Molte persone si soffermano su un brano del Vangelo e ci chiedono: “Ad un certo punto Matteo,5.21-37, dice Gesù ha detto: Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.”
E allora: “Ma Gesù con chi ce l’ha? Chi intende per “pazzo”? E se uno è pazzo e dice cose da pazzo, perché non dovremmo dargli del pazzo? Che c’è di male a dire “pazzo” a uno? Ma perché mai Gesù se la prende tanto con questa parola, e lo fa indignare tanto? Del resto, è lo stesso Gesù che non lesina termini quantomeno ingiuriosi a chi lo fa indignare “stolti”, “razza di vipere”, “ipocriti”, a Pietro addirittura dice “vattene via figlio del demonio”. Ma allora?
Queste dunque, le domande incalzanti che ci propongono. Vediamo allora di schiarirci le idee, spiegando il vero senso di quelle parole in Matteo, perché tanto alterano il Cristo.



