ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 21 agosto 2018

La vita del cristiano è una battaglia

Anche l’abito liturgico fa il monaco. Ovvero: perché la Casa di Dio non va spogliata


“È necessario acquisire il senso della Liturgia come azione di Cristo e della Chiesa e non come un atto privato. Per questo nessuno, anche se sacerdote, può mutare, aggiungere o togliere elementi propri della liturgia stabilita dalla Chiesa ed edita nell’editio typica“.
Don Enrico Finotti, del quale ci siamo già occupati per i suoi precedenti libri Il mio e il vostro sacrificio e Se tu conoscessi il dono di Dio, scende nuovamente in campo a difesa della liturgia (anzi della Liturgia, con la L maiuscola, come scrive lui) e lo fa con Nell’attesa della tua venuta. Il liturgista risponde, edito anche questa volta da Chorabooks, la casa editrice animata dal maestro Aurelio Porfiri.

“Loro” e “gli altri”

MEETING CL, OPERE E AFFARI



Meeting Cl di Rimini: "loro e gli altri". Siamo interdetti dinanzi al potere, alla struttura, alla vera e propria occupazione di spazi, dentro e fuori la Chiesa, che sarebbe meritoria se il protagonista fosse Dio, anziché l’uomo 
di Roberto Pecchioli  

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A fine agosto è il tempo dell’incontro annuale di Comunione e Liberazione. Lo chiamano meeting, e già questo non ci piace, convinti che una delle ragioni della decadenza nazionale sia la colonizzazione culturale cui si è assoggettata. Chi scrive è ancora credente per due ragioni: la grazia immeritata della fede, dono gratuito dell’Altissimo e la lontananza da ogni movimento e associazione religiosa. Cresciuto nel culto di Don Bosco, i cui salesiani dettero un’educazione e un mestiere al proprio padre, l’estensore di queste note conobbe CL verso i vent’anni, all’università, senza aver mai neppure udito il nome di Don Giussani. Militante di destra con tutte le difficoltà e i drammi dell’epoca, era naturale la simpatia per quelle ragazze (erano in maggioranza donne) che sfidavano l’egemonia – e la violenza – delle legioni rosse. 

Mangiapane a tradimento..

LA SIRIA, AVVENIRE. SUOR YOLA DI DAMASCO: “HA TRADITO IL PANE CHE ABBIAMO MANGIATO INSIEME”.

Un amico ci ha segnalato questo articolo de L’antidiplomatico, un sito molto interessante che racconta fatti e notizie trascurate o falsificate dai mass media, suggerendoci di rilanciarlo. Lo facciamo ben volentieri, sbalorditi dal fatto che dopo anni e anni di falsità raccontate sulla Siria e sui siriani sia proprio il giornale finanziato da vescovi, e dai cattolici italiani tramite l’8 per mille, a continuare in questo gioco. Per chi è interessato, ricordiamo sempre anche il sito “Ora pro Siria”, prezioso per le informazioni raccolte sul campo. 

Gli schiavi prendono coscienza di essere tali?

QUAL E' LA LEZIONE DI GENOVA?


Gli italiani con Genova stanno uscendo dallo stato d’ipnosi in cui erano caduti il fatto che più di metà delle famiglie abbia rifiutato i funerali di Stato è un segnale. Vi sono ancora delle verità che non possono essere dette?
di Francesco Lamendola  


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Di Genova e del Ponte Morandi, crollato la vigilia di ferragosto 2018 mentre vi transitava l’abituale, intenso traffico automobilistico, portando con sé nell’abisso una cinquantina di sventurati esseri umani, si è parlato moltissimo fin dalle prime ore, dai primi minuti in cui la notizia è rimbalzata nel resto d’Italia, è entrata in tutte le case, ha suscitato sorpresa, incredulità, cordoglio, amarezza, rabbia. Forse se ne sta parlando anche troppo, si rischia di farne un tormentone estivo, con la prospettiva che in autunno si comincerà già a dimenticarlo, o quanto meno ad archiviarlo, come sempre finora è avvenuto per tutte le tragedie pubbliche italiane.

Una volta le chiamavano "casini"

Bose:Casa di tolleranza religiosa,ossia.. sincretismo religioso


In questo studio-dossier ci soffermeremo sul titolo  che riconosciamo provocatorio e scusandoci con gli animi più sensibili, perché, lungi da noi ogni malizia sul concetto profano di “Casa di tolleranza” e, lungi da noi l’offendere, il termine “religiosa” che lo accompagna è il vero soggetto del titolo e dell’articolo stesso, si parla quindi di una casa dove si raccolgono le diverse religioni Cristiane e non cattoliche, ma il cui fondatore si ritiene un cattolico innovativo, e dove la Chiesa viene così messa sullo stesso piano delle altre fedi: il sincretismo. Si parla infatti di quella “tolleranza religiosa” che a nostro parere e in questo caso specifico, non è più un rispetto della vera fede, ma confusione, non è rispetto della vera fede ma ambiguità, un minestrone di fedi nel quale, in questa “Casa di tolleranza religiosa” l’unica a non essere rispettata è proprio la Fede Cattolica, la Devozione Mariana, la sensibilità stessa Eucaristica.

