ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 febbraio 2018

Ogni volta una festa


La neochiesa conciliare getta la maschera


Questa la notiziatratta da La Stampa del 3 febbraio 2018




Lezioni di fedeltà per i fidanzati gay. La diocesi: ritiro spirituale in convento
Torino, l’iniziativa del delegato dell’arcivescovo: “Meritate un amore esclusivo”

Maria Teresa Martinengo, Fabrizio Assandri

La diocesi di Torino dà lezione di fedeltà alle coppie gay. O, meglio, «la propone, perché non vogliamo erigerci troppo a maestri, ma vogliamo dire che anche i gay meritano la fedeltà». Don Gianluca Carrega, responsabile della «pastorale degli omosessuali», racconta di un personale sorpasso negli inviti ricevuti dai suoi amici: l’anno scorso ha partecipato a un solo matrimonio che potremmo definire «tradizionale», di una coppia etero, e a ben tre unioni civili gay.

«È stato bello, ogni volta una festa: quella legge ha portato molti frutti, io li ho visti e li riconosco», racconta il sacerdote che ha ricevuto l’investitura ufficiale dall’arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia.  

domenica 4 febbraio 2018

Dove ci sono i figli, là c’è il Cuore della Mamma

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Benvenuti a Fatima, in questo luogo prediletto dalla Madonna per concedere grazie straordinarie alla nostra vita.
È vero che Dio sta dappertutto, è vero che la Madonna non sta dappertutto, perché non è come Dio, ma vede dappertutto, è virtualmente presente dappertutto, perché dove ci sono i figli, là c’è il Cuore della Mamma; dove c’è la Grazia, c’è la Mediatrice di tutte le grazie; dove c’è l’economia della salvezza, là c’è la Tesoriera di questa economia.
La Madonna ha scelto questo luogo per dare un messaggio al mondo e per attirare il mondo in questo luogo, affinchè l’esempio dei Santi Pastorelli, le parole della Madonna, i grandi miracoli, le grandi manifestazioni di fede del popolo cristiano, che qui avvengono nonostante una certa omertà da parte dei Pastori, tutto questo contribuisce a rendere questo luogo ricco di grazie speciali per la nostra vita, per portare un grande dono a casa, quando ritorneremo, il dono di un amore di Dio più fervente e più stabile, più totalizzante, simile all’amore dell’Immacolata.
Qui la Madonna ha confermato, ancora una volta, il suo singolare privilegio, definito come Dogma nel 1854, confermato quattro anni dopo a Lourdes, nel 1858. E qui siamo alla “seconda pagina”, come dice San Massimiliano, “la seconda pagina”, che consiste non solo nel credere nell’Immacolata, ma anche nel mettere in pratica.
Ecco il Vangelo di oggi: “Chi mette in pratica queste parole è come un uomo saggio, che costruisce sulla roccia”.
Inutile dire: “Credo nell’Immacolata”, se poi noi viviamo macchiati, costantemente macchiati dal peccato.
Inutile fare i Dogmi, se poi non c’è la spiritualità del Dogma.
Inutile dire: “Credo nella Madonna”, se poi tu sei la spina nel Cuore della Madonna.

La rovinosa parabola discendente

SAPER LEGGERE LA BIBBIA



Una verità evidente: la Bibbia va letta con fede non solo con la ragione. E per il semplicissimo motivo che il suo contenuto è una Rivelazione di ordine soprannaturale: è la Parola di Dio, ben diversa da ogni altra parola umana 
di Francesco Lamendola  

  

La Bibbia è un libro che si deve leggere con fede, non solamente alla luce della ragione naturale, per il semplicissimo motivo che il suo contenuto è una Rivelazione di ordine soprannaturale: è la Parola di Dio, ben diversa da ogni altra parola umana, per quanto ispirata e sublime essa ci possa apparire.
Ecco: abbiamo detto una verità evidente, quasi banale; una di quelle verità che un tempo - non così lontano che non ce ne ricordiamo perfettamente, noi che, in senso anagrafico, non possiamo ancora considerarci “vecchi” – venivano insegnate a ogni bambino che frequentava il catechismo, in vista della Prima Comunione. Dunque: fino ai primi anni ’60, qualsiasi bambino di una famiglia cattolica, cioè quasi qualsiasi bambino italiano, sapeva perfettamente come si deve leggere la Bibbia: non solo con la testa, ma anche con tutta l’anima, e, sopratutto, chiedendo la luce divina per comprenderne il significato. Qualunque bambino di sette, otto anni, pertanto, sapeva perfettamente come non si deve leggere la Bibbia e come non si arriva a comprenderne il senso: vale a dire, se ci si pone di fronte ad essa con un atteggiamento di superbia intellettuale. Prendiamone buona nota, e andiamo avanti.

