ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 22 maggio 2012

Un “onesto pagano” al Festival Biblico:


“La Chiesa critichi davvero il dio Profitto”E’ così che si definisce il nicciano e antimodernista Massimo Fini, che domani parlerà assieme al teologo don Dario Vivian a Nove (il programma qui). Tema: “Tra immagini di paura e volti di speranza”. Giornalista, opinionista sul Fatto Quotidiano e sulGazzettino, scrittore poliedrico (uscita di recente “La guerra democratica”, Chiarelettere), Fini ha sempre un punto di vista originale, spiazzante, irregolare. 

Apperentemente contraddittorio, ma solo per chi ragiona secondo la visione del mondo corrente, scontatamente progressista ed economicista.

Padre Amorth: "Orlandi, fu un delitto a sfondo sessuale"


Il capo degli esorcisti:
"Attirata in una trappola"

«E' un delitto a sfondo sessuale», sostiene il capo mondiale degli esorcisti, padre Gabriele Amorth. L'anziano sacerdote, molto stimato da Benedetto XVI, rivela a La Stampa una pista interna per la scomparsa nel 1983 della cittadina vaticana davanti alla chiesa di Sant'Apollinare, da poco riferita riservatamente ai familiari della ragazza.

Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa nel 1983 a Roma

«Come dichiarato anche da monsignor Simeone Duca, archivista vaticano, venivano organizzati festini nei quali era coinvolto come "reclutatore di ragazze" anche un gendarme della Santa Sede. Ritengo che Emanuela sia finita vittima di quel giro - spiega padre Amorth - Non ho mai creduto alla pista internazionale, ho motivo di credere che si sia trattato di un caso di sfruttamento sessuale con conseguente omicidio poco dopo la scomparsa e occultamento del cadavere». E ancora: «Nel giro era coinvolto anche personale diplomatico di un'ambasciata straniera presso la Santa Sede».

Serpe dal sen fuggita--?



Perché il Vaticano conosce la sua serpe in seno ma non la rimuove

Si chiama Luigi Martignani ed è un frate cappuccino “minutante” della segreteria di stato vaticana. E’ lui che per volere del sostituto Giovanni Angelo Becciu ricopre il ruolo di segretario della commissione d’inchiesta vaticana incaricata dal Papa di fare chiarezza su Vatileaks, l’uscita di documenti riservati finiti nelle redazioni di alcuni quotidiani e che formano anche il corpo dell’ultimo libro del giornalista Gian Luizi Nuzzi “Sua Santità” (Chiarelettere). Martignani è chiamato a coadiuvare il lavoro dei cardinali Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi. Un lavoro non facile: devono scoprire l’identità di colui che Nuzzi chiama col nome in codice “Maria”, in sostanza il “corvo” che da dentro la Santa Sede ha passato le carte fuori. Si tratta di una persona o di più persone?

Emanuela Orlandi? Forse ha ragione padre Amorth


Ne “L’ultimo esorcista“, il libro che padre Gabriele Amorth ha scritto con Paolo Rodari (in libreria dallo scorso gennaio) Amorth conferma la pista vaticana, così:
NOTA SUL CASO ORLANDI
di padre Gabriele Amorth
Non ci sono prove per dire che in Vaticano ci sia Satana, nel senso che non ci sono prove per dire che ci sono persone che in Vaticano svolgono riti satanici. Persone che sono volutamente schiave di Satana e che lavorano per instaurare il suo regno di buio, morte e distruzione in questo mondo. Io, almeno, non ho prove.

BENEDETTO SILENZIO! - IL VATICANO VOLEVA ‘DIMENTICARE’ EMANUELA: “SI È GIUNTI ALLA CONCLUSIONE CHE NON È OPPORTUNO UN CENNO AL CASO ORLANDI. IL FRATELLO SOSTIENE CHE AI VARI LIVELLI VATICANI CI SIA OMERTÀ SULLA QUESTIONE. IL FATTO CHE IL PAPA ANCHE SOLO NOMINI IL CASO PUÒ DARE UN APPOGGIO ALL’IPOTESI CHE ‘NON CI VEDE CHIARO’ SU COME È STATA GESTITA LA QUESTIONE”…

