ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 5 aprile 2017

Il tempo liturgico dedicato alla Passione di Cristo,

Cronache della Roma occupata






«Bisogna esser vissuti dal 1960 ai nostri giorni per sapere che i Papi possono condurre la Chiesa alla rovina […] Contro i fatti gli argomenti non valgono niente. I fatti sono davanti ai nostri occhi. Allora siamo costretti a concludere che Nostro Signore pronunciando le parole sull’assistenza fino alla fine dei tempi, non escludeva dei periodi  di tenebre e un tempo di Passione per la Sua Sposa mistica».
(Lettera di Mons. Lefebvre del 1984,
citata in Mons. Lefebvre, una vita, di Mons. Tissier de Mallerais
[Chieti, Tabula Fati, 2005]).

«Mi sembra che si possa comparare questa Passione
che soffre oggi la Chiesa alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo
»
(Mons. Lefebvre, Omelia del 29 giugno 1982).

In questi primi giorni del mese di aprile 2017, in cui ha inizio il tempo liturgico dedicato alla Passione di Cristo, le novità che arrivano da Roma indicano chiaramente che la Chiesa cattolica vive anch’essa questo tempo di Passione richiamato dal vescovo tradizionalista: il Papa attuale, nella logica sequela dei suoi predecessori ferventi artefici della riforma conciliare nata dal Vaticano II, conduce anche lui la Chiesa alla rovina.

Uovo pasquale?


Fraternità Sacerdotale San Pio X
Comunicato della Casa Generalizia del
4 aprile 2017

sulla lettera della Commissione Ecclesia Dei circa i matrimoni dei fedeli della Fraternità San Pio X 



Come per le disposizioni prese da Papa Francesco, che accordano ai sacerdoti della Fraternità San Pio X la facoltà di confessare per l’Anno Santo (1 settembre 2015), facoltà estesa al di là dell’Anno Santo (20 novembre 2016), la Casa Generalizia apprende che il Santo Padre ha deciso «di autorizzare gli Ordinari del luogo a concedere anche i permessi per la celebrazione dei matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità» (Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 27 marzo 2017, pubblicata questo 4 aprile).

Occorre un equilibro

Silenzio, adorazione, formazione. Per ritrovare la vera liturgia

Occorre un equilibro tra la fedeltà alla tradizione e un legittimo sviluppo, senza mai dimenticare la sacralità e la bellezza della liturgia. Non si ripeterà mai a sufficienza che la liturgia, in quanto culmine e fonte della Chiesa, ha il suo fondamento non nella creatività umana, ma in Cristo stesso.
Sono questi i concetti che il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, sviluppa nel messaggio inviato al colloquio «Quelle der Zukunft» («La fonte del futuro») svoltosi dal 29 marzo all’1 aprile a  Herzogenrath, in Germania, nel decimo anniversario di «Summorum pontificum»,  la lettera apostolica di Benedetto XVI (7 luglio 2007) che contiene le indicazioni giuridiche e liturgiche per la celebrazione della cosiddetta messa tridentina.

martedì 4 aprile 2017

Sedes insipientiae



FRANCESCO: ANCHE LUI NON POTREBBE INSEGNARE A LOVANIO                              

Il triste caso del professor Stéphane Mercier, sospeso dall’Università cattolica di Lovanio per aver espresso opinioni in linea con la Dottrina sociale della Chiesa su aborto e gender, ma giudicate inaccettabili per la loro nettezza. La conferenza episcopale belga e il suo portavoce. Un commento di ‘Avvenire’ che suscita sospetti di ‘limatura’ in versione galantina.

Martedì 28 marzo a Roma la Galleria Alberto Sordi (piazza Colonna) ha ospitato un incontro molto interessante in occasione della presentazione di “Sfida all’Occidente, il terrorismo islamico e le sue conseguenze”, un’antologia di interventi in materia dal 2001 a oggi curata da Gaetano Quagliariello e Andrea Spiri (Fondazione Magna Charta e Rubbettino). Al dibattito – moderato da Eugenia Roccella – hanno partecipato lo stesso Quagliariello, Massimiliano Fedriga, Paolo Romani, Maurizio Sacconi e Giulio Tremonti. L’incontro (di cui riferiremo dettagliatamente in un prossimo articolo) è stato incentrato sul filo rosso che unisce l’offensiva del terrorismo islamico alla grave crisi di valori che caratterizza l’odierno Occidente, sempre più percorso da fremiti suicidi. A tale proposito può essere utile soffermarsi su un caso emblematico di tale decadenza che in questi giorni scuote non solo il Belgio, ma anche il mondo cattolico ben al di là di Bruxelles.

