NON C'E' FINE ALL'ORRORE
Alcuni pezzi grossi della Chiesa praticano rituali satanici? Si sono affidati al diavolo? Si rifletta sulla notizia "bomba" di questi giorni che la stragrande maggioranza dei media ha censurato: l'intervista a monsignor Negri
di Francesco Lamendola
Il pericolo che corrono quanti sono dotati di una certa attitudine all’osservazione, che li porta a cogliere delle cose che sfuggono ai più, è duplice, interno ed esterno. Interno, perché essi potrebbero essere portati a vedere, spinti dall’immaginazione, più cose di quante ce ne siano nella realtà; ed esterno, perché essi faranno sempre fatica a persuadere gli altri di ciò che hanno colto: incontreranno una resistenza che, a sua volta, si può attribuire a un duplice ordine di fattori. Da un lato, la maggior parte delle persone è naturalmente invidiosa dell’intelligenza e di qualunque altra qualità altrui, per cui, non appena ciò sia possibile, cioè non appena esistano le condizioni per farlo, preferisce negarle senz’altro; dall’altro lato, la maggior parte della gente vuol viver tranquilla ed essere lasciata in pace, e, se proprio non è scoppiato un incendio sotto il suo sedere, non ama essere destata da allarmi preoccupanti o da qualsiasi altra cosa possa mettere in crisi il suo beato tran-tran quotidiano e la sua rassicurante visione del mondo. Quest’ultimo, fra parentesi, è anche il motivo per cui tanta gente odia il mistero, oppure lo teme, e quindi è naturalmente portata ad una religiosità superficiale e “borghese”: il mistero fa problema, scuote le certezze, crea uno stato di ansia, tutte cose che disturbano i sonni del giusto e che sarebbe meglio evitare, per non farsi salire la pressione arteriosa. (Il fenomeno Bergoglio è tutto qui: si tratta di creare un nuovo cattolicesimo, un cattolicesimo “parallelo” a quello vero, che metta al bando il Mistero e che valorizzi al massimo la dimensione orizzontale, ”democratica”, egualitaria della religione, dove la maggioranza ha ragione e dove il numero muta i dogmi a piacere, se così vuole, per sentirsi più a suo agio nella debolezza umana e per eliminare ciò che appare come una pretesa eccessiva di Dio.)

