ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 29 maggio 2015

Per i poveri o per la povertà?

Chi osteggia la Teologia della Liberazione (di ieri e di oggi)


Cattolici tradizionalisti uniti nel denunciare le “insidiose metamorfosi” della corrente che ha giocato un ruolo significativo nella storia dell’America Latina. Chi c'era, e che cosa si è detto, alla conferenza “Teologia della liberazione: per i poveri o per la povertà?”, promossa dalla Fondazione Lepanto e dall’associazione “Tradizione Famiglia Proprietà”

La calda accoglienza riservata negli ultimi tempi da Papa Francesco ai rappresentanti di spicco della Teologia della Liberazione ha alimentato critiche aspre nei fedeli più legati all’ortodossia cattolica.

Sarà un'avventura?

l'avventura del Poseidon


Un film da vedere perché involontariamente "teologico" sul naufragio della Chiesa sotto il Concilio Vaticano II:

http://radiospada.org/2015/05/il-naufragio-del-poseidon-e-la-crisi-della-chiesa/

Solo chi si “sposta”, chi giocoforza è costretto a spezzare i legami, chi rinunzia alla tranquillità della propria vita, agli agi del “cattolicamente corretto”, solo chi si ribella ad un destino di morte ecclesiale, fatto di sottili ma inesorabili apostasie, ha la certezza di essere “al posto giusto” in questi frangenti tragici per la (rovesciata ma non distrutta) nave di Pietro. E’ una scelta che molti tra noi hanno fatto tanti o pochi anni fa e ha due caratteristiche che la qualificano appieno: è assoluta e irreversibile.

Pastori o marionette?


Il rischio è alto, ma non si può più tacere. Temiamo di più il giudizio di Dio che quello degli uomini. Molti di coloro che in questo momento hanno voce e peso nella Chiesa, in ogni caso, stanno perdendo ogni legittimità. Se questo fosse anche l’ultimo intervento pubblico di chi scrive, non importa: ciò che conta è che qualcuno ascolti e, se possibile, si muova prima che sia troppo tardi – prima cioè che la barca si infranga sugli scogli verso i quali la stanno guidando a tutta velocità.

Osservati Romani, da chi?


Pietro e Francesco censurati in casa


bimbo
Censurati in casa propria. E a farne le spese sono stati il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e papa Francesco in persona.
Cominciamo da Parolin e dalle parole da lui dette a commento del referendum in Irlanda sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, nel pomeriggio di martedì 26 maggio a margine di un incontro promosso dalla Fondazione Centesimus Annus:

L’orazione pre-sinodale

per “liberare la teologia dalla legge naturale”

Le tesi del teologo Eberhard Schockenhoff

Il professor Eberhard Schockenhoff
Roma. La lista dei partecipanti alla riunione a porte chiuse ospitata lunedì scorso dall’Università Gregoriana per discutere dei temi caldi del Sinodo prossimo venturo e di cui abbiamo dato conto su queste pagine mercoledì, è pubblica. Era assente il rettore François-Xavier Dumortier S.I., che al Sinodo fu relatore di uno dei circoli minori più determinati a passare nel tritacarte la relatio post disceptationem.

Il referendum che scuote la vigna

Kasper vuole le unioni civili al Sinodo, il Papa esalta il matrimonio


"Il matrimonio è alleanza d’amore tra uomo e donna", ha detto il Pontefice nella catechesi di ieri
Roma. Il cardinale Walter Kasper, latore concistoriale della proposta per adeguare la pastorale cattolica in fatto di morale sessuale ai tempi d’oggi, garantisce al Corriere della Sera che al Sinodo dell’autunno venturo si parlerà di unioni civili. Tema su cui fino a oggi “si è taciuto troppo”, per cui è giunta l’ora di discuterne come si deve. D’altra parte, aggiunge, “l’ultima volta la questione è rimasta marginale ma ora diventa centrale”.

