ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 6 giugno 2018

Il primo dei teologi modernisti

ORIGINE DELLA DERIVA TEOLOGICA



La sceneggiata del cristianesimo adulto: la deriva teologica nasce dall’errore antropologico, che è una scelta di semplice e banale comodità. Le colpe del mal seme dell’idea luterana che ha infettato tutto il corpo della Chiesa 
di Francesco Lamendola  

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Non ci stancheremo di dirlo: l’attuale deriva teologica, che sta ingenerando una confusione senza precedenti nella vita della Chiesa, sia a livello liturgico e pastorale, sia anche a livello dottrinale, parte fondamentalmente da un errore antropologico. È perché i teologi del Concilio e del post Concilio si sono gravemente ingannati riguardo alla natura umana, che nella Chiesa si è diffusa una confusione mai vista anche su questioni sostanziali riguardanti la dottrina, dall’indissolubilità del matrimonio, alla ricezione della santa Eucarestia, al peccato impuro contro natura, allo stesso concetto di eutanasia. Abbiamo più volte indicato in Karl Rahner, e, in minor misura, in Jacques Maritain, i grandi responsabili di questo processo degenerativo, che parte con il Concilio Vaticano II; e abbiamo più volte affermato e discusso in che modo la cosiddetta “svolta antropologica” altro non è stata che un modo di reintrodurre l’eresia modernista, più aggressiva e virulenta di quando si era affacciata la prima volta, al principio del secolo XX, ed era stata energicamente fronteggiata da san Pio X, che ne aveva fatto un’analisi esaustiva e, per molti aspetti, ancora attuale, con l’enciclica Pascendi Dominci Gregis, nel 1907. 

martedì 5 giugno 2018

No non é la Gospa..


Tre Fontane parla chiaro, niente ecumenismo: "Tu mi perseguiti, ora basta. Entra nell'Ovile Santo, Corte celeste di Dio in terra"


Il messaggio delle Tre Fontane e soprattutto le successive rivelazioni ricevute dal veggente Cornacchiola nel corso degli anni hanno tanto da dirci anche sul futuro della Chiesa e del mondo. Ed hanno tanto da dirci anche sulla spinosa ma rilevante problematica dell'ecumenismo.

Sursum corda!

ESCLUSIVO MIRACOLO EUCARISTICO PER IL CORPUS DOMINI !!!!!!!!!


A ridosso della festa del Corpus Domini, il 1° Giugno, è successo un miracolo Eucaristico in Venezuela, mentre c'era in corso l'adorazione. La custodia contenente l'Ostia Consacrata si è alzata in aria ed è rimasta sospesa per vari minuti come testimonia il sacerdote e le foto scattate dai fedeli presenti. GUARDATE, È IMPRESSIONANTE!! Doctor Angelicus https://gloria.tv/article/cfuusPnRw6wo19PfXGnYRDwG2

L'Eucaristia è il Cuore di Dio

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Cara amica, caro amico, in questo mese la Chiesa, in occasione della Solennità del Sacro Cuore, ci invita ad intensificare il nostro amore verso Gesù, ricordandoci che i credenti hanno sempre riservato la più grande attenzione e l’amore più appassionato alla Passione di Cristo, al suo coraggio di affrontare la morte, per realizzare il grande progetto del Padre, che vuole dare un senso eterno alla vita dell’uomo.

Orizzonte sul basso

Un Dio orizzontale

“…Per Gesù Cristo, nostro amico e fratello.”
Devo ammettere che questa formula, sentita durante la messa, mi lascia molto a disagio. Ero abituato a quel “Nostro Signore” che, nei dialetti delle mie parti, sostituiva il nome di Dio: “Nossgnùr”.
In tempi passati la Chiesa ha spesso posto l’accento sulla regalità divina. Feste come “Cristo Re dell’Universo” testimoniano una teologia verticale dove sono evidenziati l’insignificanza dell’uomo, il suo esistere per volontà divina, il suo dipendere dalla Grazia. Dio Giudice, il primato della verità e il dogma sono tutti connessi a questo tipo di ordine cosmico. Una visione affine alla struttura della società com’è stata per secoli: il re, l’imperatore, la nobiltà, con i suoi doveri e la sua autorità derivante da quella celeste.

