ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 1 luglio 2018

“Ditelo a tutto il mio popolo”.

E' venuta l'ora di donare la propria vita per Cristo


 “Non è più tempo di dimostrare che Dio esiste, è venuta l'ora di donare la propria vita per Cristo”, così scrive Léon Bloy in una delle sue opere più interessanti “Celle qui pleure”, “Colei che piange”, tutto un testo forte, deciso, a volte violento, in difesa del messaggio della Madonna a La Salette.

  Non è più tempo di provare che Dio esiste, non è più tempo di perdersi in conversazioni e discorsi accademici, in disquisizioni sulla situazione della fede e della Chiesa. Non è più il tempo delle conferenze, dei conferenzieri, dei teologi, dei pedagogisti, dei pastoralisti. E' venuto il tempo di donare la vita per Cristo.

  Anche noi che ci amiamo definire tradizionali, anche noi che siamo definiti dagli altri come tradizionalisti in modo dispregiativo, sì anche noi, proprio noi, dobbiamo stare attenti a non perderci in dimostrazioni inutili. E' venuta l'ora, è suonata l'ora anche per noi di dare la vita per Cristo.

Alle vittime di tanta smania di attivismo

Una lettera ai sacerdoti "attivisti"

Le lettera che riporto sta girando su facebook e non sono in grado di indicare se il suo autore sia davvero chi viene indicato in fondo, ma al di là di chi l’abbia scritta il suo contenuto è totalmente condivisibile e coglie perfettamente la situazione fallimentare della Chiesa cattolica dal post-concilio ad oggi. 
Forse alcuni di voi hanno avuto a che fare con i campi estivi, i famosi grest dove i bambini giocano sotto la supervisione di qualche animatore; ma anche se non sapete di che si tratta conoscerete certamente la realtà delle “attività ricreative” delle diverse parrocchie, tutte completamente disastrose, visti i risultati che ottengono.

Bel tempo cercavano ?



Cosa succede a Medjugorje: pellegrini scomparsi



Cosa succede a Medjugorje: pellegrini scomparsi Ne parlano a Bel tempo si spera il giornalista David Murgia e Padre Angelo Livio Epis, Superiore Provinciale Missionari Monfortani

Rosario in mano

Pontida, Salvini giura dal palco col rosario fatto da una nigeriana

Salvini fa giurare i leghisti dal palco. In mano il rosario che porta con sé: "È stato confezionato da una donna sfruttata, da una di quelle donne illuse che in Italia c'era il Bengodi"

Dal palco di Pontida Salvini chiede ai leghisti un giuramento. E lo fa mostrando, ancora una volta, il rosario che già aveva estratto in piazza Duomo a Milano pochi giorni prima delle elezioni di marzo.
Dopo un'ora di discorso tra famiglie omosessuali, Europa, immigrazione e "Lega delle Leghe", Salvini ha mostrato alla folla accorsa sul tradizionale pratone e ne ha spiegato l'origine. "Questo rosario -ha detto - è stato confezionato da una donna sfruttata, da una di quelle donne illuse che in Italia c'era il Bengodi. Era una donna nigeriana, ma poteva essere italiana o di qualsiasi altra nazionalità". In pochi, forse, si sarebbero aspettati che quel braccialetto avesse una simile origine. Ma il leader della Lega, dal canto suo, l'ha preso come spunto per giurare che "da ministro farò di tutto per meritare un pizzico del sostegno, vostro e altrui, affinché ciascuno possa nascere, crescere, andare a scuola, curarsi, lavorare e veder nascere i propri figli nel suo Paese, senza essere sradicato e mandato dall'altra parte del mondo. Ognuno felice e orgoglioso del suo paese".

Disumano è.. chi?

Un uso criminale delle immagini




Disumano è che avvengano queste morti. Come disumano è che i padroni del discorso le usino per giustificare il plusimmigrazionismo e le deportazioni di africani, chiamandole “integrazione” e “accoglienza”.
https://www.diegofusaro.com/un-uso-criminale-delle-immagini/

crimine pianificato

Disturbanti & disturbati ?