Chi non vive ciò che insegna non è credibile

Sinodo. La battaglia di Germania

I vescovi tedeschi si battono per aprire la strada a divorzio e omosessualità. Ma sei di loro si sono dissociati. E un giurista critica a fondo in un libro le tesi del cardinale Kasper. "È una crisi di fede", commenta il cardinale africano Sarah
ROMA, 29 maggio 2015 – In coincidenza temporale perfetta, proprio mentre quattro giorni fa in Vaticano il consiglio e la segreteria generale del sinodo dei vescovi preparavano con papa Francesco la prossima sessione dell'assise, nello stesso giorno, nella non lontana Pontificia Università Gregoriana, i presidenti delle conferenze episcopali di Germania, Francia e Svizzera e una cinquantina di vescovi, teologi ed esperti di questi tre paesi, in testa i cardinali Walter Kasper e Reinhard Marx, discutevano a porte chiuse su come far passare in sinodo le loro tesi riformiste sui due punti più controversi: il divorzio e l'omosessualità.

Germania, Francia e Svizzera si affacciano sul fiume Reno. Ma i convenuti alla Gregoriana sanno bene che la vera partita si gioca sulle sponde del Tevere, a Roma. La loro ambizione è di essere anche questa volta, come già nel Concilio Vaticano II, la corrente vincente del rinnovamento della Chiesa universale, il Reno che invade con le sue acque il Tevere.

Che clima !?

Aborto e clima, in Vaticano c'è chi dà i numeri


Gentile monsignor Marcelo Sanchez Sorondo,
leggo con sconcerto l’intervista che lei ha rilasciato al sito americano C-Fam (clicca qui), in cui risponde a critiche e domande piovute sulle Pontificie Accademie di cui lei è cancelliere (Scienze e Scienze sociali) dopo il convegno su cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile di due settimane fa. Critiche e domande, lo ricordiamo, che si concentrano soprattutto sulla presenza come relatori di Jeffrey Sachs e del segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, entrambi ben noti neo-malthusiani per cui è addirittura doveroso tagliare i numeri degli abitanti della terra.

giovedì 28 maggio 2015

Al resto ci penserà la Provvidenza (o l'ira razionalista^) ?

 Chiesa da rottamare

Socci: "Mezzo secolo senza latino e la Chiesa è da rottamare"


Non so quante volte l’ho detto, ma non fa mai male ripeterlo: quella che tu chiami “Madre Chiesa” riferendoti alla gerarchia tutta, salvo rare eccezioni pratica un’altra religione rispetto a quella cattolica. Ha un’altra filosofia, un’altra teologia, un’altra morale, un altro rito e, dunque, un’altra religione e un’altra fede. La “Madre Chiesa” a cui tu ti appelli, quella di sempre, non è morta perché “non praevelabunt”, ma in questo momento è nascosta e solo il Signore sa veramente come e dove sopravviva: il nostro compito non è quello di sezionare un cadavere per andare in cerca di qualcosa che temperi il nostro dolore, ma quello di credere che il Corpo Mistico di Cristo continua a essere vivo e volere con tutto il nostro essere di farne parte. Al resto ci penserà la Provvidenza. 
Alessandro Gnocchi 
Che l’Irlanda, antica roccaforte del cattolicesimo, vari a furor di popolo le nozze gay ("e chi sono io per giudicare"), è un evento storico. Si avverte un cupo rumore di frana, come se una montagna - effetto? - stesse venendo giù. 

Conoscere il male per vincerlo

Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che

si vince con le armi dello Spirito


Oggi la crisi della Chiesa, preannunciata dalla Madonna a Fatima

e da mistici come San Pio da Pietrelcina, si inquadra nel
compromesso ricercato con i nemici di Cristo
Una nuova consapevolezza, la forza della verità, della Preghiera e dei
Sacramenti sono l'unico strumento per vincere la guerra disputata
tra seguaci delle tenebre e seguaci del Dio Unico e Trino,
manifestatosi in Gesù Cristo Nostro Signore

di Sergio Basile e Massimo Mancinelli 
Nuovo Ordine Mondiale - Sinarchia Satanica e Guerra Spirituale
 S.Pio – I sacerdoti che dialogano con i negatori di Dio sono ammattiti 

