ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 10 marzo 2013

La chiesa che danza al Conclave


Tra rivoluzione, messe pop e ortodossia, le chance del cattolicesimo latinoamericano, il più grande serbatoio di fedeli del mondo. Assediato però dalle sette

Per avere una prova dello stato di salute della chiesa cattolica in America latina è sufficiente dare uno sguardo al santuario Theotokos Madre di Dio di San Paolo, in Brasile. E’ la chiesa più grande del Sudamerica, superando di gran lunga il santuario di Nostra Signora di Aparecida. Inaugurata alla fine del 2011, si estende su uno spazio di 30 mila metri quadrati. L’altare è alto cinque metri, un’enorme croce di quarantaquattro metri d’altezza conduce i visitatori al complesso voluto da don Marcelo Rossi, brillante sacerdote quarantaquattrenne di origini marchigiane che in cinque anni è riuscito a creare questo “santuario, polo di riflessione, di meditazione e attrazione turistica” capace di accogliere fino a centomila fedeli.

Church màgnager


Dopo il prepensionamento del prof. Ratzinger, entrano in Consiglio di Amministrazione, certi della nomina ad Amministratori Delegati, il dott. Scola e l'ing. Scherer. Entrambi si saranno già fatti confezionare un costoso abito sartoriale, così come aveva fatto l'ultima volta il geom. Tettamanzi.

La paura di tutti? Un Papa “lefebvriano”


Conclave, Sant’Egidio teme, CL spera. La paura di tutti? Un Papa “lefebvriano”

Più dei casi pedofilia ad angosciare i cardinali sono le possibili retromarce sulla liturgia dopo le aperture di Ratzinger. Intanto movimenti e congregazioni (gesuiti, salesiani, cappuccini) cercano di capire quale influenza avranno. In pole position i ciellini che puntano su Scola

Conclave, Sant’Egidio teme, CL spera. La paura di tutti? Un Papa “lefebvriano”

La calata degli Unni


I cardinali tedeschi arrivati a Roma per “attuare il Concilio”

Attivi e organizzati, chiedono più tempo per discutere di ecumenismo, evangelizzazione e centralismo romano

Accanto agli organizzatissimi cardinali americani giunti a Roma per le Congregazioni generali e per il Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI, c’è un altro gruppo di porporati che si sta dando da fare per approfondire il dibattito a porte chiuse nelle sessioni che si tengono quotidianamente nell’Aula nuova del Sinodo, contribuendo così a rimandare la decisione sull’ingresso nella Cappella Sistina di qualche giorno.

Habemus papam. Ma se l’eletto si trova in Patagonia?



viaggio
Nel precedente post il professor Sergio Audano si interrogava sulla procedura nel caso dell’elezione di un papa esterno al collegio cardinalizio. E chiedeva: “Viene mandata una missione a chiedere al neo eletto se accetta? E nel frattempo si interrompono gli scrutini e le relative fumate?”.

Un lettore ci ha immediatamente scritto che le regole ci sono, anche se l’ultimo caso del genere risale al lontano 1271.
A lui la parola.
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QUANDO IL NUOVO PAPA NON È NELLA CAPPELLA SISTINA
Vaticano, ultimi preparativi per il Conclave

Dopo giorni di pretattica, il 12 inizia la partita. Ma la tensione è alta sul toto-nome dopo la lunga stagione di scandali. Slovenia: Chiesa condannata a risarcire vittima di pedofilia.

Tutto è pronto. Le stufe sono state preparate. Le stanze sono state assegnate. L'ultimo dei 115 cardinali è arrivato nella Città eterna. E anche il camino da cui è destinato uscire il fumo bianco del nuovo pontificato ha fatto la sua comparsa sul tetto della Capella San Sistina. Le fumate sono previste ogni giorno alle 12 e alle 19. Ora l'unico conclave svolto sotto l'occhio vigile di un ex pontefice, o pontefice emerito, può iniziare.

Quando vivo un papa se ne fa un altro


papi

Ricevo dal professor Sergio Audano, grecista e latinista, e pubblico.
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Caro Magister, le scrivo sollecitato dal suo bel post odierno e dall’intervento autorevole del prof. Carlo Fantappiè:
> Avviso di pericolo: una Chiesa con due papi
Condivido molto il fatto che non è stata definita in maniera sufficiente consona al diritto canonico la nuova posizione di Benedetto XVI.

Ancora sulla Liturgia. Ossia, la Bellezza.


Una giovane lettrice scrive:
«Leggo i commenti sulla dimissione del Papa e mi viene da sorridere. Ci si affanna a giustificare o a condannare la sua scelta, inneggiando alla modernità o gridando al tradimento della tradizione. Ho una età che non mi permette di ricordare la Chiesa prima del Concilio, ma mi viene da sorridere pensando che forse Dio sta ridendo delle nostre convinzioni su cosa sia giusto per celebrarLo. Mi viene da pensare che i riti che seguiamo sono comunque frutto dell’uomo che si è sforzato di pensare cosa Dio volesse da noi.