ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 29 luglio 2015

In bucca veritas?

Padre Lombardi, la bocca della verità


Dà di Francesco una descrizione molto lontana da quelle elogiative correnti, e molto più credibile. Su questioni come la riforma della curia e la diplomazia. Ma lascia aperto un dubbio: questo papa agisce più per istinto o per calcolo?


ROMA, 29 luglio 2015 – Nei primi mesi del pontificato di papa Francesco vari osservatori avevano individuato in lui – tra gli altri – tre caratteri distintivi.

Il primo era l'insofferenza nei confronti della curia. Invece di avvalersi di essa, Francesco sembrava voler fare da sé, costituendo attorno a sé una squadra minuscola ma attivissima di collaboratori fidati, un po' come aveva fatto un secolo prima Pio X con la sua "segretariola" personale:

martedì 28 luglio 2015

“Proprio non ci siamo”

SINODO/INSISTE IL CARD. ANTONELLI - LUCI E OMBRE PER 'NOI SIAMO CHIESA'


Nuovo intervento del card. Ennio Antonelli sull’impossibilità per la Chiesa di riconoscere la liceità di una seconda unione coniugale e dunque di ammettere alla Comunione i divorziati risposati non convertiti concretamente. Intanto per “Noi siamo Chiesa” l’ ‘Instrumentum laboris’ presenta luci e ombre: sull’approccio alle coppie omosessuali “proprio non ci siamo”.

All’inizio di giugno è uscito a firma del cardinale Ennio Antonelli un breve e intenso saggio intitolato “Crisi del Matrimonio&Eucaristia” (ed. Ares), con cui il presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia intende offrire un suo contributo di riflessione su uno dei temi sinodali più spinosi, quello dell’eventuale ammissione alla Comunione dei divorziati risposati. Ne abbiamo scritto dettagliatamente l’11 giugno in questa stessa rubrica (vedi “Sinodo/Card. Antonelli: attenti alla confusione tra i fedeli”). Il porporato umbro ritorna ora sull’argomento, integrando quanto già apparso nel saggio, con un’ulteriore riflessione di tre pagine, anch’essa pubblicata in italiano, spagnolo, francese e inglese sul sito del dicastero vaticano presieduto oggi dall’arcivescovo Vincenzo Paglia.

La “voce del magistero”

Se questa Chiesa si rispecchia in questo Papa, non si vede perché dovrebbe mostrarsi inquieta davanti a quello che questo Papa pensa, dice e fa. Un cattolico serio, al cospetto dell’articolo di Scalfari che lei cita, ribadito e arricchito sin nel minimo particolare in un’intervista al telegiornale di Sky, si aspetterebbe una smentita vaticana che, una volta per sempre, incenerisse l’ateo e anticristiano fondatore di “Repubblica”. Invece, niente. E la ragione è molto semplice: non c’è nulla da smentire..


Le “necessità pastorali” ?

LAICI CHE «ARMEGGIANO» NEL TABERNACOLO: UN ALTRO DIFFUSO ABUSO. SOLO IL SACERDOTE LO PUÒ FARE

Laici che «armeggiano» nel tabernacolo: un altro diffuso abuso. Solo il sacerdote lo può fare
Pensiamo in primo luogo all'essenza dell'Eucaristia. Nostro Signore Gesù Cristo ci ha lasciato il tesoro dell'Eucaristia nell'Ultima Cena, il Giovedì Santo. La Chiesa custodisce con somma cura questo tesoro, ma la Chiesa non è un'astrazione, un'idea; la Chiesa siamo tutti noi battezzati. E noi vescovi e sacerdoti siamo qui per santificare, reggere, insegnare e curare con zelo il tesoro dell'Eucaristia; sono queste le nostre principali responsabilità. I fedeli sono quindi chiamati alla corresponsabilità nella vita ecclesiale e a svolgere un servizio, anche liturgico.