BELGIO, EX-NAZIONE CATTOLICA

Mosca, terza Roma, coi barbariusati all'attacco

Dietro le bombe di San Pietroburgo c'è il paradosso della Russia putiniana. Fulvio Scaglione

Dietro le bombe di San Pietroburgo c'è il paradosso della Russia putiniana. Fulvio Scaglione
 di Fulvio Scaglione, Avvenire*Dietro le bombe di San Pietroburgo, e quel rozzo ordigno che ha fatto strage nel cuore sotterraneo della città, in uno dei 1.600 vagoni che ogni giorno trasportano 2,3 milioni di persone, c’è tutto il paradosso della Russia putiniana. Perché questo è il Paese che ogni giorno dipingiamo retto da un’autocrazia senza meriti e senza princìpi, corrotta e incapace di avviarlo sulla strada di un corretto sviluppo economico. Una petromonarchia dominata da gruppi di banditi e funzionari corrotti forti solo della benedizione del Cremlino. Uno Stato canaglia pure incline alla guerra e ora intento a preparare piani di battaglia che riguardano mezzo mondo. La culla degli hacker, il laboratorio di progetti politici che mirano a soggiogare gli Usa e a lanciare una specie di “scontro di civiltà” con l’Europa delle democrazie.

Una rivoluzione inosservata

DUE CHIESE:"SI DEVE SCEGLIERE !"

    Una rivoluzione inosservata: ormai ci sono 2 chiese perciò si deve scegliere tra i tradizionalisti che sono i veri cattolici perchè ispirati a Gesù e la nuova contro-chiesa modernista che si richiama a "Marco Pannella" 
di Francesco Lamendola  



  
Ormai bisogna prendere atto che ci sono due chiese; non è più possibile fare finta di nulla, non si può nascondere lo scandalo e raccontarsi che, in fondo, non è successo nulla d'irreparabile e che si è in presenza di una normale dialettica insita a una immensa istituzione che conta due miliardi di fedeli sparsi in tutto il mondo. Questo ragionamento avrebbe una qualche plausibilità se si stesse parlando di un partito politico, o di un movimento sociale, o, magari, di un'avanguardia artistica o letteraria: invece stiamo parlando della Chiesa cattolica. A differenza delle numerose chiese e sette protestanti, la Chiesa cattolica si caratterizza per il fatto di parlare con una sola voce, di avere una sola dottrina, una sola pastorale, una sola liturgia, e sia pure con qualche sfumatura di differenza nei diversi contesti socio-culturali, mai però nelle cose essenziali. Ora, invece, sono proprio le cose essenziali ad essere messe in discussione: oggi esistono, di fatto, due chiese che si escludono a vicenda, perché si collocano su posizioni antitetiche rispetto a una serie di nodi centrali, soprattutto sul piano etico, ma anche su quello dottrinale.

Il contrario della rivoluzione”


Don Minutella: il "tradizionalista" rivoluzionario


“La controrivoluzione non è una rivoluzione al contrario, ma il contrario della rivoluzione” così sigla J. de Maistre e non per nulla la Redazione ha scelto questa frase per la quarta di copertina del nostro primo libro, “Pensieri controrivoluzionari”. Non c’è dunque futuro per chi ritenga di combattere il declino rivoluzionario, ricorrendo agli stessi mezzi dei rivoltosi.

Dajje oggi l'irreversibiltà quotidiana..

"Dimissioni? Papa Francesco prende in considerazione la sfida di Benedetto"

II generale emerito della Compagnia di Gesù riporta una conversazione avuta col Pontefice. "Mi disse di chiedere al buon Dio che lo porti con sé quando i cambiamenti saranno irreversibili"
Dimissioni da papa. L'opzione sarebbe sul tavolo di Francesco. Con tutti i "se" e tutti i "ma".