ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 2 aprile 2017

Pare che Gesù fosse cattolico..!?


SINDONE E SUDARIO DI OVIEDO AVVOLSERO LA STESSA PERSONA. STUDIO DELL’UCAM CONFERMA IL VANGELO DI GIOVANNI.


Un nuovo studio, compiuto in Spagna dall’Università Cattolica di Murcia (UCAM) ha confermato che la Sindone di Torino e il Santo Sudario, conservato a Oviedo hanno avvolto la stessa persona. Non solo: gli esami scientifici hanno rivelato che questa persona “soffrì una ferita” di tipo penetrante nel suo costato dopo che era già spirata. La concordanza con quanto raccontano i Vangeli, e in particolare quello attribuito a San Giovanni, che si pensa fosse presente nelle ultime ore di Cristo sul Golgota balza subito agli occhi.

Presunte guarigioni miracolose

In cerca di guarigioni miracolose

§ 1. Miracolismo antiscientifico
Marco CorvagliaI sostenitori di Medjugorje vanno talvolta alla ricerca di casi di presunte guarigioni miracolose legate al fenomeno medjugorjano, da presentare nei vari meeting di fedeli o in trasmissioni televisive, in genere acritiche.
Gli studiosi più qualificati, invece, non ricorrono al sensazionalismo e sanno che le eventuali guarigioni, di per sé stesse, non possono provare nulla.
Claude Kenesi, professore presso la facoltà di Medicina, a Parigi, e membro del Comitato Medico Internazionale di Lourdes (CMIL), tratta con prudenza e onestà questo problema. Vediamo perché. 
Egli afferma:
Ogni anno, Lourdes accoglie circa cinque milioni di pellegrini, settantamila dei quali sono malati.
[Claude Kenesi, Les guérisons de Lourdes peuvent-elles être expliquées médicalement ? in AA.VV., Les guérisons inexpliquées sont-elles miraculeuses ?, Les Éditions de l'Atelier, 2009, p. 99]
Se un malato ritiene di essere guarito a Lourdes, presenta una dichiarazione all'Ufficio delle Constatazioni Mediche, che esamina preliminarmente il caso. 
Successivamente, la documentazione passa al Comitato Medico Internazionale di Lourdes, formato da circa venti membri, nominati dal vescovo di Tarbes e Lourdes:
Il Comitato sceglie al suo interno un relatore, specialista nella malattia considerata, incaricato di procedere allo studio del dossier. [...] Una volta terminata l'investigazione, invierà il proprio rapporto a tutti i membri del Comitato. Il CMIL si pronuncerà sulla base di esso.
[Yves Chiron, Inchiesta sui miracoli di Lourdes, Lindau, 2006, p. 88]
Per affermare, sulla base delle nostre conoscenze attuali, il carattere eccezionale della guarigione è necessario un voto a scrutinio segreto (con una maggioranza dei due terzi).
[C. Kenesi, Les guérisons de Lourdes peuvent-elles être expliquées médicalement ? in AA.VV., op. cit., pp. 103-104]
Ovviamente, nessuna guarigione di Medjugorje è mai stata analizzata secondo questo protocollo.

La terza opera di misericordia spirituale

AMMONIRE I PECCATORI

    Ammonire i peccatori: dov’è finita la terza opera di misericordia spirituale? Il danno che ha prodotto, e continua a produrre, la nuovissima teologia morale del Chi sono io per giudicarlo?, è gravissimo, incalcolabile 
di Francesco Lamendola  





La chiesa un po’ troppo ecumenista dei nostri tempi, con il papa che vola a Lund per celebrare la “messa” coi luterani e poi, separatamente e quasi di malavoglia, dice la vera Messa anche per i cattolici della Scandinavia, su loro insistente richiesta, perché di essi s’era dimenticato, e son venuti a rompergli le uova nel paniere; la chiesa di monsignor Paglia, che celebra le lodi di Pannella e le innalza  fino al cielo, e intanto lascia un “buco” da 20 milioni di euro – altre fonti parlano di 35 - nel bilancio della diocesi di Terni (che poi dovremo un po’ tutti ripianare), magari anche per pagare l’orrido affresco, in duomo, del pittore sodomita Ricardo Cinalli, che dei sodomiti fa l’apoteosi “cristiana”, sempre su commissione dell’ottimo vescovo; la chiesa di teologi come Andrea Grillo, che, nella smania di accreditare le discutibili indicazioni della Amoris laetitia, denigra e offende un vescovo mite e timorato di Dio, come Carlo Caffarra, reo di “ribellione” contro il papa Francesco: ebbene, abbiamo definito tante volte questa chiesa come una “neochiesa” o una “contro-chiesa”, ed è ora che cominciamo a spiegare perché.
Una contro-chiesa è una falsa chiesa che attua un’azione speculare ed opposta a quella della vera Chiesa, la Chiesa cattolica fondata da Gesù Cristo (anche se, dice papa Francesco, Dio non è cattolico; e anche se, dice il generale dei gesuiti, Sosa Abascal, noi non sappiamo cosa realmente Gesù abbia detto, e perciò, a rigore, tutto quel che la Chiesa ha insegnato fino ad oggi andrebbe rimesso in discussione, a cominciare dai Vangeli).

