ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

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martedì 11 agosto 2020

Il Papa, nei confronti di Cristo

"JORGE MARIO BERGOGLIO" Vicarius Christi il papa è dal momento che accetta l'elezione a Sommo Pontefice.





Vicarius Christi è un termine impiegato in diversi modi e con differenti connotazioni teologiche nel corso della storia. Un vicario è un dipendente che fa le veci del vero sovrano in alcune questioni di amministrazione di un regno, equivalente a «rappresentante» o «soprintendente». Il titolo è utilizzato nella Chiesa cattolica in riferimento al ruolo del Vescovo di Roma.

La prima traccia del concetto alla base della locuzione si ritrova nella Lettera ai Magnesiani (88 - 107 d. C.) di sant'Ignazio di Antiochia. In essa si recita: «Con la guida del vescovo al posto di Dio». Anche se sant'Ignazio non usa esplicitamente il termine in questione, ne esplicita l'idea.
Nel sinodo romano del 13 maggio 495 le connotazioni teologiche del titolo assumono un significato pastorale, evocando le parole del Cristo all'apostolo san Pietro in Gv 21:16-17: «Pasci le mie pecore... Pasci il mio gregge», con cui Cristo avrebbe fatto di san Pietro il suo Vicario e Pastore, affidandogli la responsabilità del suo gregge (cioè la Chiesa); ciò nella concezione che san Pietro fosse il primo Vescovo di Roma.
L'uso in riferimento ai papi nella Chiesa dei primi secoli era instabile; ne circolavano alcune varianti, come Vicario di Pietro, Vicario del Principe degli Apostoli o Vicario della Sede Apostolica. Questo titolo è utilizzato nel Messale Romano nelle preghiere di suffragio ai papi defunti e fu usato nel giuramento di obbedienza di san Bonifacio verso il papa Gregorio II. L'intitolazione come «Vicario di Cristo» per i papi divenne regolare solo dal XIII secolo, in seguito alle riforme del papa Innocenzo III, che reclamò la prerogativa di nominare i vescovi del Patriarcato latino. Nell'Annuario Pontificio, «Vicario di Gesù Cristo» è il terzo titolo ufficiale del Vescovo di Roma.Vorremmo a questo punto ricordare a Papa Francesco, se ancora Papa possiamo chiamarlo che il suo predecessore di venerata memoria il Papa Leone X condannò la tesi di Lutero, secondo cui il Papa «non è Vicario di Cristo» (n.25, Denz.1475). Chi è un vicario? Uno che agisce a nome di un superiore, in quanto, per incarico di questi, svolge tutte o in parte le sue funzioni, per cui fa le veci di un superiore e agisce al suo posto, in modo tale che ciò che decide il vicario, supponendo che svolga fedelmente l’incarico, viene con ciò stesso approvato e ratificato dal superiore; vale o ha vigore come se fosse deciso dal superiore. Il Papa è Vicario di Cristo solo per la Chiesa terrena; mentre in cielo il Capo è Cristo; e quando Cristo tornerà sulla terra alla fine del mondo, porrà termine alla serie dei suoi Vicari, non più necessari, perché Cristo governerà la Chiesa direttamente anche sulla terra. L’idea luterana ed ortodossa orientale di una Chiesa governata direttamente da Cristo mediante lo Spirito Santo, è un’ecclesiologia che dissolve la Chiesa terrena in quella celeste e con ciò stesso, per inevitabile ritorsione, a causa della confusione, riduce la celeste alla Chiesa terrena. 

