Se Marco Pannella ha “benedetto” le parole di Papa Francesco con riferimento soprattutto all’amnistia per i detenuti,Giuliano Ferrara le ha invece bocciate per ciò che concerne la decisione di estendere il potere di assoluzione per i casi di aborto a tutti i sacerdoti. Non è un mistero che Ferrara non ami Bergoglio e non condivida il suo metodo di governo della Chiesa; non a caso il quotidiano La Repubblica è andato a sentire il suo parere sulla questione sollevata dalla lettera del Papa indirizzata a monsignor Rino Fisichella, a capo del dipartimento vaticano chiamato ad organizzare il Giubileo straordinario dal punto di vista spirituale.
Bruno Fasani, che di mestiere fa il direttore della rivista L’Alpino ma prima di tutto è un monsignore di Santa romana chiesa, è sbottato: “Qui si tratta di qualche prete talmente pacifista da permettersi di litigare solo con gli alpini, noti guerrafondai come ognuno ben sa”. Il fattaccio è quello che ha scombussolato la diocesi di Vittorio Veneto, simbolo supremo della guerra del Piave, dei fanti e delle battaglie sull’Ortigara: un parroco, un padre servita “arrivato da poco in diocesi”, come ha subito precisato il vescovo Corrado Pizziolo, ha proibito che in chiesa fosse recitata la preghiera dell’alpino. Troppo bellicosa in qualche sua parte, troppo poco politically correct, soprattutto quando si parla di armi e si auspica la difesa della millenaria patria cristiana. Roba da crociata inadeguata ai tempi correnti.
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