Emanuela OrlandiEmanuela Orlandi"Libero" ha pubblicato questo estratto del libro di Gianluigi Nuzzi «Sua Santità» (Chiarelettere, in vendita). Il testo qui presentato rivela una missiva del prelato Giampiero Gloder, nella quale il sacerdote consiglia al Vaticano di non prendere posizione ufficiale sul caso Orlandi. L'appunto, datato dicembre 2011, era indirizzato direttamente all'entourage di Benedetto XVI, come suggerimento riservato per il testo dell'Angelus del Santo Padre.
(...) Pietro Orlandi non lo sa ma sulla storia della sorella l'attenzione di Benedetto XVI è alta. Il pontefice segue da tempo la vicenda in prima persona. E don Georg, il primo assistente del pontefice legge ogni informazione che il capo della gendarmeria Domenico Giani riesce a raccogliere. Da una parte una famiglia che cerca la verità, dall'altra un'istituzione, il Vaticano, dove vige la regola aurea che un segreto non è più tale se lo sa più di una persona.
gianluigi nuzzigianluigi nuzzi Pietro Orlandi già all'inizio di dicembre 2011 aveva avuto un incontro con padre Georg al quale si rivolge il 16 dicembre con una lettera nel quale lo ringrazia dell'incontro e dice che tutta la sua famiglia è convinta che «Sua Santità attraverso le sue parole potrà sensibilizzare le coscienze di chi è preposto ad accertare la verità ». Gli anticipa anche che «Domenica 18 all'Angelus molte delle persone che hanno aderito alla lettera rivolta al Papa saranno presenti in piazza San Pietro nella speranza che Sua Santità possa rivolgere, durante l'Angelus, un pensiero e una preghiera ad Emanuela. Questo gesto potrebbe determinare l'inizio di un nuovo cammino verso la verità».
Pietro Orlandi si mostra determinato a raggiungere la verità sulla scomparsa della sorella. E nei sacri palazzi ci si chiede se accogliere o meno la sua richiesta. Tra i primi a intervenire, il prelato veneto Giampiero Gloder, capo dei «ghost-writer» che coadiuvano il Papa nella stesura dei suoi testi. Sul caso Orlandi e la richiesta del fratello per l'Angelus, il monsignore discute con padre Lombardi e con monsignor Ettore Balestrero, uno dei primi collaboratori di Bertone alla segreteria di Stato.
benedetto xvibenedetto xvi Tutti e tre arrivano alla stessa conclusione: sulla ragazza Ratzinger non deve intervenire. Qualsiasi parola sulla vicenda farebbe riaccendere i fari mondiali su una storia che ormai va avanti da quasi trent'anni. Indirettamente, riconoscerebbe un «ruolo» vaticano. Impensabile.

CASO ORLANDI, I MISTERI DEL FRATELLO PIETRO


 - “NEL SUO LIBRO ATTRIBUISCE MOLTA IMPORTANZA ALLA LETTERA ANONIMA SECONDO CUI EMANUELA SAREBBE MORTA LA SERA STESSA DEL RAPIMENTO E SAREBBE STATA SEPOLTA A PRIMA PORTA. MA ALLORA PERCHÉ HA INSISTITO PER ISPEZIONARE LA TOMBA DI DE PEDIS?” - “PERCHÉ IL LEGALE DI FAMIGLIA DICE CHE EMANUELA È VIVA?” - “PIETRO ORLANDI HA DICHIARATO: ‘SO CHI HA RAPITO MIA SORELLA’. PERCHÉ NON NE FA MAI IL NOME?”…

