Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
Sembra che le sorprese su questo Papa (cfr. all'etichetta "Bergoglio") siano destinate a protrarsi, visto che ad ogni piè sospinto fa sobbalzare chiunque abbia una benché minima conoscenza cristica e dottrinale. (cfr. QUI).
Disse infatti Gesù: "Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt. 7, 15-16).
Ed anche: "Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti" (Mt. 24, 24).
Dopo l'annientamento dei Francescani dell'Immacolata, ora è la volta dell' Ordine di Malta?
Un altro scontro scuote la Chiesa. Questa volta il campo di gioco è il Sovrano Militare Ordine di Malta, pluri-centenario ordine cavalleresco (“Ordine religioso laicale” che ha, tra i suoi fini, quello del “servizio alla Fede e al Santo Padre”).
Nei giorni scorsi è trapelata la notizia delle dimissioni (forzate) del Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager il quale avrebbe chiuso gli occhi sulla distribuzione di preservativi negli ospedali dell’Ordine (SMOM) in Africa. Epurazione che non è piaciuta a Papa Francesco, tanto da spingerlo a commissariare i Cavalieri di Malta.
Di seguito riportiamo l'accaduto. Da non perdere l'ultimo articolo e gli atti sconvolgenti del vescovo di Roma...
Meglio ebrei che lefebvrianiCome certi moderni cattolici odiano il cattolicesimo
Hofmann ad un Congresso ebraico in Argentina
E’ risaputo che in Vaticano non vige più la monarchia e che da tempo si è affermata la repubblica. Ora, nonostante in quel luogo un tempo rispettabile e abitato da persone scelte, soprattutto per la loro aderenza al credo cattolico, continuino a trovarsi laureati in abito talare, si verifica per ogni giorno che passa la presenza di sempre più personaggi sui generis che in fatto di comprendonio fanno a gara con i tifosi di calcio del bar dello sport – sia detto con tutto rispetto per questi ultimi, che almeno non vanno a disputare in Vaticano.
Questo nuovo livello intellettivo fa sì che la repubblica vaticana vada intesa nella sua accezione più popolare: quella di caos.
Ma è proprio vero che il cristiano, per parlare di speranza, deve condividere l’altrui disperazione? Riflessioni sulle idee che il pontefice ha espresso in occasione dell’udienza generale del 4 gennaio
di Francesco Lamendola
Nell’udienza generale del 4 gennaio 2017 papa Francesco è tornato su un tema che aveva già trattato, rivolgendosi alla comunità dell’ospedale pediatrico del Bambin Gesù: la sofferenza che colpisce gli innocenti, il dolore di una madre che perde il figlio, come la Rachele dell’Antico Testamento, assurta a simbolo di tutte le madri e di tutte le persone incolpevoli che soffrono per una perdita lacerante, per un dolore straziante.
Le idee che il pontefice ha espresso in quella occasione non sono nuove, nella sua catechesi; pure, questa volta, riteniamo che abbia passato il segno. Pur senza esporsi apertamente all’accusa di eresia – accusa che, comunque, ben difficilmente gli verrà mossa, visto che si è circondato di un esercito di fedelissimi e che la sua politica consiste nell’ignorare, disprezzare o denigrare quanti criticano talune sue iniziative o affermazioni - ha trasmesso dei concetti e condiviso delle riflessioni che non sono affatto in linea con il Magistero della Chiesa cattolica, quale lo abbiamo sempre conosciuto e quale ci è stato insegnato, prima e dopo il Concilio Vaticano II: perché il Magistero non è una opinione, mutevole come tutte le opinioni, ma è l’espressione del dogma, calato nelle più varie circostanze della vita. A meno di pensarla come quel sacerdote modernista belga, che, nella veste d’ispettore scolastico, ha preso nel mirino un insegnante di religione cattolica, Arnaud Dumouch, per il suo modo troppo “tradizionale” di svolgere la sua professione, ad esempio parlando dei miracoli di Gesù e anche di quelli avvenuti a Lourdes, ed è sbottando in queste parole: Come si può ancora seguire il Magistero, oggi, dopo l’affare Galileo? Tanto per la cronaca, diremo che questo bravissimo sacerdote ha anche affermato: Lei ha insegnato che Cristo è davvero resuscitato! Ma non è che un simbolo! Lei fa dell’esoterismo! (vedi l’articolo del giornalista Marco Tosatti, disponibile in rete); e, sempre per la cronaca, aggiungeremo che il calvario dello sfortunato insegnante belga, già rettore dell’Istituto Dottore Angelico, si è concluso con il licenziamento, alla fine del 2015. La sua colpa? Aver affermato che i miracoli esistono, a cominciare a quelli di cui parla il Vangelo.
I "dubia" di Muller e i guardiani della rivoluzioneUn'intervista del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, critico per la pubblicità data ai "dubia", diventa la nuova arma dei "turiferari" per attaccare i quattro cardinali e chi li sostiene. Ora il tentativo è di creare divisione fra di loro, terza tappa di una strategia per impedire che si affronti seriamente il tema posto dai "dubia".
