ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 18 febbraio 2020

"Persone conosciute" o "identificate"..

Il cardinal Ruini contro il multiculturalismo: "Non è valore in sé"

Dalla critica al multiculturalismo alla difesa dei valori non negoziabili, passando per la non necessità di un "partito dei cattolici": il cardinal Camillo Ruini e il senatore Gaetano Quagliariello scendono in campo per la difesa del cattolicesimo conservatore

Il cardinal Camillo Ruini e il "ruinismo" sono riapparsi sulla scena politico-culturale del Belpaese. Dopo l'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, quella in cui l'ex vertice della Cei ha domandato alla Chiesa cattolica di non chiudere le porte al dialogo con la Lega di Matteo Salvini, il porporato italiano è tornato a dire la sua mediante "Un'altra libertà - Contro i nuovi profeti del paradiso in terra".

Il “metodo di re Salomone”..

Chiose e postille di padre Giocondo / 3


Cari amici di Duc in altum, mi ha scritto di nuovo padre Giocondo da Mirabilandia (pseudonimo dietro il quale, lo ricordo, si cela un religioso vero), e questa volta le sue Chiose e postille affrontano il nodo irrisolto dei due papi. Un’analisi che merita attenzione, specie là dove suggerisce, per sciogliere il nodo, di adottare il “metodo di re Salomone”.
A.M.V.

E sono molto differenti tra loro?

"C'è uno scisma nella Chiesa"

Papa Francesco non ha aperto all'abolizione del celibato. Ma la sponda offerta al fronte conservatore non spegne le preoccupazioni dei critici


Aldo Maria Valli, nonostante la mancanza dell'apertura del Papa sull'abolizione del celibato, ne è ancora convinto: la Chiesa cattolica vive uno scisma de facto. Anzi, stando alla visione del vaticanista, di "Chiese" ormai ne esistono due.

La confusione si approfondisce

È magistero o no? Il groviglio del linguaggio sinodale

Che rapporto c'è tra l'esortazione "Querida Amazonia" e il Documento dei padri sinodali? Ci è stato detto che la prima è magistero e il secondo no. Ma la prima chiede di applicare il secondo, quindi di renderlo vincolante. Il credente non può credere in qualcosa se non sa in cosa consista questo qualcosa. Eppure il nuovo quadro inquieta molto perché nell'incertezza fluida si inserisce di tutto.




lunedì 17 febbraio 2020

Un fanatismo, un bigottismo all’incontrario

KANT: "ALLE RADICI DEL MALE"


Kant, maestro d’incredulità e irreligione. Immanuel Kant è il macigno posto di traverso sulla via della fede: per lui l’uomo è "Il dio di se stesso" è l’uomo la misura di tutte le cose o meglio la legge morale che agisce in lui 
di Francesco Lamendola   


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Kant è probabilmente il principale maestro d’incredulità e d’irreligione della cultura moderna; gli altri, Hegel, Feuerbach, Marx, Freud, Heidegger, Sartre, al confronto, sono pesci piccoli. Nessuno ha esercitato un peso maggiore di lui, sul terreno strettamente filosofico, nello spingere la civiltà europea lontano dal Dio dei padri, Gesù Cristo, e lontano anche da un autentico sentimento religioso. La religione, per lui, come più tardi per Hegel, non è che una manifestazione arretrata e irrazionale di un’umanità bisognosa di essere rischiarata dai lumi della ragione: più ancora di Voltaire, è lui ad aver operato una cesura netta, decisa, definitiva, fra l’età della fede e l’età in cui la fede è diventata problematica, per non dire impossibile, a causa della ragione illuminista, strumentale e calcolante, e non per un processo naturale di distacco dal sacro e di secolarizzazione. Kant è il macigno posto di traverso sulla via della fede: a lui, e al prestigio di cui ha goduto in vita, poi dell’influsso che ha esercitato sul pensiero europeo nei due secoli successivi, si deve il fatto che almeno nove uomini di cultura su dieci si vergognano di dichiararsi credenti o di parlare di Dio, dell’anima e della vita eterna, così come i loro antenati hanno fatto per generazioni e generazioni. In compenso, Kant parla molto, anche troppo, della legge morale: per lui, la religione è solo uno strumento per l’attuazione della legge morale, che però, può vivere benissimo anche senza di essa, così come nasce al di fuori di essa, direttamente dalla coscienza dell’uomo. Ma chi la ispira nel cuore dell’uomo? 

"Me lo magno!"

Giovanni Paolo II: ombre e contraddizioni di un pontificato discusso - Matteo D'Amico e Metapolitics




Di recente la Conferenza Episcopale Polacca ha proposto di nominare papa Giovanni Paolo II come co-patrono d'Europa. E' una buona iniziativa?

Una pia illusione?

GIORGIA L’AMERICANA – ambiguità del conservatorismo nazionale – di Luigi Copertino

https://www.imolaoggi.it/wp-content/uploads/2020/02/meloni-contro-UE-470x263.jpg(immagine aggiunta)
                                   
GIORGIA L’AMERICANA

SULLE AMBIGUITA’ CULTURALI E POLITICHE DEL CONSERVATORISMO NAZIONALE
Ero ancora adolescente quando, nella mia giovanile militanza politica, in polemica con il  liberalismo ed il comunismo, imparai a pensare la “patria”, l’“appartenenza”, l’“identità”, nei termini di una comunità nazionale organica e socialmente integrata nella equa redistribuzione della ricchezza tra tutti i ceti. Quella che, in quegli anni, imparai ad amare era la “patria di popolo”, la “patria comunità”. Nulla a che vedere, dunque, con l’aggressivo sciovinismo né con imperialismi di alcun genere. Nulla a che vedere neanche  con un Occidente a guida statunitense, quanto piuttosto con l’Europa intesa quale millenaria tradizione spirituale romano-cristiana. 

Quel granellino di sabbia

La lezione (politica, religiosa e morale) del Coronavirus



(Antonio Socci, Lo Straniero – 16 febbraio 2020) La vicenda del coronavirus ci dà diverse lezioni. La prima dovrebbe impararla il regime comunista cinese. Ad impartirla è stato – secoli fa – il grande Blaise Pascal in un suo pensiero sull’estrema fragilità del potere umano che pur si considera onnipotente.