ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 26 gennaio 2018

Perfino i religiosi in questa dimora buia!

Sette anni in Purgatorio per un solo peccato mortale perdonato

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Per ogni peccato mortale perdonato un'anima dovrebbe passare in media sette anni in Purgatorio. Questa e altre rivelazioni ricevute da due mistiche della Chiesa cattolica

Dio ha voluto mostrare in spirito l’oscura sede del Purgatorio ad alcune anime privilegiate, che avrebbero poi rivelato i misteri dolorosi che vi avevano luogo per l’edificazione dei fedeli [1].


Tra queste anime privilegiate c’è stata Santa Francesca Romana, fondatrice delle Oblate, morta a Roma il 9 marzo 1440. Dio l’ha favorita con grandi illuminazioni riguardo allo stato delle anime nell’altra vita. Ha visto l’Inferno e i suoi orribili tormenti, e ha visto anche l’interno del Purgatorio e l’ordine misterioso – quasi come una “gerarchia di espiazioni” – che regna in questa parte della Chiesa di Gesù Cristo.

In obbedienza ai suoi superiori, che si videro costretti a imporle questo obbligo, rese noto tutto ciò che Dio le aveva manifestato, e le sue visioni, scritte su richiesta del venerabile canonico Matteotti, suo direttore spirituale, godono di tutta l’autenticità che si possa desiderare in materia.


La serva di Dio dichiarò che dopo aver sopportato con orrore indescrivibile la visione dell’Inferno uscì da quell’abisso e venne condotta dalla sua guida celeste fino alle regioni del Purgatorio. Lì non regnavano né il terrore né il disordine, né la disperazione né l’oscurità eterna; lì la speranza divina diffondeva la sua luce, motivo per il quale, come le venne detto, quel luogo di purificazione era chiamato anche “dimora della speranza”. Lì vide anime che soffrivano crudelmente, ma anche angeli che facevano loro visita e le assistevano nelle loro sofferenze.

La traduzione morbida, mielosa..


IL PADRE NOSTRO SARÀ MODIFICATO E ZUCCHERATO. TROVATO UN FRAMMENTO DEL I° SECOLO D.C. CON LA NUOVA VERSIONE? PURTROPPO NO.


Spero che il frammento di Vangelo, scritto in aramaico, greco e latino, come la Stele di Rosetta, in base al quale la Conferenza Episcopale Italiana discuterà come cambiare la preghiera più importante del cristianesimo si rivelerà autentico. Datato intorno agli ultimi anni del primo secolo, e magari, in assenza di registratori tanto cari ai gesuiti, con una firma, o almeno le iniziali di Gesù, il Cristo. L’esistenza di questo frammento o frammenti non è ancora stata resa nota, ma DEVE esistere; se no con quale improntitudine si oserebbe manomettere un testo vecchio di duemila anni, sempre considerato autentico e pregato in quel modo da infinite generazioni di cristiani? L’ultima, debole speranza è che nell’assemblea dell’autunno in cui si deciderà questo cambiamento: da “non indurci in tentazione” a “non abbandonarci alla tentazione”, posto che nel segreto dell’urna come ben sappiamo Dio ti vede, ma Galantino no, e papa Bergoglio neppure, in una resipiscenza di fede e orgoglio il voto sia “no”. Ma ahimè, siamo consci di quanto questo flebile desiderio sia illusorio.

La "misericordina" colpirà ancora..

Quelle accuse a Bergoglio: "Perseguitati da questo pontificato"

Bergoglio al centro di nuove polemiche. Per i francescani dell'Immacolata è in atto un disegno teso a screditare il loro istituto religioso
Bergoglio "contro" un istituto francescano. Il papa che ha scelto "Francesco" come nome è in qualche modo "accusato" di aver contribuito alla "persecuzione" di una congregazione clericale riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa cattolica.

