ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 23 novembre 2016

Un punto di partenza, per dove?

Povero matrimonio, dopo AL 

Sul misericordismo e i danni che continua a mietere

di Marco Manfredini
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zdstrVorrei commentare alcuni passaggi significativi di un articolo comparso su Noi famiglia & vita, supplemento di Avvenire del 30 ottobre (1), per capire dove sta andando la CEI.
Si inizia con una minaccia:
Amoris Lætitia non è un punto d’arrivo ma è un punto di partenza. Il testo, pur ampio e articolato, non intende mettere la parola fine dopo l’intenso lavoro sinodale.
Ampio è ampio, non c’è che dire: duecentosessantaquattro interminabili pagine. Che non intenda mettere la parola fine sull’argomento è un po’ riduttivo però; ci si aspettava una sintesi che mettesse chiarezza ed un minimo di ordine al caos sinodale, invece ne è uscito un documento che ha elevato la confusione e l’indeterminatezza a metodo, con l’aggravante di essere atto di magistero.

Pannolone per incontinenti?

Il papa tace, ma i cardinali suoi amici parlano. E accusano


Il prefetto del nuovo dicastero per la famiglia attacca l'arcivescovo di Philadelphia, Charles J. Chaput, per come attua "Amoris laetitia" nella sua diocesi. Ecco le linee guida finite sotto processo

di Sandro Magister



ROMA, 23 novembre 2016 – Non una parola è uscita dalla bocca di papa Francesco, dopo che quattro cardinali gli hanno pubblicamente chiesto di sciogliere cinque grossi "dubbi" sollevati dai passaggi più controversi di "Amoris laetitia":

> "Fare chiarezza". L'appello di quattro cardinali al papa

O meglio, una non risposta il papa l'ha data, quando nell'intervista a Stefania Falasca per "Avvenire" del 18 novembre a un certo punto ha detto, dando del tu all'intervistatrice, sua amica di lunga data:

"Alcuni – pensa a certe repliche ad 'Amoris laetitia' – continuano a non comprendere, o bianco o nero, anche se è nel flusso della vita che si deve discernere".

E un'altra non risposta l'ha data nell'udienza generale di mercoledì 23 novembre, dedicata proprio all'opera di misericordia "consigliare di dubbiosi":

"Non facciamo della fede una teoria astratta dove i dubbi si moltiplicano".

In compenso, si sono messi a parlare al posto del papa non pochi ecclesiastici della sua cerchia, i quali hanno fatto a gara nel dire che l'esortazione postsinodale "Amoris laetitia" è già in sé chiarissima e non può dar adito a dubbi, e quindi chi li solleva in realtà attacca il papa e disubbidisce al suo magistero.


Dallo scaffale basso all'archivio?

L’ABORTO VA NELLO SCAFFALE PIÙ BASSO

Il Papa non lo declassa a “dramma superficiale”, ma “non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere”. La svolta, la dottrina, la percezione e la fine di un’epoca di valori non negoziabili



Roma. “Concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto”. Lo scrive il Papa al punto dodici della Lettera apostolica Misericordia et misera, pubblicata ieri a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. “Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario”. Frasi che subito hanno indotto a parlare di sanatoria, di declassamento del peccato d’aborto a qualcosa paragonabile a una lite tra nuora e suocera da illustrare con dovizia di particolari al confessore più o meno distratto. O a teorizzare paragoni tra l’aborto e un reato di mafia, mettendo sul bilancino i due elementi e controllando con occhio attento quale pesa di più ai fini della salvezza.

Allargare il solco

LO SFIORA MAI UN DUBBIO ?

 Il papa assolve l’aborto? Non basta una bella confessione per lavarsi la coscienza non è come dopo un furto di caramelle. Per un cattolico è un omicidio: visto che non lo dice il papa diciamolo noi l’importante è che qualcuno lo dica
 di F. Lamendola  



Sulle prime pagine dei giornali è stato un coro all’unisono: il papa assolve l’aborto. Tutti hanno dato questa chiave di lettura della Lettera apostolica Misericordia et misera, con la quale ha voluto concludere l’Anno Santo, e con la quale viene resa permanente la delega ai sacerdoti (e non più solo ai vescovi) per assolvere i credenti dal peccato di procurato aborto volontario: tanto le madri che hanno abortito, quanto medici e infermieri che hanno eseguito l’intervento.
Fra tutti, spicca il quotidiano La Repubblica, capofila di un vero e proprio “partito”, quello della cultura gnostico-massonica, che vorrebbe assorbire e rimodellare, secondo le sue idee ispiratrici, la Chiesa cattolica, e che mai come in questi ultimi tempi sembra essere giunto a un passo dal trionfo della sua paziente ed abile strategia d’infiltrazione. Il titolone del 22 novembre 2016 recita: Aborto: la battaglia sui temi etico, così Francesco sfida i vescovi conservatori, dove il tutto sembra ridursi a una battaglia ideologica fra conservatori e progressisti, con il papa all’attacco dei primi e alla testa dei secondi, ben deciso a far prevalere la sua fazione. Tristissima (e interessata) interpretazione; ma anche, paradossalmente, fin troppo veritiera.

