ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 12 febbraio 2017

Il Piave mormorò: passa lo iota.. anzi due o tre!?

Gesù risponde ai Dubia; causa finita

vangelo

Patatrac bollente?

Un inviato del papa a Medjugorje

«Non indagherà sulle apparizioni»

Il portavoce vaticano Greg Burke precisa: «Il rappresentante di Francesco si occuperà degli aspetti pastorali» e in particolare dei rapporti tra le gerarchie della chiesa locale


Francesco vuol vederci chiaro su Medjugorje, borgo della Bosnia Erzegovina che da 35 anni è teatro di apparizioni mariane e pellegrinaggi: ha nominato un «inviato speciale» che indagherà sui pellegrinaggi e sull’accoglienza che in quella parrocchia-santuario ricevono i pellegrini.

Termometri e febbri

“ESCLUSIVO: la mia fonte in Vaticano mi ha rivelato la vera causa delle dimissioni di Benedetto XVI” di Fra Cristoforo


ESCLUSIVO: la mia fonte in Vaticano mi ha rivelato la vera causa delle dimissioni di Benedetto XVI” di Fra Cristoforo
Il giorno 11 Febbraio 2017 sono 4 anni esatti dalla rinuncia di Papa Benedetto XVI. In tutto questo tempo si è parlato moltissimo di questo fatto storico. Vi suggerisco diverse letture su inchieste di Antonio Socci in merito, che credo sia l’unico che in questi anni abbia fatto oneste indagini, approfondite e accurate, per cercare di dare una spiegazione a quell’evento.

Se Dio non è cattolico

Valli: le mie domande al Papa di cronista e cristiano
Il dibattito sul papato. La Nuova BQ intervista il vaticanista Aldo Maria Valli, autore di un libro sui temi trattati da Papa Bergoglio che generano domande, dubbi e questioni aperte che interrogano il nostro essere cristiani: «Ho avvertito il bisogno di fare il punto della situazione individuando i motivi di una crescente inquietudine che ho avvertito in me stesso, come credente e come figlio della Chiesa, soprattutto dopo la lettura e la rilettura di Amoris laetitia».

Se Dio non è cattolico – parola di Papa Francesco riportata da Civiltà Cattolica – allora è perlomeno 
lecito dubitare che lo stesso papa non sia cattolico. Con questo fulminante sillogismo prende l’abbrivio 266. Jorge Mario Bergoglio Franciscus P.P. (Edizioni Liberilibri), ultima fatica del vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli, agile libretto in cui il segno di interpunzione più ricorrente è il punto interrogativo. Una sterminata serie di punti interrogativi ad indicare – ci pare – più domande retoriche che dubbi sul pontificato di Francesco.

A Farewell to Arms?

Fraternità, addio!


Tutto sembra indicare che stiamo assistendo alla lenta e penosa morte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per mano degli astuti modernisti romani e dei liberali oggettivamente traditori della Fraternità, forse soggettivamente ingenui, Dio lo sa.
Tutta una serie di interviste a Mons. Fellay e a Mons. Pozzo stanno preparando l’opinione pubblica a dare il benvenuto alla notizia dell’erezione della prelatura San Pio X.

A quel punto, dopo molti anni di persistente lavoro, il diavolo avrà raggiunto il suo scopo: demolire il gran baluardo creato da Mons. Lefebvre in difesa della Tradizione e per combattere il modernismo scatenatosi nel concilio Vaticano II.

“Credere il dubbio” ?


KATALEPTON Ovvero: alla spicciolata. 
Crimini e fattacci cattolici.

Lo spunto virgiliano del titolo, messo a cappello di questo nostro intervento, non tragga in inganno il lettore ché non di tematiche idilliche o elegiache scriveremo ma di autentici crimini e di fattacci che, pur esposti alla spicciolata uno via l’altro, non sono per questo meno lesivi della Verità, cioè di Cristo, ed indiziarî del baratro dell’errore e dell’apostasìa in cui sta precipitando il Magistero Ecclesiale.
Ne parliamo perché sentiamo di dover opporre viva e forte e santa resistenza – a costo di rischiar l’inquisizione misericordiosa bergoglio/spadariana o quella poliziesca dell’italiota DIGOS - a quanto, nella nostra Santa Madre Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana sta, sinodo dopo sinodo, omelìa dopo omelìa, udienza dopo udienza, intervista dopo intervista, corrodendo il fondamento teologico dogmatico ed etico e devastando le coscienze dei fedeli.
  

La cassaforte della camorra


Il Codice da Vinci: il ritorno


unknownApprendiamo della recensione, su un giornale locale on line, del libro dal titolo “Verità e giustizia per padre Fidenzio Volpi”, presentato, a detta dell’autore dell’articolo, a un folto pubblico. Le immagini, però, tradiscono la parola. A occhio e croce le foto mostrano una quarantina di presenze, compresi relatori fotografi e due microfoni. (http://www.cronachemaceratesi.it/2017/02/06/verita-e-giustizia-per-padre-fidenzio-volpi/921202/)
Folto, dunque, è l’aggettivo più che mai appropriato poiché palesa una fervida immaginazione, proprio come il contenuto del libro scritto, almeno nella parte che si riferisce agli assurdi legami tra la camorra e l’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata. Secondo l’autore del libro, infatti, l’Istituto religioso sarebbe addirittura la cassaforte della camorra.

Il “metodo Bedeschi”

INEFFABILI MODERNISTI


    Ineffabili modernisti: se la dicono e se la godono. Per loro il Vangelo è una cosa di sinistra e chi non la pensa come loro non è un vero cattolico. Il metodo Bedeschi: legame fra modernismo “storico” e neomodernismo conciliare
di Francesco Lamendola 
Verrà un giorno, prima o poi, in cui sarà possibile valutare esattamente i  settant’anni di storia della cultura italiana susseguenti il 1945, e si capirà fino a che punto siano stati viziati, in ogni ambito possibile, dalla filosofia alla storia, dalla letteratura alla teologia, dalla poesia all’architettura, dal cinema alle scienze sociali, da una ininterrotta, compiaciuta, beffarda autoreferenzialità degli intellettuali allineati, autonominatisi studiosi, giudici e soli interpreti autorizzati ciascuno del proprio orticello e della propria parrocchia, e anche di qualche spazio altrui, spesso e volentieri con il denaro pubblico (centri di ricerca e associazioni “culturali” finanziate dagli enti pubblici o direttamente dallo Stato). Mai, in ogni caso, è stata presa in considerazione la voce dei dissidenti; mai è stato concesso il benché minimo credito agli argomenti dei “vinti”; e ben raramente ci si è sforzati di salvare anche solo le forme dell’equanimità, dell’obiettività, della ricerca e della valutazione spassionate, al solo fine di capire i fenomeni invece di giudicarli dal proprio punto di vista – il punto di vista del vincitore, l’unico politicamente corretto e, pertanto, l‘unico avente la dignità richiesta per potersi manifestare.