Come era prevedibile hanno fatto rumore le parole del cardinale Gerard Muller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, pronunciate in una intervista a “Stanze vaticane” del TgCom24; e sono ovviamente passate come un siluro contro i quattro cardinali (Burke, Brandmuller, Caffarra e Meisner) che avevano firmato i cinque “dubia” sulle interpretazioni della esortazione apostolica Amoris Laetitia.
All’interno di una intervista più ampia, che aveva a tema soprattutto la continuità tra Benedetto XVI e Francesco, argomento dell’ultimo libro del cardinale prefetto, Muller ha detto tra l’altro che non gli è piaciuta l’idea di rendere pubblici i "dubia" e che esclude la possibilità da parte dei cardinali di una “correzione fraterna” del Papa in materia perché «in questo momento non si tratta di un pericolo per la fede», facendo esplicito riferimento alle condizioni poste da san Tommaso.
La cosa ha colto di sorpresa anche perché diversi pronunciamenti pubblici del cardinale Muller andavano finora nella direzione del sostegno ai “dubia”. L’ultimo appena un mese fa all’agenzia austriaca Kathpress. Cosa è dunque successo? Ha cambiato davvero idea il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede?
L’anno nuovo, celebrato dalla festaiola società internazionale laica così come da quella ecclesiale, con botti e cumuli di messaggi augurali, gli stessi dell’anno precedente, non poteva principiare diversamente, con le solite stragi e carneficine a firma islamica, con le solite sciocche riflessioni che, formulate e trasmesse per bocca e per penna da autorevoli personaggi, suonano tanto più bischere e vacue ma pericolose quanto eminente è il ruolo di chi le confeziona e le ammannisce urbi et orbi e, infine, con trasmissioni televisive che dànno il basso grado di discernimento e di serietà con cui si conduce l’informazione.
Sciocchezze, che purtroppo, come si dice, fanno tendenza ed influiscono negativamente sul pubblico e privato pensiero e sulla coscienza. Ne diamo una selezione breve e spicciola ma significativa.
1 – Nell’intervista, concessa al corrispondente de “La Verità” (7 gennaio 2017, pag. 11), il vaticanista Aldo Maria Valli - alunno della “scuola di Bologna” del sinistro Giuseppe Alberigo, attualmente in servizio RAI Tg1 ed ex Avvenire - alla domanda che cosa di importante avesse ereditato dalla frequentazione col defunto cardinale Carlo Maria Martini, risponde. “Il suo invito a suddividere le persone non fra credenti e non credenti, ma fra pensanti e non pensanti mi ha spinto a utilizzare la libertà cristiana senza paura”.
Che fa il nesci, Eminenza? o non l’ha letto? ovvero l'incredibile Müller
Domenica scorsa, 8 gennaio, la rete televisiva Tgcom24 ha intrattenuto il Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, il Card. Gerhard Ludwig Müller.
Riferendosi alla questione dei “dubia” presentati dai cardinali Burke, Meisner, Brandmüller e Caffarra su alcuni paragrafi dell’Amoris Laetitia, ecco come se n’è venuto fuori il “custode della dottrina cattolica”:
«Ognuno, soprattutto i cardinali della Chiesa Romana, hanno il diritto di scrivere una lettera al Papa. Mi sono stupito perché questa però è diventata pubblica, costringendo quasi il Papa a dire sì o no. Questo non mi piace. Anche una possibile correzione fraterna del Papa, “mi sembra molto lontana, non è possibile in questo momento perché non si tratta di un pericolo per la fede come San Tommaso ha detto.»
«Siamo molto lontani da una correzione e dico che è un danno per la Chiesa discutere di queste cose pubblicamente. Amoris Laetitia è molto chiara nella sua dottrina e possiamo interpretare tutta la dottrina di Gesù sul matrimonio, tutta la dottrina della Chiesa in 2000 anni di storia. Papa Francesco chiede di discernere la situazione di queste persone che vivono un’unione non regolare, cioè non secondo la dottrina della Chiesa sul matrimonio, e chiede di aiutare queste persone a trovare un cammino per una nuova integrazione nella Chiesa secondo le condizioni dei sacramenti, del messaggio cristiano sul matrimonio. Ma io non vedo alcuna contrapposizione: da un lato abbiamo la dottrina chiara sul matrimonio, dall’altro l’obbligo della Chiesa di preoccuparsi di queste persone in difficoltà.»
Che la Chiesa stia attraversando un momento di crisi gravissima, è sotto gli occhi di tutti. Che la crisi sia alimentata dall'alto, è cosa evidente e tristissima. Che la Gerarchia, salvo rare eccezioni, taccia e si mostri prona al gerarca, non ha bisogno di dimostrazione.
Ma quel che sconcerta è vedere che nel novero dei cosiddetti tradizionalisti vi sia chi, con sprezzo del ridicolo, si bei del settimo candeliere o dell'accidentale celebrazione versus Deum nella Cappella Sistina, in occasione della Messa celebrata da Bergoglio nella festa del Battesimo di Nostro Signore.