ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 23 gennaio 2017

Paglia che brucia

Effetto Paglia: alla Pontificia Accademia per la Vita si cancellano le tracce di san Giovanni Paolo IIEra già tutto organizzato nei minimi dettagli, ma il seminario internazionale del 2 marzo per i trenta anni della Donum Vitae, è stato prima rinviato, e ora annullato. È solo l’ultimo episodio che racconta dello smantellamento della Pontificia Accademia per la Vita come papa Giovanni Paolo II l'aveva voluta nel 1994 per rispondere all’attacco del mondo contro la vita e la dignità umana. Sono bastati pochi mesi al nuovo presidente monsignor Vincenzo Paglia per imporre una svolta che snatura l’Accademia.

Pure io fui eletto..

Papa Francesco: "Trump? Pure Hitler fu eletto..."

Papa Francesco a El Pais: "Nei momenti di crisi si cerca un salvatore. Pure Hitler fu eletto". Salvini: "Credo che Bergoglio sia stato frainteso..."
Sospende il giudizio - per ora - Papa Francesco su Donald Trump.


Ma con un accostamento ben più pesante che se un giudizio lo avesse espresso.
"Si vedrà. Vedremo ciò che fa e allora valuteremo", dice infatti il Pontefice al giornalista di El Pais che gli chiede un commento sull'elezione del tycoon a presidente degli Stati Uniti, "Nei momenti di crisi si perde la lucidità di ragionamento e questo è stato sempre per me un riferimento da tenere a mente. Cerchiamo un salvatore che ci ridia una identità e la difendiamo con ogni mezzo, muri o qualsiasi mezzo dagli altri popoli, per timore che inquinino la nostra identità e la danneggino. E questo è grave".

Da semplice fedele

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYqIHV8Uev6fFGjFnJHh0WDjUvmZpRAqrXx8iqN8Hmapw1I8Is9fJ_ozvFr_O2X3Kr84nXIbTu8jIYkJ_F5ojWwhLYniCOTkKeegYqUKKrcxt0o65-K-PrJk_HnT4qIjNj7GZw8D9N4QK3/s1600/bergo-01.jpg

IL FEDELE HA IL DIRITTO DI SAPERE: Sì O NO? 

di Stefano Maria Chiari
Preti maltesi sono stati minacciati dai loro vescovi di sospensione a divinis se non danno la Comunione ai divorziati. Un prete colombiano  è stato di fatto sospeso a divinis per lo stesso motivo.
Ora,  è chiaro che ciò nasce dalla Amoris Laetitia – interpretata come un sì incondizionato alle Comunioni di divorziati conviventi. Ma la lettura del testo non autorizza affatto questi atteggiamenti punitivi, persecutori, da parte dei vescovi “aperti”. Anzi, mantiene volutamente una notevole ambiguità.
“Non tutte  le discussioni dottrinali, morali o pastorali  devono essere risolte con un intervento del magistero”   E’ un continuo invito a , agli stessi sacerdoti, a distinguere caso per caso-. “un nuovo incoraggiamento ad  un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari”;  “il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre  alla formazione  di un giudizio corretto su ciò che ostacola la  possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possano favorirla”.
Ora, mi sembra evidente che un sacerdote, fatto tutto “il discernimento”  necessario, giunga alla convinzione di non dovere, in coscienza, dare l’Eucarestie a  due divorziati che vivono more uxorio;  allora cosa c’entra l’intervento autoritario  del vescovo, anzi prevaricatore della coscienza del suo sacerdote?
Qui si vede  benissimo come è necessario che il Papa risponda   ai “dubia” dei quattro cardinali. Non crei queste lacerazioni. Se vuole la Comunione ai divorziati, lo dica chiaro.

domenica 22 gennaio 2017

Dubia non habemus




(Luis Badilla - ©copyrightEcco alcuni passaggi dell'intervista di Papa Francesco alla testata spagnola "El País": 
La strada
Continuo ad essere un (uomo) di strada. Non appena posso esco, per strada, a salutare la gente, nelle udienze, e poi viaggio ... La mia personalità non è cambiata. Non dico che sia una cosa che mi sono proposto. Mi è venuto in modo spontaneo.. No, qui non si deve cambiare. Cambiare è artificiale. Cambiare a 76 anni era cosmetico. Certo, non sempre posso fare tutto ciò che desidero, ma l'anima di strada c'è, e voi lo vedete. 

Spade e foderi

Chi di spada ferisce. Don Angelo Citati FSSPX risponde ad Alessandro Gnocchi

Riprendiamo e pubblichiamo volentieri la risposta apparsa nel sito ufficiale del distretto italiano della FSSPX (vedi qui) a un articolo recentemente apparso su Risposta Cristiana (vedi qui e in seguito qui) in cui Alessandro Gnocchi adotta le pericolose categorie della "neochiesa" nell'affrontare alcuni problemi fondamentali del momento presente. Con l'augurio che questo scritto possa frenare l'errore dilagante tra molti cattolici tradizionalisti.

«Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada» 

Rispondendo, in un articolo apparso sul sito «Riscossa Cristiana», ad una sua lettrice che gli domanda cosa pensi di alcune questioni di attualità, tra cui la recente intervista in cui mons. Athanasius Schneider auspica una soluzione canonica per la Fraternità San Pio X, e riprendendo un suo intervento analogo sul medesimo sito del 12 maggio 2016, il 16 gennaio scorso Alessandro Gnocchi, noto giornalista e apologeta cattolico, esprime delle considerazioni dal tono fortemente critico nei confronti della Fraternità. Benché non venga da lui sollecitata una risposta da parte nostra, essendo stati chiamati in causa e con toni decisamente severi, ci sembra utile fornire il nostro punto di vista sui problemi sollevati.


Non sai che casino ci combinano

Brasile, Africa, Germania... Geografia di una Chiesa a pezzi    
     
Norcia
Per papa Francesco il 2017 è cominciato amaro. La sua popolarità continua ad essere alta, ma senza che vi corrisponda una pari vivacità della pratica religiosa. In America latina si registrano addirittura dei crolli.
Clamoroso il caso del Brasile, dove quelli che dichiarano di appartenere alla Chiesa cattolica sono precipitati negli ultimi due anni dal 60 al 50 per cento della popolazione, stando a un recentissimo, capillare sondaggio di Datafolha.

Horribile dictu?

UN EPISCOPATO CHE RESISTE

    Giacomo Biffi e Carlo Caffarra, un episcopato che resiste fieramente alla neochiesa modernista. Bisogna avere il coraggio di dire, almeno adesso, che l’arcivescovo Biffi aveva ragione, che aveva colto nel segno 
di Francesco Lamendola






Qualcuno ricorda ancora che nel 2000, diciassette anni fa, l’arcivescovo di Bologna, monsignor Giacomo Biffi, fine teologo oltre che pastore di anime, prese pubblicamente posizione  contro l’accoglienza indiscriminata di immigrati stranieri, quasi tutti di religione islamica, sostenendo che l’Italia e l’Europa avevano il diritto di vagliarli e di accettare quelli suscettibili d’integrazione, e, dunque, di dare la precedenza a quelli di religione cristiana e cattolica, ad esempio i filippini o i latino-americani, a preferenza degli islamici, i quali sono ben decisi a non integrarsi?
Il 30 settembre del 2000 egli disse testualmente che i governi dei Paesi europei avrebbe dovuto privilegiare l'ingresso degli immigrati cattolici mentre quelli musulmani nella stragrande maggioranza vengono da noi risoluti a restare estranei alla nostra umanità, individuale e associata. Difficile immaginare un discorso più politicamente scorretto, più impopolare, più controcorrente. Per dare un’idea dell’aria che tirava, già allora (e le cose, in questi ultimi anni, non hanno fatto che peggiorare ulteriormente, con il concretizzarsi della minaccia del terrorismo islamico fin nel cuore delle nostre città e delle nostre chiese), c’era chi, fra gli islamici, chiedeva la distruzione o la “copertura” dell’affresco medievale della cattedrale bolognese di San Petronio, nel quale, secondo l’immagine presente nella Divina Commedia, Maometto è raffigurato all’inferno, nudo e tormentato dai diavoli.

Guai a questa grande città!

PASSARE OLTRE E CHIESA DI SATANA

    Dove non si può più amare bisogna passare oltre: da Nietzsche a Cristo la filosofia del passare oltre riguarda anche il Cristianesimo fa parte dell'insegnamento di Gesù e a torto è stata messa fra parentesi da molti cristiani 
di Francesco Lamendola  



In Così parlò Zarathustra (Terza Parte, Del Passare oltre; traduzione di Giuseppina Quattrocchi), Nietzsche fa dire dal suo eroe, al pazzo furioso che gli si era parato davanti, all’ingresso della grande città:

Anche questa grande città mi fa schifo, non solo questo folle. Qui e là non c’è nulla da migliorare, nulla da peggiorare.
Guai a questa grande città! E vorrei vedere già la colonna di fuoco in cui sarà incendiata!
Simili colonne di fuoco devono precedere il grande mezzogiorno.  Ma questo ha il suo tempo e il suo destino.
Tuttavia per commiato ti do questo insegnamento, o folle: dove on si può più amare, bisogna PASSARE oltre!
Così parlò Zarathustra e passò oltre la grande città e il folle.

Dunque: là dove non si più amare, bisogna saper “passare” oltre. Quest'aurea massima dello Zaratahustra ci mostra un aspetto abbastanza caratteristico del pensiero di Nietzsche, derivante dal suo aristocraticismo e dal suo rifiuto dei compromessi, delle mezze misure, del voler accomodare a ogni costo le situazioni di tensione e di conflitto: quel modo sprezzante di porsi davanti a ciò che ostacola il cammino (del superuomo), quel rifiutarsi di perdere tempo con chi non capisce, non vuol capire, ed elabora inganni e perfide astuzie per difendere ferocemente la propria pochezza, la propria meschinità, il proprio "sacrosanto" diritto a ruminare l'erba come le mucche, inconsapevoli e indifferenti a ogni slancio eroico.