ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 17 novembre 2015

Odiens? Verba volant!

Udienza di Papa Francesco ai FFI-parteprima
Udienza di Papa Francesco ai FFI - parte prima
con il commissario Volpi ofm capp.
Papa Francesco incontra, per la prima volta dal commissariamento, i FFI con il commissario di allora Volpi. L’incontro è cordiale e apparentemente informale, ma ben si capisce di assistere ad un processo a degli imputanti assenti.
Cinque le domande fondamentali e la disponibilità e l'amabilità del Papa sono notevoli, confida ai presenti di essere reduce da febbri intestinali e quindi scusandosi chiede il permesso di poter rispondere alle domande da seduto.
Si comprende perché, nel famoso calendario 2015 citato da Blondet dove vengono riportate alcune frasi di cui non ci si capisce un granché, infatti, perché spezzate dal contesto, tutte le risposte del Papa sono state censurate specialmente la terza.

Qualcos’altro che porta al dito di Dio?

QUANDO DIO DICE : BASTA!



Non è cosa nuova che il Signore Iddio è solito usare, unitamente alla misericordia, anche la giustizia, in quanto queste due categorie ontologiche sono in Lui complementari: giusto e misericordioso in egual infinita misura.
Ma Egli dona la misericordia solo se nel soggetto reo alberghi il pentimento e si pratichi l’espiazione. Del che vale esempio palese la vicenda del così detto “buon ladrone” che ottenne di pervenire in Paradiso non solo per essersi pentito dei propri crimini ma, soprattutto, per averli espiati con la morte di croce.
Come bene ammonisce Beatrice a Dante: “Alto fato di Dio sarebbe rotto/se Letè si passasse, e tal vivanda/fosse gustata sanza alcuno scotto” (Purg. XXX, 144/146).

Suaviter in modo, fortiter in re

Cardinale Müller: La fede non è un'opinione Fermiamo la deriva protestante della Chiesa
di Gerhard Ludwig Müller*
Il relativismo etico che domina nella società è entrato con forza anche nella Chiesa, spingendola verso una concezione che appartiene al protestantesimo liberale. Ne è un esempio la tendenza a dare poteri sempre più ampi alle Conferenze episcopali, a scapito del ruolo dei vescovi, fino a concepirle come Chiese nazionali. Così pure è preoccupante la tolleranza verso il dissenso teologico, soprattutto in morale, che invece deve essere chiaramente corretto dai pastori.
Pubblichiamo il testo integrale del discorso che il cardinale Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha rivolto nei giorni scorsi ai vescovi del Cile. È un documento di grande importanza in questo momento di forte confusione e disorientamento, perché giudica in modo lucido gli aspetti critici di alcune tendenze presenti nella Chiesa cattolica.
Stimati fratelli nell’episcopato:
1. questa è l’occasione adeguata perché come collaboratore diretto di Papa Francesco, in un settore particolarmente difficile dell’attività della Chiesa, possa trasmettervi alcune riflessioni che ritengo di particolare importanza per il momento che sta vivendo la Chiesa nel mondo ed anche in Cile.

Nella Chiesa della “Nuova Pentecoste”

Un docente del mondo che verrà



crocifisso

Dinanzi a tutto quello che sta accadendo nella Chiesa odierna, negli ultimi cinquant’anni ma in particolare negli ultimissimi anni e specialmente in questo ultimo pontificato, mi viene sempre da immaginare cosa potranno mai dire i nostri posteri qualora, nel frattempo, fosse davvero avvenuto ciò che oggi moltissimi, sempre più, sperano, auspicano, attendono, ovvero una punizione radicale da parte di Dio di questa fetida immondizia e l’avvento di una nuova cristianità purificata, secondo quanto varie profezie sembrano annunciare.
Immaginiamo per un attimo, così per gioco, la situazione. Immaginiamo che un docente racconti ai ragazzi di una classe di un’umanità ormai “purificata”, i nostri giorni. Cosa direbbe, come li descriverebbe?

Requiescat..?