"In questi sei anni ho assistito: alla oggettiva devastazione della mia famiglia religiosa (frati, suore, laici), alla persecuzione (tuttora in corso) del padre fondatore e del nostro autentico carisma FI approvato da Papa san Giovanni Paolo II...", a parlare è padre Paolo Siano: un nome che ai lettori potrebbe non dire niente. La "voce coraggiosa" dei frati francescani dell'Immacolata, invece, ha riaperto una vicenda che pareva conclusa da tempo. Papa Francesco ha commissariato la comunità francescana in questione autorizzando un decreto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata: era l'undici luglio del 2013. Una decisione che alll'epoca era stata bocciata di netto dai tradizionalisti. Risale a quel commisariamento, del resto, l'invezione del termine "misericordiati":così vengono chiamati, in certe stanze vaticane e da certi vaticanisti, coloro che sarebbero finiti per diventare "vittime" dellle decisioni di Bergoglio. I detrattori del papa usano dire che, sotto questo pontificato, il modus operandi è incentrato tutto sul "misericordiare". Il mezzo per attuare queste scelte? La "misericordina".

Ecclesia mutata-mutandis

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Se le bacchettate contro Francesco arrivano dai cattolici progressisti 

Le risposte date dal papa in aereo, sul volo di ritorno dal Perù, circa la vicenda del vescovo Barros, accusato di aver coperto e insabbiato gli abusi commessi da padre Fernando Karadima, non hanno placato le polemiche. Per quanto Francesco si sia scusato per aver sostenuto con decisione che a carico di Barros non sono emerse prove e che quindi contro di lui ci sono solo calunnie (il che, ha ammesso, ha ferito tanti abusati), il «National Catholic Reporter», testata del cattolicesimo progressista statunitense, ritiene che il papa non abbia mostrato sufficiente attenzione nei confronti delle vittime ed anzi abbia lasciato intendere che fra loro ci possa essere chi mente.
«Papa Francesco ha ingiustamente calunniato i sopravvissuti agli abusi», scrive il giornale in un editoriale di fuoco intitolato «Francis’ commitment to abuse survivors in question». Le osservazioni di Francesco sulla mancanza di prove a carico del vescovo Barros, si sostiene nell’articolo, «sono quanto meno vergognose» («these remarks are at the least shameful») e nel giro di pochi giorni «papa Francesco ha ingiustamente calunniato i sopravvissuti agli abusi».
Si tratta, afferma il «National Catholic Reporter» di una «sceneggiatura fin troppo familiare», secondo uno schema consolidato: gettare discredito sulla testimonianza dei sopravvissuti, appoggiare il prelato in questione e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su altro.
L’insistenza con cui il papa difende Barros, secondo la testata americana, è «mistificante». Tre diversi giornalisti, sul volo papale, hanno dato la possibilità a Bergoglio di spiegarsi, ma il papa, sostiene il giornale, non ha dato risposte soddisfacenti, ripetendo soltanto che non ci sono elementi per accusare Barros.

L'avvenire dei donmilanesi

“AVVENIRE” DEI VESCOVI LODA IL FILM PEDOFILO DI GUADAGNINO (continua l’effetto “Amoris Laetitia”)


Sul quotidiano Avvenire di mercoledì  24 gennaio, a pagina  23, vi è un lungo articolo a tutta pagina, a firma  di Alessandra De Luca,  su un  film appena lanciato del regista italiano  Luca Guadagnino intitolato  “Chiamami con il tuo nome”.  L’enfasi data a tale film sembrerebbe derivare dal fatto che lo stesso  ha ricevuto quattro nomination  agli Oscar (miglior film, sceneggiatura, attore protagonista,  canzone originale).   I problemi e i dubbi sorgono  se si considera  la trama del film, che si può brevemente così riassumere:  un diciassettenne  vive con la famiglia in una grande villa  vicino a Crema in Lombardia; siamo nel 1983. Il padre è docente universitario  e ogni estate ospita uno studente straniero che deve svolgere uno stage in Italia per completare una tesi di dottorato. Giunge così un americano di 24 anni sicuro di sé, molto bello e disinibito. Fra il giovane italiano, studioso di musica, un po’ insicuro e dedito ai primi tentativi sentimentali con una ragazza, e  il misterioso e affascinante ospite si manifesta un’attrazione omosessuale crescente che il film racconta in tutti i suoi aspetti.    Questa la trama, in realtà banalissima e scontata, del film. Ormai sembra impossibile  vincere un premio cinematografico internazionale  senza pagare pegno alla dittatura omosessualista  che sta instaurandosi in tutto il mondo occidentale, e non si contano più i film con la trama centrale, o almeno episodi  e personaggi secondari,  che ruotano intorno a tematiche omosessuali.
E’ evidente ormai da anni che i poteri forti anticristiani che mirano,  con crescente furia e violenza, alla dissoluzione di ogni vita di fede e di  anche solo ogni  ricordo   della morale tradizionale, hanno scelto cinema, programmi televisivi e musica leggera come canali privilegiati per traghettare l’Occidente verso l’omosessualismo di massa.