Roma, San Giovanni Rotondo –  Per comprendere bene la realtà che ci circonda non è possibile far affidamento sui media di regime, tutti asserviti all'unica volontà e causa mondialista, ormai è chiaro! Allora un provvidenziale strumento di orientamento ci viene dall'esperienza di vita e dagli scritti di uomini della storia particolarmente ispirati ed integri. Tra di essi un cenno particolare lo merita San Pio da Pietrelcina, santo testimone in prima persona di straordinarie esperienze mistiche e privilegiato interlocutore del Maestro Celeste e dei suoi angeli. Come trattato già da "Qui Europa" in un recente articolo (vedi qui 25 Aprile e Nuovo Ordine Mondiale: le profezie di Padre Pio e Benedetto XV) particolarmente importanti e profetiche furono le espressioni di San Pio da Pietrelcina che, in un pubblico ammonimento ai suoi figli spirituali (1) nel 1963 diceva: «Causa l’ingiustizia dilagante e l’abuso di potere, siamo giunti al compromesso col materialismo ateo, negatore dei diritti di Dio. Questo è il castigo preannunciato a Fatima… Tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferini del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo!
(1) Pubblicato in “Avvenire” del 19 agosto 1978

Combattere il maligno

Il simbolico e il diabolico: il cammino della libertà nel tempo di Sauron

Roma, 27 mag – Se dicessi che il nostro compito epocale è quello di combattere il maligno perché ci troviamo immersi in una operazione diabolica contro l’uomo e la natura, credo che dopo poco avrei sulla porta di casa o un paio di infermieri per un ricovero coatto o un emissario di padre Amorth per un mirato esorcismo.

Come si fa notte fonda

Il Progressismo

Viviamo nell’epoca delle «parole». Per vincere battaglie civili (e non solo queste) si coniano parole e detti icastici, riassuntivi (slogans). Per abbattere uomini si impiega qualche termine o classifica, che le circostanze suggeriscono atti allo scopo di demolire. Per anestetizzare cittadini e fedeli si coniano parole.
Ciò che stupisce è il fatto per il quale gli uomini, invece di lasciarsi abbattere da autentiche spade, si lascino abbattere da sole parole. Perciò i termini, gli slogans, le classifiche di moda vanno vagliati, capiti, eventualmente smascherati.
Comincio pertanto a pubblicare delle note chiarificatrici. Spero che il nostro clero vorrà leggersele bene, per evitare una sorte ingloriosa.
Cominciamo dal termine più in voga, usato come un fendente o come una protezione per il proprio operato: «progressismo».

Irlanda – la responsabilità di un’apostasia


(di Roberto de Mattei) Nel suo capolavoroL’anima di ogni apostolato, dom Jean-Baptiste Chautard (1858-1935), abate trappista di Sept-Fons, enuncia questa massima: «A sacerdote santo corrisponde un popolo fervente; a sacerdote fervente un popolo pio; a sacerdote pio un popolo onesto; a sacerdote onesto un popolo empio» (L’anima di ogni apostolato, Edizioni Paoline, Roma 1967, p. 64) . Se è vero che c’è sempre un grado di vita spirituale in meno tra il clero e il popolo cattolico, dopo il voto di Dublino dello scorso del 22 maggio, si dovrebbe aggiungere: «A sacerdote empiocorrisponde popolo apostata».
L’Irlanda è infatti il primo paese in cui il riconoscimento legale dell’unione omosessuale è stato introdotto non dall’alto, ma dal basso, per via di referendum popolare; ma l’Irlanda è anche uno dei Paesi di più antica e radicata tradizione cattolica, dove è ancora relativamente forte l’influenza del clero su una parte della popolazione.

Pensano al ni?

“Nozze gay? Una sconfitta per l’umanità”, dice Parolin. Ma s’avanza il fronte novatore su sesso e famiglia

E’ in arrivo il nuovo Instrumentum laboris, attese novità


Il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin
Roma. Il cardinale segretario di stato di Sua Santità, Pietro Parolin, guarda i risultati del referendum irlandese che ha dato il via libera alle nozze tra persone dello stesso sesso, e dice che si tratta “non solo di una sconfitta dei princìpi cristiani, ma d’una sconfitta dell’umanità”. La famiglia, ha aggiunto, “rimane al centro e dobbiamo fare di tutto per difendere, tutelare e prmuovere la famiglia perché ogni futuro dell’umanità e della chiesa anche di fronte a certi avvenimenti che sono successi in questi giorni rimane la famiglia”. Nel frattempo, vescovi, teologi e cardinali di Svizzera, Germania e Francia dibattevano alla Pontificia Università Gregoriana di sesso e famiglia, piatto forte del decisivo Sinodo prossimo venturo convocato dal Pontefice all’alba dell’autunno del 2013.

Perché no!

