ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 novembre 2018

Scherzi dell’Io?


La nuova figura di “papa biforcuto” fa l’elogio dei “diritti dell’uomo”




Lo scorso 17 novembre si è svolta in Vaticano, nella sala Clementina, la cerimonia per la consegna dei “premi Ratzinger”… confessiamo che siamo rimasti sempre perplessi su questa strana iniziativa, visto che Ratzinger è ancora vivo… essa risale infatti al 2011.
Strano ma vero, Ratzinger, l’umile Ratzinger, si fa inneggiare da un’apposita Fondazione che ne sciorina i meriti e ne tesse le lodi. Sarà forse per questa sua caratteristica auto-celebrativa che ha fatto il gesto clamoroso delle dimissioni – magari sicuro che il suo nome sarebbe rimasto negli annali, ma senza contare che in seguito sarebbero potuti venire altri “papi” che avrebbero potuto metterlo in seconda fila -.
E sarà forse per questo che ha preteso di essere chiamato ancora col nome da papa e di vestirsi da papa… scherzi dell’Io!

Chi fermerà questa deriva?

ABUSI SESSUALI
Preti gay, la realtà che non si vuol vedere

Quanto avvenuto negli ultimi giorni fa capire che nell'incontro previsto in Vaticano a febbraio sul tema degli abusi sessuali, si vuole arrivare in modo da difendere l'omosessualità nel clero.


A proposito di abusi sessuali, abbiamo già scritto della incandescente situazione negli Stati Uniti (con lo stop vaticano a indagini indipendenti) e anche delle sorprese nelle nomine della commissione organizzatrice dell’incontro del febbraio prossimo in Vaticano con i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Anche alla luce delle parole durissime del cardinale Gerhard Müller sull’omosessualità nel clero (clicca qui), vale la pena tentare di capire dove portano questi avvenimenti.

Ciuf, ciuf..

È un treno in corsa e il diavolo guida


"Hai sentito Mr. Anderson? Questo è il suono dell'inevitabilità. " -Agent Smith, The Matrix 


Permettimi, se vuoi, di pensare ad alta voce un po '. Mi è venuta in testa una teoria questa mattina, dopo aver letto due notizie della Chiesa che erano così incredibilmente stupide da scuotere qualcosa.
Innanzitutto, le storie, nell'ordine in cui le ho viste.
È stato annunciato oggi che il generale generale dei Gesuiti, p. Arturo Sosa, è stato eletto capo dell'Unione Internazionale dei Superiori Generali (USG), un gruppo che "rappresenta gli ordini religiosi e le congregazioni di fratelli e sacerdoti in tutto il mondo in quasi tutti i paesi" e "riunisce i Superiori Generali degli ordini religiosi maschili e congregazioni “.

domenica 25 novembre 2018

«Che cos’è la verità?»

CHI È CRISTO RE DELL’UNIVERSO E CHE COS’È LA VERITÀ ?
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Il quesito ironico «che cos’è la verità?», oggi non risuona più nel pretorio di Ponzio Pilato, purtroppo risuona da anni all’interno della Chiesa visibile, dove si rischia di smarrire la verità per correre dietro alle nostre egocentriche voglie fatte di individualistiche favole.
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Laudetur Jesus Christus !
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icona bizantina raffigurante Cristo Re dell’Universo
In questa XXXIV domenica del tempo ordinario, con la narrazione del Beato Evangelista Giovanni il Santo Vangelo ci dona il dialogo tra Cristo Signore ed il Governatore della Giudea Ponzio Pilato [cf. Gv 18, 33-37], incentrato sulla regalità e sulla verità [vedere testo della Liturgia della ParolaQUI].
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La festa di Cristo Re fu istituita dal Sommo Pontefice Pio XI nel 1925 con l’intento di manifestare la signoria di Dio sul mondo in antitesi alle forme di moderno ateismo ed a tutti gli ismi sorti a tra l’Ottocento ed il Novecento. Degliismi che l’umanità si è trascinata dietro sino all’alba del Terzo Millennio senza averli ancora elaborati, ma soprattutto senza averli risolti. Merita precisare che mi riferisco agli illuminismi, ai liberalismi, ai socialismi, ai comunismi, ai fascismi, ai materialismi, ai capitalismi, agli edonismi, ai relativismi ed ai religiosi sincretismi, per proseguire con i falsi ecumenismi sino ad arrivare ai pauperismi ed ai misericordismi …

Resistere alla tentazione dell’odio

I SIGNORI DELL'ODIO


Si deve resistere alla tentazione dell’odio. Le 2 categorie di odiatori in Italia in questo momento storico e la rabbia delle persone "perbene". Che fine ha fatto il peccato: oggi se è sparito non c’è bisogno dell’aiuto di Dio? 
di Francesco Lamendola  
  
