ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

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lunedì 10 agosto 2020

Un terreno di incontro

Pro o contro il Concilio, la Chiesa nel vortice. Linee guida per una pacificazione



(s.m.) Il rigetto dell’intero Concilio Vaticano II, propugnato a fine giugno dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ha riacceso prepotentemente la disputa su quel Concilio, sulla sua ortodossia od eresia.

È sperabile che questa disputa non produca uno scisma ma piuttosto un confronto equanime che metta finalmente in luce la “verità” di quel grande evento?

È ciò che auspica, in un’ampia e argomentata nota inviata a Settimo Cielo, il professor Pietro De Marco (nella foto), filosofo e storico di formazione, già docente di sociologia della religione nell’Università di Firenze e nella Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Precedono il testo, per agevolarne la lettura, un “abstract”, un breve sommario della nota stessa, e i rimandi a tutti i post di Settimo Cielo dedicati alla questione, in ordine cronologico.

Un vuoto infinito

GOVERNO E MONDO CLERICALE CANCELLANO DIO (PERFINO NEI DOCUMENTI VATICANI) COL PRETESTO DEL COVID


C’è una vittima illustre del Covid, la più illustre, eppure è passata inosservata: Dio. Non poteva esser “fatto fuori” dal Covid, ma è stato cancellato dagli uomini a motivo (o con il pretesto) del Covid. Non si tratta solo di ciò che è avvenuto nei mesi del lockdown – una sorta di blackout della Chiesa – che è stato clamoroso e non ha precedenti in duemila anni di storia.

Prima che sia troppo tardi

Letture / La Cina è vicina. Ed è il nostro domani?


Cari amici di 
Duc in altum, per la rassegna Letture, Aurelio Porfiri ci porta in Cina, paese da lui ben conosciuto. Ma ci conduce anche in quello che ha tutta l’aria di essere il nostro futuro prossimo. Perché, tra intelligenza artificiale, veicoli a guida autonoma, tecnologie green, smart city e riconoscimento facciale, lì chi progetta il nostro mondo di domani è già all’opera.

Si tratterebbe proprio di una religione inutile..

Il dramma di una Chiesa autoesiliata e di un Dio inutile

Anche l'illuminista Il Mulino nota che la Chiesa si è fatta inutile. Ma per la rivista bolognese è un merito perché non serve più la salvezza di Cristo, ma basta una “prossimità religiosa dell’umano”. 


domenica 9 agosto 2020

Scegliere il male minore è comunque scegliere il male

 Come votare per Satana


Mi sono accorto che un numero significativo di persone si sta preoccupando per le imminenti elezioni presidenziali americane. Sebbene possa essere difficile vedere cosa ci sia di così eccitante in quella che promette di essere una pseudo-gara particolarmente fraudolenta tra due strani e vecchi buffoni incoerenti, grandi masse di persone sono impegnate ad inveire l’una contro all’altra e a comportarsi come se questa gara contasse effettivamente qualcosa. Questa cacofonia politica da manicomio sta creando un grave rischio per la salute mentale di gran parte della popolazione, già stressata dal crollo economico in atto e dagli strenui sforzi per coprirlo sfruttando il problema (per lo più creato ad arte) del coronavirus. E così, nel tentativo di risparmiarvi l’angoscia mentale dell’ossessione per una contesa completamente priva di significato, voglio offrirvi una prospettiva diversa che spero vi tranquillizzerà e vi permetterà di concentrare i vostri sforzi verso qualcosa di più piacevole o utile o, idealmente, entrambe le cose.

Ovvio che ci sarà la persecuzione….

LA NUOVA CONTRORIFORMA DELLA CHIESA in 10 PUNTI. Il parere di un semplice battezzato


Nell’introduzione al primo volume “Confidenze di Gesù ad un sacerdote”, mons. Ottavio Michelini scrive:

Perché Dio ha scelto me? Per confondere i superbi, gonfi di orgoglio per il loro sapere, che di errori, di eresie hanno riempito la Chiesa, avvelenando le anime.