Il sempreverde

Come si interpreta la” misericordia” nell’arcidiocesi di Trento

L’Arcidiocesi di Trento non finisce di stupire. L’ultima iniziativa è quella di affidare la solenne assemblea del prossimo 19 settembre al sempreverde Enzo Bianchi, dottore in Economia e Commercio, fondatore e priore dell’iperecumenica comunità di Bose, ed estimatore di Hans Küng, il critico per antonomasia dell’infallibilità e dell’autorità papale. Non a caso, nel 1979 allo stesso Küng la Congregazione per la Dottrina della Fede revocò la missio canonica, l’autorizzazione necessaria cioè per insegnare la teologia cattolica.

Quando un parroco rischia grosso?

Quando ha la pretesa di essere un prete cattolico  

Don Giovanni Ferrara, parroco di Sant’Ignazio di Loyola a Padova, è, non da oggi, sotto il fuoco, amico e nemico (ammesso che esista ancora questa distinzione). Ma adesso è partita un’offensiva massiccia perché l’apertura di una “scuola parentale” sconvolge la sant’alleanza chiesa-stato per la “buona scuola”. E così si ricorre anche alle menzogne…

di Paolo Deotto
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Don Giovanni Ferrara deve morire. Lo dice la democratica opinione libera e laicista, con il contributo della Diocesi, proprio nel momento, guarda caso, di “interregno” tra un vescovo uscente e uno nuovo non ancora insediato.
Le indagini per giungere alla condanna a morte partono da lontano. Don Ferrara era comunque un tipo sospetto: devozione mariana, Primi sabati a Maria, Adorazione perpetua… e poi, omelie in cui si parla chiaro, e in cui si parla di Fede cattolica. E addirittura, educazione cattolica dei giovani. Anticaglie del passato, ostacoli alla chiesa in cammino, anche se non si capisce dove vada di preciso a finire.

Ghigliottina misericordina

Papa Francesco manda in pensione il dottor Polisca, a Cuba ci andrà col nuovo medico personale


Città del Vaticano Papa Bergoglio esonera dall’incarico il suo attuale medico personale, Patrizio Polisca, uno specialista ereditato dal predecessore Benedetto XVI al momento della rinuncia. Il fatto è che Francesco da tempo aveva manifestato il desiderio di cambiare l’archiatra pontificio. Naturalmente non essendo una variazione da poco, trattandosi di una figura chiave nell’entourage, ha preferito aspettare un congruo periodo di tempo per non sollevare polveroni. E’ all’archiatra che viene affidata la cura del Successore di Pietro. E’ il medico che ha il compito di seguirlo ovunque, tanto negli spostamenti vicini che in quelli lontani, nei viaggi internazionali come nelle trasferte di periferia. E’ colui che assicura al Papa regolari visite, anche solo per prendergli la pressione. In genere tra l’archiatra e il Papa si instaura un rapporto stretto, che va oltre ben oltre la fiducia professionale di un medico curante. E’ una specie di compagno di lavoro al quale il pontefice sa di poter affidare tutto il suo bagaglio personale, il suo stato psico fisico, le ansie e le preoccupazioni.

Uno "stimato religioso"

Chi è davvero padre Dall’Oglio

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Domani saranno passati esattamente due anni da quando padre Paolo Dall’Oglio è stato rapito in Siria, a Raqqa, oggi “capitale” dello Stato Islamico. Due giorni fa Papa Francesco ha voluto ricordare il gesuita italiano, lanciando un «accorato e pressante appello» alle «autorità locali e internazionali», «affinché venga presto restituita la libertà» a «questo stimato religioso».
Per meglio comprendere le circostanze che hanno portato al suo rapimento, forse non è male sapere chi è davvero padre Dall’Oglio. Ex militante di sinistra e fondatore della comunità monastica Deir Mar Musa in Siria, il sacerdote gesuita sogna da tempo la nascita di una «Chiesa islamo-cristiana», ispirata a quella che lui ha definito una «teologia dell’apertura, dichiaratamente inclusiva» in cui si possa cogliere «il valore teologico della profezia di Maometto dal punto di vista cristiano» (sic!).