Mission accomplished?


L'uomo che doveva essere eletto papa


Francesco
Missione compiuta. Dopo quattro anni di pontificato, è questo il bilancio che ne traggono i cardinali che hanno portato Jorge Mario Bergoglio a essere eletto papa.
L'operazione che ha prodotto il fenomeno Francesco nasce da molto lontano, addirittura dal 2002, quando per primo "L'Espresso" scoprì e scrisse che l'allora semisconosciuto arcivescovo di Buenos Aires era balzato in testa tra i candidati al papato, quelli veri, non di facciata.
Ha saggiato il terreno nel conclave del 2005, quando proprio su Bergoglio furono fatti confluire i voti di tutti coloro che non volevano Joseph Ratzinger papa.
Ed è andata in porto nel conclave del 2013, in buona misura perché di quel cardinale argentino tanti suoi elettori ancora sapevano troppo poco e non certo che avrebbe assestato alla Chiesa quel "salutare colpo allo stomaco" di cui ha detto pochi giorni fa il suo antagonista sconfitto in Cappella Sistina, l'arcivescovo di Milano Angelo Scola.
Tra Bergoglio e i suoi grandi elettori non c'era e non c'è consonanza piena. Lui è papa di annunci più che di realizzazioni, di allusioni più che di definizioni.

Naturalismo “cattolico”

AL NATURALISMO NON SERVONO LE CHIESE


Che crisi del Cattolicesimo! Che desolazione ci circonda! Un deserto sconfinato, pieno di ruderi, tra i quali si aggirano anime spaventate in cerca di una guida.

  Apparentemente tutto sembra al suo posto... ancora segni della storia cristiana, monumenti che ti parlano del popolo di Gesù Cristo; ancora immagini di santi... ancora croci e altari... ancora chiese, ma senza la vita dentro.
  Sì, è proprio questa l'impressione violenta: senza la vita dentro.

  Intanto perché la maggioranza delle chiese resta chiusa: ti aggiri nei paesi con al centro, perennemente, la casa di Dio inaccessibile, non si sa per quale prudenza! Fatte per l'incontro degli uomini con Dio, edificate per il culto e per l'adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo presente nel Santissimo Sacramento dell'Eucarestia, le chiese restano chiuse. Una parte di esse si apre solo per una veloce messa, il tempo per esplicare il rito scheletrico rinnovato, poi la porta viene di nuovo sprangata, in attesa della prossima volta; e questo solo per i villaggi che hanno, non si sa per quanto tempo ancora, la visita del prete.

Sotto-stimano la grave crisi che attraversa la Chiesa

«Scismi, sacrilegi e poca fede scuotono la messa» Sarah rimette al centro la questione liturgica

In occasione dei dieci anni del Motu Proprio che sdoganava la messa in latino e riprendendo Benedetto XVI, il prefetto del Culto Divino ribadisce che «la crisi della Chiesa è una crisi liturgica: non possiamo chiudere gli occhi sul disastro, la devastazione e lo scisma che i promotori moderni di una liturgia viva hanno provocato rimodellando la liturgia della Chiesa secondo le loro idee». E punta il dito su molti sacerdoti e teologi «ammalati di novità» e su chi vuole cambiare il Messale con traduzioni che rigettano il linguaggio sacro di Dio. «Ma distruggendo la liturgia, si autodistrugge la Chiesa».

Coagulátum est sicut lac cor eórum (Ps 118)

Don Minutella risponde al decreto del suo vescovo e denuncia il complotto della falsa chiesa, …



34:36

In risposta al decreto del vescovo Lorefice contro don Minutella

Ecco la lettera di Lorefice a Don Minutella


Tu quale “felicità” cerchi di nascosto?


Elemosina sì, elemosina no.

    «Molti si domandano se è giusto fare l’elemosina alle persone che chiedono aiuto per strada; lei cosa risponde?».
Era il 28 febbraio 2017 quando il mensile di strada «Scarp de’ tenis» poneva questa domanda a papa Francesco. Il quale rispondeva così: «Ci sono tanti argomenti per giustificare se stessi quando non si fa l’elemosina. ”Ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino?”. Un bicchiere di vino è l’unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto: che cosa fai tu di nascosto? Tu quale “felicità” cerchi di nascosto? Un aiuto è sempre giusto. Certo non è una buona cosa lanciare al povero solo degli spiccioli. È importante il gesto, aiutare chi chiede guardandolo negli occhi e toccando le mani. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano».
L’argomento è spinoso. Per chi, come il sottoscritto,  lavora in una zona ad altissima densità di questuanti, è davvero difficile mettere in pratica ciò che dice Francesco. Tenuto conto che in una giornata, nei pressi del Vaticano, puoi essere avvicinato anche da una dozzina di persone che chiedono la carità, risulta chiaro che un comune padre di famiglia non può donare qualcosa a tutti.