficiente per far sospirare di consolazione alcuni e far digrignare i denti ad altri.