Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
PADRE PAOLO SIANO: PADRE MANELLI E I FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA SONO SPAZZATURA NELLA NUOVA CHIESA DI FRANCESCO?
Padre Paolo Siano, dei Frati Francescani dell’Immacolata, ci ha inviato un articolo che ricostruisce alcune fasi del commissariamento dell’ordine, un argomento di cui San Pietro e Dintorni prima, e Stilum Curiae poi si sono occupati a più riprese. Sempre mettendo in evidenza alcuni aspetti “critici” dell’operazione, peraltro rilevati anche da altri commentatori, e in particolare la scarsa chiarezza nelle accuse, e quelli che sembravano tentativi di decostruire la spiritualità particolare dei FFI. Padre Siano nei giorni scorsi aveva scritto un articolo di denuncia pubblicato da Corrispondenza Romana. Stilum Curiae si è occupato dell’evento in questo articolo, e con un commento di Pezzo Grosso. Quello che pubblichiamo oggi può rappresentare un seguito e un completamento del primo intervento.
Se i credenti devono essere testimoni di fede, per qualcuno Gesù dovrebbe invece essere un testimonial di un paio di jeans. I fatti risalgono al 2012 quando la Sekmadienis Ltd, un’azienda lituana che produce capi di abbigliamento, mette in rete e appende per le strade dei manifesti che ritraggono Maria e Gesù, per dirla con un eufemismo, in modo non convenzionale. Lei si presenta con vestito bianco sbracciato, un filo di perline a mo’ di rosario che le cinge la mano ed un cappello bizzarro pieno di fiori. Lui, molto hippy, è a torso nudo, tatuato e indossa solo un paio di jeans. Entrambi sono dotati di aureola e rispettivamente esclamano: "Gesù, che pantaloni!", "Cara Maria, che vestito!" e "Gesù e Maria, cosa indossate!".
I colpevoli compaiono dinanzi al sovrano Signore che hanno oltraggiato. Ma lungi dal dichiarare il proprio errore, s'incolpano a vicenda. Ciò nonostante, la giustizia divina farà il suo corso, e la sua sentenza si farà sentire fino alla più lontana posterità. Il delitto era stato commesso da due esseri arricchiti d'ogni dono di natura e di grazia. In loro l'inclinazione verso il male, l'ignoranza e la dissipazione che ottenebrano l'intelligenza dell'uomo decaduto, prima non esisteva; un eccesso d'ingratitudine li aveva dunque inabissati nel male. Essi avrebbero potuto salvarsi subito con la fuga: invece esitarono. Poi a poco a poco scemò nella loro coscienza l'atrocità della colpa; cominciarono a presumere di sé, nel loro interesse; finalmente, sostituendo l'amor proprio a quello dovuto a Dio, dichiararono la propria indipendenza.
È sorta una teologia «paraconciliare» che vorrebbe cancellare l’idea stessa del sacro. La svolta antropologica nella cultura della Chiesa e nell’attegiamento dei vescovi e dei sacerdoti in cui ogni cosa, anche i sacramenti di Francesco Lamendola
Non è successo molte volte, nella storia, che di un nome, di una espressione oggettiva, mirante a indicare un fatto preciso, si sia fatto un simbolo, un’astrazione, un programma per il futuro: e che quel programma non avesse niente a che vedere con il nome, anzi, che si sia creata una sfasatura abissale, una discontinuità incolmabile, fra il significato ed il significante – come direbbe un esperto di semiotica.
Stiamo parlando del Concilio Vaticano II: di un evento ben definito, che ha una storia ed una storiografia; che ha avuto un principio ed una fine: che ha fatto discutere, ma, soprattutto, che ha prodotto una serie di testi, di documenti, di indicazioni abbastanza precise: ma che, fin dall’inizio, prima ancora che fosse chiuso – anzi, per dirla tutta, prima ancora che fosse aperto – già aveva subito, nel racconto deformante dei media e nelle manipolazioni dell’immaginario collettivo, un significato, una portata, una direzione ed un’interpretazione univoci, discutibili, parziali, tali da forzarne la realtà e la verità, per proiettarlo in un mondo mitico, in una dimensione utopistica, in uno spazio magico sottratto alla vera e razionale discussione, tutto rivolto alla palingenesi dell’umanità, a una sorta di messianismo secolare, a una paradossale escatologia del finito, a una sconcertante metafisica dell’immanenza.
Una persecuzione diabolica Padre Paolo Siano, tra i massimi esperti mondiali di storia della Massoneria - in un intervento pubblicato ieri da “Corrispondenza Romana”, ripreso da “Chiesa e Post Concilio” e da molti altri siti - scrive sul destino dei Francescani dell'Immacolata, fondati da Padre Stefano Manelli. E’ un intervento coraggioso e importante. Della vicenda dei Francescani dell’Immacolata ho parlato in uno dei miei ultimi libri: “Disorientamento pastorale - La fallacia umanistica al posto della Verità rivelata?” (Introduzione Teologica di Mons. Antonio Livi - Casa Editrice Leonardo da Vinci). Avevo intitolato il paragrafo “Una persecuzione diabolica”. Ve lo propongo alla lettura e vi chiedo di diffonderlo il più possibile.
Oh, Cris, veramente papa Francesco progetta di abolire il celibato sacerdotale? (Conchita Wurst ha pregato con il cardinale di Vienna nella giornata mondiale contro l'Aids)
La disperazione si vince con la preghiera. Il disegno è quello di spingerci alla disperazione: "uomini e donne di buona volontà"; farci sprofondare nell’amarezza e nello sconforto, spegnendoci la speranza nel futuro dell'Italia di Francesco Lamendola
Vorrebbero spingerci alla disperazione. Il disegno è questo: non si tratta di un esito secondario, di un effetto collaterale; no: il disegno è precisamente quello di spingere alla disperazione gli uomini e le donne di buona volontà; di sprofondare nell’amarezza e nello sconforto padri, madri, mariti e mogli, educatori e lavoratori, e soprattutto i giovani, perfino i bambini; di spegnere la speranza nel futuro, nell’avvenire dell’Italia e della nostra civiltà, nel domani della Chiesa cattolica, nella fede che ha sorretto i nostri padri, generazione dopo generazione, per secoli e secoli. I migliori sono anche i più sensibili: se li si spinge fino alla disperazione, finiranno per auto-eliminarsi: o si ammaleranno e cadranno in depressione, oppure sceglieranno il suicidio. È la sindrome di Dominique Venner, storico francese e grande medievalista, autore di decine di libri, un intellettuale di prima grandezza ma ignorato dai grandimedia per il suo essere dichiaratamene di destra nonché attivista antigay, che si è ucciso a 78 anni, nella cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, presso l’altare, il 21 maggio 2013, lasciando quest’ultimo messaggio: Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici, per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini.
"Humanae vitae" addio. Francesco liberalizza la pillola
"Humanae vitae" addio. A mezzo secolo di distanza, l'enciclica contro i metodi artificiali di regolazione delle nascite che ha segnato il momento più drammatico del pontificato di Paolo VI, rifiutata da interi episcopati, contestata da innumerevoli teologi, disobbedita da miriadi di fedeli, cede ormai il passo a una sua radicale re-interpretazione, a un "cambio di paradigma" indubitabilmente voluto e incoraggiato da papa Francesco in persona.