La forza del populismo

E’ nato il Cattopopulismo


La forza del populismo di Movimento 5 Stelle e Lega è proprio questa: incarnare il voto cattolico senza doversi professare come tale.
Nel panorama politico italiano Lega e Movimento 5 Stelle hanno probabilmente i due programmi meno attenti alle questioni etiche ma paradossalmente sono quei partiti che meglio di tutti sono riusciti ad intercettare una buona parte dell’elettorato cattolico del Paese. Complice anche un’agenda vaticana troppo incentrata negli ultimi anni sul delicato tema dei migranti. Insomma la parabola del buon samaritano narrata nel Vangelo non può essere applicata agli Stati e in molti sembrano averlo in qualche modo compreso.

Una vera e propria perversione teologica

TRUCCO MODERNISTA DI RAHNER


Al capolinea di una "strisciante apostasia". Kant, Hegel e Heidegger sono stati pensatori i cui sistemi filosofici sono incompatibili con il cristianesimo, eppure con Karl Rahner sono entrate nel corpus della teologia cattolica 
di Francesco Lamendola  

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Kant, Hegel e Heidegger sono stati pensatori i cui sistemi filosofici sono incompatibili con il cristianesimo. Eppure c’è stato un teologo cattolico, Karl Rahner, il quale, nei decenni centrali del XX secolo, ha inserito e coonestato le loro filosofie nel corpus della teologia cattolica, quasi come una nuova scolastica. Tale operazione parte assai da lontano, addirittura dagli anni della Seconda guerra mondiale, ma è nell’evento del Concilio Vaticano II che ha trovato le condizioni favorevoli per essere attuata felicemente (si fa per dire) e portare, così, in maniera inavvertita e pressoché indolore, a ciò cui oggi stiamo assistendo in forme sempre più evidenti: al travisamento della dottrina cattolica e all’avanzare di una apostasia generalizzata da parte del clero e dei fedeli, a partire dagli stessi cardinali e vescovi.
Questa analisi, lucida e precisa, è stata condotta, fra gli altri, dal professor Stefano Fontana, un autore cattolico molto onesto e coraggioso e perciò, oggi, non molto ben visto nelle alte sfere della neochiesa, e nemmeno in quelle più basse. La sua “colpa” è quella di riallacciarsi alla critica di certe tendenze post-conciliari, già condotta da un grande pensatore come padre Cornelio Fabro, nel riconoscere e denunciare in Rahner il distruttore del tomismo e l’autore di una pretesa “rivoluzione copernicana” della teologia (la famigerata svolta antropologica), rivoluzione che ha condotto a una situazione paradossale, cioè alla conquista dei vertici della Chiesa da parte dei seguaci di un teologo modernista, la cui autorità viene oggi presentata come indiscutibile. Situazione paradossale anche perché essa ha condotto la teologia cattolica a rinchiudersi da se stessa in una sorta di prigione, dopo di che – l’immagine è di un altro grande pensatore cristiano del XX secolo, Etienne Gilson – essa si accanisce a voler aprire la porta della prigione in cui si trova, ma dall’interno, cosa evidentemente contraddittoria e impossibile.

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Karl Rahner e Joseph Ratzinger 