Perché voto no alle nozze nell’indifferenza di genere

Lascio stare la Costituzione palindroma. Laico, mi appello al significato realistico di natura e cultura

foto LaPresse
Il referendum consultivo sulle nozze omosessuali? Perché no? Basta una leggina di un articolo: “E’ lecito il referendum consultivo su questioni di rilevante interesse etico-sociale. Le procedure di convocazione ed esecuzione sono le stesse del referendum abrogativo. La domanda su cui si vota è definita dai comitati richiedenti e portatori del numero di firme necessarie, salvo diverse disposizioni della Corte di Cassazione”.

Sulla fecondazione artificiale o medicalmente assistita, questione strettamente connessa, il Parlamento italiano discusse per anni, poi al termine di un percorso equivoco ed estenuante credette di aver trovato un punto di equilibrio tra diritti riproduttivi della coppia, e della donna in particolare, e diritti dell’essere umano concepito in embrione, dotato di irripetibili caratteristiche individuali fin dalla prima formazione. E votò, lo sventurato.

mercoledì 27 maggio 2015

Ma i primi a non crederci sono i vescovi !

"Parola di prete esorcista: c'è il demonio dietro l'Isis"

Padre Amorth: "Ho passato al mio successore due chili di oggetti sputati dagli indiavolati. Ma i primi a non crederci sono i vescovi"

Padre Amorth stiamo attraversando un momento di violenze e persecuzioni ai danni dei cristiani da parte dell'Isis: c'è dietro lo zampino del demonio?
«Ah, può starne certo! Dove c'è del male c'è sempre il demonio che suggerisce. Sempre c'è lui, dove c'è il male, qualunque forma di male, grande o piccola, è sempre sotto suggerimento del demonio».

Eutanasia spirituale



IL VATICANO DEI CARINI - DOPO SUOR CRISTINA UN ALTRO RELIGIOSO “BUCA” IL VIDEO: È DON DAVIDE BANZATO, IL SEXY PRETE OSPITE DI “MIRACOLI” - ENTRATO IN SEMINARIO A 14 ANNI HA POI MOLLATO, HA FATTO VITA DA VITELLONE E POI S’È REDENTO

Nel 2005 diventa diacono. Nel 2006 sacerdote. E se gli domandi come mai un ragazzo bello come lui faccia il prete, lui risponde: “Non ho scelto io, sono stato scelto” - Lavora nella comunità “Nuovi Orizzonti” fondata da Chiara Amirante, in provincia di Frosinone, dove si prende cura di chi ha avuto esperienze difficili…

Alessandra Menzani per http://tremenza.it/

DON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATO
È bello, giovane e buca lo schermo. Caratteristiche che non ti aspetti da un prete, ma Don Davide è un tipo speciale. Da qualche settimana è diventato un volto popolare dato che è l’ospite fisso di La strada dei miracoli, il programma giornalistico-religioso condotto da Safiria Leccese su Rete 4 il martedì sera. Una trasmissione che sta avendo buon seguito tanto che i personaggi che la popolano sono diventati cult. Il potere della televisione…

Addirittura c’è chi lo chiama «sex symbol», con quello sguardo ispirato e la barba che è tanto di moda: né troppo lunga né troppo corta. Don Davide Banzato, 34 anni, padovano, è empatico a prima vista, un bravo comunicatore. Lavora nella comunità «Nuovi Orizzonti» fondata da Chiara Amirante, in provincia di Frosinone, dove si prende cura di chi ha avuto esperienze difficili e vive con 120 ragazzi accolti dalle strade e dalle carceri.
DON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATO

Moderno e alla mano, è attivo sui social: sia su Facebook che su Twitter. Qui ha una nutrita schiera di apostoli (oltre seimila) e scrive: «Anche su Twitter cerco di seguire Gesù». Don Davide frequenta la tv ma forse non tutti conoscono la sua storia, un percorso che rende ancora più umano questo sacerdote che anni fa aveva giurato: «Tutto ma mai prete».

