ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 6 gennaio 2016

Chi tentenna sulle sponde del NWO..?

La guerra a pezzi fa scintille, ma il Papa non ha ancora trovato (seri) alleati

Francesco ha un’agenda chiara, ma è senza sponde. I dubbi sugli Stati Uniti il dilemma-Putin, la chimera cinese

Papa Francesco ha ricevuto per la prima volta Vladimir Putin, in Vaticano, nel novembre del 2013 (LaPresse)
Roma. L’agenda papale per il 2016 è fitta, e non solo per gli impegni giubilari che hanno costretto Francesco ad annullare la già annunciata visita a Milano (programmata per il prossimo maggio). Ci sono i viaggi internazionali – quelli sì confermati – prima in Messico e poi in Polonia, per la Giornata mondiale della gioventù, nella Cracovia che fu di Giovanni Paolo II, ma soprattutto ci sarà da far fronte alle tante emergenze globali che alimentano la “Terza guerra mondiale a pezzi” che Bergoglio ha avuto più volte modo di illustrare nei suoi tratti essenziali.

La primizia del nostro Credo

I Magi e l’Epifania del Signore

Siamo ancora nel Presepe. Gesù è nato. I pastori, avvertiti dall’Angelo, sono giunti nella Notte Santa per adorare Colui che spaccò la storia umana e portò la Salvezza. I primi a sapere della nascita del Salvatore furono alcuni pastori del popolo eletto, avvisati da un angelo del Signore e poi il Salvatore si manifestò ai pagani.

Gli specolatori tutto credono fuorché a Dio!

Bergoglio reintepreta la figura dei pastori: "Erano dei briganti"

Per Bergoglio i pastori forse erano briganti

Non è la prima volta che Papa Francesco incorre in una gaffe. Questa volta lo strafalcione riguarda i pastori che, a detta di Bergoglio, erano "uomini umili e disprezzati, alcuni dicono briganti".
La frase incriminata, pronunciata ieri nel corso della sua omelia durante l'Angelus in piazza San Pietro, ha così adombrato un nuova e suggestiva interpretazione della figura dei misteriosi pastori che, per primi, andarono ad adorare il Bambino Gesù.

“Apertis verbis”

ATTACCO A MARIA
Strategìe per l’oscuramento del culto mariano



La terza predica di Avvento, condotta, davanti al Papa e alla Curia Romana, dal frate Raniero Cantalamessa, di cui abbiamo letto nel servizio di Antonio Socci, riportato su questo sito – “Se in Vaticano vogliono Lutero, se lo tengano. Noi preferiamo stare con la Madre di Dio”  -  quella terza predica, dicevamo, è l’ultimo colpo delle truppe moderniste, annidate e incistate nella roccaforte della Katholica,  tirato “apertis verbis”, contro il culto mariano quale devozione in sé, ma sottilmente e palesemente funzionale ad un attacco contro la stessa figura della Vergine Maria, Madre di Dio.

Fra le fonti del Sinodo, mancava Paperinik !?


Il card. Martini e l’ “Imitazione di Cristo”: due ”fonti” per una rilettura del “fare la comunione”

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 Nel corso di questo ultimo biennio, sotto la stimolante pressione dei lavori sinodali sulla famiglia, abbiamo dovuto rileggere la tradizione del “fare la comunione” con la disponibilità a lasciarci interrogare sulle nostre abitudini più consolidate e sulle evidenze apparentemente indiscutibili.
Tra le voci che con maggiore autorevolezza si sono pronunciate ci sono stati tutti coloro che, a partire da papa Francesco, hanno riscoperto una considerazione della “comunione” non solo come “premio dei perfetti”, ma come “farmaco e rimedio per chi è in cammino”. Una comunione non solo come “pienezza e compimento”, ma anche come “pedagogia e medicina”.

Dove sono i bambinelli?

Italia sempre più scristianizzata. Così numeri e dati raccontano un cattolicesimo malconcio

Cifre peggio che esplicite, perché testimoniano di una feroce caduta della frequenza con cui ci si reca in chiesa nelle giovani e giovanissime età: si passa dal 50 per cento tra i 6-13 anni al 27 per cento tra i 14-17, per finire al 16 per cento tra 18-24 anni

Intendiamoci, l’osservazione è immediata. Ma i numeri vi aggiungono qualcosa, ed è un  qualcosa che deve preoccupare un poco tutti.

L’osservazione immediata è quella di una partecipazione non solo scarsa alla celebrazione della messa  della domenica ma anche costituita a grande maggioranza da persone di una certa età, e diciamo pure della terza età. Si entra in chiesa la domenica, durante la messa, e balza all’occhio l’estrema esiguità della presenza di giovani, specialmente maschi. I numeri sono impietosi. Tra i 18 e i 24 anni si reca in chiesa almeno una volta alla settimana, secondo i dati del 2014, il 16 per cento degli abitanti di questa fascia d’età, contro una media generale del 28,8. Tra i maschi la proporzione sprofonda tra il 12 e il 13 per cento.

martedì 5 gennaio 2016

Non c'era posto per loro nell'albergo?

SOS IMMIGRAZIONE, IN VATICANO SI PREDICA MALE E SI RAZZOLA PEGGIO


È facile avanzare sempre con condanne per decisioni che si prendono quando si tratta di regolamentare questi flussi, ma nessuno – e neppure il Vaticano – sanno dare risposte adeguate al problema lasciando, alla fine della fiera, che lo scontro avvenga tra le persone, o che le soluzioni diventino così facile preda ideologica.
Non pensiate che ci divertiamo a “fare le pulci” alle notizie ufficiali di Radio Vaticana, ma dobbiamo pur rispondere a quanti ci scrivono ponendoci delle domande, ed è compito proprio del laico battezzato, affiancarsi al proprio ambiente ecclesiale per aiutarlo, spesse volte, a comprendere quelle “cose del mondo” che solitamente sfuggono a chi vive solo in – e di – ambito ecclesiale.

La fede al cubo per sepolcri imbiancati


Sacerdoti e fedeli abbandonano la chiesa-mostro di Fuksas: “Fa troppo freddo”


fuksas_folignoLa chiesa progettata dalla nota archistar Fuksas a Foligno è troppo fredda per
celebrare la messa e così i parroci hanno deciso di spostare nel salone parrocchiale tutte le celebrazioni, compresa quella domenicale. Ne dà notizia il sito Umbria Domani, che parla di “una scelta difficile ma condivisa con la comunità dei fedeli, perché la situazione è insostenibile e c’è il rischio che la gente, soprattutto famiglie con bambini, non partecipi più alle liturgie preferendo altre soluzioni per evitare di prendersi un malanno pregando.”