giovedì 25 gennaio 2018

La sua opera nefasta e micidiale di “rinnovamento”

LA GRANDE BONIFICA



È tempo di cominciare la grande bonifica. Questa babilonia deve finire, ma come sarà possibile procedere? Dio non abbandona nessuno, ma se gli uomini abbandonano Dio, Lui per quanto desideri la loro salvezza, non può fare nulla 
di Francesco Lamendola  


Abbiamo detto che, per ridare speranza ai veri cattolici e reagire al senso di fatalismo che li ha quasi paralizzati in questi ultimi anni, si deve immaginare una manovra articolata in tre fasi: puntare alle dimissioni del falso papa Bergoglio; aprire un serio dibattito sul Vaticano II e le sue conseguenze; perseguire l’abbandono di ciò che era sbagliato e un ritorno della Chiesa alle sue sorgenti perenni, alla Fonte d’acqua viva promessa da Gesù e che sempre era stata alla base della sua missione e della sua stessa vocazione apostolica (cfr. l’articolo Per reagire: manovra in tre tempi, pubblicato sul sito Accademia Nuova Italia il 22/01/2018). Il terzo punto, in verità, lo avevamo  soltanto accennato, consapevoli della enorme vastità di prospettive, di problemi, di nodi da affrontare e da sciogliere, che esso necessariamente comporta. Orbene, dobbiamo perciò esaminare più da vicino tale aspetto della questione, ben consci del fatto che esso comporta, in buona sostanza, l’assoluta necessità di bonificare l’immensa palude del modernismo che si è estesa sui campi della Chiesa e li ha ormai semisommersi nell’arco dell’ultimo mezzo secolo, all’ombra delle false teorie postconciliarirelative alla “prosecuzione” e all’”approfondimenti” del non meglio specificato “spirito del Concilio” che, con lo Spirito divino, ha ben poco o punto a che vedere.

Superiorelatria

NEO-FSSPX:
LA NUOVA BORGHESIA DELLA TRADIZIONE




San Bernardo da Menzingen
Le brave persone lo seguono. Gli altri sono pazzi o traditori o congiurati contro le persone brave e valenti – (idea geniale elaborata dal blog della neo-Fraternità in Argentina)

La borghesia è composta da individui
insoddisfatti di ciò che hanno
e soddisfatti di ciò che sono.


Nicolás Gómez Dávila

In passato, la FSSPX parlava della conversione della Roma modernista e centrava su questa condizione l’unica possibilità di un accordo con Roma. In effetti, la conversione di Roma renderebbe inutile qualsiasi accordo, perché tutto tornerebbe alla normalità. Fino al capitolo generale del 2006 era questa la posizione ufficiale. Ma poi, già convertita in neo-FSSPX, a poco a poco essa ha smesso di parlare della conversione della Roma modernista, fino a cambiare le condizioni per un accordo, senza guardare a ciò che era Roma, ma a ciò che avrebbe dovuto ricevere da essa; è così la Fraternità ha mutato il suo punto di vista.

Il punto di vista fu fatto cambiare astutamente da Roma quando concesse “misericordiosamente” la revoca delle “scomuniche”, dopo la “libertà” per la Messa tradizionale. Questo è stato il fattore chiave a partire dal quale Roma ha ripreso l’offensiva contro la Fraternità. Infatti, dopo il fallimento delle discussioni dottrinali, quando tutto sembrava concluso per mancanza di comprensione, Roma passò all’offensiva con la sua offerta di pace. E la neo-FSSPX accettò di ricercare questa pace, senza la conversione della Roma modernista.

La degradazione della teologia ad antropologia

L'APOSTASIA EUCARISTICA. CATECHESI DI DON MINUTELLA DAI PRESSI DI REGGIO EMIL...

01:07:04

Catechesi Don Minutella - 24-gennaio 2018

LA DEGRADAZIONE TEOLOGICA

Perché alla teologia di Walter Kasper sfugge la vera sostanza del Mistero cristiano. La degradazione della teologia ad antropologia: un abbassamento della regale divinità di Cristo in una ambigua “umanizzazione” 
di Francesco Lamendola