ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 30 ottobre 2018

"Il laboratorio dell’inferno"

INIZIO DELLA SCRISTIANIZZAZIONE


Quando è iniziata "la scristianizzazione" della società? Il senso morale cristiano ha fatto la grandezza e l’unità dell’Europa, l’orgoglio dell’uomo, che si fonda solo su se stesso ha fatto di essa "il laboratorio dell’inferno" 
di Francesco Lamendola   

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Il cavallo rosso di Eugenio Corti è uno di quei casi letterari che fanno bene sperare. Il libro, apparso in libreria nel 1983, nel 2015 era già arrivato alla trentunesima edizione, e questo nonostante alcune circostanze oggettivamente poco favorevoli, che hanno reso il successo di pubblico poco meno di un miracolo. Oltre all’assenza di una grossa casa editrice, capace di pubblicizzarlo adeguatamente e fornita degli agganci giusti per muovere la critica che conta, e oltre alla considerevole mole dell’opera (qualcosa come 1.200 pagine di testo!), pesava come un macigno il fatto che l’autore fosse poco conosciuto, e ciò per un motivo preciso, ossia per un ostracismo decretato dalla cultura egemone, dominata dal P.C.I. Combattente della Seconda guerra mondiale e reduce dalla Russia, Eugenio Corti, classe 1921 (e deceduto nel 2014), brianzolo di Besana, laureato in giurisprudenza alla Cattolica, aveva esordito nel 1947 con un libro autobiografico, I più non ritornano (con Garzanti, poi con Mursia), seguito da un secondo dello stesso genere, I poveri cristi, nel 1950; indi era sparito, per riapparire nel 1962, quando la Compagnia Stabile di Diego Fabbri, a Roma, mise in scena, a Roma, il suo drammaProcesso e morte di Stalin. L’opera suscitò il furore e l’indignazione dei comunisti, perché ne emergeva una sentenza di condanna definitiva non per questa o quella forma di marxismo, ma per il marxismo in quanto tale; e siccome i compagni, allora, detenevano quasi tutti i posti che contano nella critica letteraria, nelle università, nelle case editrici e nelle giurie dei premi letterari, la sentenza di tradusse in un ostracismo tenace e definitivo, inappellabile. 

Tranquilli, sereni e forti.

la “CHIESA” E’ SOTTO OCCUPAZIONE DEL GOLPE SODOMITA. TUTTO QUI.

Se preocupe..

Sinodo e giovani 

di Annarosa Rossetto 

Come saprà chi segue questo blog, si è da poco concluso il Sinodo dei vescovi sui giovani che ha avuto molta risonanza nei media soprattutto per gli aspetti riguardanti il tema della omosessualità e la polemica sulla sigla “LGBT” presente nello strumento di lavoro in cui in modo surrettizio è finita senza che si sia capito bene per mano di chi. Sul perché, invece, si sono fatte molte ipotesi maliziose.

Cristo non abita in Vaticano

Luoghi comuni, abusi liturgici e deragliamenti teologici
seconda parte
   
Proponiamo, con il presente intervento, una seconda escursione su quanto nel titolo, estratta dalla seconda raccolta di “Luoghi comuni, falsi e bufale” di prossima pubblicazione.


DATEVI UN SEGNO DI PACE




Al termine del Padre Nostro, il celebrante, rivolto ai fedeli, porge loro l’invito a scambiarsi ‘un segno di pace’. Sùbito dopo si scatena la caccia alla mano da stringere. Eh sì, perché nonostante l’esortazione parli di un segno – vale a dire uno, tra i tanti, non ben identificato – quello della stretta di mano è diventato il segno unico ed esclusivo. Per il quale va ricordato il ruolo che, nella riforma – o ‘deforma’ -  della Santa Messa ebbe il sopra citato massone, mons. Annibale Bugnini (BUAN – matricola di loggia 1365/75 ), il quale, in forza del suo incarico di presidente di commissione, inserì questo gesto non senza una sottile intenzione di inquinare il significato della vera pace di Cristo. Un elemento totalmente dissacratorio che ci apprestiamo a spiegare.

Alla più parte dei fedeli sfugge che la ‘stretta di mano’ è uno dei segni di riconoscimento che i ‘fratelli 3 puntini’ – i massoni – includono nel loro ermetico cerimoniale. Chi possiede, sia pur superficiali, nozioni circa la massoneria e il suo rituale, sa che la stretta di mano, col pollice di una che preme, due o più volte,  sull’altra nella concavità molle, sita tra pollice/indice e contigua alla sì detta “tabacchiera anatomica”, è un espediente di per sé nulla significante per chi, massone non essendo, non ne avverte il messaggio cifrato, diversamente da altro che, massone ‘coperto’, lo riceve, pronto a ricambiarlo.

lunedì 29 ottobre 2018

Almeno..

Il Summorum Pontificum gode di ottima salute


Si è concluso ieri, domenica 28 ottobre, il pellegrinaggio del Coetus Internationalis Summorum Pontificum, che ha portato ancora una volta, in grande stile, il popolo delle Messa di San Pio V in San Pietro. 
Anche quest’anno la presenza numerica è stata notevole. Da segnalare l’aumento percentuale dei (cosiddetti) ragazzi. Facendo un conto spannometrico, un terzo dei presenti era composto da persone con meno di trent’anni, percentuale che si alza a circa metà se consideriamo giovani (secondo l’uso moderno) anche i quarant’enni. 

Quello che volevano fargli dire fin dall’inizio..

Due padri sinodali africani in un ristorante di Roma non comprendono il cameriere che parla in italiano

Foto: aula Sinodo
Foto: aula Sinodo
 (…)

Pant! Pant!

Dopo tanto camminare…

– Buongiorno!
– Buongiorno a lei! Pant! Pant!
– Mi scusi, perché è così affaticato? Le manca il fiato…
– Eh! Ho appena finito di partecipare al sinodo! Pant! Pant!
– Ma lei è giovane!
– Appunto!
– Appunto cosa?
– Appunto, in quanto giovane ho partecipato al sinodo, e sono esausto! Pant! Pant!

"Il frutto delle ondate migratorie"..

Papa Francesco: "L'Europa è nata dai migranti, chiudere le porte è suicida"

Il Papa torna su un concetto già sviluppato in altre occasioni, quello del legame tra le migrazioni dal Sud del mondo e la crisi demografica del Nord: "Il benessere è suicida, ti porta a chiudere le porte perché non ti disturbino, possono entrare solo quelli che servono per il mio benessere"

Il Vaticano torna a difendere i migranti. Lo fa con un accalorato saluto che papa Francescorivolge ai missionari scalabriniani, religiosi dediti alla pastorale dei migranti, ricevuti oggi.
"C’è un’ondata di chiusura verso lo straniero e ci sono tante situazioni di entrata di persone, ma poi si sfrutta lo straniero, no? Io sono figlio di migranti e ricordo che nel dopo guerra, quando ero un ragazzino di 10 o 12 anni dove lavorava papà arrivarono i polacchi e furono accolti bene, c’era lavoro e c’era anche bisogno. L’Argentina è un cocktail di ondate migratorie: i migranti hanno costruito il paese, come hanno costruito l’Europa, che non è nata così. È il frutto delle ondate migratorie".