Queste eresie perdono di vista la saggezza, con la quale Cristo ha voluto organizzare la sua Chiesa su questa terra, tenendo conto del fatto che la debolezza umana conseguente al peccato originale richiede che l’organizzazione comunitaria della Chiesa non possa essere lasciata alla buona volontà dei singoli, sia pure sotto la guida dello Spirito Santo, ma debba essere conservata, se occorre, anche con la coercizione, o quanto meno con atti esterni, da un’autorità visibile ed efficace. E questa è l’autorità del Vicario di Cristo, che «lega e scioglie» (Mt 16,19).
La Chiesa «invisibile» di Lutero, con la sua apparente spiritualità e libertà, fu una sua utopia dei primi anni, dopo i quali dovette rendersi conto che un potere coercitivo o quanto meno esterno era necessario, solo che ne istituì uno arbitrario di suo conio, trascurando quello legittimo voluto da Cristo.

Altra osservazione. Un vicario umano ha un certo spazio di manovra, una volta che svolge correttamente il suo ufficio. Ugualmente il Papa, nei confronti di Cristo. Il Papa deve saper distinguere con chiarezza ciò che lo vincola assolutamente a Cristo come suo Vicario, da ciò che Cristo lascia alla sua iniziativa, e quindi anche al suo rischio, considerando soprattutto l’enorme differenza delle circostanze nelle quali visse Cristo dall’ambiente storico nel quale vive ogni Papa. Da come un Papa sa utilizzare quelle circostanze e da come sa muoversi in esse egli dimostra come sa svolgere il suo mandato di Vicario di Cristo. In conclusione  Silvana De Mari su La Verità ha scritto quanto segue: "Se non è e non vuole essere il Vicario di Cristo, allora sarebbe corretto si trovasse un nuovo lavoro. E invece no. Bergoglio continua a farsi considerare papa. Il fatto che non sia più Vicario di Cristo permette alla parola Cristo di non comparire, cioè permette che Cristo sia lasciato fuori dalla scena, sia lasciato fuori dalla storia, una storia che Bergoglio preferisce scrivere da solo". Noi aggiungiamo che Bergoglio può abolire tutti i titoli che vuole, questo non fa altro che rafforzare la nostra idea su di lui, di un papa privo di fede e uomo iracondo che gli piaccia oppure no, come Vicario di Cristo verrà Giudicato da Nostro Signore sia che appaia sull'annuario pontificio, o che non appaia più.

Viene prima il sacrificio o il banchetto?

Padre Serafino Lanzetta: Il modo di ricevere la S Comunione
     
   Corrispondenza Romana
https://youtu.be/UE6Gg7KX8mQ

Comunione sulla mano? Le premesse dell'attuale sbandamento eucaristico

I fraudolenti nel nono cerchio dell’Inferno

Concilio Vaticano II / Monsignor Viganò risponde a padre Weinandy


Cari amici di Duc in altum, nell’ambito del dibattito sul Concilio Vaticano II monsignor Carlo Maria Viganò ha inviato una risposta al padre Thomas Weinandy, il quale in un suo scritto aveva condiviso le preoccupazioni dell’arcivescovo sostenendo tuttavia di essere in  difficoltà nell’indicare il Vaticano II come causa diretta dell’attuale situazione.

lunedì 10 agosto 2020

Ubi Petrus?

 Ubi Ecclesia ibi Petrus. Il Papa e la Chiesa oggi


Ritorniamo sul tema del Papa in relazione alla Chiesa, con altre domande... C'è un munus spirituale e uno di governo? Benedetto XVI è il vero papa? Cosa succederebbe se Benedetto XVI venisse a mancare?

https://www.youtube.com/watch?v=ij6xmAcows8

Il Papa, chi è costui? Tanti se lo chiedono, tanti vi rispondono

Verso il Cristo Emerito

Vaticano, svolta del Papa nell'annuario: scompare "vicario di Cristo"

Nell'annuario pontificio del 2020 manca l'espressione "vicario di Cristo". Critiche da parte dei tradizionalisti per l'ultima scelta di Papa Francesco

Papa Francesco è un pontefice che guarda più alla sostanza che alla forma, ma per molti cattolici l'adesione allo schema formale è sinonimo di rispetto della dottrina.

L'ultima polemica, in ordine di tempo, riguarda la mancata presenza del titolo "vicario di Cristo" nell'edizione del 2020 dell'annuario pontificio.

