ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 13 novembre 2018

JorgPantil?

MA CHE BELLO IL NUOVO ALTARE DELLA MADONNA A GALLARATE! SEMBRA PROPRIO UNO TZOMPANTIL!

Cari Stilumcuriali,
un lettore mi ha mandato le foto e il link all’articolo con cui si è annunciato il restauro della basilica di Basilica Santa Maria Assunta di Gallarate.
E in particolare le foto del nuovo altare, opera dell’artista Claudio Parmiggiani. La sua biografia su Wikipedia afferma fra gli altri elogi: “Nella sua carriera, lungi dall’essere conclusa, si impone sempre più come una delle figure principali dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Inclassificabile, costeggia tanto l’arte povera quanto quella concettuale assumendo, però, una postura unica e inimitabile nel panorama contemporaneo”.

Il “piccolo riformatore” piemontese

Lettera del Santo Padre Francesco al fondatore del Monastero di Bose in occasione del 50.mo anniversario della comunità monastica.

In occasione del 50° anniversario di fondazione della Comunità di Bose papa Francesco ha ritenuto di inviare a Enzo Bianchi una lettera di auguri e di incitamento a proseguire nella via intrapresa, lodando le attività materiali e spirituali in atto. Con dolore, ma nella libertà dei figli di Dio non possiamo non dissociarci dall’opinione che il nostro pontefice nutre nei confronti di un eretico dichiarato il cui unico scopo è l’attuazione di un sincretismo religioso che non ci appartiene. Pochi giornalisti ormai si azzardano a criticare quello che è diventato un’eminenza grigia del Vaticano, rispettato e consultato in tutte  le occasioni di confronto sui contenuti della nostra fede.

La giunta vaticana verso il resto dei fedeli

NON OCCORRE ESSERE CREDENTI

SantaMarta square

In piazza per dire no al silenzio sugli abusi del clero

Migliaia di cattolici statunitensi si ritroveranno a Baltimora oggi per partecipare al Rally intitolato Silence stop now nella città dove i vescovi statunitensi si stanno radunando per una delle due assemblee annuali. Chiederanno la fine del silenzio sugli abusi. 



Migliaia di cattolici statunitensi si ritroveranno a Baltimora oggi per partecipare al Rally intitolato “Il silenzio ora finisce” (Silence stop now) che avrà luogo in un padiglione davanti al Baltimore Waterfront Marriott, dove i vescovi statunitensi si stanno radunando per una delle due assemblee annuali. La Conferenza degli Stati Uniti dei vescovi cattolici (USCCB) terrà la sua assemblea a Baltimora dal 12 al 15 novembre 2018. Il Silence Stops Now Coalition è nato per porre fine alla cultura del silenzio clericale che ha permesso per decenni gli abusi sessuali su minori, seminaristi e giovani preti, e di conseguenza la distruzione di vite umane.

Lo scontro decisivo

SOPRAVVIVERE O SPARIRE ?


Reagire allo scoraggiamento: un diabolico inganno. Stiamo assistendo ad una mutazione antropologia un distacco dalla dimensione reale dell’esistenza a favore di una virtuale con soggetti post-umani che hanno perso la loro anima 
di Francesco Lamendola  

 000 babele moderna 300

La reazione più diffusa, fra coloro i quali hanno raggiunto un certo livello di consapevolezza e hanno perciò potuto misurare tutta la vastità e la gravità della nostra crisi attuale, che investe ogni aspetto della nostra vita pubblica e privata, è il cadere in un cupo stato di scoraggiamento, se non addirittura la depressione. Quanto più si è consapevoli della realtà delle cose, tanto più ci si rende conto che sarà difficilissimo, e forse impossibile, raddrizzare il timone della barca e ripristinare delle condizioni di vita, sia materiali che spirituali, anche solo vagamente simili a quelle che hanno conosciuto le generazioni precedenti. 

lunedì 12 novembre 2018

Non ci si può far niente?

« Perchè Salvini sull’immigrazione ha convinto gli italiani e i cattolici che preferiscono lui a Bergoglio »


E’ accaduto qualcosa di eccezionale sotto i nostri occhi e non ce ne siamo resi conto. Per anni, fino a poco tempo fa, sono sbarcati sulle nostre coste a centinaia migliaia. Un assalto massiccio e incontrollato che – prima di tutto – decretava la fine dello Stato italiano per la sua incapacità di proteggere i propri confini. Erano immigrati irregolari. E tutti – ministri, giornalisti, intellettuali, papa e organismi internazionali – ci ripetevano: non ci si può far niente, bisogna subire, accoglierli e ospitarli a spese degli italiani (circa 5 miliardi all’anno) perché è un fenomeno epocale, inevitabile, sarebbe come pretendere di fermare il vento con le mani.


La Verità del linguaggio



Quando sento parlare di linguaggio, invece che mettere mano alla pistola, torno a leggere quanto scriveva Attilio Mordini oltre quarant’anni fa: “Dall’unità di Dio muove il molteplice nello spazio e nel tempo per tornare all’uno nell’atto della Sua eternità; (…). In Dio, causa efficiente e causa finale sono una cosa sola, sono Carità. Creare è evocare dal nulla; l’atto di Dio che dona la vita è lo stesso atto che chiama la vita al suo unico fine. Il comando all’abisso vuoto e informe e l’appello amoroso alle creature è una sola parola, il Verbo, il Figlio; e ascoltare questa parola è contemplare”.

Ukase per caso?

UN UKASE DEL PAPA BLOCCA LE DUE INIZIATIVE ANTI-ABUSI DEI VESCOVI USA. CODICE DI CONDOTTA E COMMISSIONE DEI LAICI.


