ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 23 luglio 2018

Liberarsi dalle paure infantili

DIVENTARE UOMO


Le 10 tappe verso "lo stato di Grazia". Quando vi si giunge è Dio che fa tutto, perché trova in noi solo della tenera cera, che si lascia docilmente modellare. Il nostro essere a quel punto è pervaso da una luce soprannaturale 
di Francesco Lamendola  

0 18 in ginocchio powell 

Mi chiedi, caro amico, che ti indichi una strada, che ti suggerisca un percorso per uscire dal vicolo cieco nel quale ti senti intrappolato. Dietro le apparenze della disinvoltura mondana, quasi del cinismo, hai un temperamento caldo, generoso; in fondo, sei un entusiasta: ogni volta ti sembra di aver raggiunto la meta, e ogni volta incontri un’amara delusione. Sei stanco, dici, d’insuccessi; stanco di soffrire. Non hai più tempo da perdere, ne hai perso anche troppo; desideri fare esperienza delle cose, ma desideri che questa esperienza si trasformi in saggezza, che ti offra dei punti fermi, come sassi sul greto di un fiume, per la traversata verso l’altra sponda.
Non so che dire. Quando mi vengono fatte richieste di questo genere, sono sempre molto perplesso.

La confusione di valori, di dottrina, di principi è immensa

Le “santificazioni” laiche della Chiesa d’oggi


Anche i processi di canonizzazione, gestiti dalla Congregazione delle cause dei Santi, hanno subito delle profonde modifiche come tutti gli ambiti della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Oggi i Papi danno il loro assenso a tali processi seguendo non ciò che ha sempre sostenuto la Chiesa in materia di beatificazioni e canonizzazioni, ma secondo logiche mondane. Infatti, la stessa scelta di alcuni candidati all’onore degli altari è cambiata perché soggetta a scopi di carattere politico ed ideologico. Basti pensare a due recenti casi: Giorgio La Pira e Aldo Moro, di cui si possono trovare riferimenti in due articoli pubblicati su «Corrispondenza Romana», qui e qui.

Una realtà ben diversa

3 Domande sull’Ucraina

Rispondiamo a 3 domande per fare luce su una realtà ben diversa.

Post-sbornia o allucinazione ideologica?

RAZZISTI IN CHIESA? LA DOMENICA, L'AVVENIRE, LA CEI E L'UNGHERIA

Nella ‘Preghiera dei fedeli’ di ieri, domenica 22 luglio, un invito a pregare molto curioso, con considerazioni da post-sbornia o da allucinazione ideologica. ‘Avvenire’ poi prosegue nel suo delirio politico e il numero di venerdì 20 luglio ne è un esempio fulgido, esaltando un comunicato della presidenza della Cei su cattolici e  migranti e l’azione giudiziaria intrapresa dall’Unione europea contro l’Ungheria.
  
Come di consueto ieri mattina siamo andati a Sant’Ippolito alla messa domenicale. E, giunti alla Preghiera dei fedeli, ne abbiamo sentita una assai curiosa. Si è chiesto di pregare – conformemente al testo del settimanale ‘La Domenica’ dei periodici San Paolo di Alba – “perché la nostra comunità sia capace di abbattere il muro di separazione che divide i membri a motivo del colore, della cultura, della situazione sociale e offrire unità e pace”. Dal testo si evince che dentro le  comunità (ovviamente quelle cattoliche italiane) si innalzano “muri di separazione” motivati dal colore, dalla cultura, dallo stato sociale” dei membri. Devono essere muri radicati e imponenti,  considerato come si ritenga addirittura di dover pregare per abbatterli: insomma il fenomeno dev’essere diffuso. Francamente è questa un’esperienza che non ci è mai capitato di fare: divisioni ce ne sono, ma non certo per le ragioni addotte da ‘La Domenica’.  Vi è mai capitato di notare in chiesa esaminatori puntuti dello stato sociale o del cursus studiorum dei vicini di banco, così da spostarsi immediatamente se ritenuto opportuno? Peggio: avete mai movimenti tra i banchi intesi a fuggire la prossimità di vicini ‘di colore’? Non sarà che gli estensori della ‘Preghiera’ l’abbiano redatta dopo una robusta degustazione dei vari tipi di Barbera? A meno che non siano di quelli – allucinati ideologicamente per conto proprio – che vedono biechi razzisti dappertutto e intanto semmai il razzismo lo fomentano con il loro atteggiamento irresponsabile.

Nulla è più tornato ad essere com’era prima

LE 36 ORE "PIU' IMPORTANTI"

Che cosa sarebbe la storia umana, senza "la Resurrezione"? E' l'evento che si inserisce nel processo della storia, ma la supera, la trascende perché è un evento "soprannaturale", e che conferisce significato alla storia stessa 
di Francesco Lamendola  

 245 sepolcro


Qual è l’evento più importante della storia mondiale? Per il cristiano, non c’è il minimo dubbio che la risposta è: la Resurrezione di Gesù Cristo. Non solo è l’evento centrale della Redenzione, quello che conferisce tutto il suo significato al mistero dell’Incarnazione e quindi, indirettamente, rivela anche (nei limiti in cui la mente umana può afferrarlo) il significato del mistero della Santissima Trinità: Dio Padre che crea il mondo e lo ama infinitamente, e amandolo, si fa uomo fra gli uomini per mezzo del Figlio, e poi entrambi, il Padre e il Figlio, completano il grandioso processo di riconciliazione del mondo a Dio per opera dello Spirito Santo. È anche l’evento che si inserisce nel processo della storia, ma la supera, la trascende infinitamente, perché è un evento soprannaturale, che conferisce un significato alla storia stessa, la quale, senza quell’evento, sarebbe rimasta un vuoto, penoso, ripetitivo succedersi di umane miserie, ambizioni, grandezze e aberrazioni. Che cosa sarebbe la storia umana, senza la Resurrezione? 

