ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 9 aprile 2013

Boar's world


I " Novissimi " della Chiesa Cattolica e il dramma di Civitanova Marche

Mentre siamo pienamente immersi nel clima pasquale a Civitanova Marche, considerata la città “emergente” del centro-sud marchigiano, tre membri di un’unica famiglia si sono tolti la vita ( 1 ).
I giornali nazionali hanno subito accompagnato la notizia mettendola in risalto alla crescente difficoltà economica in cui vertono moltissime famiglie italiane.
Come credenti abbiamo il dovere di chiederci altri interrogativi.

Wild boar in action


Diario Vaticano / La riforma della curia è già cominciata
Lo si capisce dai primi atti compiuti da papa Francesco. Tutti di rottura, compresa la sua decisione di non alloggiare nell'appartamento pontificio

di *** 
 CITTÀ DEL VATICANO, 8 aprile 2013 – Oltre alla scelta inedita del nome Francesco, papa Jorge Mario Bergoglio sta imprimendo da subito al governo centrale della Chiesa innovazioni che in curia guardano con trepidazione, se non con terrore.

La scelta di non abitare l’appartamento pontificio al terzo piano del Palazzo Apostolico ma di continuare a risiedere nella Domus Sanctae Marthae, che lo aveva ospitato da cardinale durante il conclave, è già di per sé un atto di rottura.

Il vignaiolo inizia a devastare


“Carità nel rapporto con le Chiese”. Il Papa al Laterano cambia il rito e tende la mano agli ortodossi
Parole nuove in un rito antico. Questo pomeriggio Papa Francesco entra per la prima volta nella basilica di San Giovanni in Laterano per insediarsi come vescovo dell’Urbe sulla Cathedra romana. Nel rito, previsto dalla “Universi Dominici Gregis” di Giovanni Paolo II e modificato recentemente da Benedetto XVI, un’ulteriore novità significativa approvata questa volta da Papa Francesco: il testo, ispirato a una tradizione patristico-liturgica antica, col quale il cardinale vicario di Roma lo saluta appena prima che egli si sieda sulla Cathedra recita parole completamente inedite.

lunedì 8 aprile 2013

NELLA SUPERLOBBY USA

ASPEN ITALIA: NELLA SUPERLOBBY USA, TRA AMATO E PRODI, ECO E MAGRIS, ANCHE TRE VESCOVI

Chi sono i 226 soci di Aspen Italia? Oltre ai soliti Prodi, D’Alema, Amato, Violante e Moavero ci sono i vescovi Rino Fisichella, Giovanni Giudici e Vincenzo Paglia - E poi anche Eco, Claudio Magris e Cristina Comencini - E le ‘partecipate’? Partecipano! Con Conti, Recchi, Bassanini e la Tarantola…

Stefano Sansonetti per www.lanotiziagiornale.it
ROMANO PRODIROMANO PRODI
Inutile girarci intorno: pur di entrarvi in pianta stabile sarebbero disposti a fare carte false. Troppo forte la tentazione esercitata dall'Aspen, ormai sempre più crocevia di lobby, relazioni e affari a 360 gradi. Basta andare a guardare l'elenco dei soci ordinari dell'Aspen Institute Italia, inserita nel network che fa capo all'Aspen americana, per farsi un'idea. La lista, riservata, è gelosamente custodita dall'associazione, ma LaNotiziagiornale ne è venuta in possesso. In essa spuntano ben 226 nominativi, non senza gustose sorprese. All'interno, tanto per dirne una, ci sono anche tre big del Vaticano.

La grancassa dei tromboni spara stonate sempre maggiori, a tutte le ore e occasioni!


Chiese piene e omelie online

Il Papa con i fedeli a San Giovanni in Laterano
IL PAPA BENEDICE I FEDELI A SAN GIOVANNI IN LATERANO

I parroci affermano: "Più fedeli nei confessionali"


E' l'effetto Bergoglio. Mentre si registrano critiche al nuovo Papa da intellettuali e siti web fino a un mese fa dichiaratamente papisti che mal digeriscono la sobrietà del successore di Benedetto, continua l’onda di simpatia dei fedeli per Francesco.

Una simpatia non certo riconducibile a un’infatuazione mediatica: tante persone si sono riavvicinate al sacramento della confessione nei giorni di Pasqua perché colpite dalle parole di Bergoglio sul perdono e sulla misericordia. A testimoniarlo sono parroci e sacerdoti di varie parti d’Italia.

BERGOGLIO ACCONTENTA MELLONI:

 RITORNA L'ORRENDA FERULA DI SCORZELLI...


Che Bergoglio abbia tutta l'aria di essere un fine demagogo mi sembra ormai accertato. Che tuttavia con Benedetto XVI ancora vivo egli decida di riesumare (proprio mentre i vari Piero Marini, Sodano, Re, Filoni, sono appena usciti dai loro sarcofagi dorati) anche l'orrida croce di Scorzelli, lo trovo un segnale inequivocabile. Peccato, se non altro, per il cattivo gusto! Posso infatti capire che Paolo VI non avesse per niente gusto. Ci sta, non mi stupisce, viveva nei rivoluzionari anni '60-'70. Posso anche capire che Giovanni Paolo II nella sua umile capacità di vivere gloriosamente e senza risparmiarsi la propria autorità papale abbia deciso di mantenere la ferula ricevuta da Paolo VI e Giovanni Paolo I. Ma che dopo l'archiviazione di quel crocifisso dell'orrore, con il Cristo le cui mani sembrano artigli, con le gambe sguaiatamente aperte, e con il volto invisibile, Bergoglio trovi il coraggio di riesumarlo, beh... Questo è veramente troppo! 

Papa Francesco : la demagogia alleata della bruttezza !



Ecco : nel  giorno in cui il papa si siede sulla Cattedra in San Giovanni in Laterano... salta fuori il vecchio e tanto contestato pastorale di Lello Scorzelli...
Si sta raccogliendo il peggio dei papati degli ultimi quarant'anni: di Ratzinger, ha preso - nell'emblema - la mitria al posto della millenaria tiara; di Wojtyla il pastorale storto  (anche se in parte era pure di Montini che lo introdusse) e di Montini le vesti sciatte.
Abbiamo ardentemente sperato che finalmente le brutture anni '70, con quegli inutili minimalismi e mostri camuffati da figure, sacre, fossero rimasti relegati nel dimenticatoio... per far spazio all'ermeneutica della continuità ... 
Dopo i piagnistesi del vestale Boffo, dell'eccitato Melloni e compagnia brutta ... Qualcuno ha ceduto e il simbolo della bruttezza è tornato !!!

domenica 7 aprile 2013

Tromboncini in SPEM *

Quanta lontananza tra papa Francesco e il card. Martini!

Estremisti del Fatto Quotidiano, come Gianni Barbacetto e Salvatore Cannavò, hanno tristemente esultato per la mancata elezione al soglio pontificio del card. Angelo Scola, di area ciellina, e per la vittoria di un cardinale vicino all’ex arcivescovo di Milano, Martini. Non vorremmo interrompere i festeggiamenti di questi improvvisati intellettuali, ma la verità è che Papa Francesco è lontano anni luce dal card. Martini, personalità convintamente cattolica diventata sua malgrado un riferimento per i nemici della Chiesa e che ha a sua volta generato figli spirituali, comeVito Mancuso e Ignazio Marino, osannati come riferimenti dal laicismo.