I vescovi USA hanno cominciato a Baltimora i lavori della loro assemblea, quella d’autunno. E hanno ricevuto un’incredibile annuncio da parte del presidente, il card. Daniel DiNardo: il Pontefice non vuole che votino su due temi che appaiono urgenti e pressanti, vista la crisi in cui lo scandalo degli abusi sessuali ha gettato la Chiesa americana. E cioè la creazione di un nuovo “Codice di condotta” per i vescovi, e la creazione di un organismo, guidato da laici, per indagare sui vescovi accusati di comportamenti scorretti.
I vescovi delle 196 diocesi e arcidiocesi cattoliche si sono riunitia Baltimora incontrandosi per la prima volta da quando gli scandali di abusi sessuali hanno scosso la chiesa in estate.  Ma in apertura dei lavori è arrivata la notizia, come scrive il Washington Post “Il papa non vuole che i vescovi statunitensi agiscano per fronteggiare la responsabilità dei vescovi sugli abusi sessuali fino a quando non condurrà un incontro mondiale dei leader della chiesa in febbraio”.
“Su insistenza della Santa Sede, non voteremo sulle due azioni”, ha detto DiNardo. Ha detto di essere “deluso” dalla direttiva del papa.
Anne Barrett Doyle, condirettore di BishopAccountability.org, ha definito “davvero incredibile” l’ordine dell’ultimo minuto dal Vaticano. “Ciò che vediamo qui è il Vaticano che sta tentando di sopprimere anche i modesti progressi dei vescovi statunitensi”, ha detto Doyle, il cui gruppo raccoglie dati sull’abuso del clero nella chiesa. “Stiamo vedendo dove è il problema, e il problema è con il Vaticano. L’esito di questo incontro, nel migliore dei casi, sarebbe stato tiepido e inefficace, ma ora sarà completamente privo di sostanza “. Non appena i vescovi hanno ascoltato l’annuncio di DiNardo, l’Arcivescovo Christophe Pierre – l’ambasciatore del Vaticano negli Stati Uniti – ha tenuto un lungo discorso, in cui ha difeso ciò che i vescovi hanno già fatto per ridurre gli abusi, e ha espresso dubbi sul fatto che chiunque altro al di fuori del clero, come leader laici o autorità civili, possano punire gli abusi del clero. “Ci sono molte richieste di riforma nella chiesa, in particolare nella crisi attuale. Voi stessi avete espresso un maggiore desiderio di responsabilità e trasparenza “, ha affermato. Ma poi Pierre, un vescovo francese inviato da Francesco a Washington nel 2016. “Potrebbe esserci la tentazione da parte di alcuni di affidare ad altri la responsabilità di riformare noi stessi, come se non fossimo più in grado di riformare o di fidarci di noi stessi”, ha detto Pierre, che sembrava riferirsi alla proposta per istituire una commissione laica in grado di indagare sulla cattiva condotta dei vescovi, e anche alla dozzina di indagini penali e civili in corso negli Stati Uniti sui crimini commessi dai sacerdoti. “L’assistenza è sia gradita e necessaria, e sicuramente la collaborazione con i laici è essenziale. Tuttavia, la responsabilità come vescovi di questa Chiesa cattolica è nostra”.
Di Nardo ha usato un tono diverso. Ha detto che lui personalmente e altri vescovi restavano impegnati sulle proposte che erano in agenda di voto mercoledì, e cioè un nuovo codice di condotta per i vescovi a cui aderire e una commissione laica con il potere di indagare sui vescovi. “Fratelli vescovi, esentarci da questo alto standard di responsabilità è inaccettabile e non può stare in piedi”, ha detto.
Vedremo come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni. Ma alcune considerazioni sono ineludibili. La prima: come rientra nella sinodalità, di cui il Pontefice parla, e di cui la cerchia papale si riempie la bocca, e con il decentramento questa pesante interferenza della Santa Sede sui lavori interni di una Conferenza episcopale? Che cerca di affrontare una crisi gravissima, di cui anche il Vaticano ha responsabilità, rispondendo alle giuste richieste dei fedeli?
Secondo: nel momento in cui una Conferenza episcopale decide di affidare – finalmente – ai laici un compito delicato e difficile, è possibile definire se non come un esempio eminente di clericalismo – quello a parole esecrato dal Pontefice – il blocco della commissione laica, e il discorso, evidentemente ispirato da Roma, dell’osservante nunzio Christophe Pierre?
Terzo. Il comportamento del Pontefice. Che dimostra – una volta di più, come ormai anche i media internazionali rilevano, quelli stessi che lo esaltavano fino a qualche mese fa, un atteggiamento tutt’altro che limpido nella crisi degli abusi sessuali. Il silenzio di fronte alle testimonianze dell’arcivescovo Viganò, inspiegabile e indifendibile, ne è il primo episodio, Il rifiuto della richiesta dei vescovi americani di un’indagine apostolica su McCarrick e la crisi degli abusi è il secondo. Ricordiamo che un’indagine apostolica avrebbe potuto aprire tutte le porte e tutti gli armadi, anche in Vaticano; cosa che un’inchiesta della Chiesa USA non può fare. E questa terza mossa, impedire una reazione immediata dei vescovi della Chiesa più colpita, rimandando tutto al meeting delle conferenze episcopali a febbraio, cioè fra ben quattro mesi, può ben essere tacciato di ostruzionismo, e di cercare di diluire sui tempi lunghi risposte e responsabilità. L’impressione è che nella bolla di potere in cui è racchiusa Santa Marta non ci si voglia rendere conto dello stato di sfiducia nei confronti della Chiesa e della perdita di credibilità dei suoi esponenti. Non ingiustificato, ahimè, allo stato dei fatti.

Marco Tosatti


12 novembre 2018 Pubblicato da  18 Commenti --

Oggi è il 79° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.