In una conferenza tenuta ad Ancona un mese fa, il 5 maggio 2018, su invito dell’associazione Oriente Occidente, per presentare il suo libro La nuova Chiesa di Karl Rahner (Verona, Fede & Cultura, 2017), il professor Fontana, fra le altre cose, ha detto (il video completo è disponibile in rete, ad esempio sul sito Il fumo di Satana – Anticattocomunismo):
La mia domanda è la seguente: questa situazione di incertezza, di dubbi, possiamo dire anche di confusione, perché una situazione di incertezza è una situazione confusa, dove uno non sa come orientarsi – è semplicemente una situazione di incertezza, di confusione, o è un nuovo ordine che emerge, un nuovo paradigma, un nuovo assestamento che si va configurando? L’impressione, abbastanza forte, osservando quel che capita intorno a noi, è che sta forse nascendo un nuovo paradigma della fede cattolica; per cui è una confusione, ma che ha una sua coerenza, all’interno dell’incertezza: e in questo senso, però, la valutazione si aggrava ancora, perché se si tratta solo di incertezza, basta mettere in atto degli interventi per chiarire, e l’incertezza è superata; ma se questa incertezza è in qualche modo voluta, perché attraverso l’incertezza si vuole far emergere qualche nuova visione della fede cattolica, allora la cosa lascia perplessi e fa sorgere qualche domanda in più. Ora, il mio parere è che questa situazione di confusione, nei termini che ho detto, di oggi, non sia occasionale o dovuta a degli inconvenienti di percorso o contingenti; diciamo che non avviene per accidens, come direbbero i filosofi, ma per essentiam; cioè c’è qualcosa di nuovo che si sta configurando, che sta emergendo gradualmente e incidentalmente – perché non è sempre facile intravedere un piano, un progetto – però abbastanza coerentemente. E allora, se questa mia analisi – da fedele, che legge i fatti, mica da studioso – perché le situazioni di dubbio che ho denunciato sono davanti a tutti – io mi son chiesto da dove derivi; e mi sono dato questa risposta, risposta che ha messo in moto alcune condizioni di cui vi parlavo. La mia risposta è questa: la fede ha bisogno della teologia, perché la fede va compresa, se pure compresa nella fede della Chiesa; ma la teologia ha bisogno della filosofia, come dello strumento di cui si avvale. Senza concettualità filosofica, il teologo non può fare teologia; come, senza lo strumento della matematica, il fisico non può fare fisica. La fede ha bisogno della teologia; la teologia ha bisogno della filosofia, perché la fede è conoscenza; una forma di conoscenza, come ci spiega il professor Livi. Non è esperienza, come si tende a dire oggi, ma è una forma di conoscenza. Cioè, la fede ha un contenuto conoscitivo - il professor Livi direbbe: noetico - cioè la fede è un atto dell’intelletto, anche se mosso dalla volontà e, da ultimo, dalla grazia divina. La fede implica una logica. Ora, se la fede, invece, non fosse conoscenza, ma esperienza, allora potrebbe andar d’accordo cin tutte le filosofie. Ma siccome la fede è conoscenza, ha un contenuto conoscitivo, rivelato, che non è irrazionale, ma risponde anche alle esigenze della ragione, allora la fede non può andar d’accordo con tutte le filosofie, ma solo con la filosofia vera. Ciò con la filosofia naturale cristiana. Per questo motivo, allora, ecco il punto, se alla fede vengono applicate filosofie incompatibili con la fede, perché non vere, il contenuto della fede ne risulta modificato, trasformato. Allora, cosa c’è all’origine di questi cambiamenti in atto, che noi vediamo nella vita della Chiesa di oggi? Cosa c’è all’origine? C’è l’applicazione alla teologia, e quindi poi alla fede, di filosofie sbagliate, che hanno messo ai teologi degli occhiali nuovi con cui guardare le verità, i contenuti della fede. Non hanno cambiato i contenuti della fede; la dottrina rimane: ma hanno cambiato il modo di vere i contenuto dottrinali, per cui, cambiando gli occhiali filosofici, quei contenuti dottrinali ne risultano trasformati. Quindi: volte cambiare la teologia e la fede della Chiesa? Fate così inoculate, inserite nella teologia, nelle istituzioni d’insegnamento  nei seminari, una nuova filosofia, o nuove filosofie; non attaccate direttamente i contenuti della fede, se volete cambiarli; ma lasciate  che a intaccare i contenuti della fede siamo gli stessi teologi, gli stessi sacerdoti, magari gli stessi vescovi. Quando, con gli occhiali nuovi di una filosofia diversa che voi avete inserito nella formazione,  nei testi, nei maestri di riferimento, dei teologi di riferimento, cambieranno anche i contenuti della fede stessa. E sarà una mutazione do fede graduale, inavvertita, indolore. I fedeli saranno contenti e inconsapevoli, ma, nello stesso momento, non crederanno più in ciò in cui si credeva ieri, o l’altro ieri. Così facendo, i fedeli dimenticheranno e poi, pian piano, dimenticheranno di aver dimenticato; e si troveranno a pensare di credere ancora nella fede degli Apostoli, e invece, magari, credono in una fede diversa da quella degli Apostoli. La prassi del modernismo è sempre stata questa - questa ambigua, sfaccettata, sfuggente eresia, condannata da san Pio X con l’enciclica “Pascendi”, nel 1907, aveva questo obiettivo -: non attaccare dall’esterno la Chiesa per demolirla, ma penetrare all’intermo, affinché fossero gli stessi uomini di Chiesa a cambiare la fede. Attraverso che cosa? Principalmente, attraverso la filosofia. Perché il modernismo ha mille aspetti, ma è e rimane principalmente un fatto soprattutto filosofico. Un anno fa avete forse letto l’ultimo esempio di questa tattica, a proposito di un grande teologo, Gregory Bauman. È morto circa un anno fa, a novantadue anni. È stato  uno dei grandi teologi del post-concilio, celebrato e onorato. In punto di morte, lui ha dichiarato di essere stato sempre omosessuale; di aver perso la fede da giovanissimo; ma dio essere rimasto, ciò nonostante, dentro la Chiesa, per cambiarla dall’interno.   