Pino Nicotri per www.blitzquotidiano.it

PIETRO ORLANDIPIETRO ORLANDI Le contraddizioni nel comportamento e nelle dichiarazioni di Pietro Orlandi sulla scomparsa di sua sorella Emanuela, avvenuta a 16 anni di età il 23 giugno del 1983 a Roma, cominciano a provocare disagio anche tra i suoi fan. Trascurarle o limitarsi ad attribuirle al lutto non elaborato nonostante siano passati ben 29 anni è ormai un po' troppo semplicistico e riduttivo.
EMANUELA ORLANDIEMANUELA ORLANDI Così come non ha senso continuare a rilanciare qualunque sua affermazione - a volte l'una l'opposto dell'altra - senza mai vagliarla criticamente.
Mettendo in fila tutti i dubbi e le contraddizioni di Pietro Orlandi, si ottiene una lista di undici punti interrogativi: cose che Orlandi non ha mai detto, cose che non ha mai spiegato, cose che ha detto e fatto contraddicendosi a 360 gradi.
Per capire meglio quel che sta succedendo proprio in questi giorni, può essere utile, e serio, rivedere quegli 11 interrogativi, che corrispondono ad altrettanti punti oscuri, per nulla privi di importanza.
Il fratello di Emanuela OrlandiIl fratello di Emanuela Orlandi Sono sicuro che molti lettori, arrivati in fondo, si convinceranno che accanto e attorno al mistero della sorte di Emanuela Orlandi c'è un altro mistero che continua, quello del fratello Pietro.
1) - Pietro Orlandi attribuisce improvvisamente molta importanza alla lettera anonima pubblicata domenica 20 maggio da alcuni giornali, come per esempio La Stampa. La missiva figura da un anno nel libro di Pietro Orlandi "Mia sorella", edito nel maggio dell'anno scorso, ed è stata ricevuta da sua madre, Maria Pezzano, nel febbraio 2008 e da lei consegnata ai magistrati.
EMANUELA ORLANDI CERCASIEMANUELA ORLANDI CERCASI La lettera dice che Emanuela è morta, la sera stessa della scomparsa la sera del 22 giugno '83, mentre era in compagnia di don Piero Vergari nella solita basilica di S. Apollinare e che è stata sepolta la sera stessa nel cimitero di Prima Porta. Ma perché allora da mesi e anzi da anni lo stesso Pietro parla ovunque, in tv e sui giornali, di pista internazionale e lo ha fatto anche in tempi recenti?
2) - Perché insiste a dire "mia sorella è stata rapita in quanto cittadina vaticana", visto anche che la cittadinanza con quanto scritto nella lettera anonima non c'entra nulla?
3) - Perché, nonostante una tale missiva, il legale rappresentante proprio di Maria Pezzano, avvocato Ferdinando Imposimato, insiste a dichiarare, e lo ha fatto anche molto di recente, che Emanuela invece è viva è sta in Turchia o in altro Paese orientale? A chi bisogna credere?
4) - Il 10 maggio dell'anno scorso Pietro Orlandi ha fatto a una serie di giornali, da Vanity Fair a Italia Sera e al Secolo XIX, una dichiarazione ben precisa: "Io so chi ha rapito mia sorella". E allora, se lo sa, perché non ne fa mai il nome?
5) - Pietro Orlandi dà tanta importanza alla lettera anonima pubblicata il 20 maggio 2012 dai giornali e da lui pubblicata nel maggio dell'anno scorso, secondo la quale Emanuela sarebbe sepolta nel cimitero di Prima Porta. Ma allora perché mai ha insistito come un matto per ispezionare la tomba di De Pedis, che si trova in S. Apollinare e non a Prima Porta?
TOMBA DEPEDISTOMBA DEPEDIS6) - A pagina 206 e 207 del mio libro del 2002, "Mistero vaticano. La scomparsa di Emanuela Orlandi" , riporto una lettera anonima spedita nell'ottobre 1993 dal Vaticano da un mittente che la intitolava "TESTIMONIANZA RACCOLTA IN CONFESSIONE". Nella lettera si legge che Emanuela la sera in cui scomparve andò a Civitavecchia in auto con un prelato amante della bella vita e che il mattino dopo, rientrata a Roma, decise di non tornare più a casa. L'allora appena nominato avvocato della signora Pezzano, Ferdinando Imposimato, cercò di farmi togliere quella lettera dalle bozze anche minacciandomi di querela. Poiché io invece la pubblicai assieme al resto venni duramente rimproverato dalla Pezzano perché "con quella lettera ha offeso la memoria di mia figlia".
ali agcaali agca Come è possibile allora che abbia consegnato lei stessa ai magistrati, nel 2008, la lettera anonima oggi alla ribalta? E come mai Pietro anziché nasconderla l'ha pubblicata? Si tratta infatti di una lettera che Emanuela la offende davvero. A fronte di questa contraddizione, qualcuno potrebbe dedurne che nella lettera da me pubblicata ci possa essere qualche particolare che non si voleva far trapelare. Da notare che io l'ho pubblicata come un esempio delle molte maldicenze che gli Orlandi hanno dovuto sopportare.
Piero VergariPiero Vergari7) - Pietro Orlandi dice che lui sua sorella la cerca ovunque convinto che sia viva. Ma allora perché l'ha cercata in una tomba per giunta vecchia di 22 anni quale è quella di De Pedis? E se è convinto o anche solo spera che sia viva, perché ha pubblicato e oggi ritiene importantissima una lettera che la dà per morta fin dalla sera del 22 giugno 1983?