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Ci sono due categorie di odiatori, in Italia, in questo momento storico. La prima è formata dagli odiatori di professione: li conosciamo da sempre. Sono, per limitarci agli ultimi ottant’anni, quelli che nel 1945, a guerra ormai finita, imperversarono per giorni, settimane, mesi, ad ammazzare, stuprare, rapire, torturare, derubare, infierire contro i vinti, e spesso anche contro chiunque piacesse loro, con la scusa di conti da regolare e dell’epurazione da proseguire, senza fermarsi davanti a  nulla: vecchi inermi, donne incinte, ragazzine, bambini. Sono le belve che, prima di assassinare, godevano a infliggere le peggiori sevizie immaginabili contro le loro vittime: a cavar loro gli occhi con le mani, a violentarle con oggetti di legno o di ferro, a strappar loro le unghie, a costringerle a scavarsi la fossa, a gettarle ancor vive, con le mani legate dietro la schiena con il filo di ferro, dentro le grotte e le cavità carsiche, precipitandole per decine di metri. E che poi si sono pavoneggiati, per anni, per decenni, dietro la maschera degli eroi, dei patrioti, dei combattenti della libertà; hanno chiesto e preteso medaglie al valore, con le relative pensioni; hanno continuato ad insultare la memoria dei morti, e descriverli come dei boia nazisti, delle persone spregevoli che hanno meritato il loro destino: e stiamo parlando di crocerossine, di ausiliarie della milizia repubblicana, di maestre elementari, di studentesse, di giovani di leva di diciannove anni e di soldati che avevano obbedito agli ordini e che di null’altro erano colpevoli, se non di aver risposto alla chiamata alle armi del governo allora esistente nell’Italia Settentrionale e di aver continuato a battersi contri il nemico cui l’Italia aveva dichiarato guerra nel ‘40, lo stesso che fino all’ultimo seguitò a infierire coi terroristici bombardamenti aerei, nei quali morirono dieci volte più italiani che in tutte le rappresaglie naziste messe insieme. 

Meglio ad una, che ad altre beltà

QUESTA O QUELLA, PER ME PARI SONO - IN RISPOSTA A PADRE CAVALCOLI, SULLA MESSA CATTOLICA E QUELLA RIFORMATA


Questa o quella, per me pari sono,
A quantaltre d’intorno mi vedo
Del mio core l’impero non cedo,
Meglio ad una, che ad altre beltà.
La costoro avvenenza è qual dono
Di che il fato ne infiora la vita:
S’oggi questa mi torna gradita,
Forse unaltra doman lo sarà.

Rigoletto
Questo commento fa seguito alla risposta
inviatami da padre Giovanni Cavalcoli OP su Stilum Curiae (qui).

Reverendo Padre Cavalcoli,

La ringrazio di aver risposto alle mie osservazioni e di darmi modo di alimentare questa salutare disputa teologica con un figlio di San Domenico. Vorrà perdonarmi se, a beneficio del pio Lettore, mi permetterò di render meno accademica la nostra dissertazione, affinché questi possa trovarvi spunto di riflessione e di approfondimento. 

La liturgia "liquida" che piace a Bergoglio

Quella partita sulla dottrina dietro lo scontro sul Padre Nostro

In ballo c'è l'unità della Chiesa minacciata dalla liturgia "liquida" che piace a Bergoglio

C'è molto di più che la diversa interpretazione di una frase dietro la dura polemica che si è scatenata da quando lo scorso 15 novembre la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha approvato la modifica del Padre Nostro sul Messale.
Come ormai tutti sanno il Non ci indurre in tentazione verrà sostituito dal Non abbandonarci alla tentazione, che i vescovi italiani ritengono più conforme al significato originale in greco. Opinione non condivisa da molti teologi ma anche da una parte consistente dei cattolici italiani, per i quali detto per inciso non è che la nuova formulazione risulti più immediata nel significato di quella tradizionale.

“Nolumus hunc regnare super nos!”

FESTA DI CRISTO RE
Quella disconosciuta regalità sociale di Cristo

Lo spostamento della festa di Cristo Re all'ultima domenica del Tempo ordinario (nella Forma straordinaria resta all'ultima domenica di ottobre) vuole sottolineare il suo significato escatologico. Ma così si è oscurata la regalità sociale di Cristo, evidentemente ritenuta anacronistica.



Domani, ultima domenica del Tempo Ordinario, secondo il calendario della Forma Ordinaria del Rito Romano, cade la festa di Cristo Re. Per la Forma straordinaria, questa festa è invece collocata nell’ultima domenica di ottobre. Come mai questa disparità di calendario, trattandosi di una festa di recente istituzione? Se si riprende il testo dell’enciclica Quas primas, dell’11 dicembre 1925, che stabilisce la celebrazione di questa festa quotannis e ubique, si può notare che il giorno prescelto è proprio quello «dell’ultima domenica di ottobre, domenica precedente la festa di Tutti i Santi». Pio XI ne spiegava la ragione col fatto che, cadendo questa domenica quasi al termine dell’anno liturgico, avrebbe fatto sì che i misteri della vita di Cristo potessero ricevere un coronamento da questa solennità; parimenti, per il fatto che si tratta della domenica precedente la solennità di Ognissanti, si sarebbe messa in evidenza e celebrata «la gloria di colui che trionfa in tutti i santi e in tutti gli eletti».