Un terreno di incontro

Pro o contro il Concilio, la Chiesa nel vortice. Linee guida per una pacificazione



(s.m.) Il rigetto dell’intero Concilio Vaticano II, propugnato a fine giugno dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ha riacceso prepotentemente la disputa su quel Concilio, sulla sua ortodossia od eresia.

È sperabile che questa disputa non produca uno scisma ma piuttosto un confronto equanime che metta finalmente in luce la “verità” di quel grande evento?

È ciò che auspica, in un’ampia e argomentata nota inviata a Settimo Cielo, il professor Pietro De Marco (nella foto), filosofo e storico di formazione, già docente di sociologia della religione nell’Università di Firenze e nella Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Precedono il testo, per agevolarne la lettura, un “abstract”, un breve sommario della nota stessa, e i rimandi a tutti i post di Settimo Cielo dedicati alla questione, in ordine cronologico.

Dove siamo andati a finire..

Con un poco di zucchero la pillola RU486 va giù

RU486 PILLOLA

 Nel 1980 il laboratorio francese Roussel-Uclaf mette a punto la molecola del mifepristone per rendere possibile l’aborto “chimico”, che nella mente del suo inventore Étienne Émile Baulieu doveva servire per realizzare l’aborto nei Paesi in cui la pratica chirurgica poteva risultare pericolosa (unsafe abortion). La RU486 comincia a diffondersi in gran parte dell’Europa a partire dal 1988 e nel 2001 arriva in Italia. Nel 2009 l’Azienda Italiana del Farmaco (AIFA) autorizza la vendita della pillola sotto il nome commerciale “Mifegyne” e il numero di aborti chimici sale drasticamente, arrivando nel 2017, secondo il Ministero della salute (qui), a 14.267.

Un vuoto infinito

GOVERNO E MONDO CLERICALE CANCELLANO DIO (PERFINO NEI DOCUMENTI VATICANI) COL PRETESTO DEL COVID


C’è una vittima illustre del Covid, la più illustre, eppure è passata inosservata: Dio. Non poteva esser “fatto fuori” dal Covid, ma è stato cancellato dagli uomini a motivo (o con il pretesto) del Covid. Non si tratta solo di ciò che è avvenuto nei mesi del lockdown – una sorta di blackout della Chiesa – che è stato clamoroso e non ha precedenti in duemila anni di storia.

Prima che sia troppo tardi

Letture / La Cina è vicina. Ed è il nostro domani?


Cari amici di 
Duc in altum, per la rassegna Letture, Aurelio Porfiri ci porta in Cina, paese da lui ben conosciuto. Ma ci conduce anche in quello che ha tutta l’aria di essere il nostro futuro prossimo. Perché, tra intelligenza artificiale, veicoli a guida autonoma, tecnologie green, smart city e riconoscimento facciale, lì chi progetta il nostro mondo di domani è già all’opera.

Si tratterebbe proprio di una religione inutile..

Il dramma di una Chiesa autoesiliata e di un Dio inutile

Anche l'illuminista Il Mulino nota che la Chiesa si è fatta inutile. Ma per la rivista bolognese è un merito perché non serve più la salvezza di Cristo, ma basta una “prossimità religiosa dell’umano”. 


domenica 9 agosto 2020

Sotto gli occhi tutti

 RIPARTIRE DAL "PECCATO"?

Dobbiamo tornare a chiamare peccato "il peccato". A parlarne: e non per umiliare l’uomo, ma al contrario per ricordargli la sua "vera condizione" e per riaprire davanti a lui "la prospettiva dell’eterno" oggi pressoché dissolta                                                                                                                                                             di Francesco Lamendola  

 

http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/7sigillo-Lang/0-NUOVISSIMI/0--19-faust.gif

 

L’uomo è peccatore. Lo è costituzionalmente, strutturalmente, quale conseguenza della Caduta. Non esiste alcuna possibilità, per lui, di oltrepassare la propria natura con le sue sole forze; non esistono accorgimenti educativi o esperimenti sociali che possano metterlo in grado di non essere più quel che necessariamente è, è sempre stato e sempre sarà, fino alla fine dei tempi: un grande peccatore. Egli può ottenere il perdono di Dio, ma non può vincere la sua natura di peccatore, se non con l’aiuto costante, indispensabile, della grazia divina: se pretende di bastare a se stesso, non può fare niente. 