L'elefante muto

IL PAPA SCRIVE DI ABUSI
L'omosessualità devasta la Chiesa, ma non se ne parla più

Arriva la “Lettera del Papa al popolo di Dio” che conferma un dato ormai inequivocabile: di omosessualità la Chiesa di oggi non vuole più parlare, il tema è formalmente escluso dalla predicazione. Se ci guardiamo intorno dobbiamo constatare che tutti, nella Chiesa, hanno da tempo cessato di valutare moralmente l’omosessualità e addirittura evitano di parlarne. Il tema è sparito dalle omelie, dai discorsi, dalla stampa cattolica. Rimane l’espressione solo in qualche iniziativa pastorale rivolta ad includere le coppie omosessuali nel tessuto ecclesiale con modalità espressive che sanno solo di accoglienza e mai di valutazione.


Alla fine è arrivata la “Lettera del Papa al popolo di Dio” che conferma un dato ormai inequivocabile: di omosessualità la Chiesa di oggi non vuole più parlare, il tema è formalmente escluso dalla predicazione. Infatti, anche nella Lettera scritta da Papa Francesco diramata ieri e riguardante la “devastazione” della Chiesa americana provocata dall’esercizio dell’omosessualità nel clero, sull’omosessualità nessuna parola. Si parla solo di “abusi”, come se abituali relazioni omosessuali di un cardinale con sacerdoti e laici potessero parlare sotto silenzio data la maggiore età e il consenso dei protagonisti. Come se non sia ormai accertato che è l’omosessualità a provocare, dilagando, gli abusi e non gli abusi a suscitare l’omosessualità. Come se solo gli abusi, e non anche l’omosessualità, siano una forma di lacerazione della coscienza che Papa rancesco denuncia nella sua Lettera, esemplificandola con un non meglio indentificato “clericalismo” e senza attribuirla all’omosessualità. 

Lupi in calore

Degenerazioni nella neochiesa ex cattolica  
La calura di questa estate torrida non risparmia nessuno, nemmeno quelli che dovrebbero essere i pastori del gregge cattolico. Le pecore sono tosate e ne traggono un certo beneficio, ma i pastori non si possono tosare e allora escogitano le cose più strane per trovare un po’ di refrigerio.
Non sono degli appunti critici, i nostri, ma delle semplici constatazioni, e non ci si rimproveri una sorta di accanimento o, come osservato da certuni, un certo compiacimento nel segnalare certe storture. Le cose stanno in maniera più semplice: se vuoi combattere il nemico, devi conoscerlo.

Non faremo degli appunti di ordine teologico o dottrinale, ci limiteremo a segnalare certe degenerazioni: sarà il buon senso dei fedeli a inquadrarli nella giusta luce e a trarne i dovuti insegnamenti. Certe cose saltano all’occhio e le reazioni sono spontanee e quasi sempre giustificate e legittime.
Non giudichiamo, quindi, Dio legge nei cuori e il giudizio spetta Lui.

Eccoci dunque alla prima immagine balneare.




sabato 18 agosto 2018

Dio fa perdere il senno a coloro che vuol rovinare

Con Maria e Giovanni sotto la Croce

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Ci sono momenti della storia in cui Dio chiede ai cristiani di stare semplicemente sul Calvario, senza fuggire, ma anche senza ribellarsi. La Madre addolorata e il Discepolo prediletto furono quasi gli unici ad accompagnare il Maestro fino al supplizio e a condividerlo, ciascuno a modo suo. Non lo abbandonarono per paura, come gli altri Apostoli, ma nemmeno ebbero la folle idea di risolvere il problema con mezzi umani, magari organizzando una rivolta. Non si scagliarono con parole cariche di odio né contro i Romani né contro il Sinedrio, ma riconobbero con fede lacerante il piano divino di salvezza. In questo la Corredentrice aiutò sicuramente l’adolescente Giovanni, soprannominato dal Signore figlio del tuono per il temperamento focoso che condivideva con il fratello Giacomo, ad apprendere la misteriosa scienza delle vie celesti e ad abbandonarsi alla volontà superna, pur senza comprenderla appieno. Qualcuno oserebbe accusarli di colpevole indolenza o, peggio, di codarda acquiescenza al male?