ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 aprile 2021

La “cosa loro”

Caliari: un Triste Pontificato, dove il Capriccio dei Vescovi fa la Legge.

 

Carissimi Stilumcuriali, Gian Pietro Caliari ci offre questa pregnante e mesta riflessione sullo stato delle cose nella Chiesa del nostro Paese, partendo dalla lettura di Geremia, il profeta della sventura babilonese del popolo ebraico. Buona lettura. 

Il processo scismatico è già iniziato

"Qui lo scisma è già iniziato...". Cosa succede alla Chiesa tedesca

I vescovi tedeschi insistono su benedizione alle coppie gay, abolizione del celibato e sacerdozio femminile. E ora si rischia la rottura con Roma

Riforma del celibato sacerdotale, introduzione del sacerdozio femminile, benedizione delle coppie gay.



Sine quo..

Ancora su Roma senza papa e papa senza Roma


Cari amici di Duc in altum, il mio articolo Roma senza papa non smette di suscitare reazioni e commenti. Tra gli ultimi contributi, due lettere da parte di altrettanti lettori del blog. Le propongo qui.

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Se non c’è risurrezione non c’è cristianesimo

Risurrezione, è il fondamento indispensabile della nostra fede

Pubblichiamo alcune pagine tratte dal libro di Vittorio Messori "Dicono che è risorto", (editrice Ares), riedizione rivista del libro uscito per la prima volta nel 2000. Si tratta di una vera e propria «indagine sul sepolcro vuoto di Gesù», come ci indica il sottotitolo, una lettura storica e teologica delle testimonianze dei Vangeli che la liturgia ci presenta in questi giorni.


Alla resa dei conti finale

 SANTA PASQUA 2021

Morte e Resurrezione di Gesù Cristo: oggi come allora

 

“Due passioni, l’odio e la paura vegliano attorno a questo sepolcro. Lo si è chiuso con un enorme masso e munito del sigillo della sinagoga. I soldati vi alternano regolarmente la guardia per impedire ogni visita clandestina. E si crede che queste precauzioni varranno a sperdere per sempre nella tomba colui che ha detto del suo corpo: «Distrug­gete questo tempio, in tre giorni ve lo darò bell’e riedificato.
Oh come gli uomini diventano ridicoli quando vogliono prendersela contro i di­segni di Dio e tentano sbugiardare le sue promesse! Sul mattino del terzo giorno la terra trema, un angelo discende dal cielo, rimuovere la pietra del sepolcro, e la carne del Salvatore, rianimata da una virtù divina, si sprigiona gloriosa e trionfante dalle braccia della morte.”
Gesù nel Rosario - Padre L. Monsabrè O.P.

domenica 4 aprile 2021

Sulle sofferenze riparatrici


“La sensibilità ortodossa guarda con giustificata diffidenza alle apparizioni mariane in ambito cattolico, specialmente quelle degli ultimi due secoli […]. Riguardo al tema delle ‘sofferenze riparatrici’, valga come metro di misura la parola salda di san Pietro di Damasco: “Noi non osiamo chiedere l’intercessione a nome di tutti, ma solo per i nostri peccati”.

"Dio toglie il senno a chi vuol rovinare"

QUANDO DIO TOGLIE IL SENNO

    Quos Deus perdere vult, dementat prius. "Dio toglie il senno a chi vuol rovinare". Di seguito, senza alcun commento, forniamo la traduzione di due documenti ufficiali di organismi pubblici: uno dalla California e uno dalla Spagna                                                                                di Roberto Pecchioli  

 

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Di seguito, senza alcun commento, forniamo la traduzione letterale di due documenti ufficiali di organismi pubblici, uno dell’amministrazione scolastica della California, Usa, e l’altro di un ufficio dipendente dal Governo spagnolo.

 

Un Messia che sconvolge gli schemi mentali dominanti nell’antico Israele

 PESACH/PASQUA 

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/34/Foster_Bible_Pictures_0062-1_The_Angel_of_Death_and_the_First_Passover.jpg/290px-Foster_Bible_Pictures_0062-1_The_Angel_of_Death_and_the_First_Passover.jpg (immagine aggiunta)

PESACH/PASQUA – NECESSITA’ DELLA RESURREZIONE DEL CUORE

Il nostro termine Pasqua, come è noto, deriva dall’ebraico “Pèsach” che designava la memoria del “passaggio” del popolo israelita dall’Egitto, luogo simbolo di cattività, alla terra promessa.

Nell’interpretazione ebraica dell’evento biblico, in questione, ha sempre prevalso una intonazione a carattere nazionale benché successivamente allargata a favore di una concezione universalistica mediante la modificazione, postbiblica, del messianismo ebraico che, nei secoli della diaspora dopo l’anno 70 d. Cr., iniziò a trasformarsi in un messianismo a carattere “collettivo”. Perduta la speranza nel Messia personale – conseguenza delle ripetute delusioni nei diversi personaggi, che costellano la storia ebraica, propostisi di volta in volta come “messia” e puntualmente falliti con esiti tragici per gli ebrei, da Simon Bar Kokheha (il “figlio della stella”) nel I secolo, a Sabbatai Zevi, nel XVII secolo, fino a Jacob Frank, nel XVIII secolo – il popolo ebreo iniziò a reinterpretare le profezie messianiche della Bibbia applicandole a sé medesimo. In tal modo nell’ebraismo contemporaneo è prevalsa l’idea che quello ebraico sia un popolo messianico, destinato a salvare il mondo con le sue sofferenze, e che le Scritture, laddove annunciano il Messia, non si riferiscono ad una persona singola ma appunto al popolo israelita.