Sì, scemenzeerrori , eresie, su Dio, sulla Chiesa, sulla Vergine SS.ma, sulla Rivelazione; Dio è infinitamente semplice e semplici ed umili vuole noi.

Ateo muto

DOCUMENTO “ATEO” DAL VATICANO? IL SILENZIO DI MONS. PAGLIA.


 Carissimi amici di Stilum Curiae, ci ha scritto un amico di lunga data che lavora in Vaticano, per manifestarci tutta la sua sorpresa su come la Pontificia Accademia per la Vita, e in particolare il suo responsabile, mons. Vincenzo Paglia, ha risposto alle critiche rivoltegli per il documento sulla pandemia. Critiche che sono state avanzate non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo (in calce troverete, se ne avete voglia, i collegamenti agli articoli). Il documento è stato accusato, fra l’altro, di essere privo di qualsiasi lettura dal punto di vista della Rivelazione, di avere omesso tematiche di grande attinenza col mandato dell’Accademia ritenendole politicamente inopportune, di aver collegato il tema della pandemia con quello della tutela dell’ambiente in modo forzato e privo di fondamento scientifico e teologico, di avere accuratamente evitato di condurre una lettura spirituale dell’evento dal punto di vista della teologia della caduta e della redenzione ossia dell’invito alla penitenza e alla conversione, di avere proposto sì la conversione ma non a Dio bensì alla natura da rispettare e alla solidarietà umana nel bisogno, di aver ripetuto passivamente le note tesi imposte a livello planetario da chi ha in mano l’opinione pubblica. Insomma, bazzecole, come potete vedere. Ma leggiamo dello stupore di questo amico, che si auto-battezza – mentendo – pesce piccolo….

Le rane bollono nella palude?

La "partita" decisiva per la Chiesa: chi può succedere al Papa

In Vaticano ragionano sul futuro della Chiesa. Già da adesso può iniziare la partita per il dopo Bergoglio

Parlare del prossimo Papa con Jorge Mario Bergoglio ancora regnante può essere percepito come un esercizio privo di senso, ma di questi tempi alcune case editrici stanno pubblicando alcuni libri che trattano proprio del "Next Pope", del consacrato che sarà chiamato a regnare sul soglio di Pietro.

"Perché?", ci si potrebbe chiedere. Le ragioni possono essere soprattutto due: c'è chi evidenzia che i cardinali non si conoscano tra di loro e quindi abbiano bisogno in anticipo dei profili degli altri porporati per scegliere in futuro, ma c'è anche chi pensa che papa Francesco possa persino dimettersi. Joseph Ratzinger ha aperto una breccia nella storia.

sabato 8 agosto 2020

La dottrina si suppone già messa al sicuro..?

Concilio Vaticano II / Il cardinale Zen risponde al professor de Mattei

Cari amici di Duc in altum, il dibattito sul Concilio Vaticano II prosegue e coinvolge eminenti esponenti del mondo della Chiesa oltre che studiosi.

Oggi l’amico Aurelio Porfiri (a proposito: buon compleanno Aurelio!) mi ha fatto pervenire la risposta del cardinale Joseph Zen al professor Roberto de Mattei, il quale in un recente articolo aveva confutato alcune tesi espresse dal vescovo emerito di Hong Kong.

venerdì 7 agosto 2020

Il diritto dell’uomo di distruggersi da solo

OMOTRANSFOBIA IL BAVAGLIO ALLA VERITÀ - GIANFRANCO AMATO, MASSIMO VIGLIONE SUL DDL ZAN-SCALFAROTTO

COMMENTIAMO CON L’AVVOCATO GIANFRANCO AMATO E IL PROF. MASSIMO VIGLIONE, L’ITER DELLA PROPOSTA DI LEGGE ZAN SCALFAROTTO E LE SUE DERIVE LIBERTICIDE

Confederazione Triarii

DDL ZAN. MONS. ICS: LO FARANNO PASSARE PERCHÉ È ANTI-MASCHIO.

