Cercare il bene e lodarlo lo scopo ringraziandone l’Autore: è la verità di cui l’uomo abbisogna. La civiltà moderna "non sa che fare"per i suoi intellettuali non ci resta che vagare senza meta fra le macerie di perdute certezze
di Francesco Lamendola
L’atteggiamento più diffuso e più tipico della modernità è quello del non saper che fare: il reale è troppo complesso, troppo mutevole e imprevedibile; la stessa condizione umana è ambigua, elusiva, contraddittoria: non resta che vagare senza meta fra le macerie di perdute certezze, rimestare fra le ceneri di verità spente; e portar fiori, ironicamente, come Mattia Pascal, sulla propria stessa tomba, riconoscendo così la propria condizione di morti viventi. In questo contrasto, l’impotenza è d’obbligo e l’inconcludenza, uno stile di vita; l’agnosticismo diviene saggezza e lo scetticismo sistematico, una pratica di salute mentale. Non c’è niente di più irritante, di più insopportabile, quindi, d’imbattersi in qualcuno che osa pensare in maniera positiva, che si permette di usare volontà e intelligenza non solo per cercare, ma per trovare, e che, horribile dictu, alla fine qualcosa ritiene d’averla trovata per davvero – non una verità qualsiasi, non una verità provvisoria e strumentale, e neppure un alibi, una pseudo verità di cui drappeggiarsi per meglio perseguire i propri scopi, o semplicemente per dissimulare la propria ignoranza, ma proprio la verità di cui l’uomo abbisogna: il motivo per cui gli è data da vivere la vita. E se, poi, costui esplicita tale verità in questa semplice formula:la vita ci viene data affinché si vada in cerca del bene e, trovatolo, lo si lodi e lo si celebri, e se ne ringrazi l’autore, allora l’incredulità cede il posto allo sdegno, l’ironia viene sostituita dalla rabbia, e il malcapitato, fra un volare d’insulti e un digrignar di denti, viene prontamente ridotto al silenzio, affinché non rechi danno ai suoi simili, diffondendo tali false e perniciose dottrine. Non c’è posto per lui, nella società moderna, la quale tutto può tollerare, comprendere e perfino giustificare in fatto di aberrazioni umane, dall’incesto alla pedofilia, dal sadismo alla bestialità, dall’inversione alla necrofilia, ma una cosa non arriverà mai a capire, o giustificare, e meno ancora a perdonare: la salute della mente e dell’anima, la boccata d’aria pura in mezzo al tanfo soffocante di cadavere che ristagna ovunque.



