ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 29 novembre 2018

Un discreto “messo” pontificio...

LA RIVELAZIONE
Cuba, Usa e Cina: quando McCarrick era lo sherpa del Papa

Un libro agiografico recentemente pubblicato, tenta fra le altre cose di affermare che in realtà il cardinale abusatore seriale McCarrick non aveva avuto un ruolo particolare dal 2013 in poi su vari scenari internazionali. Ma un articolo molto dettagliato lo mostra al lavoro sullo scacchiere per conto di Papa Francesco in Cina, Cuba, Terra Santa e Stati Uniti. 



Un libro agiografico recentemente pubblicato, tenta fra le altre cose di affermare che in realtà il cardinale abusatore seriale Theodore Edward McCarrick non aveva avuto un ruolo particolare dal 2013 in poi su vari scenari internazionali, agendo come un discreto “messo” pontificio. Un articolo molto interessante di Maike Hickson, su LifeSiteNews, però – e usando solo il materiale reperibile online; un’indagine che potesse avere accesso a archivi e dossier diplomatici, come avevano chiesto i vescovi USA, incontrando il netto rifiuto del Pontefice, porterebbe forse a ben altre rivelazioni – dimostra come quella difesa sia sostanzialmente fallita.

Santo chi e dove?

Paolo VI e la riforma liturgica: una schiacciante responsabilità.




Il nome di Paolo VI è legato alla riforma liturgica. A partire dal febbraio 1964, sotto il controllo di Annibale Bugnini, un Consilium per l’attuazione della riforma liturgica si incaricò di applicare la Costituzione conciliare sulla liturgia, Sacrosanctum Concilium, promulgata il 4 dicembre precedente.

Una valanga di decreti modificherà allora la liturgia tradizionale: tra il 1965 e il 1969, si sostituisce il latino, si girano gli altari, si introduce la concelebrazione, vengono composti tre canoni eucaristici, si diffonde la Comunione sulla mano, mentre vengono soppresse le preghiere ai piedi dell’altare, le preghiere leonine, l’offertorio, l’ultimo Vangelo.
Da allora, la Messa di Paolo VI divenne una liturgia in continua riforma.

Infine, una revisione prende atto di queste modifiche e il 3 aprile 1969 viene promulgato il Novus Ordo Missae (NOM): quella che è comunemente chiamata la «Messa di Paolo VI», al suo stadio definitivo e obbligatorio.

Parigi val bene una Messa!

PARIGI, SAINT NICHOLAS. UNA MESSA NELLA CHIESA DI LEFEBVRE ALLE 8 DI MATTINA. QUANTI GIOVANI.


Cari Stilumcuriali,

come avrete forse potuto indovinare da alcune delle fotografie a piè d’articolo, chi scrive si trova a Parigi da qualche giorno, e ci resterà presumibilmente fino alla fine della settimana.

Domenica mattina ho avuto la curiosità di recarmi alla messa a Saint Nicholas du Chardonnet, la chiesa principale a Parigi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, i seguaci di mons. Lefebvre. Era una messa presto, alle 8 d mattina, in una Parigi umida, piovigginosa, con il cielo grigio a mezzo metro da terra. Insomma, l’usuale panorama parigino di fine novembre.

mercoledì 28 novembre 2018

Il sacrestano di Soros.

PAPA FRANCESCO CONTRO L’EUROPA


Il vicario di Cristo si comporta in realtà come il sacrestano di Soros.

In questa seria congiuntura storica, noi europei sappiamo già chi sono i nostri veri amici e i nostri nemici dichiarati. Ogni volta che papa Francesco apre la bocca sulla questione dell’immigrazione, chiarisce tutti i dubbi sul fatto che questa Chiesa è più parte del problema piuttosto che della soluzione. Inoltre, possiamo affermare che il Vaticano è la causa  e il principio di questo problema.

