La figura e la storia dell’Arcangelo Michele, Patrono della Sinagoga prima di Cristo e della Chiesa dopo la sua venuta, testimoniano un fondamentale insegnamento per ogni cristiano: per fare veramente la volontà e la gloria di Dio non è sufficiente limitarsi a compiere il bene, ma bisogna anche combattere il male. E nessuno potrà mai aiutarci in questo più di San Michele.
Chiunque abbia letto i Racconti di un pellegrino russo, non può fare a meno di subire il fascino delle molteplici prospettive che emergono tra le righe di questo classico della spiritualità orientale scritto da un autore anonimo della metà del XIX secolo: “la severa ascesi di origine bizantina e la tensione itinerante dei pellegrini russi, l’angustia di una cella monastica e le distese sconfinate della Siberia, l’atmosfera narrativa fiabesca e sacrale della Santa Russia, ma sullo sfondo le tensioni culturali e sociali che avrebbero determinato nel volgere di pochi decenni il crollo di questo mondo” (Aldo Ferrari, prefazione alla trad.it., ed. Città Nuova).