Lavorare quasi “sott’acqua”

“Oggi si ha paura del vento forte del potere del mondo e di Satana e si affonda nel dubbio e nell’infedeltà”

barca di pietro

Domenica XIX del Tempo Ordinario (Anno A)

(1Re 19,9.11-13; Sal 84; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33)

 Le letture di oggi sono davvero di un’utilità straordinaria per registrare l’aiuto che il Signore ci sta dando attraverso la Scrittura, come viene proposta secondo i ritmi della liturgia. 

Ovvio che ci sarà la persecuzione….

LA NUOVA CONTRORIFORMA DELLA CHIESA in 10 PUNTI. Il parere di un semplice battezzato


Nell’introduzione al primo volume “Confidenze di Gesù ad un sacerdote”, mons. Ottavio Michelini scrive:

Perché Dio ha scelto me? Per confondere i superbi, gonfi di orgoglio per il loro sapere, che di errori, di eresie hanno riempito la Chiesa, avvelenando le anime.

Sì, scemenzeerrori , eresie, su Dio, sulla Chiesa, sulla Vergine SS.ma, sulla Rivelazione; Dio è infinitamente semplice e semplici ed umili vuole noi.

Ateo muto

DOCUMENTO “ATEO” DAL VATICANO? IL SILENZIO DI MONS. PAGLIA.


 Carissimi amici di Stilum Curiae, ci ha scritto un amico di lunga data che lavora in Vaticano, per manifestarci tutta la sua sorpresa su come la Pontificia Accademia per la Vita, e in particolare il suo responsabile, mons. Vincenzo Paglia, ha risposto alle critiche rivoltegli per il documento sulla pandemia. Critiche che sono state avanzate non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo (in calce troverete, se ne avete voglia, i collegamenti agli articoli). Il documento è stato accusato, fra l’altro, di essere privo di qualsiasi lettura dal punto di vista della Rivelazione, di avere omesso tematiche di grande attinenza col mandato dell’Accademia ritenendole politicamente inopportune, di aver collegato il tema della pandemia con quello della tutela dell’ambiente in modo forzato e privo di fondamento scientifico e teologico, di avere accuratamente evitato di condurre una lettura spirituale dell’evento dal punto di vista della teologia della caduta e della redenzione ossia dell’invito alla penitenza e alla conversione, di avere proposto sì la conversione ma non a Dio bensì alla natura da rispettare e alla solidarietà umana nel bisogno, di aver ripetuto passivamente le note tesi imposte a livello planetario da chi ha in mano l’opinione pubblica. Insomma, bazzecole, come potete vedere. Ma leggiamo dello stupore di questo amico, che si auto-battezza – mentendo – pesce piccolo….

Le rane bollono nella palude?

La "partita" decisiva per la Chiesa: chi può succedere al Papa

In Vaticano ragionano sul futuro della Chiesa. Già da adesso può iniziare la partita per il dopo Bergoglio

Parlare del prossimo Papa con Jorge Mario Bergoglio ancora regnante può essere percepito come un esercizio privo di senso, ma di questi tempi alcune case editrici stanno pubblicando alcuni libri che trattano proprio del "Next Pope", del consacrato che sarà chiamato a regnare sul soglio di Pietro.

"Perché?", ci si potrebbe chiedere. Le ragioni possono essere soprattutto due: c'è chi evidenzia che i cardinali non si conoscano tra di loro e quindi abbiano bisogno in anticipo dei profili degli altri porporati per scegliere in futuro, ma c'è anche chi pensa che papa Francesco possa persino dimettersi. Joseph Ratzinger ha aperto una breccia nella storia.