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A sinistra Karl Rahner 

Procedendo nella sua analisi, il professor Fontana ha individuato in Karl Rahner colui che, più di ogni altro, ha svolto, nella teologia del XX secolo, la funzione di operare uno stravolgimento della fede mediante l’applicazione di filosofie sbagliate alla teologia cattolica: il criticismo, l’idealismo e la filosofia di Heidegger. Ora, Karl Rhaner era un gesuita, come lo era, prima di lui, Pierre Teilhard de Chardin. È difficile non vedere come siano stati proprio i gesuiti - i quali, ancora negli anni ’30 del Novecento, sposavano il compromesso storico col fascismo e si lanciavano in un’ultima, grande crociata contro la modernità - coloro i quali, a partire dal secondo dopoguerra, hanno operato una vera e propria inversione di rotta, dapprima isolatamente, poi in forma sempre più massiccia e consapevole. Se la modernità non poteva essere combattuta e vinta e se l’ultimo grande strumento politico-sociale per ritardarne l’avvento, il fascismo, era miseramente caduto, non restava altra strategia che quella di spalancare le braccia, accoglierla festosamente e arrivare con essa a un ragionevole compromesso, sulla base di una lettura immanentistica, realistica e naturalistica dei dati della Rivelazione. In altre parole: via lo spiritualismo, via il tomismo, via anche la razionalità scolastica, perché inseparabile da un atteggiamento di umiltà verso la fede; e avanti tutta con le tendenze più recenti, e, appunto, più moderne: avanti con la logica della soggettività, con la conoscenza che non è mai conoscenza oggettiva di qualcosa, di una verità a sé stante, ma sempre conoscenza condizionata dal soggetto conoscente (un’idea tipicamente kantiana). E si arriva così, per questa via, alla “scoperta” che la fede non è una forma di conoscenza oggettiva, e quindi razionale, di contenuti oggettivi, ma è un contenuto personale, intimo della coscienza, una ”esperienza”, e perciò un fatto eminentemente sentimentale, dell’io soggettivo, con la fede stessa (non con Dio, si badi, ma con la fede: con la fede in Dio). E ci si dimentica, in tal modo, che la fede viene da Dio: e che, se non viene da Dio, nessuno ci può arrivare in altro modo, perché essa non è una costruzione umana. Una vera e propria perversione teologica, già individuata e denunciata, a suo tempo, da Cornelio Fabro: non è più la fede che garantisce la verità della dottrina, ma è la verità della dottrina che viene adattata e in qualche modo modellata secondo le esigenze della fede; ma di una fede del soggetto, una fede soggettiva, una fede insomma umana, e non la fede cristiana, che viene da Dio e che è garantita da Gesù, cioè da Dio stesso. 
Il trucco modernista c’è, e si chiama Karl Rahner

diFrancesco Lamendola
continua su:

Vedi anche il video: 

Del 05 Giugno 2018

Allegato Pdf



http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/teologia-per-un-nuovo-umanesimo/5946-rahner-e-trucco-modernista

La Gospa bollente

Medjugorje, Monsignor Peric: "False le 47 mila apparizioni mariane"

Dopo la nomina vaticana di monsignor Hoser durissima risposta del vescovo di Mostar-Duvno. Il prelato ricorda tutte le trascrizioni dei file audio che smentiscono i veggenti


Medjugorje è una cittadina della Bosnia-Herzegovina dove, dal giugno del 1981 fino ad oggi, si sarebbero verificate 47 mila apparizioni mariane a sei diversi veggenti. Questi fatti, veri o presunti, continuano a suscitare notevoli polemiche all’interno della Chiesa Cattolica.
Nei giorni scorsi un comunicato della Sala Stampa vaticana ha informato che monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), è stato nominato da Papa Francesco Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis (vale a dire "a disposizione della Santa Sede"). La decisione vaticana, in parte già anticipata un anno fa da La Fede Quotidiana, è stata interpretata in vario modo.

“Chiedetelo a loro”

“EL PAPA” A CONCLAVE SEGRETO LE 7 SORELLE e Blackrock, che vuole investire “sul clima”

Improvviso interesse della centrali globaliste per l’Italia. Negli stessi giorni in cui il gruppo Bilderberg si raduna a Torino, a Roma, Bergoglio (El Papa) presiede un vertice, che ha lui convocato, con le Sette Sorelle  –  per la precisione, coi  i capi supremi delle multinazionali del greggio – e le loro finanziarie ausiliarie  transnazionali.   L’incontro si produrrà il 7-10 giugno. Le informazioni su questo enigmatico vertice Papa-Petrolieri  sono all’incirca scarse come quelle sul Bilderberg. L’incontro è infatti definito ”private”, ossia segreto e su inviti.