De la crudel morte del Cristo

UN VIDEO PER CAPIRE MOLTE COSE (E PER PIANGERE AMARAMENTE SULLA SORTE DELLA CHIESA)


I preti postconciliari

PICCOLI NARCISI IRRESPONSABILI


Una brutta copia dei professorini del ‘68? Non preti cattolici ma piccoli narcisi irresponsabili. Sta nascendo, anzi è nato da un pezzo, e ormai si sta ampiamente diffondendo un nuovo tipo antropologico: il prete postconciliare 
di Francesco Lamendola  

 0 litiga prete 900


Ormai è storia quotidiana: i cattolici vanno a Messa e ne tornano rattristati, indignati, disgustati, perché il parroco di turno si è permesso di offendere senza ritegno le cose ad essi più sacre, predicando e officiando tutto il sacro rito in una maniera che non ha più nulla di cattolico. E non si tratta solo di omelie discutibili, infarcite di concetti modernisti e perciò eretici, ma anche di gravissimi abusi liturgici, di sostituzioni di parti della Messa con iniziative arbitrarie, con brani e citazioni tratti da autori non cattolici, da “preghiere” che non sono preghiere ma che riflettono un naturalismo pagano, spogliato di qualsiasi connotazione cristiana, e, soprattutto, di qualunque senso della trascendenza. Spesso i fedeli provano a parlarne con l’interessato, al termine della funzione, e il più delle volte si trovano davanti a una persona formalmente educata, almeno all’inizio, ma poi, quando si entra nel vivo del discorso, ed essi cerano di fargli comprendere l’illegittimità di quel che ha detto e fatto, ecco che costui si altera, s’inalbera, tira fuori tutta la sua supponenza e la sua aggressività, dichiara di esser padrone di officiare la Messa come meglio crede e afferma orgogliosamente di essere nel solco del vero Vangelo, sfrondato da aggiunte posteriori e da cattive abitudini contratte nel corso del tempo; inoltre, di non sentirsi affatto vincolato a un mandato, di non dover render conto ad alcuno, neanche ai suoi superiori, del suo modo di agire, e che appunto Gesù Cristo è vento a denunciare l’ipocrisia degli scribi e dei farisei, paragonando a questi ultimi, implicitamente o esplicitamente, quanti si permettono di criticarlo.  

Uno scontro di diverse visioni circa la Chiesa?

Parla Müller: “Sì, nella Chiesa c’è grande confusione”

    «Ora sono semplicemente un cardinale senza un incarico specifico. Un fatto alquanto insolito, visto che i vescovi normalmente restano in attività fino ai settantacinque anni. Evidentemente il papa ha sua disposizione consiglieri migliori di me. In quanto prete, vescovo e cardinale posso comunque continuare a servire la Chiesa, come docente e scrivendo libri».
    https://images3.persgroep.net/rcs/dgrhmHO-v9ZdFsA5Lu2CZT32xCo/diocontent/136937434/_fitwidth/763?appId=e9b4e2a1869038ffcaf318a6d1463b0b&quality=0.8 (immagine aggiunta)
Con una buona dose di understatement il cardinale tedesco Gerhard Müller, settantuno anni il prossimo 31 dicembre, risponde così nel corso di un’intervista al giornale olandese Trouw (https://www.trouw.nl/religie-en-filosofie/kardinaal-gerhard-muller-betreurt-het-leiderschap-van-paus-franciscus~a6c4e02d/).

Nonostante il clima culturale..

LA MOSTRA DI LANGONE
L'artista torna al sacro che la Chiesa ha abbandonato

Madonne che sembrano Madonne e invitano a riflettere sull'aborto selettivo, un Giovanni Battista che "risponde" ai Dubia, l'Agnello di Dio che si materializza come sul Giordano. C'è un'arte sacra contemporanea di committenza privata e non ecclesiale che non ha perso la sua dimensione figurativa, ma si apre al mistero e al trascendente. La mostra di Langone segna la fine del concettualismo che ha riempito le chiese di obbrobri. E invita i vescovi ad abbandonare la pigrizia. L'intervista della Nuova BQ.