ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 14 aprile 2017

Il falso timor di Dio

LE TRE PRIORITA'

    Se vogliamo invertite la tendenza attuale verso l’autodistruzione della nostra società e verso lo scoraggiamento e la depressione dei singoli individui, frustrati e amareggiati servono 3 cose: cultura, coraggio e timor di Dio 
di Francesco Lamendola  






Di tre cose c’è bisogno, anzi, estremo bisogno, se vogliamo invertite la tendenza attuale verso l’autodistruzione della nostra società e verso lo scoraggiamento e la depressione dei singoli individui, frustrati e amareggiati nel vedere che tutto sta andando a catafascio, che i peggiori trionfano, che il merito non viene premiato, semmai disprezzato, e che una logica perversa, diabolica, sta impadronendosi di tutto, manipolando tutto, strumentalizzando tutto: l’economia e la scuola, lo sport e la finanza, lo spettacolo e l’informazione; e queste tre cose sono la cultura, il coraggio e il timor di Dio.

L'abisso che ci separa

Il senso esatto della Verità

Un episodio indicativo del pregiudizio modernista verso i cattolici


In una splendida basilica barocca si sta celebrando la Messa solenne in Coena Domini secondo il rito tridentino. L'altare è ornato di rami di palme e la croce è velata di bianco. Diacono e suddiacono accompagnano il celebrante alla balaustra, dove i fedeli si comunicano in ginocchio. I cantori, agli stalli del coro, salmodiano in gregoriano, senza l'accompagnamento dell'organo, che tacerà sino al Gloria della Veglia pasquale. 

Entra in chiesa un gruppo di fedeli di un'altra parrocchia. Non genuflettono, non si segnano, non usano l'acqua benedetta.

La Croce vivente

Croce brachiale, un universo simbolico che educa il fedele alla vita sacramentale


Anonimo tedesco Artista attivo nella Westfalia inizi del 15 ° secolo
Dittico con i simboli della Vergine e di Cristo Redentore: Cristo con la croce come Redemptor Mundi (pannello di destra) c.1410 28,5 x 18,5 cm Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Un anonimo artista, attivo in Westfalia nei primi decenni del 1400 realizza un dittico di straordinaria bellezza simbolica. Una rara iconografia della croce brachiale, ci illustra la profondità della redenzione, i suoi simboli e i suoi atti salvifici. La croce è detta brachiale o vivente perché dalle estremità di essa spuntano mani operose che indicano ciò che la morte e la risurrezione di Cristo hanno introdotto nella storia.

Uno dei dipinti celebra la verginità della Madonna, mediante l’iconografia dell’Hortus Conclusus, l’altro invece illustra il fatto della Redenzione che rompe con gli antichi schemi e inaugura una nuova economia di salvezza, nella quale protagonista è ancora la Vergine Maria.
Temi e simboli oggi contro corrente ma che nella cornice di un anno eminentemente mariano, come il 2017, in cui ricorre il centenario delle apparizioni della Vergine a Fatima, tornano alla ribalta e andrebbero messi in evidenza. 

Dietro i passi di Gesù

Dietro i passi di Gesù, dal pretorio al calvario (13)


La Passione costituisce il «Sancta Sanctorum» dei misteri di Gesù. Essa è il coronamento della sua vita pubblica, il vertice della sua missione quaggiù, l'opera verso la quale tutte le altre convergono o donde attingono il loro valore.
Ogni anno, durante la settimana santa, la Chiesa ne commemora in particolare le diverse fasi; ogni giorno, al sacrifizio della messa, ne rinnova il ricordo e la realtà per applicarcene il frutto.
A questo atto centrale della liturgia si riallaccia una pratica di pietà la quale, pur non appartenendo al culto pubblico ufficiale, organizzato dalla Sposa di Cristo, è divenuta tuttavia, per la copia di grazie di cui essa è sorgente, caramente diletta alle anime fedeli. Si tratta della devozione alla Passione di Gesù nella forma conosciutissima della Via Crucis.

Orate fratres.

Bruciare tutto

Il "peccato" di Siti? Abuso di stereotipi

Fa discutere il nuovo romanzo sul prete pedofilo. Più che scandaloso è brutto


Mai avrei voluto dare a Michela Marzano, che ieri sulla Repubblica ha liquidato il nuovo romanzo di Walter Siti come «gratuitamente scandalistico», un'operazione «il cui cinismo appare evidente», anche solo un pizzico di ragione.
Purtroppo alla filosofa femminista e omosessualista stavolta di ragione gliene devo dare ben più di un pizzico, almeno una cucchiaiata. Magari l'avverbio «gratuitamente» l'avrei evitato: gli scandali non sono mai immotivati, a dirla con San Paolo sono macchinazioni di Satana, che i suoi motivi ce li ha eccome. Figuriamoci se manca di diaboliche motivazioni la storia di un prete con tendenze pedofile che però rifiuta l'approccio di un decenne il quale, sentendosi rifiutato, si suicida, causando nel mancato abusatore un dubbio orribile: non sarebbe stato meglio assecondarlo?

Farà un Sinodino (=sinodo grillino)?

La diocesi di Roma fa naufragare le primarie "grilline" di Francesco

A vuoto le consultazioni del Papa sul nuovo Vicario

Roma È stato un flop. E per molti si è trattato di un boicottaggio nei confronti di Papa Francesco.

In breve: confusione

I dubia su AL: il Papa emerito segue il dibattito

Chi avanza i dubia sull'interpretazione di Amoris Laetitia è stato considerato un reietto. Ma non dal Papa emerito che, stando al suo segretario, «sta prendendo atto della discussione e delle diverse forme in cui è stato recepito». Nessun giudizio di merito, ma neppure una crocefissione preventiva per chi avanza problematiche. Del resto le idee di Benedetto XVI su comunione ai divorziati risposati e indissolubilità del matrimonio è ben nota.
Per diverso tempo coloro che avanzavano dubbi su alcuni passaggi dell’esortazione Amoris laetitia sono stati considerati come degli indiani chiusi in qualche riserva. Quattro gatti che poi osano perfino dichiarare la presenza di una certa confusione nell’orbe cattolico in merito al modo di interpretare l’accesso all’eucaristia per le coppie di divorziati risposati.