Quante gambe ha una miss Italia? Ci siamo allontanati dal buon senso contadino delle società sane e abbiamo sviluppato un modo di pensare e di sentire malato, distorto e patologico. Bisogna ripartire dal valore della sofferenza
di Francesco Lamendola
Chiara Bordi è una bella ragazza di Tarquinia, provincia di Viterbo; ha diciassette anni, l’aria simpatica e intelligente, lunghi capelli castani e un fisico svelto e asciutto, da modella. Cinque anni fa, in un incidente automobilistico, ha perso una gamba, la sinistra, che le è stata amputata subito sotto al ginocchio. La sua vita però è ritornata pressoché normale, grazie a una protesi che le assicura una perfetta autonomia. Se indossa i pantaloni, nessuno si accorge che le manca un arto; cammina sicura e disinvolta. Benché non possa andare a ballare in discoteca, può fare, però, quasi tutto quel che una diciassettenne spensierata potrebbe desiderare: studiare, uscire, andare in palestra, avere degli amici, aspirare a una vita sana e felice, amore compreso. E invece no. Tutto questo non le basta. La tecnica medica le ha ridato la possibilità di vivere una vita quasi del tutto normale, ma non le basta. È quel quasi che non le va giù.