Entra in seminario a 14 anni, ma «alla fine della prima superiore arrivo a non sopportare più quella vita e ne uscii. Inizio un periodo d’inferno. Esco urlando a Dio: adesso voglio vedere se esisti. Faccio tutto il contrario di quello che mi hai insegnato. Se ci sei, sentirò la tua mancanza». Una sfida, dunque. Una lotta interiore. Per un anno il religioso ha vissuto nella sofferenza. «Ho sperimentato il vuoto, le tenebre dell’anima e credevo non ci fosse più speranza né via d’uscita.
DON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATO

Don Davide è stato innamorato. Ha avuto due donne importanti: «Il primo fidanzamento, dai 17 ai 19 anni, è coinciso con la mia conversione. Pensavo di sposarmi, ma ho avuto la vocazione, che ho tentato di rifiutare». Ma il destino è qualcosa a cui non ti puoi opporre, o almeno non per sempre. «Alla fine ha vinto il nuovo Dio», racconta Banzato. «Ci ho messo sei anni per predere i voti, rifiutavo quell’idea, pensavo che sarei stato infelice». E adesso è felice? «Sì».

DON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATO
Nel 2005 diventa diacono. Nel 2006 sacerdote. E se gli domandi come mai un ragazzo bello come lui faccia il prete, lui risponde: «Non ho scelto io, sono stato scelto».
La tv crea personaggi. Regala fama e popolarità. Non sono concetti che fanno a pugni con la sobrietà della religione? «Non mi fermano per strada», spiega, «e se lo fanno non è per un autografo ma per una preghiera o un consiglio. Lavoro in comunità per il 99% del mio tempo, la questione della fama è qualcosa che non mi tocca».

Non gli piace, come è ovvio che sia, la definizione di sex symbol. «La bellezza esteriore prima o poi sparisce, non è importante». Don Davide lavora anche a Radio Maria e su Raidue a Sulla Via di Damasco. Ma guarda poca tv. «Per dieci anni, fino al 2010, non ho avuto il televisore. Oggi in comunità vediamo solo i tg, approfondimenti…e qualche partita di calcio. Però Suor Cristina a The Voice l’ho seguita, per ovvie ragioni».
Il suo motto è «per aspera ad astra», «attraverso le difficoltà verso le stelle, alle grandi vette si arriva solo attraverso i dolori, le prove nella vita capitano a tutti. Nessuno escluso». Altro suo motto: «E gioia sia».
DON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATODON DAVIDE BANZATO


Chiesa? non pervenuta!


Irlanda: i cattolici hanno votato “si”?

I media occidentali parlano di cattolici. Sveliamo chi sono i fedeli che hanno aperto le porte al progresso e ai nuovi diritti e nuove libertà.

Irish honoris causa


«Anche molti fedeli vogliono le unioni civili. È tempo che la 

Chiesa accetti questa sfida». Intervista a Walter Kasper
  Corriere della Sera 
(Gian Guido Vecchi) «Uno Stato democratico deve rispettare la volontà popolare, mi pare chiaro, se la maggioranza del popolo vuole queste unioni civili è un dovere dello Stato riconoscere tali diritti. Ma non possiamo  dimenticare che anche una legislazione simile, pur distinguendo fra il matrimonio e le unioni  omosessuali, arriva a riconoscere a tali unioni più o meno gli stessi diritti delle famiglie formate da  uomo e donna. Questo ha un impatto enorme sulla coscienza morale della gente. Crea una certa normatività. E per la Chiesa diventa ancora più difficile spiegare la differenza». 

Siamo già al Bergoglio sì, Chiesa no!?

Matrimoni gay, dietro l’attacco di Parolin una Chiesa divisa. Nonostante Bergoglio

Durante il dibattito a porte chiuse con i vescovi italiani, il Papa, attaccato sulle sue aperture in favore dei divorziati risposati e dei gay, ha rassicurato dicendo che su questi temi lascerà al Sinodo dei vescovi ogni tipo di decisione. E da Santa Marta qualcuno contrattacca così il Segretario di Stato: "I matrimoni omosessuali più dannosi della pedofilia?"

Perché si e perché no..

Vogliamo il referendum sulle nozze gay

Smettere di vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è solo sensato, è una battaglia di destra, scrive il direttore. Ma io voto no alle nozze nell’indifferenza di genere, replica l'Elefantino


foto LaPresse
Più che il perché sì, quel che conta davvero qui, se ci pensate bene, è più che altro il perché no. Già, perché no?

Ite, missa est!