Tutta la fatica di essere primate d'Italia

Una critica tagliente del discorso con cui papa Francesco ha dettato la direzione di marcia alla Chiesa italiana, facendo appello al "popolo" contro i vescovi. Autore: il professor Pietro De Marco

di Sandro Magister


ROMA, 17 novembre 2015 – C'era da aspettarsi che il discorso rivolto da papa Francesco agli stati maggiori della Chiesa italiana, riuniti a Firenze lo scorso 10 novembre, accendesse un vivace dibattito:

> "Cari fratelli e sorelle…"


L'occasione infatti era di quelle che segnano la storia della Chiesa italiana, di cui il vescovo di Roma è primate. Sono raduni che avvengono ogni dieci anni circa, e ogni volta determinano il cammino successivo.

Memorabile, in particolare, fu il convegno di Loreto nel 1985, nel quale Giovanni Paolo II cambiò decisamente rotta alla Chiesa italiana dell'epoca – imponendole una presenza attiva sulla scena pubblica, come "forza trainante" – e ne sostituì la guida.

Alla leadership intellettuale esercitata dal cardinale Carlo Maria Martini e dal teologo Bruno Forte che tenne a Loreto la relazione d'apertura, succedette la lunga stagione che ebbe in Camillo Ruini la sua guida, prima come segretario e poi come presidente della conferenza episcopale italiana, in piena sintonia con Giovanni Paolo II e col suo successore Benedetto XVI.

Ma la storia ha i suoi corsi e ricorsi. Oggi Ruini è uscito di scena. Bruno Forte è diventato arcivescovo ed è stato promosso a un ruolo mondiale, come segretario speciale del doppio sinodo sulla famiglia. E il cardinale Martini ha trovato nel confratello gesuita Jorge Mario Bergoglio il papa che ne raccoglie l'eredità:

Allora sarà buio.

L’orribile strage compiuta a Parigi, lo scorso 13 novembre, riempie da giorni, com’è ovvio, i palinsesti dei mezzi di comunicazione. A ciclo continuo, in un crescendo di dettagli sugli orrori e la conta dei morti e dei feriti di quel tragico venerdì sera, un diluvio di commenti, teorie ed analisi è stato riversato su tutti noi. Ad un certo punto, io ho tolto l’audio e guardando solo lo scorrere dei servizi, ho individuato quella che mi è parsa la vera immagine simbolo di quest’atto di barbarie. Quella che credo riassume il vero dramma, non solo della Francia, ma di tutto l’Occidente ed in particolare dell’Europa che fu cristiana.

Il Kommissario sperduto nella doppia morale?

Priesthood's simulator – Il simulatore del sacerdozio 

L'ex abate di Montecassino Pietro Vittorelli

Nun ce se po' fida' più de nessuno, nemmeno sarvognuno de 'n abbate! 
De onesto ce sta ancora quarcheduno? Puro voi preti pe' campa' rubbate? 
Pare che ha combinato un bèr casino, 'sto Vittorelli inzieme cór fratello, 
si la Procura de Montecassino j'ha sequestrato tutto sur più bello! 
De certo sarà la Maggistratura, a stabbili' si questo è un gran ladrone: 
pe' lui sarà 'na grossa fregatura, de dove' rinuncia' a mezzo mijone! 
Ma è giusto che perfino un'Abbazzia, mo' deve da subbi' 'na rubberia?

La tragedia che ha coinvolto in queste ore la Francia, con gli attentati e le vittime provocate dagli estremisti islamici a Parigi contribuirà certamente a far dimenticare l'ennesimo scandalo clericale italiano del quale moltissimi italiani non hanno colto il significato profondo, vedendovi solo una grave incoerenza di tipo morale (1).

Mi riferisco all'ex abate benedettino Pietro Vittorelli (2), colto con le mani nel sacco dalla finanza che, l'11 novembre, gli ha sequestrato 500.000 euro, soldi non suoi ma impossessati dal religioso per condurre una vita di lusso, con vestiti, cene, profumi e, pure, droghe assunte in compagnie tutt'altro che edificanti.

La triste saga del Kommissario

FFI: suora smentisce sua madre
La testimonianza dall’Africa di una suora missionaria smentisce punto per punto le accuse rivolte contro la gestione dell’ordine religioso, e le denunce sensazionalistiche.


Chi segue la triste saga dei Francescani dell’Immacolata nelle settimane passate ha avuto da che leggere e vedere. Mentre la Congregazione per i religiosi commissariava anche il ramo femminile dell’ordine, con motivazioni così vaghe e generiche che se applicate fuori della Chiesa farebbero pensare al delitto di opinione, con singolare e straordinaria contemporaneità uscivano servizi giornalistici che definire sensazionalistici è dir poco.