ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 19 ottobre 2018

Ausus est!

Paolo VI: santo del Cielo o collaboratore dell’Inferno?

Editoriale del numero 3348 di Rivarol - 17 ottobre 2018





Ha osato!
Dopo aver “canonizzato”, il 27 aprile 2014, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Francesco-Bergoglio ci ritorna con la “canonizzazione”, il 14 ottobre scorso, di Paolo VI.
I modernisti che occupano la sede di Pietro da sessant’anni non usano neanche più i guanti, non esitano davanti ad alcuna provocazione: si “beatificano” e si “canonizzano” gli uni gli altri in tutta fretta. Fu infatti Giovanni Paolo II che inaugurò tale andazzo, “beatificando”, il 3 settembre del 2000, Giovanni XXIII; e per fare ingoiare la pillola lo stesso giorno “beatificò” Pio IX.
Un farsi beffa del mondo intero: onorare contemporaneamente il Papa del Syllabus e l’organizzatore del Vaticano II… il Pontefice dell’intransigenza cattolica in un mondo rivoltatosi contro Dio, e il propagatore della libertà religiosa e del culto dell’uomo.
Naturalmente, alla “canonizzazione” di Pio IX non è mai seguita la sua canonizzazione, contrariamente a quanto avvenuto con Giovanni XXIII. Si trattò semplicemente di un sotterfugio per evitare che i tradizionalisti si mettessero a gridare.
D’altronde, è impensabile per gli apostati oggi in Vaticano “canonizzare” il Papa di QuantaCura, che si opponeva energicamente al mondo e alla civiltà moderna.

Tutto questo è serio!?

San Paolo VI ? 



Antoine Martin, laureato alla Scuola Nazionale Superiore di Lione e aggregato di Lettere Classiche, autore de La Chute des astres e Le Chant dans la fornaiseritorna sulle implicazioni della canonizzazione di Paolo VI e sui problemi che essa ha causato.
Una miniera di informazioni. E una conclusione: questa “canonizzazione” conciliare è una colossale presa in giro!

«Il prossimo 14 ottobre, papa Francesco intende canonizzare il suo predecessore paolo VI»
«Anche noi, noi più di tutti siamo i cultori dell’uomo», dichiarò Paolo VI alla chiusura del Vaticano II (7 dicembre 1965), con un’espressione che sintetizzava perfettamente il Concilio.

Dopo aver inteso tali espressioni dalla bocca di un Vicario di Cristo, ci si trova in diritto di porsi un po’ di domande sulla sua santità.
Certo, ci sono i dubbi sollevati da Don Philippe Toulza su certi episodi della vita di Paolo VI, ma, attenzione, Don Philippe Toulza è un feroce tradizionalista, membro della sulfurea Fraternità Sacerdotale San Pio X; niente di sorprendente quindi che abbia voluto la pelle di papa Montini.
Sorvoliamo, dunque.

Chi non crede

NUOVE TENDENZE
Se il peccato non è un dato oggettivo, salta la Dottrina sociale


                               Michelangelo - La cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso

Il vescovo francese Stanislas Lalanne ha affermato: “Non posso dire che la pedofilia sia peccato”. Ho cercato di esaminare questa affermazione dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa. Se l’uomo non è più in grado di sapere quando una sua azione è peccato allora vuol dire che anche i peccati sociali ci rimangono oscuri e, con essi, le “strutture di peccato” di cui parlava Giovanni Paolo II nella Sollicitudo rei socialis (1987). Ma in questo caso – ci si chiede – cosa diventa la Dottrina sociale della Chiesa?

Con Cirillo

In Oriente è rottura tra Cirillo e Bartolomeo. E il papa sta di più col primo


Sul terreno militare il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue a bassa intensità. Ma sul terreno religioso lo scontro ha toccato il suo acme. Il 15 ottobre il patriarcato di Mosca “e di tutte le Russie” ha troncato la comunione eucaristica con il patriarcato ecumenico di Costantinopoli, guidati dai rispettivi patriarchi Cirillo e Bartolomeo.

giovedì 18 ottobre 2018

Demoni del Vaticano

TERREMOTO IN VATICANO!!! PROSSIMAMENTE RICONOSCIUTI MATRIMONI DIVERSAMENTE ETERO NELLA CHIESA CRISTIANA CATTOLICA APOSTOLICA!!! SAN TOMMASO D’AQUINO : ” NEI PECCATI CONTRO NATURA IN CUI VIENE VIOLATO L’ORDINE NATURALE, VIENE OFFESO DIO STESSO IN QUALITA’ DI ORDINATORE DELLA NATURA ! “…summa Teologica II-II


Angeli del Portogallo

Santa Giacinta di Fatima, una presenza sempre attuale


(di Cristina Siccardi) Mentre è in corso il Sinodo dei giovani (3-28 ottobre) sul discernimento vocazionale e molti fedeli il 13 ottobre scorso hanno ricordato che 101 anni fa avvenne l’ultima apparizione di Fatima alla Cova d’Iria di fronte ad una folla composta da 50-70 mila persone, desideriamo ricordare una “piccola” giovane: Giacinta Marto, che con la sua brevissima vita, dieci anni appena, ha dato testimonianza della fede, ha obbedito ai richiami della Madonna e ha collaborato attivamente alla salvezza delle anime.
Uno dei divertimenti preferiti da lei, santa Jacinta de Jesus, dal fratello maggiore, san Francisco de Jesus, e dalla cugina, la serva di Dio Lúcia de Jesus Rosa dos Santos, era quello, mentre pascolavano il gregge, di gridare ad alta voce, dall’alto dei monti, seduti sulla roccia. Il nome che più echeggiava era quello della Madonna.

Le Apparizioni autentiche producono ordine nella Chiesa

Che senso hanno le “apparizioni” mariane?



«Il criterio per discernere la verità e il valore di una rivelazione privata è il suo contenuto dottrinale e l’orientamento a Cristo stesso, con una netta e decisiva conversione a Lui, l’abbandono del peccato, e la sete dei Sacramenti della Chiesa» (card. Joseph Ratzinger)
Laudetur Jesus Christus
Il vero Culto mariano
Le “apparizioni” delle persone più care a Dio, e la stessa manifestazione di Dio che in qualche modo si rivela all’uomo, e così come le apparizioni degli Angeli come dei Demoni, è una costante in tutta la Sacra Scrittura.

Il canale fra l’uomo e Dio

NECESSITA' DELLA PREGHIERA


Perchè la vera preghiera cristiana e cattolica comincia a essere vista, come ciò che ostacola la comunione e la fratellanza universale? L’anima che non prega, è come se fosse già morta: è solo la preghiera, che la tiene in vita 
di Francesco Lamendola  

 0 lume suora


La crisi della Chiesa è cominciata quando si è diradata l'abitudine alla preghiera; quando si è smesso di pregare. Quando la preghiera è stata sostituita dall'impegno sociale, quando si è cominciato a guardarla con una punta di sospetto, come indizio di un atteggiamento troppo spirituale, troppo distaccato dal mondo, quindi troppo pre-conciliare. Dal 1965, il cattolicesimo è stato sostituito dal modernismo, contrabbandato dalla confezione in salsa conciliare. Essere in linea col Concilio, o (che è ancora meglio) con lo "spirito" del Concilio, vuol dire uscire dalle chiese e andare incontro al mondo: senza paura, senza pregiudizi. Vuol dire mettere tutte le fedi, tutte le opinioni religiose, filosofiche e morali, sullo stesso piano; vuol dire riconoscere che in tutte vi è la scintilla del divino; e che tutte, più o meno, presto o tardi, conducono a Dio.