I cani infedeli, ovvero noi

Festa islamica, ancora torture sugli animali: Questa volta con la benedizione del Vescovo Beschi




Mentre gli italiani saranno ancora sotto misure restrittive di mascherine e distanziamento sociale, i musulmani celebreranno la Festa dello Sgozzamento, sacrificando ad Allah migliaia di povere bestie. Uccise in modo brutale, tra atroci sofferenze.
In occasione di questa festività, i musulmani sacrificano un montone che viene ucciso per sgozzamento attraverso un preciso rituale. Il tutto, però, avviene senza lo stordimento preventivo dell'animale. La carne, poi, viene divisa preferibilmente in tre parti uguali, una delle quali va consumata subito tra i fedeli.

Un bivio per la Chiesa

Ma Papa Francesco crede ai dogmi? Le acrobazie verbali per non dire “Vergine” Maria


Il grande teologo (definizione di Benedetto XVI) Hans Urs von Balthasar, diceva, citando i padri della Chiesa, che “Maria da sola ha vinto tutte le eresie”. In pratica, il culto mariano è una specie di cartina al tornasole per verificare chi è veramente cattolico. Infatti, soprattutto il dogma sulla Sua verginità perpetua, prima, durante e dopo la nascita del Bambin Gesù, non è questione di lana caprina, o un dettaglio trascurabile, è, piuttosto, un fattore dirimente nell’impianto della fede cattolica, in base a un corollario logico:  se Maria non ebbe un parto soprannaturale e miracoloso, Cristo era un uomo come tutti e quindi la Sua parola non viene direttamente da Dio. In tal caso, i Suoi insegnamenti possono essere piegati e adattati alle contingenze del mondo come fa più comodo.

Mysterium iniquitatis…

IL 1° TRADIMENTO DELLA VERITA'


Dignitatis humanae il primo tradimento della verità. 1964-65: quando le opere delle tenebre vennero alla luce e il male della menzogna entrò ufficialmente nella pastorale cattolica. L'incredibile "confessione" di Albino Luciani                                                                                                                                                   di Francesco Lamendola

 

 http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/chiesa/0-luciani-600.gif 

 

 

Nei precedenti articoli ci siamo chiesti quando, dove e come il male è penetrato nella Chiesa cattolica e l’abbia condotta a non opporsi più al vizio e al peccato, ma a farsi essa stessa promotrice attiva di ciò che il Magistero e il Catechismo hanno sempre condannato, almeno fino a ieri: valga per tutti l’esempio del cardinale Schönborn, arcivescovo di Vienna, divenuto un frenetico attivista gay e solito cedere la cattedrale di Santo Stefano per allestirvi spettacoli osceni, che avrebbero fatto fremere d’indignazione gli Apostoli, così da spingerli, crediamo, a lanciare una solenne maledizione contro dei “cristiani” talmente sfrontati nella loro depravazione. Ci resta da capire quando il male della menzogna è entrato ufficialmente, per così dire, nella pastorale cattolica e poi, insinuandosi e strisciando, anche nella dottrina: perché il diluvio di falsità, profanazioni e bestemmie che caratterizza la sedicente chiesa del signor Bergoglio non è certo cominciato all’improvviso e deve aver sfruttato un terreno di coltura preparato da lungo tempo. 

Sorge una domanda..?

Mons. Schneider e mons. Viganò terranno delle discussioni dottrinali con Roma?


Nella sua opera "Christus vincit: Christ’s Triumph Over the Darkness of the Age", pubblicato in inglese da Angelico Press e presto pubblicato anche in francese da Éditions Contretemps, mons. Athanasius Schneider non esita a mettere in discussione il Concilio Vaticano II :

giovedì 6 agosto 2020

Noi cafoni bifolchi

O ZAN O SAN PAOLO

Decreto Zan Scalfarotto ci “concederà” la libertà di opinioni, se però non sarà qualcosa che istigherà all’odio”

Questo il testo dell’emendamento approvato: «Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente: Art. 2-bis. 1. Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte».

sabato 1 agosto 2020

Il giorno del redde rationem s’avvicina

Dies irae


Quantus tremor est futurus, quando Iudex est venturus, cuncta stricte discussurus! (Missale Romanum, Sequenza Dies irae).