Un ombrello grande e lungo un anno

Il Giubileo della misericordia. In cauda venenum 

Misericordia et Misera chiude l’Anno della Misericordia con la sorpresina finale: Aborto? Sì, è peccato… però… insomma, non facciamone un dramma… E appare più chiaro perchè il bilancio in rosso del Giubileo non ha scosso Bergoglio. Aveva in serbo altri programmi…

di Elisabetta Frezza
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zrgrdMio figlio più piccolo è venuto da me, ieri sera, dopo aver sentito non so quale spezzone di tiggì, a dirmi che Papa Francesco aveva bestemmiato Gesù.
Dal suo punto di vista, aveva rinunciato a proteggere i suoi colleghi bambini nel grembo della loro mamma. Di fatto – aggiungo io dal mio punto di vista – assolvendo ex ante le strutture di morte e i loro boia e becchini, ha rinunciato anche a proteggere le povere mamme, mollate senza più imbracature nel precipizio dell’omicidio/suicidio, seriale e sterilizzato, in balia del sinistro tamtam che le coarta a fare “scelte consapevoli” distruttive.
Ed è proprio così, la notizia vera è questa, appena nascosta dietro il velo non più pietoso delle parole vuote che servono solo a farla digerire agli esegeti acculturati, che si affretteranno a dire che la dottrina è salva perché l’aborto resta un “peccato grave”.

Senza dubbio Gríma Vermilinguo

La Chiesa del dubbio rifiuta i “dubia” dei cardinali

Nel leggere l’intervista apparsa il 17 novembre scorso su Avvenire, Papa Francesco ha risposto a tutti coloro che si pongono il problema di un Pontificato più aperto agli usi e costumi del mondo piuttosto che agli insegnamenti di sempre della Chiesa. Non esitiamo pertanto a pensare che abbia risposto indirettamente anche ai quattro cardinali (Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner) che lo scorso 19 settembre hanno presentato alla Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dal cardinale Gerhard Müller, un ricorso formulato secondo la modalità classica dei dubia, che esige risposta positiva o negativa. Il Papa non ha risposto ai membri del Sacro Collegio personalmente, tuttavia, facendo uso pedissequo dei media per il suo governo, egli parla «a nuora, perché suocera intenda».

martedì 22 novembre 2016

Segni grandiosi nel cielo

Nel 2017 vedremo segni grandiosi nel cielo. Sono quelli dell’Apocalisse?


urlL’autore dell’articolo originale da cui è tratto il seguente ha fatto una scoperta meravigliosa. Sorge un altro segno grandioso nei cieli, nell’ora che le profezie attuali dicono essere quella dell’Apocalisse. Questa scoperta rischia però di essere affogata tra dubbi e prese di distanza a non finire. Eppure, almeno un’interpretazione è possibile e sembrerebbe anche plausibile, come diciamo nella nostra conclusione.
di Don Richard Heilman
«Parla al mondo della Mia Misericordia… Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il Giorno della Giustizia. Fintanto che c’è tempo ricorrano alla sorgente della Mia Misericordia.» (Diario di Santa Faustina)
Quanto segue è tratto da un brillante articolo di Patrick Archbold. Lo potete leggere per intero sul sito di «The Remnant» QUI.
[Nota editoriale: nel seguente articolo, intendo presentare una serie di fatti e osservazioni dai quali non ricavo una conclusione definitiva. Eppure, questi fatti e osservazioni sono di natura tale, per la sola ragione dell’osservazione e del resoconto che se ne fa, che si prestano a un’interpretazione sbagliata. Quindi permettete che sia chiaro: nel seguente articolo, io non predìco niente. Sto offrendo le mie osservazioni su dei fenomeni che si presentano, sia celesti che opera dell’uomo, potenzialmente di grande rilievo, che le persone potrebbero trovare interessanti e dei quali le persone dovrebbero essere messe a conoscenza.]

L’entità che oggi abita il vecchio guscio della Chiesa cattolica?


La Chiesa realmente esistente (dopo aver visto “Corpo Celeste”) 


04/01/2012 Miguel Martinez
Abbiamo visto per caso un film di quelli che non si dimenticano: Corpo celeste, di Alice Rohrwacher.
Un film che parli della Chiesa cattolica nell’Italia meridionale uno se lo immagina pieno di feroci baroni mafiosi e donne afflitte dal senso di peccato, nel contesto di una cupa bellezza barocca. Insomma, un’orgia potenziale di luoghi comuni anticlericali/antimedievali, che però si nutre di quanto di esotico  – e quindi di affascinante – c’è in quei mondi.
Alice Rohrwacher ha fatto qualcosa di diverso, usando mezzi tecnici minimi e attori eccezionali.
Il film, come sottolinea la stessa regista, non ha intenti anticlericali; infatti, il vero cuore del film non è la critica al Sud o alla Chiesa, ma un messaggio di altro tipo, presentato attraverso un delicato gioco di simboli, e che si può quindi cogliere solo guardando il film.