Senza Speranza?

VIA LIBERA ALLA RU IN DAY HOSPITAL

Aborto fai da te, per la donna e i bambini non c'è Speranza

Gravissima decisione del ministro Speranza dopo il parere del Consiglio superiore della Sanità: l’aborto tramite RU486 dovrà essere fatto in regime di day hospital. Mezz’ora in ambulatorio e poi a casa dove la donna sarà lasciata sola con la morte del suo bambino tra effetti collaterali pericolosissimi e accertati ormai da tutta la letteratura scientifica. Le nuove linee guida confermano l'orientamento di molte regioni che permettevano alle mamme di firmare anticipatamente per la fine del ricovero. Ecco lo spirito malvagio della 194. 

sabato 8 agosto 2020

I predicatori instancabili dell’immigrazione selvaggia

 COATTO SUICIDIO DI UNA CIVILTA'


Ci stiamo estinguendo, e la risposta è "l’immigrazione"? Perchè l’islam è una "minaccia mortale" e costituisce un fattore di destabilizzazione permanente per le società europee: l'intervista di Francesco Toscano a Magdi Allam                                                                                                                                    di Francesco Lamendola  

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Intervistato da Francesco Toscano per Vox Italia il 30 giugno 2020, Magdi Cristiano Allam, in un video intitolato L’ora più buia della Chiesa di Roma. Papa Francesco ha tradito l’insegnamento di Gesù Cristo, metteva lucidamente a fuoco non solo la problematica religiosa odierna, ma tutti i nodi essenziali della drammatica crisi che vede ormai compromesso il futuro dell’Italia e la stessa sopravvivenza del popolo italiano, dicendo fra l’altro (min. 8,25-16,36):

La dottrina si suppone già messa al sicuro..?

Concilio Vaticano II / Il cardinale Zen risponde al professor de Mattei

Cari amici di Duc in altum, il dibattito sul Concilio Vaticano II prosegue e coinvolge eminenti esponenti del mondo della Chiesa oltre che studiosi.

Oggi l’amico Aurelio Porfiri (a proposito: buon compleanno Aurelio!) mi ha fatto pervenire la risposta del cardinale Joseph Zen al professor Roberto de Mattei, il quale in un recente articolo aveva confutato alcune tesi espresse dal vescovo emerito di Hong Kong.

Protocollo CEI

LO AVEVANO PREVISTO TUTTI E DA ANNI ERANO IN CORSO ESERCITAZIONI – Franco Fracassi #Byoblu24



Su #Byoblu24 il giornalista d’inchiesta Franco Fracassi racconta le dinamiche che hanno portato allo scoppio dell’emergenza sanitaria in tutto il mondo definendo questa malattia come “l’evento più previsto del XXI secolo”. Spiega ogni dettaglio nel suo libro “Protocollo contagio: come e perché avrebbero potuto proteggerci dalla pandemia e non l’hanno fatto”, una inchiesta che porta alla luce omissioni, mancanze e bugie delle grandi potenze mondiali “che sapevano, che da anni erano pronti a gestire una emergenza sanitaria di questo tipo e che in diversi report del 2019 prevedevano addirittura tempi, modi e proporzioni di quella che sarebbe stata la grande pandemia”.

Chiesa che vai, Messa e sacramenti che trovi

LA CDF SUL BATTESIMO

Una nota condanna la liturgia fai da te. Ma ora si applichi

La Congregazione per la Dottrina della Fede, nel Responsum del 6 agosto, ha chiarito che non sono valide formule arbitrarie come «Noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» e che è necessario battezzare «in forma assoluta». Nella collegata Nota dottrinale, si ricorda che i Sacramenti non sono soggetti ai gusti personali ma vanno amministrati in fedeltà a Cristo che li ha istituiti. Un documento realmente cattolico, da applicare sempre.