Quel giorno gli era toccato celebrare nella grandiosa cappella quattrocentesca in cui era avvenuta la sua elezione. L’altare attaccato al muro lo aveva obbligato, durante la parte sacrificale della Messa, a rimanere rivolto verso la parete di fondo, totalmente occupata dall’immenso, celeberrimo affresco dell’universale retribuzione. Il Giudice divino, mostrando la carne eternamente segnata dai Suoi patimenti, scacciava lontano da Sé, con tremendo e irrimediabile gesto, quanti li avevano disprezzati e resi infruttuosi, nei propri riguardi, con l’impenitenza finale. I demoni, ben identificabili per il mostruoso aspetto, trascinavano i dannati nel baratro del tormento senza fine, dove «saranno torturati giorno e notte per i secoli dei secoli» (Ap 20, 10). Caronte percuoteva i loro corpi risuscitati con un remo della sua barca, ma ciò non era nulla in confronto a quel che li attendeva: lo stagno di fuoco e zolfo, ovvero la seconda morte (cf. Ap 20, 14).

giovedì 20 gennaio 2011

Santità, fugga lo spirito di Assisi


Appello di “alcuni cattolici gratissimi” affinché il Papa non riaccenda le confusioni sincretiste

Santo Padre Benedetto XVI, siamo alcuni cattolici gratissimi dell’opera da Lei compiuta come pastore della Chiesa universale in questi anni; riconoscenti per la sua grande valutazione della ragione umana, per la concessione del motu proprio “Summorum pontificum”, per il Suo proficuo rapporto con gli Anglicani che ritornano all’unità, e per molto altro ancora.
Abbiamo preso il coraggio di scriverle dopo aver sentito, proprio nei giorni del massacro dei cristiani copti in Egitto, dell’ intenzione di convocare ad Assisi, per il mese di ottobre, un grande raduno interreligioso, venticinque anni dopo “Assisi 1986”.
Tutti noi ricordiamo quell’evento di tanti anni fa.
Un evento anche mediatico come pochi, che, a prescindere dalle intenzioni e dalle dichiarazioni di chi lo convocò, ebbe un contraccolpo innegabile, rilanciando, proprio nel mondo cattolico, l’indifferentismo ed il relativismo religioso.
Proprio da quell’avvenimento prese vigore presso il popolo cristiano l’idea che l’insegnamento secolare della Chiesa, “una, santa cattolica e apostolica”, sull’unicità del Salvatore, fosse in qualche modo da archiviare.
Tutti noi ricordiamo rappresentanti di tutte le religioni in un tempio cattolico, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, allineati con in mano un ramoscello di ulivo: quasi a significare che la pace non passa da Cristo ma, indistintamente, da tutti i fondatori di un credo, quale che esso sia (Maometto, Budda, Confucio, Kalì, Cristo…).
Ricordiamo la preghiera dei mussulmani in Assisi, cioè nella città di un santo che aveva fatto della conversione degli islamici uno dei suoi obiettivi.
Rammentiamo la preghiera degli animisti, la loro invocazione degli spiriti elementali, e quella di altri credenti o di rappresentanti di religioni atee come il giainismo.
Quel pregare “insieme”, qualsiasi fosse il fine, volenti o nolenti ebbe l’effetto di far credere a molti che tutti pregassero “lo stesso Dio”, solo con nomi diversi.
Invece le Sacre Scritture parlano chiaro: “Non avrai altro Dio all’infuori di me” (I comandamento); “Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14, 6).
Chi scrive non nega certamente il dialogo, con ogni persona, di qualsiasi religione essa sia.
Viviamo nel mondo, e tutti i giorni parliamo, discutiamo, amiamo, anche chi non è cristiano, perché ateo, incerto, o di altre religioni. Ma questo non ci impedisce di credere che Dio stesso sia venuto sulla terra, e si sia fatto uccidere, per insegnarci, appunto, la Via e la Verità, e non solo una delle tante e possibili vie e verità. Cristo è per noi cristiani il Salvatore: l’Unico Salvatore del mondo.