L’ambigua interpretazione del ruolo della coscienza

HUMANAE VITAE, IL MODERNISMO “SOTTO ALTRI NOMI E’ ANCORA PRESENTE”

Mons. Melina, qual è il cuore della Humanae Vitae? È un orientamento ideale lasciato all’interpretazione della coscienza di ciascuno, come alcuni hanno sostenuto, o è una norma morale vincolante?
Il nucleo fondante dell’enciclica Humanae Vitae si trova nei paragrafi 12 e 14. Il n. 12 esprime in termini positivi il principio della “connessione inscindibile, stabilita da Dio, che l’uomo di sua iniziativa non può rompere, tra il significato unitivo e il significato procreativo che sono entrambi inerenti all’atto matrimoniale” – una dottrina, si dice, “spesso esposta dal magistero”. Inoltre, si esprime in termini negativi come norma conseguente, al n. 14: “È esclusa qualsiasi azione che, prima, al momento o dopo il rapporto sessuale, sia specificamente intesa a prevenire la procreazione – sia come fine che come mezzo“. L’atto contraccettivo è infatti definito come “intrinsecamente sbagliato” e “è un grave errore pensare che un’intera vita matrimoniale di relazioni altrimenti normali possa giustificare un rapporto sessuale deliberatamente contraccettivo“.

domenica 22 luglio 2018

Se anche gli altri si facessero il proprio esame di coscienza

PASQUE DI SANGUE il grave motivo di una ingiusta censura


“…al giorno d’oggi, soltanto un gesto di inaudito coraggio intellettuale poteva consentire di riaprire l’ intero dossier, sulla base di una domanda altrettanto precisa che delicata: quando si evoca tutto questo – le crocifissioni di infanti alla vigilia di Pesach, l’uso di sangue cristiano quale ingrediente del pane azzimo consumato nella festa – si parla di miti, cioè di antiche credenze e ideologie, oppure si parla di riti, cioè di eventi reali e addirittura prescritti dai rabbini? Il gesto di coraggio è stato adesso compiuto”.
Con queste ed altre parole, così presentava il Corriere della sera del 6 febbraio 2007, un articolo imponente per la presentazione del libro Pasque di sangue dello storico Ariel Toaff, figlio dell’ex Rabbino capo di Roma Elio Toaff, uscito nelle librerie l’8 febbraio e subito ritirato per censura.

Lo spirito della Roma cattolica perenne

Un inaccettabile articolo per i 30 anni delle Consacrazioni Episcopali effettuate da mons. Lefebvre - Ristabiliamo i fatti


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  Un inaccettabile articolo per i 30 anni delle Consacrazioni Episcopali effettuate da mons. Lefebvre  – Ristabiliamo i fatti

Sommario :  1. La lefebvriana dichiarazione “storica” del 1974 di fedeltà alla Tradizione viene mal presentata.  1.1. Una “dichiarazione storica” rivelatasi profetica, da rileggere e meditare.  2. L’Autrice sembra insinuare che le divergenze del 1985-86 con dom Gérard a proposito della Nuova Messa e dell’infausto Incontro di Assisi erano dovute  ad un atteggiamento arrogante della FSSPX nei confronti del cardinale Ratzinger e del Papa.  2.1  La critica e l’opposizione alle sconcertanti iniziative ecumeniche di Giovanni Paolo II erano giuste e doverose.  3. Le vicende che portarono alle Consacrazioni senza mandato del 1988 sono riferite da Scrosati in modo parziale e sfavorevole a mons. Lefebvre.  3.1 L’insensibilità e la tattica dilatoria di Roma fecero fallire le trattative.  4. Non ci fu nessuno scisma, né “formale” né “sacramentale” o “di fatto”, solo una disubbidienza giustificata dallo stato di necessità.  4.1 L’accusa di mendacio a P. Schmidberger è ridicola oltre che del tutto priva di senso.  4.2 Il vero significato dell’importante omelia pronunciata da mons. Lefebvre in occasione delle Consacrazioni.

Mi riferisco a: Luisella Scrosati:  Dom Gérard e Lefbvre, un’amicizia dolorosa, apparso su La Nuova Bussola Quotidiana del 30 giugno 2018.  L’articolo si basa su un testo notoriamente ostile a mons. Lefebvre, quale la biografia recentemente pubblicata dal saggista e storico Yves Chiron sul benedettino dom Gérard Calvet: Dom Gérard. Tourné vers le Seigneur, éd. Sainte-Madeleine, 2018, pp. 688.