"Stiamo attenti a non essere i protestanti della Tradizione". Alcune significative considerazioni di Don Alberto Secci sulla tentazione neotradizionalista
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| Karolina Larusdottir - La Processione |
Dopo avere presentato i caratteri propri del fenomeno eterodosso del neotradizionalismo (vedi qui) che sta inquinando le acque del movimento cattolico fedele alla Tradizione della Chiesa e dopo aver analizzato un articolo di Aldo Maria Valli in cui è affermata la fine della gerarchia cattolica insieme alla “Chiesa colata a picco” che l’Autore, già allievo del Cardinal Martini, vorrebbe sostituire con una nuova chiesa spirituale e “poco visibile” (vedi qui), abbiamo trovato nella rete un interessante intervento di don Alberto Secci che poco più di un anno fa metteva in guardia i cattolici tradizionali dalla tentazione di una Chiesa spiritualizzata, senza gerarchia, e perciò facilmente dimentica dell’Incarnazione e del Verbo incarnato che, prima di ascendere in cielo, mandò Pietro e gli Apostoli affinché lo rappresentassero vicariamente sulla terra nell’Ordnung e nell’Ortung - nell’“ordinamento” e nella “dislocazione”, secondo l’azzeccata concettualizzazione del canonista Hans Barion – della Chiesa da Lui fondata.