- Pietro Orlandi continua a spiegare che lui le tracce della sorella le cerca ovunque. Ma allora perché non le va a cercare anche in Salita Monte del Gallo visto che sa benissimo cosa ho scritto nel mio libro del 2008 intitolato "Emanuela Orlandi, la verità"?
Nel libro ho scritto che una mia fonte vaticana mi ha spiegato di avere saputo da due agenti del Sisde che Emanuela è morta la sera stessa della scomparsa. Morta per la precisione in una casa di Salita Monte del Gallo, strada vicina al Vaticano sul lato che va verso il Gianicolo. Perché Pietro Orlandi non la cerca anche lì? Perché fa finta di non conoscere questa notizia su Salita Monte del Gallo, lui che è sempre pronto a rilanciare le notizie più improbabili?
8) - Crede a Alì Agca, a Sabrina Minardi, alle telefonate anonime a "Chi l'ha visto?", a chi per strada gli dice "la persona che fece salire in macchina Emanuela la conosci bene" e alle lettere anonime a sfondo clerico sessuale, crede cioè a un insieme di "rivelazioni" peraltro assolutamente inconciliabili tra loro, però preferisce far finta che non esista quanto scritto da un giornalista di lungo corso come il sottoscritto, con 35 anni a L'Espresso e una dozzina di libri nella sua carriera, certamente credibile almeno quanto quei personaggi e quegli anonimi. Pietro Orlandi è libero ovviamente di credere a quel che gli pare, ma l'ostracismo posto nei miei confronti, del tipo "O io o lui", in varie sedi televisive e giornalistiche non pare certo un contributo all'accertamento dei fatti e della verità sulla fine di sua sorella. Semmai, appare un tentativo di evitare che certe notizie arrivino all'opinione pubblica.
sabrina minardi bruno giordano stampa1sabrina minardi bruno giordano stampa1 In particolare, che l'anonimo della telefonata a "Chi l'ha visto?" mentisse è ormai provato in modo assoluto dai controlli nella tomba di De Pedis. Il telefonista infatti ha detto: "Riguardo al fatto di Emanuela Orlandi, per trovare la soluzione del caso, andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica di Sant'Apollinare". La magistratura è andata "a vedere chi è sepolto nella cripta", De Pedis ovviamente, ma la soluzione del caso non c'è.
9) - Nell'ottobre dell'anno scorso ho consegnato ai magistrati inquirenti le registrazioni delle mie conversazioni telefoniche del 2004 con l'avvocato Gennaro Egidio, fin dal 1983 legale rappresentante sia degli Orlandi che dei Gregori, famiglia della quale faceva parte la giovanissima Mirella, scomparsa tre settimane prima di Emanuela. Di tali registrazioni ho anche pubblicato le trascrizioni. Dalle telefonate si apprende che è lo stesso avvocato degli Orlandi a negare che Emanuela sia stata rapita: "Si stratta di una scomparsa, ma non di un rapimento", e spiega brevemente il perché della sua affermazione.
Come mai Pietro Orlandi, che dà retta a qualunque "rivelazione" e segnalazione anonima, continua a far finta di non sapere cosa ha detto e spiegato il suo stesso avvocato di famiglia dopo ben 21 anni che si occupava del caso?
chiesa sant apollinarechiesa sant apollinare 10) - Pietro Orlandi si guarda bene anche solo dal nominare Salita Monte del Gallo e preferisce ignorare quanto ammesso dallo stesso avvocato di famiglia, però corre a cercare Emanuela a Londra sulla base di una telefonata in diretta tv platealmente falsa ricevuta lo scorso 17 giugno (2011) mentre con il giornalista Fabrizio Peronaci presentava il loro libro "Mia sorella".
Quella sera il falso "ex agente segreto del Sismi, nome in codice Lupo", alias Luigi Gastrini, ha telefonato a Tele Roma Uno per annunciare in diretta a Pietro Orlandi che "Emanuela è viva e sta a Londra". Con la stessa telefonata in diretta il sedicente 007 ha anche avvertito Pietro Orlandi che scavando avrebbe avuto la sgradita sorpresa di scoprire che suo padre aveva maneggi illeciti di danaro "con l'Istituto Antonveneto". Peccato che la banca Antonveneta sia nata ben 19 anni dopo il 1983 al quale faceva riferimento "l'ex 007″.
Per scoprirlo, e scoprire quindi che il "Lupo" mentiva, bastava un banale controllo su Google. Per farlo, a me e ad altri colleghi sono bastati meno di 30 secondi. Eppure non se ne sono accorti e non hanno fatto controlli né un impiegato esperto di banca come Pietro Orlandi, impegnato nella banca vaticana IOR per oltre un quarto di secolo, né un giornalista del Corriere della Sera come Peronaci. Il primo infatti è partito con tanto di battage pubblicitario e troupe televisiva per Londra. Il secondo ha avvalorato sulla pagina 3 del Corriere della Sera di domenica 19 giugno 2011quanto aveva detto Gastrini.
Resta un piccolo mistero: come mai Gastrini, che vive in provincia di Bergamo, quel 17 giugno sia stato al corrente di quel che avevano in programma una tv romana e abbia sentito l'esigenza di telefonare in diretta. Sta di fatto che dopo qualche mese Gastrini è stato incriminato per millantato credito.