Vi è anche del sadico in tutto ciò

La neo chiesa sdogana i rapporti contro natura e i Vescovi tacciono

… ma la Scrittura, Santa Caterina da Siena, san Pier Damiani e tutta la vera Chiesa, insegnano diversamente. Ecco i testi che dobbiamo imparare a memoria.
Riportiamo una famosa Lettera di santa Caterina da Siena che riprendiamo da questo testo in formato Kindle. La notizia è di dominio pubblico, addirittura la Diocesi di Torino che sdogana “corsi per fidanzati gay“; sacerdoti che escono trionfalmente allo scoperto per affermare che la Chiesa “deve chiedere perdono alle coppie gay” … l’elenco è in crescita e ci chiediamo – chiediamo ai Vescovi – perché tacete? E’ evidente che questa gente NON crede affatto all’esistenza dell’Inferno e ritiene, molto probabilmente, che lo stesso Dio e Signor Nostro Gesù Cristo, sia oramai una sorta di ESPERIENZA SIMBOLICA, non affatto LA Presenza Reale per la quale l’uomo (maschio e femmina) è TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO.
Vi è anche del sadico in tutto ciò, cioè, in quel “piacere, crudele e perverso, di tormentare” la santa Chiesa vera di Gesù Cristo, che nei suoi veri Santi ha sempre combattuto quei “peccati CONTRO NATURA” perché uccidono l’uomo, lo degradano, ed è un peccato, la sodomia (fateci caso, termine scomparso dalle predicazioni della neo chiesa, cliccate qui), che fa schifo persino ai Demoni, come insegnano san Pier Damiani e santa Caterina, Dottori della Chiesa.

Contro gli errori e le eresie

Cattolicesimo e protestantesimo








Testo dell'audio
Paragoniamo ora la teologia della Messa del Rito romano antico e di quello nuovo, dapprima come espressa nei documenti ufficiali della Chiesa ed, in seguito, come espressa nei riti stessi.
A.  NEI DOCUMENTI UFFICIALI DELLA CHIESA

1.  Il Rito Antico

Il dogma cattolico sulla Santissima Eucaristia viene stabilito in extenso nel Concilio di Trento (nella foto). Il Concilio dichiara il suo intento nelle parole seguenti:

«Il sacro Concilio ecumenico e generale tridentino, riunito legittimamente nello Spirito Santo, sotto la presidenza degli stessi legati della Sede Apostolica, perché sia mantenuta nella Chiesa cattolica e conservata nella sua purezza l’antica, assoluta e sotto qualsiasi aspetto perfetta dottrina del grande mistero dell’Eucaristia contro gli errori e le eresie, illuminato dallo Spirito Santo, insegna, dichiara e intende che su essa, come vero e singolare sacrificio, sia predicato ai popoli cristiani quanto segue…» (sessione 22 introduzione).

“Un caso per nulla”?

Gli stracci cinesi di Papa Francesco


Il verbale della conversazione del Pontefice intorno ai rapporti con i comunisti cinesi allarma la Segeteria di stato


Dicono che si è sentito scaraventare di tutto, in Segreteria di stato, quando lunedì mattina è comparso sugli schermi dei computer il verbale della conversazione tra il Papa e il cardinale Joseph Zen Ze-kiun sullo stato della trattativa tra la Santa Sede e il Partito comunista cinese. Secondo il porporato, Bergoglio avrebbe infatti fatto capire di non essere d’accordo con quanto stanno facendo i suoi sottoposti romani, che lui non vuole creare martiri eccetera.

“Liberare” il cristianesimo dai lacci dogmatici

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Papa Francesco apre le porte alla “teologia queer”?



Papa Francesco apre le porte della Chiesa cattolica alla “teologia queer”? La domanda sorge spontanea dopo aver appreso che a guidare gli imminenti e oramai tradizionali esercizi spirituali di Ariccia rivolti allo stesso Papa Bergoglio e ai membri della Curia romana è stato chiamato il sacerdote-poeta portoghese José Tolentino de Mendonça, conosciuto per essere un fan di Suor Maria Teresa Forcades i Vila,  una teologa nota per le sue posizioni “queer” che proprio in questi giorni si trova in Italia per presentare il suo libro “Siamo tutti diversi! Per una teologia Queer” (Castelvecchi Editore).

Ancora e sempre «Chi come Dio?»

L’incendio divampato nella notte del 25 gennaio sul tetto del complesso abbaziale della Sacra di San Michele ha dato spunto a tutti i media di ricordare che questa magnifico luogo sacro ha ispirato l’anticattolico Umberto Eco a scrivere Il nome della Rosa. È l’occasione per ricordare invece la storia di questo straordinario luogo, che fa parte dei sette santuari della Linea Sacra di San Michele, che per oltre 2000 chilometri taglia l’Europa collegando sette monasteri dedicati proprio all’Arcangelo San Michele: un percorso religioso di sublime bellezza spirituale e artistica.
I nemici della Chiesa – per intenderci, la Chiesa non intossicata – si sono sempre ispirati e si ispirano, spesso e volentieri, a simboli, narrazioni, figure e luoghi legati all’Antico e Nuovo Testamento e alla Cattolicità. Basti pensare ad un semplice esempio: l’arcobaleno. Oggi come oggi la maggioranza delle persone quando pensa all’arcobaleno non rimanda più a quello comparso dopo il diluvio universale, che ebbe a dimostrare visivamente la nuova alleanza fra Dio e gli uomini, bensì al simbolo che pacifisti e progressisti ne hanno fatto per manifestare pubblicamente le loro laiciste cause.
Una pletora di prodotti letterari, teatrali, artistici, cinematografici, talvolta confezionati con grande abilità creativa e applicativa, vengono proposti al grande pubblico, incanalando con maestria idee contrarie alla religione cattolica. L’incendio divampato nella notte del 25 gennaio u.s. sul tetto del complesso abbaziale della Sacra di San Michele (o Abbazia della Chiusa) sul Monte Pirchiriano della Val di Susa in Piemonte ha dato spunto a tutti i media di ricordare che questa magnifico luogo sacro ha ispirato l’anticattolico Umberto Eco a scrivere il suo capolavoro Il nome della Rosa. Per questa ragione desideriamo questa settimana parlare della Sacra di San Michele in quanto tale, senza interferenze di spoliazione dei suoi significati originari e autentici.