Noi siamo un fattore di disturbo nella Chiesa


Intervista del Tagespost a S.E. Mons. Bernard Fellay

Il 28 giugno 2018 mons. Bernard Fellay ha rilasciato un’intervista al settimanale tedesco Die Tagespost, in cui fa il punto sulla situazione attuale della Fraternità e della Chiesa. Proponiamo ai lettori la traduzione italiana dell’intervista.

Tagespost: Nel 1988 Bernard Fellay è stato consacrato Vescovo senza il permesso del Papa. Oggi spera in una riconciliazione. Lo abbiamo incontrato a Stuttgart. Eccellenza, come ha vissuto trent'anni fa la sua consacrazione episcopale? Per lei è stata una separazione definitiva dellla Fraternità da Roma oppure solo una tappa intermedia nel conflitto, nel contesto della quale aveva già in mente la riconciliazione?

Mons. Fellay: Se si fosse trattato di una separazione da Roma, oggi non sarei qui. Mons. Lefebvre non mi avrebbe mai consacrato a questo scopo, e io stesso non lo avrei accettato. Non si è trattato, dunque, di una separazione dalla Chiesa, ma di proteggersi dallo spirito moderno, dai frutti del Concilio. Nel frattempo anche altri hanno riconosciuto che qualcosa è andato storto. Molti pensieri ed aspetti che noi abbiamo combattuto e combattiamo, nel frattempo sono stati confermati anche da altri. Noi non abbiamo mai detto che il Concilio contenga dichiarazioni direttamente eretiche. Però si è indebolito il muro di protezione contro l'errore e in questo modo si è lasciato sorgere l’errore. I fedeli hanno bisogno di protezione. In questo consiste la continua battaglia della Chiesa militante: difendere la fede.

Pesci di luglio

POTREBBE SEMBRARE UN “PESCE D’APRILE”, MA (TRISTEMENTE) NON LO E’
Molto puntuto questo editoriale di Jeffrey Mirus, che vi riporto nella quasi totalità.
Eccolo nella mia traduzione.

La storia che abbiamo tratto da OnePeterFive (e che noi abbiamo ripreso qui, ndr) sulle nuove “linee guida” tedesche per l’intercomunione si legge come una parodia. Francamente, mi chiedo se lo sia.
Se cliccate sulla nostra sintesi della storia su cui si basa, vedrete quello che sembra essere uno sforzo molto equivoco da parte dei vescovi tedeschi per attuare la loro politica sull’ammissione dei coniugi protestanti alla Comunione, nonostante il fatto che papa Francesco ha detto loro di non farlo. Secondo un precedente rapporto (sostanziato da una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede), papa Francesco non voleva che i vescovi tedeschi portassero avanti la loro politica perché toccava gravi questioni di dottrina, diritto e prassi che si applicavano alla Chiesa universale.

Pasticcio argentino in salsa tedesca.

CONFUSIONE TEOLOGICA
Se l'intercomunione viene affidata al "fate vobis"

Si vorrebbe demandare non alle Conferenze episcopali, ma ai singoli vescovi la decisione su che cosa fare sull'intercomunione. Una parcellizzazione assolutamente inedita, su un tema centrale quale quello dell’Eucarestia.



“Fate vobis era un buon vescovo” dicevano i miei vecchi, scherzosamente, quando non avevano voglia di prendersi la responsabilità di un sì o di un no. Ma “fate vobis” si addice al ruolo di Pontefice della Chiesa cattolica? Su questo, permettetemi di avere qualche dubbio. Ricordando frasi molto chiare di Qualcuno sul legare e lo sciogliere, per esempio, o altri brani in cui si parla di pietre e rocce. Eppure quello a cui stiamo assistendo in questi giorni, in tema di Eucarestia data – o non data – ai cristiani di altre confessioni, e soprattutto protestanti ci sembra essere proprio questo. Forse ci sbagliamo, e saremmo ben felici di farlo.