lunedì 21 maggio 2012

La nuova messa è in rottura con la tradizione liturgica apostolica?


 1parte
● «Le preghiere del nostro Canone si trovano nel trattato De Sacramentis (fine del IV-V secolo) [...]. La nostra Messa risale, senza mutamento essenziale, all'epoca in cui si sviluppava per la prima volta dalla più antica liturgia comune [circa trecento anni dopo Cristo]. Essa serba ancora il profumo di quella liturgia primitiva, nei giorni in cui Cesare governava il mondo e sperava di poter  spegnere la Fede cristiana; i giorni in cui i nostri padri si riunivano avanti l'aurora per cantare un inno a Cristo come a  loro Dio [cfr. Plinio junior, Ep. 96]. Non vi è, in tutta la cristianità, rito altrettanto venerabile quanto la Messa romana» (A. Fortescue, La Messe, Parigi, Lethielleux, 1921).
● «Il Canone romano risale, tale e quale è oggi, a San Gregorio Magno. Non vi è, in Oriente come in Occidente, nessuna  preghiera eucaristica che, rimasta in uso fino ai nostri giorni, possa vantare una tale antichità! Agli occhi non solo degli  “ortodossi”, ma degli anglicani e persino dei protestanti che hanno ancora in qualche misura il senso della Tradizione, gettarlo a mare equivarrebbe, da parte della Chiesa Romana, a rinnegare ogni pretesa di rappresentare mai più la vera  Chiesa Cattolica» (P. Louis Bouyer, Mensch und Ritus, 1964).

NON AVRAI ALTRA SHOA ALL’INFUORI DI QUELLA

Mi vedo costretto da Cattolico ha denunciare le gravi offese ed ignominie arrecate a Cristo ed alla Sua Santa Chiesa Cattolica da un uomo che sarebbe un Cardinale di Nostro Signore.
«In Germania – ha detto alla radio dell’arcidiocesi di Colonia – ci sono voci che il Vaticano abbia ‘ceduto’ nei confronti dei lefebvriani e il cardinale mi ha rassicurato che non è così». Lo stesso Koch, nei prossimi giorni in Israele, oggi ha tenuto una ‘lecture’ alla pontificia università San Tommaso d’Acquino (Angelicum) ed ha scandito: «Tutte le decisioni dottrinali del magistero sono vincolanti per un cattolico, anche il Concilio vaticano II con tutti i suoi testi».
E’ evidente che non è proprio così.
Lasciando stare l’annosa vicenda, seppur reale, sulla pastoralità del concilio Vaticano II, dove sono i duemila anni di magistero della Chiesa che questi pseudo cattolici in berretta rossa continuano a calpestare ed infangare adorando creature della stessa loro natura? Tanto più – ha spiegato accanto al rabbino Jack Bemporad – che nelle atrocità senza precedenti della Shoah i cristiani sono stati «sia autori dei crimini sia vittime» e «il flagello dell’antisemitismo sembra essere non estirpabile nel mondo di oggi».