PESACH/PASQUA
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PESACH/PASQUA – NECESSITA’ DELLA RESURREZIONE DEL CUOREIl nostro termine Pasqua, come è noto, deriva dall’ebraico “Pèsach” che designava la memoria del “passaggio” del popolo israelita dall’Egitto, luogo simbolo di cattività, alla terra promessa.
Nell’interpretazione ebraica dell’evento biblico, in questione, ha sempre prevalso una intonazione a carattere nazionale benché successivamente allargata a favore di una concezione universalistica mediante la modificazione, postbiblica, del messianismo ebraico che, nei secoli della diaspora dopo l’anno 70 d. Cr., iniziò a trasformarsi in un messianismo a carattere “collettivo”. Perduta la speranza nel Messia personale – conseguenza delle ripetute delusioni nei diversi personaggi, che costellano la storia ebraica, propostisi di volta in volta come “messia” e puntualmente falliti con esiti tragici per gli ebrei, da Simon Bar Kokheha (il “figlio della stella”) nel I secolo, a Sabbatai Zevi, nel XVII secolo, fino a Jacob Frank, nel XVIII secolo – il popolo ebreo iniziò a reinterpretare le profezie messianiche della Bibbia applicandole a sé medesimo. In tal modo nell’ebraismo contemporaneo è prevalsa l’idea che quello ebraico sia un popolo messianico, destinato a salvare il mondo con le sue sofferenze, e che le Scritture, laddove annunciano il Messia, non si riferiscono ad una persona singola ma appunto al popolo israelita.