ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 15 luglio 2015

Cattolico e massone?

La massoneria attira molti cattolici, anche se la Chiesa la proibisce


Al giorno d'oggi la massoneria attira purtroppo molti cattolici, anche se la Chiesa proibisce che diventiamo massoni. Con tutto il rispetto dovuto a ogni persona di fronte alle sue opzioni, dobbiamo ricordare a quanti vogliono essere autenticamente cattolici che l'affiliazione alla massoneria è considerata dalla Chiesa cattolica un “peccato grave”, visto che le concezioni di Dio e della religione, così come il processo di iniziazione segreta imposto ai nuovi membri, non corrispondono alle nozioni del cristianesimo relative a Dio e ai sacramenti.

Attenti al collo (e al capo) ecumenico

Qualche domanda dopo l’attacco al nostro consolato d’Egitto

  • isis_libya_italiaCome mai le “rivendicazioni” di questi attacchi dinamitardi le scopre sempre il SITE? Il SITE è un sito (ci si perdoni il bisticcio di parole) di “intelligence”, fondato da Rita Katz, diventato l’oracolo di tutti i governi e i media “liberi” occidentali. Se lo dice il SITE c’è da crederci! Vanno a colpo sicuro, sui “siti jihadisti” e sui loro account sui social network, ma sono talmente rapidi e precisi che talvolta viene il sospetto che le manine che inseriscono dichiarazioni e filmati e quelle che li “scoprono” siano le stesse!

Disarmante ?

Il Papa ha bisogno di ripetizioni di storia

È davvero disarmante il modo in cui Papa Francesco ridimensiona, in un’intervista riportata dal Corriere della Sera, la vicenda del Cristo crocifisso sulla falce e martello che ha avuto in dono dal presidente della Bolivia Morales nel corso del suo ultimo viaggio in America latina. Una provocazione bella e buona che avrebbe richiesto una fermezza di risposta, una presa di distanza, una puntualizzazione. Se non un rifiuto vero e proprio del regalo avvelenato. Ma Bergoglio, trincerandosi dietro una finta (e furba) ingenuità, si dice semplicemente “sorpreso” del dono fattogli. E sorpreso, direi, deve essere stato nemmeno in modo negativo se non esita a nobilitare il kitschissimo pezzo di legno collocandolo nella categoria “arte di protesta“. E avvicinandolo, addirittura, ad un Cristo su bombardiere che aveva visto in Argentina anni fa e che voleva essere, dice quasi con compiacimento, una critica del militarismo alleato col cristianesimo (sic!).

Il tempo dell’attesa

Cardinali pochi, fedeli tanti. Anche il Paradiso di Dante per l’addio a Biffi


Alle esequie del cardinale Biffi erano presenti i cardinali Bagnasco e Tettamanzi
Roma. La cattedrale di San Pietro era gremita di fedeli, ieri mattina, per le esequie del cardinale Giacomo Biffi, scomparso sabato e per un ventennio arcivescovo della “sazia e disperata” Bologna che lo accolse dopo l’improvvisa morte di Enrico Manfredini, vescovo da pochi mesi, nel 1984. Meno gremita lo era invece di vescovi e – soprattutto – di cardinali italiani.

martedì 14 luglio 2015

Il filo rosso

CLICCATE SUBITO QUI PER IMMERGERVI NELLO SPLENDORE DELLA MOSTRA VIRTUALE SUI MIRACOLI EUCARISTICI

Cliccate subito qui per immergervi nello splendore della mostra virtuale sui miracoli eucaristici
Federico Cenci la presenta così sull'agenzia per la stampa Zenit

C’è un filo rosso intessuto di meraviglia, che attraversa la storia della Chiesa. Un evento straordinario, che trascende le leggi della natura per indicarci il cuore, il vertice, il nocciolo del grande piano di Dio, quel fatto determinante la nostra fede che è la morte e la resurrezione di Gesù.

Orate gospisti..consolamini!

“E comunque Medjugorje è un luogo

 di preghiera”

Il cardinale Dziwisz ricorda l’atteggiamento di papa Wojtyla

Era già scandaloso che fosse uscito quel libro, oltretutto prima della beatificazione. E che il libro contenesse i testi – destinati a restare segreti – di alcune “deposizioni” raccolte al tempo del processo canonico; e dalle quali, per giunta, si aveva l’impressione che qualche testimone, benché in perfetta buona fede, avesse finito per riferire più il proprio pensiero che non quello di Giovanni Paolo II. Ma per il cardinale Stanislao Dziwisz, ex segretario particolare del Papa e ora arcivescovo di Cracovia, era ancora più scandaloso che, sulla base di una frase detta confidenzialmente da Wojtyla a un amico polacco, e poi riferita al processo, ne fosse venuta fuori una presunta approvazione pontificia dei fatti di Medjugorje.

La neochiesa che ha occupato la Chiesa di sempre…

L’aver accettato in dono un Cristo crocifisso su falce e martello, e averne anche spiegato il significato, conferma che ormai ci stiamo misurando con l’aperta manifestazione di una neochiesa che ha occupato la Chiesa di sempre…

Martedì 14 luglio 2015

è pervenuta in Redazione:

Caro Alessandro Gnocchi,
non si riesce a tacere per quello che è successo in Bolivia. Incastonare Cristo in mezzo a falce e martello e regalare questa mostruosità a un Papa che la accetta sorridendo è non solo abominevole, ma incredibilmente osceno. Sono fuori di me, non solo per l’oltraggio fatto al Redentore avvicinandolo a un simbolo che ha fatto della lotta violenta il suo vessillo,  ma per l’accettazione benevola  da parte del destinatario che inventando un’altra religione si è messo ad approvare tutto sbandierando un tipo di “cristianesimo” così pieno di bontà, di umanità e di misericordia oltre ogni giustizia e ragionevolezza che incanta tutti e avvince il mondo intero. Bisogna difenderlo, insomma, questo Cristo così violentato, bisogna alzare la voce, come se ci avessero insultato la madre o il padre, anzi, molto ma molto di più.  E se non riesco a tacere io nella mia piccolezza, come potrà tacere una voce come la sua?
Che  viva sempre il vero Cristo Re dell’universo e viva il Suo Vangelo,
Marianna

Il gioco delle tre carte

Sinodo. Nel documento preparatorio c'è un'Araba Fenice

Che vi sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa. È la "via penitenziale" per la comunione ai divorziati risposati. Il teologo domenicano Thomas Michelet ne mette a nudo le contraddizioni

di Sandro Magister

ROMA, 14 luglio 2015 – Dalla facoltà teologica di Friburgo, in Svizzera, il teologo domenicano francese Thomas Michelet richiama l'attenzione su un passaggio oscuro dello "strumento di lavoro" del sinodo sulla famiglia, preparatorio alla sessione del prossimo ottobre.

Il passaggio oscuro è nel paragrafo 123 del documento di lavoro. Il quale esordisce dando per scontato che "c’è un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale, sotto l’autorità del vescovo, per i fedeli divorziati risposati civilmente".

Michelet fa anzitutto notare che questo "comune accordo" non si capisce come e quando sia stato accertato.