Santa Messa. Banalizzazione, marketing e questionari al confine con la blasfemia

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Da una parrocchia veneta, e lasciamo perdere altre precisazioni geografiche, ci arriva un questionario, il nuovo formidabile strumento che la Chiesa ha scoperto, sulla scia delle indagini di mercato, per capire come adeguare un prodotto ai volubili gusti del pubblico e poter quindi sperare in un incremento delle vendite. Però non si parla di un detersivo o di una bibita: il questionario è sulla Santa Messa…
Ogni commento è inutile di fronte a questa vergognosa banalizzazione quasi blasfema, che non trova certo giovamento nella citazione bergogliana, da leggere per avere conferma della bontà del detto popolare “il silenzio è d’oro”…

martedì 26 maggio 2015

Dalla Chiesa dell’aut-aut alla Chiesa dell’et-et




In questi anni tristi e convulsi anni che hanno seguíto il Vaticano II, ha finito col prevalere in ambito cattolico una concezione della religione di Dio che prospetta la possibilità che la scelta dell’uomo non sia più fra l’elevazione a Dio e l’immersione nel mondo (aut-aut).
Cattolici anche preparati hanno suggerito che sarebbe possibile e legittimo che l’uomo conduca la sua vita religiosa ponendo pari attenzione sia all’elevazione a Dio sia alla realtà degenerata del mondo: È la teoria dell’“et-et”, che potrà contenere tantissimi distinguo e precisazioni di ordine teologico e “sociologico”, ma che nella cruda realtà nella quale viviamo configura una concezione che finisce con l’ammettere come possibile e necessaria una sorta di mediazione fra Dio e il mondo, fra Cristo e Beliar.

Non vuole e non può farlo

Dopo il referendum in Irlanda. La “Madre Chiesa” a cui ci si appella, quella di sempre, non è morta perché “non praevalebunt”, ma in questo momento è nascosta e solo il Signore sa veramente come e dove sopravviva: il nostro compito non è quello di sezionare un cadavere per andare in cerca di qualcosa che temperi il nostro dolore, ma quello di credere che il Corpo Mistico di Cristo continua a essere vivo e volere .

Martedì 26 maggio 2015 è pervenuta in Redazione:
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Caro Alessandro,
dunque,  nozze gay anche in Irlanda, nella cattolica Irlanda. Che dire? Ci si sente come accasciati, ormai resi all’impotenza. Sosteniamo in pochi, pochissimi, un pensiero sorpassato e impresentabile. E la mente è sempre lì che ritorna: perché la Madre Chiesa non ci difende e non alza forte la sua voce per dire in semplicità che no, il mondo non può correre così verso il precipizio e verso la rovina? Questa corsa irrefrenabile  mi fa ricordare quell’episodio del Vangelo quando i demoni, scacciati da Gesù,  entrano nel branco di porci e precipitosamente cadono nell’abisso.  E noi, con la nostra “intolleranza”, “arretratezza”, “chiusura mentale”,  così disarmati come siamo, oltre alla preghiera, come attrezzarci in questa battaglia?
Antonina

Obbligati a negare

Luzzatto e Prosperi non si arrendono: «la Sindone è un falso, capito? Un falso!»


Lo ripetiamo spesso: gli unici liberi pensatori sono coloro che non sono affatto obbligati a credere ai miracoli, perché la loro fede non si basa su alcun prodigio, su alcuna apparizione, su alcuna guarigione miracolosa. Al contrario, chi non crede in Dio è obbligato a negare a prescindere ogni miracolo, non può concedere nulla ma ha bisogno di smentire sempre tutto altrimenti sarebbe costretto a cambiamenti esistenziali troppo sconvolgenti da accettare.
Per chi desidera un esempio concreto potrebbe leggere il divertente articolo contro la Sindone di Sergio Luzzatto, laicissimo docente di Storia moderna a Torino. E’ talmente alto il fastidio verso il sacro telo che non c’è spazio per alcuna prudenza: «è un falso», si legge già alla prima riga.

Francis' newspaper

Cosa manca a Vito Mancuso per essere un teologo cattolico?

Se ponessimo la domanda: “Che cosa manca a Vito Mancuso per essere un teologo cattolico”, molti risponderebbero ricordando il rifiuto dei principali teologi –come abbiamo mostrato– a considerarlo tale (compresi i suoi formatori). Altri ricorderebbero il suo credo gnostico e panteista: proprio recentemente ha sostenuto che «occorre approdare alla convinzione che la Terra sia un unico organismo vivente chiamato Gaia».