NEOCHIESA DIMENTICA L'ABORTO
Referendum, aborto, democrazia, Vangelo. L’ultimo bastione cattolico dell’Europa ha ceduto anche l’Irlanda si è uniformata alle politiche anticristiane. Il pontificato ultrapoliticizzato e ultraprogressista del signor Bergoglio
di Francesco Lamendola

Il 26 maggio 2018 gli irlandesi hanno votato un referendum per liberalizzare l’aborto, e i fautori del “sì” hanno vinto in maniera abbastanza netta. L’ultimo bastione cattolico dell’Europa occidentale ha ceduto e anche l’Irlanda si è uniformata alle politiche laiciste e anticristiane della democrazia moderna, secolarizzata e irreligiosa. È la stessa strada che l’Italia, nazione ben più moderna e progredita, aveva imboccato quasi quarant’anni fa, precisamente col referendum sull’aborto del 1981. Ora, subito prima che gli irlandesi fossero chiamati alle urne, il 25 maggio, il cardinale Gualtiero Bassetti ha chiuso l’assemblea generale della C.E.I., di cui è presidente, affermando che i paletti non negoziabili sono, per la Chiesa cattolica, la centralità della persona, la Costituzione, il lavoro e la democrazia. Sì, avete capito bene: non Dio, il peccato e la grazia; non la vita eterna, il paradiso e l’inferno; neanche l’amore del prossimo. No: la persona, la Costituzione, il lavoro e la democrazia. Una dichiarazione tutta politica, perfettamente in linea col pontificato ultrapoliticizzato e ultraprogressista del signor Bergoglio; ma una dichiarazione in cui manca totalmente il profumo del divino, il respiro dell’infinito; in cui manca totalmente la vera impronta cattolica. L’aborto, il divorzio, l’eutanasia, sono questioni morali che dividono; dunque, perché insistere su tali sgradevoli punti di contrasto? No, meglio parlare di persona, Costituzione, lavoro e democrazia. E perché, poi, la Costituzione?