Ricordiamo dunque con sgomento, tornando a quell’avvenimento di venticinque anni fa, i polli sgozzati sull’altare di santa Chiara secondo riti tribali e la teca con una statua di Budda posta sopra l’altare della chiesa di san Pietro, sopra le reliquie del martire Vittorino, ammazzato, 400 anni dopo Cristo, per testimoniare la sua fede.
Ricordiamo i sacerdoti cattolici che si sottoposero a riti iniziatici di altre religioni: una scena raccapricciante, dal momento che, se è “sciocco” battezzare nella fede cattolica una persona adulta che non vi crede, altrettanto assurdo è il fatto che un sacerdote cattolico si sottoponga a un rito cui non riconosce alcuna validità né utilità. Così facendo si finisce infatti solo per far passare una idea: che i riti, tutti, non siano altro che vuoti gesti umani. Che tutte le concezioni del divino si equivalgano. Che tutte le morali, che da ogni religione promanano, siano intercambiabili.
Ecco, quello “spirito di Assisi”, su cui poi i media e i settori della Chiesa più relativisti ricamarono a lungo, gettò confusione. Ci sembrò estraneo al Vangelo e alla Chiesa di Cristo, che mai, in duemila anni, aveva scelto di fare altrettanto. Avremmo voluto riscrivere, allora, queste ironiche osservazioni di un giornalista francese: “In presenza di tante religioni, si crederà più facilmente o che esse sono tutte valide o che sono tutte indifferenti; vedendo così tanti dei, ci si chiederà se tutti non si equivalgono o se ce n’è uno solo vero. Il parigino beffardo (scettico ed ateo, ndr) imiterà quel collezionista scettico, il cui amico aveva appena fatto cadere un idolo da una mensa: ‘Ah! Disgraziato, poteva essere il Dio vero’”.
Trovammo conforto, allora, alle nostre perplessità, in tantissime dichiarazioni di pontefici che avevano sempre condannato un siffatto “dialogo”.
Un Congresso di tutte le religioni era stato già organizzato, infatti, a Chicago, nel 1893, e a Parigi, nel 1900. Ma papa Leone XIII era intervenuto a vietare qualsiasi partecipazione cattolica.
Lo stesso atteggiamento tenne Pio XI, il papa che condannò l’ateismo comunista e quello nazionalsocialista, ma che deplorò nel contempo il tentativo di unire gli uomini in nome di un vago e indistinto senso religioso, senza Cristo.
Scriveva quel papa nella sua “Mortalium animos” (Epifania del 1928), proprio a riguardo dei congressi ecumenici: “Persuasi che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione. Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo…”.
Col senno di poi, possiamo dire che Pio XI aveva ragione, anche solo sul piano della mera opportunità: quale è stato, infatti, l’effetto di “Assisi 1986”, nonostante le giuste dichiarazioni di papa Giovanni Paolo II, volte ad impedirne una simile interpretazione?
Qual è il messaggio che hanno rilanciato talvolta gli stessi organizzatori, i media, ed anche non pochi ecclesiastici modernisti, ansiosi di ribaltare la Tradizione della Chiesa?
Ciò che è passato, presso moltissimi cristiani, tramite le immagini, che sono sempre le più evocative, e tramite i giornali e le tv, è molto chiaro: il relativismo religioso, che è poi l’equivalente dell’ateismo.
Se tutti pregano “insieme”, hanno concluso in tanti, allora le religioni sono tutte “uguali”: ma se così è, significa che nessuna di esse è quella vera.
A quell’epoca, Lei, cardinale e prefetto della Congregazione della Fede, insieme al cardinal Giacomo Biffi e a tanti altri, fu tra coloro che espressero forti perplessità. Per questo, negli anni successivi, non partecipò mai alle repliche proposte ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio.
Infatti, come Lei ha scritto in “Fede, verità e tolleranza. Il cristianesimo e le religioni del mondo” (Cantagalli, 2005), proprio criticando l’ecumenismo indifferentista, al cattolico “deve risultare nettamente che non esistono ‘le religioni’ in generale, che non esiste una comune idea di Dio e una comune fede in Lui, che la differenza non tocca unicamente l’ambito della immagini e delle forme concettuali mutevoli, ma le stesse scelte ultime..”.
