ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 maggio 2018

La tonaca e lo zucchetto

I riti del potere celebrano la morte di Alfie 

Alla rabbia e al dolore in cui abbiamo galleggiato mentre veniva allestito il patibolo per un bambino che, senza voce, implorava la grazia perché aveva voglia di vivere, segue la tentazione della stanchezza e della rassegnazione.  Pare che ora non ci sia più nulla da fare se prima nulla si è potuto di fronte a un orrore così enorme proiettato in mondovisione a beneficio di una platea inebetita, coi posti in prima fila riservati alle autorità compiacenti. Autorità scientifiche, politiche e giudiziarie, morali e religiose.
Il film che la regia ci ha imposto di vedere era già stato approvato dal Potere del mondo quale necessario rito di passaggio per un’umanità straniata che deve autoannientarsi in tempi compressi. Evidentemente, è deciso che non si può più indugiare. E tutto assume i contorni sinistri di un cerimoniale blasfemo, ricamato nei minimi dettagli e cadenzato dai rintocchi di un orologio funesto costruito chissaddove per manomettere i ritmi inviolabili della vita e della morte stabiliti da Dio. I protagonisti di questa macabra messinscena indossano, insieme al ghigno beffardo di chi è inebriato dal delirio di onnipotenza, la divisa richiesta per le occasioni ufficiali. Vestono il camice e il doppiopetto, la toga e la parrucca, la tonaca e lo zucchetto.

La persecuzione nella Chiesa


14:58
Monsignor Antonio Livi. Roma 2018

Per una Chiesa più poverina

  • MODA & RELIGIONE

Il blasfemo red carpet con la "benedizione" vaticana


Dietro la blasfema sfilata di star del cinema e della musica all'inaugurazione della mostra Moda & Religione del Met di New York c'è un intreccio fittissimo di rapporti con alti ecclesiastici del Vaticano, tra cui Ravasi, i Musei Vaticani e il gesuita Martin. Vogue ha "corteggiato" il Vaticano per farsi dare 40 paramenti sacri utilizzati dai pontefici. Tra questi anche reliquie di San Giovanni Paolo II e il beato Pio IX. Derive di una Chiesa che per apparire più povera è solo più poverina. 


Rhianna vestita da "papessa"

martedì 8 maggio 2018

Presi in Giro..?

IL GIRO VINTO DA ISRAELE


La partenza del giro d’Italia comprata da Israele. La maglia rosa del Giro d’Italia quest’anno l’hanno già vinta loro: come ciclisti non sono un granché ma sulla propaganda non li batte nessuno anche se con un clamoroso falso storico 
di Alberto Negri   

 0 CICLISMO MR BEAM 850

La partenza del giro d’Italia comprata da Israele in guerra e le polemiche su Gino Bartali salvatore degli ebrei. Per rendere memorabile l’evento è stato coinvolto anche Gino Bartali, già entrato nel Giardino dei Giusti dello Yad Vashem e ora cittadino onorario di Israele per il salvataggio di alcuni ebrei tra il 1943 e il 1944. La questione in realtà è assai dubbia, neppure lo stesso Bartali da vivo l’aveva mai confermata. In realtà secondo lo studioso Michel Sarfatti - fino al 2016 direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - si tratta di un clamoroso falso storico

Francesco, i profeti e la profezia...


Francesco dice: «il vero profeta non è un “profeta di sventure"»: per questo misconosce la "Profetessa dei nostri tempi"?...

1. Francesco, i profeti e la profezia...

Nella sua omelia di ieri, 17 aprile 2018, a Santa Marta (w2.vatican.va/…/papa-francesco-…) Francesco ha trattato un tema a me caro ovvero quello della profezia. In certi suoi passaggi sembra richiamare la necessità e l'urgenza della persona del profeta e del suo ministero nella Chiesa, oggi così come sempre.

Eppure, con il suo metodo inconfondibile, insieme a tale riconoscimento sì e assistito a una reinterpretazione secondo categorie misericordiste e sociologiche della figura e del ruolo del Profeta che, a ben vedere, sono molto lontani da quanto la Sacra Scrittura registra con tutte figure splendide di Profeti dell’AT da Amos a Malachia e da quanto l’agiografia cristiana annovera con tutte le luminose figure di Santi che hanno saputo unire in ogni tempo, nella loro attività pastorale, impegno catechetico e vigore profetico.

I veri antisemiti

De Benedetti, Salvini e l’antisemitismo dei buonisti
LAPR0329-kovF-U43480733134554FZH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443SALVINI ANTISEMITA?
L’accusa è di quelle che non possono essere fraintese: “Salvini è antisemita, anti-europeo e finanziato da Putin”. La denuncia, che scuote di veemente sdegno le anime belle del radicalismo chic, l’ha lanciata Carlo De Benedetti qualche giorno fa intervistato da Lilli Gruber. L’amico di Soros ha risposto alla frequentatrice del Gruppo Bilderberg senza indugi picchiando a destra e a manca anche contro il Pd e contro il M5S. Ma è su Salvini che ha usato gli attacchi più gravi.
Ora lasciamo da parte le accuse di anti-europeismo e di “putinismo”. La prima non è un’offesa e la seconda è una scemenza. Concentriamoci su quella di antisemitismo che è paradossale.

Senza alcuna scusante

LA CRISI DEI PASTORI



La crisi della Chiesa è "la crisi dei suoi pastori". Qual è il compito affidato ai pastori del "gregge di Cristo", ai vescovi e agli arcivescovi che svolgono le loro funzioni all’interno delle rispettive diocesi e arcidiocesi ? di Francesco Lamendola  

0 sberlone rabbino

Qual è il compito affidato ai pastori del gregge di Cristo, ai vescovi e agli arcivescovi che svolgono le loro funzioni all’interno delle rispettive diocesi e arcidiocesi? In primissimo luogo, quello di insegnare la Buona Novella e istruire le pecorelle affinché ricevano tutti gli strumenti atti alla salvezza dell’anima. Dunque, la cosa più importante di tutte non è rilasciare interviste, apparire in televisione, esprimere pareri e opinioni su tutto e di più, magari in ambito politico, o culturale, o comunque diverso da quello della fede; non è guadagnare le copertine dei giornali, e meno ancora far sì che il loro nome corra sulle bocche della gente, magari per le loro stranezze, ad esempio per le loro esibizioni canore dall’ambone della chiesa, o per la loro propensione a parlar male della Chiesa, della dottrina cattolica e della morale cattolica: al contrario, la cosa più importante di tutte è che essi custodiscano fedelmente, intatto e immacolato, il Deposito della fede, così come lo hanno ricevuto dalle mani dei loro predecessori, e, risalendo indietro, da quelle degli Apostoli, nonché di Gesù stesso. 

L’assenza di una guida autorevole e sicura.

CHIESA. IL VATICANO AL TEMPO DI UN PIETRO ELUSIVO. IL CASO PAPA.




Nelle ultime settimane è emersa con evidenza l’incapacità – o la non volontà – del Pontefice regnante di assolvere al suo compito primario: e cioè quello di dare risposte precise a questioni precise e non secondarie per la guida della Chiesa. È emerso anche che proprio le Chiese locali che lo hanno appoggiato e aiutato a raggiungere il soglio di Pietro sono quelle gli stanno procurando i guai maggiori.