Lei concorda perfettamente, dunque, con Leone XIII e con Pio XI sul pericolo di contribuire, con gesti come quelli di “Assisi 1986”, al sincretismo ed all’indifferentismo religioso.
Rischio messo in luce anche dai padri conciliari del Vaticano II, che in Unitatis Redintegratio, a proposito, si badi bene, dell’ecumenismo non con le altre religioni, ma con gli altri “cristiani”, invitavano alla prudenza: “Tuttavia la comunicazione nelle cose sacre non la si deve considerare come un mezzo da usarsi indiscriminatamente per il ristabilimento dell’unità dei cristiani…”.
Lei ha insegnato, in questi anni, non sempre compreso neppure dai cattolici, che il dialogo avviene e può avvenire non tra diverse teologie, ma tra diverse culture; non tra le Fedi, ma tra gli uomini, alla luce di ciò che tutti ci contraddistingue: la ragione umana.
Senza ricreare l’antico Pantheon pagano; senza che l’integrità della Fede venga messa a repentaglio dall’amore per il compromesso teologico; senza che la Rivelazione, che non è nostra, venga rimaneggiata dagli uomini e dai teologi intenti a conciliare l’inconciliabile; senza che Cristo, “segno di contraddizione”, debba essere messo sullo stesso piano di Budda o di Confucio, che tra il resto non dissero mai di essere Dio.
Per questo siamo qui a esporLe la nostra preoccupazione.
Temiamo che qualsiasi cosa Lei dirà, tv, giornali e tanti cattolici interpreteranno alla luce del passato e dell’indifferentismo imperante; che qualsiasi cosa affermerà, l’evento sarà letto come la continuazione della manipolazione della figura di Francesco, trasformato, dagli ecumenisti odierni, in un irenista e in un sincretista senza fede. Sta già succedendo…
Abbiamo paura che qualsiasi cosa Lei dirà, per fare chiarezza, i fedeli semplici, come siamo anche noi, in tutto il mondo non vedranno (e non gli sarà fatto vedere, ad esempio in tv) altro che un fatto: il vicario di Cristo non che parla, discute, dialoga con i rappresentanti di altre religioni, ma che prega con loro. Come se il modo e l’obiettivo della preghiera fossero indifferenti.
E molti, sbagliando, penseranno che anche la Chiesa ormai ha capitolato, ed ha riconosciuto, in sintonia con la mentalità new age, che pregare Cristo, Allah, Budda o Manitù sia la stessa cosa. Che la poligamia islamica e animista, le caste induiste o lo spiritismo politeista animista… possano stare insieme alla monogamia cristiana, alla legge dell’amore e del perdono ed al Dio Uno e Trino.
Ma come ha scritto sempre Lei, nel libro citato: “Con l’indifferenziazione delle religioni e con l’idea che esse siano tutte sì distinguibili, e tuttavia propriamente uguali, non si avanza”.
Santo Padre, noi pensiamo che con una nuova “Assisi 1986” nessun cristiano in terre d’Oriente verrà salvato: né nella Cina comunista, né in Corea del nord, né in Pakistan o in Iraq… tanti fedeli, invece, non capiranno più perché proprio in quei paesi c’è ancora oggi chi muore martire per non rinnegare il suo incontro non con una religione, ma con Cristo. Come sono morti gli stessi apostoli.
Di fronte alla persecuzione, ci sono vie politiche, diplomatiche, dialoghi personali e di Stato: si seguano tutte, nel modo migliore possibile. Con la Sua amorevolezza e il Suo desiderio di pace per tutti gli uomini.
Ma senza che sia possibile a chi vuole confondere le acque e rilanciare il relativismo religioso, anticamera di ogni relativismo, una opportunità, anche mediatica, così ghiotta come la “riedizione” di “Assisi 1986”.


Con devozione filiale

Francesco Agnoli, Lorenzo Bertocchi, Roberto de Mattei, Corrado Gnerre, Alessandro Gnocchi, Camillo Langone, Mario Palmaro, Luisella Scrosati, Katharina Stolz